Sogna ragazzo, sogna…



Vi capita mai di ripensare ai giovani che eravate, ai  ventenni che non siete più guardandoli con gli occhi degli adulti che siete diventati oggi?

Mi diverte ogni tanto ripensare a noi, a me, a quei ragazzini che muovevano i primi passi nella vita con tanti sogni, proprio come oggi vedo le mie ragazze muoversi sugli stessi percorsi e con la stessa lucidità negli occhi.

Ne abbiamo fatta di strada e a volte mi sembra talmente incredibile tutto quello che abbiamo fatto anno dopo anno, tutti i risultati raggiunti, i traguardi superati alzando le braccia vittoriosamente o meno.

Qualche  sera fa abbiamo incontrato un vecchio amico, uno di quelli dei nostri vent’anni, o meglio degli inizi dei nostri vent’anni, quando ancora non avevamo vagamente idea di cosa sarebbe stato il nostro futuro, quando ancora chiacchierando tra una birra e l’altra rifacevamo il mondo, con valanghe di idee, sogni, e forse anche illusioni.

Ieri sera osservavo lui, noi, i 50 enni di oggi, i ragazzini di ieri, e tra me e me riflettevo sui percorsi incredibili sui quali forse nessuno avrebbe scommesso. Ripensavo a quanto a 20 anni si possa essere fragili, a come non sia semplice rimanere in equilibrio, a come forse in tanti avremmo voluto avere una sfera di cristallo per vederci così nel futuro, realizzati e felici.

Si ha paura a 20 anni perché è difficile proiettarsi. A 50 ci si volta a guardare i ragazzini che eravamo con tenerezza e anche riconoscenza, non saremmo gli adulti che siamo se quei ragazzini non si fossero battuti per creare solide fondamenta sulle quelli poi noi diligentemente abbiamo costruito.

 Ieri sera osservavo questi due cinquantenni, mio marito e il nostro amico, due uomini brillanti, posso dire di successo nello loro rispettive sfere professionali, due professionisti dai percorsi invidiabili, li osservavo con i loro occhi intelligenti che ricordano quelli dei ragazzini che erano, i tratti dei visi più adulti ma che a tratti mi portano indietro nel tempo, i capelli brizzolati che stanno bene, danno un tocco di maturità in più. Guardandoli, ascoltandoli, immaginavo quei due ragazzi che a vent’anni mai e poi mai a avrebbero osato immaginare i successi che invece con tenacia sono riusciti ad ottenere., li immaginavo fieri e quasi intimoriti dai due adulti in cui si sono trasformati pur mantenendo i piedi per terra e soprattutto una grande, grandissima umiltà.

Sogna ragazzo sogna, cantava Vecchioni in una delle sue canzoni, sognate ragazzi, sognate in grande perché è importantissimo sognare il proprio futuro a vent’anni e sognarlo senza confini, sognarlo immenso, unico e anche impossibile. Siete voi a costruire gli adulti che sarete e vi auguro di fare proprio come noi, non smettere mai di sognare e volare alto e lontano!

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