Gevrey Chambertin e le origini della mia famiglia.

 La mia famiglia è originaria della Borgogna. Il mio bisnonno Théodore Saconney,  lasciò Gevrey Chambertin per trasferirsi a Torino dove divenne proprietario nel 1865 del Buffet della stazione, in un’epoca in cui il trasporto su rotaia in Europa era in piena espansione. La famiglia era all’epoca particolarmente agiata e viveva in una splendida villa sulla collina di Torino.

Qui il mio bisnonno ebbe i suoi 6 figli, l’ultimo dei quali mio nonno Albert. La storia racconta che il bisnonno una volta rimasto vedovo della sua prima moglie, mamma dei suoi due figli maggiori, scrisse a Gevrey Chambertin per farsi mandare una nuova moglie, giovane e forte, alla quale prometteva una vita di agi, riassunta in un “ potrà avere borsette, scarpe e cappellini coordinati e senza moderazione”. Mogli e buoi dei paesi tuoi! Con Agathe, Theodore ebbe i 4 figli minori. Tutti i ragazzi Saconney vennero cresciuti come third culture kids di altri tempi, crescendo trilingue italiano-francese-piemontese. Pian piano che crescevano venivano mandati a Parigi per proseguire gli studi in licei prestigiosi e università rinomate, tutti tranne Albert, il piccolino che studiò invece a Torino dai gesuiti. Forse fosse partito come gli altri fratelli non avrebbe mai incrociato i suoi passi con quelli della signorina Marcelle Gintz, in viaggio a Torino dalla nativa Menton e ospitata dai miei bisnonni proprio nei giorni in cui quella testa calda del nonno era di rientro dalla Cina dove aveva trascorso alcuni anni ad imparare il commercio, il cinese e a scoprire anche i piaceri della carne, motivo per cui fu rispedito al mittente, ma questa è un’altra storia!

Ai bisnonni Saconney non parve forse vero che la giovane Marcelle, appena ventenne, delicata ed educata secondo tutti i crismi, affascinasse il figliol prodigo che si innamorò di lei tipo colpo di fulmine.

I miei nonni vissero poi a Torino per tutta la vita e qui nacquero i loro 5 figli, mio papà Pierre arrivò per ultimo, 8 anni dopo la quarta, morta a tre anni e quasi 20 dopo il maggiore. Come piccolo di casa e con dei genitori anziani per l’epoca ( quando nacque la nonna ne aveva 40 e il nonno un paio di più ), mio papà venne tenuto nella bambagia, protetto all’inverosimile, scolarizzato a casa il primo anno delle elementari per non farlo ammalare, spedito poi dagli stessi gesuiti che avevano educato suo padre.



Perché questo lungo preambolo? Perché oggi sono andata a Gevrey Chambertin, al cimitero dove mio papà, i suoi genitori, i suoi nonni, i suoi bisnonni e i suoi fratelli riposano in pace e insieme. 

Il nostro piccolo on the road francese è stato costruito intorno a questa nostra prima tappa in Borgogna, che racchiude parte della storia della mia famiglia e forse anche un po’ dello stesso spirito di avventura che portò il bisnonno in italia, il nonno in Cina e noi in giro per il mondo!

Per tanti motivi non vado mai al cimitero da mio papà, per me, quasi 18 anni dopo, lui è presente ogni giorno, in tanti piccoli pensieri. Oggi però sono stata felice di farlo e “vederlo” li, immerso tra le vigne che producono tra i migliori vini del mondo, è stato intenso e piacevole.

Dijon

Questi paesaggi sono meravigliosi, i villaggi belli e ordinati, ristorantini con ardesie che raccontano piatti che parlano, aziende vinicole dai nomi prestigiosi che raccontano storie di passione e amore.

A Gevrey Chambertin siamo stati nello splendido Hotel la Rotisserie du Chambertin, stuzzicando le nostre papille nel suo Bistrot Lucien per la cena e lasciandoci svegliare dolcemente da una colazione da 10 e lode.

Per pranzo giretto a Dijon, sempre splendida con il suo centro pedonale con mille ristorantini e negozietti di specialità locali ( moutarde e vini in primis).

Piccolo stop nella cittadina medioevale di Noyers, semplicemente splendida, con pausa rinfrescante in un localino, la Porte Peinte, tra il negozio e il caffè, nato come luogo di incontro degli artisti e con esposizioni sorprendenti.



Adesso direzione Coulanges la vineuse per un tuffo nella memoria, per noi tappa obbligata con le ragazze nelle nostre risalite in auto verso Parigi per volare da Roissy a San Francisco. Era sempre l’ultima tappa delle vacanze in Europa con un sapore di ultima cena.

A Coulange consiglio les chambres d’hôtes du Domaine Maltoff http://www.maltoff.com

e cena a Accolay a l’Hostellerie de la Fontaine


https://www.hostellerie-de-la-fontaine.fr della serie bonjour le foie gras e tutti i piatti della cucina francese tradizionale.

Commenti

Roby ha detto…
Cara Giulietta, non ti ho mai scritto ma vi seguo da molto e vi ammiro tantissimo. Questo post relativo alle origini della tua famiglia mi ha emozionato, il racconto che fai dei tuoi ricordi è molto bello. Grazie per averlo condiviso. Roberta, una tua lettrice.

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