Ristoranti a Stoccolma: Oaxen Krog

Sto diventando sempre più fan dei ristoranti scandinavi con la loro cucina epurata dalle linee moderne e sperimentali, capaci di fare cose notevoli utilizzando i pochi prodotti locali. 
Stoccolma è una città che offe tantissimo dal punto di vista gastronomico, il livello qualitativo dei ristoranti è molto alto, i giovani chef crescono in competenze e i locali degni di nota aumentano.

Mi piace scorprirli. L’uscire al ristorante diventa per me, per noi, molto più di una cena fuori, ma un vero piccolo viaggio gustativo che si rinnova ogni volta. Non sono spesso delusa qui, e non lo sono forse perché per me uscire a cena vuol dire uscire fuori dal classico, da quello che potrei riprodurre io nella cucina di casa, vuol dire scoprire sapori insoliti, arricchire le mie conoscenze e eccitare le mie papille.
Non disprezzo affatto la cucina tradizionale, ma preferisco sicuramente la cucina che osa, che mette insieme sapori insoliti, che abbina prodotti inconsueti.
Piacevole scoperta l’altra sera con una cena sublime da Oaxen Krog, il ristorante dello chef doppiamente stellato Magnus Ek.

 


Sulla bellissima isola di Djurgården questo ristorante dalle linee semplici con una magnifica cucina aperta nella quale si osserva lavorare un’equipe ordinata e sorridente, nel giro di pochi anni si è guadagnato un posto nel mondo dei grandi. Prima stella nel 2014, seconda nel 2015. 
Solo prodotti svedesi, vini europei e soprattutto verdure ed erbe che crescono proprio a Djurgården nel centro di Stoccolma, 20 minuti a piedi da casa nostra. Loro stessi coltivano Oaxen farm nella parte nord dell’isola, l’orto del ristorante, fonte di ispirazione per questo cuoco che non esita a prendere in mano la zappa per occuparsi della coltivazione delle verdure che ispireranno le sue ricette.
Eclettico sicuramente Magnus lo è perché oltre a cucinare in modo sublime, a coltivare ciò che cucina, ha anche la passione delle sculture in legno e tutto ciò che è in legno sulle tavole del suo ristorante l’ha fatto lui.

Il menu unico, con possibilità di abbinamento vini, è veramente ben equilibrato, servito in modo egregio e decisamente tra i migliori gustati ultimamente.
Una serie di amuse bouche hanno accompagnato la nostra flûte di champagne, un susseguirsi di sapori che vanno dall’alce affumicato accompagnato dalle fragole verdi, al granchio , al maiale, al pollo tutti in contrasti di sapori notevoli e deliziosamente sorprendenti. Dopo i förför eccoci al menu vero e proprio, 11 portate poco più grandi di un paio di bocconi l’una, anche qui un alternarsi di pesce, carni e verdure, dai sapori curiosi e dagli accoppiamenti non comuni e riusciti al 100%.  9 piatti salati, due dessert e per concludere una profusione di cioccolatini dalle forme e sapori vari.

3 ore e mezza passate rapidamente, un servizio sorridente e estremamente cordiale e poi la vista sulla cucina non ha prezzo, osservare la precisione nel dressage dei piatti, l’accuratezza nei gesti, il lavoro di una squadra silenziosa e veramente all’unisono. Ciliegina sulla torta lo chef che arriva a presentarti personalmente quello che mangerai, e successivamente lui stesso che ti serve un paio di piatti.

Da provare assolutamente!

Oaxen Krog

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