48 ore tra Göteborg, Fjällbacka e ritorno.

 

48 ore questo il tempo di un weekend, poco ma sufficiente per farsi un idea e aver voglia di tornare sui propri passi.

Ho raggiunto Paolo venerdì sera a Göteborg e ci siamo regalati un weekend nella zona. Diciamo che con i tempi che corrono potersi ossigenare anche solo per poco con una gita fuori porta, pare quasi miracoloso.

Treno da Stoccolma, tre ore esatte a da TCentralen si arriva a TCentralen, quella di Göteborg.

Notte in città al Clarion Hotel che è veramente a due passi dalla stazione, tutto decorato a festa e affollatissimo, il venerdì sera sembra essere il ritrovo della gioventù e meno gioventù locale.Giretto al freddo e al gelo, cena da Wagner, niente male.

Sabato mattina abbiamo preso l’auto direzione Fjällbacka ma con qualche tappa intermedia. 

Fjällbacka la sognavo da tempo, sfondo dei bellissimi gialli di Camilla Läckberg che divoro da anni. Un libro dopo l’altro mi sono immaginata questo villaggio di poco più di un migliaio di abitanti che si specchia su un arcipelago di un centinaio di isole, spettacolare.

Sulla strada ci siamo fermati prima a Marstrand, con giretto sull’isola ( si va in traghetto, 10 minuti scarsi, 34 corone), scorci da cartolina, casette di legno una più bella dell’altra, un vento gelido e in mare tantissime barche a vela che veleggiavano tra i fiocchi di neve.

Seconda tappa Smögen, villaggio che regala un misto di sensazioni tra St Tropez e i paesini della costa bretone. Bellissimo anche così fuori stagione, con una spruzzata di neve a rendere l’atmosfera un filo surreale. Abbiamo pranzato rapidamente, la mia aringa era ottima, le cozze di Paolo mediocri.


 


Non c’era molta scelta, fuori stagione tantissimi posti sono chiusi, anche il weekend,

Terza tappa direzione Fjällbacka, paesaggi deliziosi lungo la strada. atmosfera super natalizia all’arrivo con mercatino di Natale e processione incorporata, una marea umana poi totalmente scomparsa alle sei del pomeriggio, sparita! 



Abbiamo alloggiato al Bryggan, carino, caloroso, una bella stanza, colazione discreta. Fuori atmosfera da località di mare fuori stagione e un qualcosa di drammatico nei paesaggi. La Läckberg deve essersi ampiamente ispirata ai paesaggi invernali per ambientare i suoi libri, il morto sulla falesia, dietro la casetta del porto, nel peschereccio, direi che mille sono gli scenari che si offrono a noi (e a lei prima di noi)



Abbiamo passeggiato sotto la neve e al mattino siamo saliti in alto sulla falesia attraverso la salita Kungslyftan. Vista spettacolare anche in un giorno di tempo orrendo come il nostro, immagino d’estate.



Poi giro tra le case e i pontili innevati, non stento a credere i motivi che abbiano spinto Ingrid Bergman a eleggere questo piccolo paradisa a metà delle sue vacanze in famiglia.

Ci siamo poi spinti in auto più a nord ancora  e gli scorci sono uno più bello dell’altro. Certo se il tempo fosse stato dalla nostra avremmo potuto approfittarne di più senza congelare, e non avremmo avuto bisogno di rientrare verso Göteborg con troppo anticipo per paura di trovare troppa neve sulla strada. Ne abbiamo comunque approfittato per farci un giretto della città che sicuramente non è per nulla paragonabile in bellezza a Stoccolma, ma comunque piacevole.

Per innamorarvi comunque di questi posti splendidi incominciate ad approfondire la conoscenza della scrittrice svedese lanciandovi nella lettura dei suoi libri, incominciando dal primo, La principessa di ghiaccio

Seguire le storie di Erika Falk, scrittrice, e suo marito Patrick, poliziotto, è una storia  nella storia, raccontata libro dopo libro al ritmo di un omicidio dietro l’altro che i due si troveranno a risolvere insieme.


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