Figli d’expat crescono.

 Mia figlia Chiara la settimana scorsa ha concluso brillantemente il suo ciclo di studi universitari a New York e si appresta a lasciare gli Stati Uniti per una nuova avventura in Europa.  Ad agosto dell’anno scorso sua sorella maggiore l’aveva preceduta, salutando New York e trasferendosi ad Oxford, lasciando quella che per lei era stata casa nel bel mezzo di una pandemia, senza veramente poter voltare pagina nel modo giusto.

Oggi la situazione un po’ migliorata permette a Chiara di chiudere una porta sui suoi nove anni in America, con il giusto susseguirsi di saluti e ultime volte.

Nove anni in un paese, pur tra città diverse, a 21 anni, sono veramente tanti. Chiara è diventata grande negli Stati Uniti, ha attraversato l’adolescenza, gli anni liceali, il periodo fantastico dell’Università. In questi nove anni la bambina che atterrò con me a San Francisco e corse felice tra le braccia del suo papà, ha lasciato spazio ad una giovane donna, bella e determinata. In questi nove anni, esperienze e ricordi si sono susseguiti e mescolati, difficile chiudere una porta con leggerezza.

A queste nostre ragazze abbiamo chiesto molto negli anni, le abbiamo spostate da una parte all’altra del mondo senza chiedere loro il permesso, abbiamo sempre preso decisioni coinvolgendole senza che avessero l’ultima parola, normale e giusto. Adesso che sono grandi sono loro a decidere dove e come andare, sono loro a soppesare i pro e i contri di uno nuovo viaggio che porterà a nuove radici e a nuovi sprazzi di vita.

Non hanno mai protestato, hanno seguito diligenti e felici, strapazzate dentro e sorridenti fuori. Non ci hanno mai fatto sentire il peso delle nostre scelte, forse perché per i bambini e i ragazzi affidarsi ai genitori appare logico e naturale.

Adesso potrebbero decidere di rimanere dove sono, potrebbero, avendone la scelta, rimanere dove con tenacia hanno costruito casa, amicizie, piccoli fili solidi che le tengono ancorate a terra, invece decidono di partire, andare, continuare a muoversi come noi prima di loro.

Sicuramente abbiamo trasmesso loro poca paura nel lanciarsi in nuove avventure, la voglia di andare oltre ciò che si conosce, la curiosità per farlo. Indubbiamente quando cresci dentro questo tipo di vita in cui cambiare paese, città, casa, amici diventa routine, farlo ti spaventa meno, sai che benché sia duro chiudere porte e salutare affetti, di fronte a te troverai qualcosa di altrettanto eccitante e, soprattutto, ciò che hai costruito, legami e ricordi, rimarranno. È comunque sempre un momento difficile. Con la memoria torno indietro alla fine di giugno di 4 anni fa quando tra le lacrime chiudevo la nostra casa di Alvarado Avenue pronta per prendere il volo per la nostra avventura svedese. Pur essendo l’ennesima volta era dura, era comunque dura.

Chiara, proprio lei, che in quei giorni era in Europa per la sua vacanza di fine liceo con le sue amiche, mi scrisse un messaggio bello che conservo e che oggi potrei mandare io a lei, per dirle piangi, sii triste, è normale, ma vai, prendi il volo, atterra dove hai voglia di atterrare, insegui i tuoi sogni e costruisci la tua vita...


“Oggi è una giornata emozionante per te, l'idea di lasciare un paese che ti è caro, un paese in cui hai lasciato come sempre il segno, che siano gli eventi che hai messo in piedi o le amicizie che hai creato, la California, e sopratutto la bay area, non saranno le stesse senza di te.Ma non parliamo di tristezze in un giorno così. Questa settimana non è iniziata bene ma non vuole dire niente. Oggi stai incominciando una nuova avventura. Hai il coraggio di caminare su un filo di ferro [lama di rasoio] e di lasciare tutte le tue attività per trasferire settanta metri cubi di roba in un paese del Nord che tra poche ore chiamerai casa. Oggi deve essere un giorno felice per te perché è l'inizio di una nuova avventura. Io so che farai un sacco di cose belle in questa nuova città e anche se ci sarà un oceano che ci separa, sarò sempre qui per consolarti nei momenti più difficili. Ti voglio tanto bene mamma e anche se oggi è un giorno difficile per te, Macchi, papà e Camilla, so che in Svezia farete cose ancora più grandiose e scoprirai una nuovo parte di mondo che non avevamo mai avuto l'occasione di scoprire. Sei una donna piena di vita, amore e felicità e la Svezia ti aspetta a braccia aperte. 

Con tanto amore ❤️ 

Chiara”


Ecco a parte l’oceano di mezzo, che non avremo, potrei scriverle io queste parole a lei, alle sue sorelle, oggi è in futuro. L’inizio di una nuova avventura è sempre gioia assoluta, e chi ti vuole bene sarà sempre pronto ad incoraggiarti e ad amarti anche da lontano!

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