C’è stato un prima e ci sarà un dopo. La nostra vita non sarà più la stessa.

Se un mesetto fa alla vigilia della nostra partenza per le Dolomite mi avessero raccontato quello che poi sarebbe successo, non ci avrei creduto ma neanche per dieci secondi. E invece. Ogni tanto ancora quando chiudo virtualmente il giornale chiudo anche gli occhi e cerco per due respiri di fare tabulati rasa, poi li riapro e realizzo che è tutto vero. Difficile pensare ad altro, difficile parlare di altro, dialoghi e chat sono un susseguirsi di scambi su un solo ed unico argomento, le voci si fanno più incerte a volte, le parole più dure.
C’è stato un prima di tutto questo e ci sarà un dopo. C’è stata una vita leggera, un mondo che non aveva confini, una libertà di movimento con la quale saziare ogni voglia di libertà.
Ci sarà un dopo: la paura di essere colpiti di nuovo, ci saranno spostamenti cauti, ci sarà la certezza di confini precisi, marcati, aperti di nuovo ma senza più sicurezze per il domani.
Impareremo a guardare alla vita in modo diverso, alla libertà in modo diverso ai rapporti con gli altri in modo diverso. Di colpo stiamo capendo che non tutto è garantito, che il mondo felice che ci siamo costruiti intorno non è scontato,  che il benessere creato è aleatorio. Per qualche mese metteremo le nostre vite tra  parentesi, rinunciando a cose che pensavamo fossero acquisite per sempre. Ma nello stesso tempo fermarsi anche in questi momenti densi di emozioni, spaventosi e tristi, rimette i puntini sulle i, aiuta a far capire valori veri, relazioni importanti, priorità.
Stoccolma ieri primo giorno di primavera

Abbiamo fino a ieri ragionato spessissimo in termini di futuro, domani faremo, domani andremo, domani scopriremo. Ci siamo proiettati nel tempo mille volte, vivendo forse molto poco il momento, e moltissimo il cosa sarà.
Abbiamo sempre riempito calendari con impegni, eventi, cene, viaggi, sogni che si proiettavano avanti nelle settimane, nei mesi, negli anni. Adesso osserviamo calendari in cui uno dopo l’altro gli appuntamenti non esistono più, in cui anche il pensare a tra una settimana sembra strano, non sappiamo cosa si potrà fare tra una settimana, come potremo vivere tra una settimana, quali libertà avremo perso o riconquistato e quali paure accompagneranno le nostre notti. Siamo sempre stati pianificatori attenti del nostro futuro, e oggi come oggi pianifichiamo un giorno alla volta, passettino dopo passettino, progetti e sogni non osano andare troppo lontano.
Avremo imparato tanto alla fine di tutto questo, saremo più forti noi come individui e lo saremo come famiglie, penso un po’ a questo stare insieme forzato come ai primi momenti in espatrio, quando si atterra in un posto nuovo e l’unica certezza siamo noi, il nostro piccolo nucleo famigliare. Ci saranno amicizie che diventano sempre più solide, costruite su quell’esserci, quell’ascoltarsi, quel sostenersi reciprocamente com’è possibile solo quando è veramente dura. Ci sarà una nuova capacità, acquisita per forza di cose, del non fare progetti troppo lontani nel tempo, del non passar sopra quello che si vive, di quel carpe diem che forse troppo spesso ci è sfuggito.
La vita non sarà più la stessa, meno stabile e scontata. Impareremo ad essere grati delle piccole cose, passeggiare liberi e senza paura, entrare e uscire liberamente da spazi che oggi sembrano inavvicinabili, torneremo ad abbracciarci, a stringerci forte, ma non credo con la stessa leggerezza di un tempo, in fondo conserveremo sempre piccoli timori.
Fino a qualche settimana fa tante cose erano scontate, la distanza con le mie figlie o con la mia mamma mi sembrava una cosa normale e facilmente cancellabile con un volo, con la semplicità di un decollo e di un atterraggio, con una coda al controllo passaporti, o neanche quella. Oggi mi sembra un qualcosa di irraggiungibile, uno di quei desideri profondi che fa male perché arrivato al punto di esser irrealizzabile. Fino a qualche settimana fa mi alzavo al mattino leggera, e affrontavo la mia giornata con il suo susseguirsi di incontri, di eventi, di mille cose che definivo normali e che da adesso in poi sembreranno speciali. Quando tutto sarà finito incomincerò al mattino ad affrontare la mia giornata come se non fosse scontata... 
#tutto andrà bene.

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