Quelle cose importanti da trovare quando espatrio

Avete mai pensato a cosa sono per voi le cose più importanti in un paese che possono far pendere il piatto della bilancia verso la decisione di installarvi proprio lì?
Oggi durante un pranzo di quelli in cui persone di nazionalità diverse si mischiano e interagiscono, parlavo con entusiasmo di come Stoccolma mi abbia conquistata dal primo momento. Quando ho detto che sono arrivata qui dopo cinque anni di California, mi hanno guardata strana. Tutti mi guardano strana quando dico che ho lasciato il sole californiano per trasferirmi qui, che ho riposto con cura i miei sandaletti e mi sono affezionata agli scarponi belli caldi, che alla fin fine mi sono anche abituata al buio perché le candele che accendo all’imbrunire illuminano lo stesso. Il clima sembra essere uno degli elementi chiavi per tanti. Spesso ho letto nei gruppi expat dei veti assoluti ai paesi freddi, quando alla fin fine non è poi così complicato, basta vestirsi in modo adeguato.
Per me il clima non è un elemento determinante, ma pur essendo di bocca super buona e di facile adattamento, ho però anch’io le mie piccole esigenze. 
La qualità della vita: voglio continuare ad avere una qualità di vita accettabile, non vivere con la paura che qualcosa possa accadere, già i terremoti in Giappone erano sufficienti a tenermi costantemente all’erta, non potrei vivere in paesi eccessivamente turbolenti, non potrei trovarmi a dover scappare, mollare tutto senza voltarmi indietro. 
Una certa vivacità culturale: che sia insita nella cultura in cui vivo, come lo era per esempio in India, o creata dal fatto di essere un paese o una città vivace da questo punto di vista, per me è importante. Il piacere di un museo, di una bella mostra, di una conferenza, di sentire aria che frizza di scoperte e conoscenze.


Una comunità internazionale: non necessariamente enorme ma presente e attiva, portatrice di quelle dinamiche che adoro e per le quali la vita all’estero mi piace così tanto. Un miscuglio di lingue, di modi di pensare, creatori di sinergie uniche alle quali non potrei più rinunciare per rinchiudermi in un mondo mono culturale del quale, temo,  mi stuferei in fretta.
Le scuole: diciamo che tra qualche mese con Camilla che prende il volo, non sarà più un elemento da prendere in considerazione, ma fino ad adesso si, fino ad oggi, cioè due ani fa, il nostro bagaglio includeva sempre dei figli ai quali offrire una certa continuità nell’educazione e valutare scuole e sistemi scolastici presenti era importante. I nostri figli saranno sempre felici di seguirci, soprattutto se ci vedono felici e realizzati, ma se cerchiamo di rendere i loro atterraggi nel nuovo mondo non troppo bruschi sarà più semplice per tutti. La scuola, il sistema scolastico e anche le dimensioni stesse di una scuola dopo una certa età vanno presi in considerazione, perché se a sei anni bastano pochi amichetti e pochi compagni di scuola da trasformare in amichetti, da adolescenti meglio ritrovarsi con un po’ di scelta!
La qualità delle abitazioni: potrebbe sembrare una cosa da viziato espatriato in cerca di confort, non lo è. Quando si vive all’estero, si cambia paese spesso e si arriva in un posto nuovo all’inizio senza particolari legami, la propria casa diventa il posto con la P maiuscola nel quale rifugiarsi e deve rispondere ai nostri standard. Mi ricordo ancora quando in India durante il nostro viaggio di ricognizione, incominciarono a farci visitare degli appartamenti tristi e bui in una zona non particolarmente sexy della città. Io che dovevo lasciare il mio stupendo appartamento a Tokyo, ero preoccupatissima, sentivo che sarebbe stata dura.... poi come per incanto al nostro decimo no, questo appartamento è terrificante, ecco venir fuori le belle case, e tra queste la nostra, nella quale siamo stati benissimo e nella quale visto le temperature torride e le piogge torrenziali avremmo dovuto passare non poco tempo.
Un aeroporto che possa portarmi altrove quando ne ho voglia. Un aeroporto non lontano ore e ore, nel quale veder atterrare affetti e dal quale partire per ossigenarmi e per andare a recuperare un po’ di quell’amore che ho sparso per il mondo. Non voglio necessariamente voli diretti per i miei posti del cuore, ma voglio la possibilità di raggiungerli se avessi voglia senza sommare ore di macchina, di treno, di battello, anche questo fa parte di quella qualità della vita condizione necessaria per me.
Poi certo la lista potrebbe aumentare, ma le tante cose che mi vengono in mente non sarebbero indispensabili, sarebbero come sempre la piccola ciliegina sulla torta ma non l’elemento determinante per decidere di partire o di non partire.

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