Amiche mie di cosa parliamo oggi? Genitori che invecchiano.


Tre amiche non più giovanissime chattano scambiandosi informazioni sullo stato di salute dei rispettivi genitori. C’è quello che è sotto i ferri, quello che è uscito dalla sala operatoria e si aspetta di vedere come evolverà la situazione, ci sono poi gli acciacchi della vecchia, la pressione che sale e scende,  i mille piccoli problemi che l’invecchiamento regala.
Le tre amiche ne ridono quasi, quella che nel tempo perso fa la blogger dice: questo nostro lungo scambio meriterebbe un post, fa quasi ridere, perché ridere aiuta sempre a superare quel piccolo senso di angoscia che l’invecchiamento dei genitori provoca in noi. Sdrammatizzare aiuta. 

Non siamo preparati, anche quando non si è più giovanissimi non si è preparati a vedere quelli che fino a qualche hanno fa erano lì a sostenerci, ormai molto più fragili di noi, degli adulti che nel frattempo siamo diventati.
Tante cose le si impara crescendo, sulla propria pelle, diventiamo adulti, genitori, impariamo ad esserlo improvvisando, nessuno ci spiega nulla, osserviamo. Di colpo poi ci troviamo quasi impreparati ad accorgerci che i nostri genitori che prima solidamente tenevano la nostra mano, hanno perso quella forza che faceva si che ci abbandonassimo sicuri nelle loro braccia, hanno bisogno di noi quasi quanto i nostri figli, in uno stravolgersi innaturale delle regole del gioco.
Non è semplice accettare che i genitori invecchino e immaginare che un giorno non ci saranno più, che un giorno smetteremo di chiamare qualcuno mamma e papà, che potremmo solo continuare a farlo nei nostri sogni e nel nostro cuore.
Non è semplice accettare di rimanere scoperti e in prima linea nel gioco della vita, che impone inesorabilmente questo lento susseguirsi di generazioni, come è naturale che sia. 
Non è semplice vederli più fragili, più insicuri, più confusi, meno stabili, cercare nei loro tratti invecchiati i giovani genitori che sono stati.
Quando si vive all’estero, lontani da un quotidiano, tutto questo a volte si amplifica, si amplificano i sensi di colpa, la paura di perdere momenti importanti che non torneranno più, di non essere lì quando hanno bisogno di noi, la paura di rimpiangere un giorno le settimane trascorse lontani, in cui li abbiamo lasciati invecchiare senza il nostro sorriso, se non quello filtrato da uno schermo, privato di quel contatto fisico la cui mancanza un giorno farà male, profondamente male.
È anche questo diventare adulti accettare le scelte fatte e accettare di ritrovarsi un giorno a chattare con quelle amiche di sempre, cercando tutto sommato con l’ironia di sdrammatizzare e di trovare nella nostra amicizia un piccolo indispensabile conforto.

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