Intorno a Bottura: viaggio gourmet.

Era un week end pensato da tanto tempo, una sorpresa per festeggiare i successi e le energie impiegate per raggiungerli, una parentesi improvvisa alla routine. Abbiamo incominciato a pensarci quando a grandi passi i nostri mariti stavano per chiudere una pagina importante, per scaramanzia abbiamo aspettato che fosse cosa fatta. Dai primissimi di agosto tutto era deciso, in tanti sapevano, solo loro due erano completamente ignari, così come doveva essere. Abbiamo disegnato ogni passo di questo lungo week end intorno alla prenotazione dell’Osteria Francescana di Massimo Bottura, un sogno per tutti e quattro. 

La sorpresa è riuscita perfettamente e Bottura non ha deluso le aspettative. Posto splendido, cucina innovativa, servizio impeccabile, vini ottimi. Un susseguirsi di sapori unici, piatti dagli intitolati intriganti, presentati in modo sublime. Un vero viaggio gustativo che va al di là del semplice pasto al ristorante, bocconi commoventi che si alternano in bocca, andando oltre l’essenza base del cibo come nutrimento: qui è piacere puro.











4 ore seduti a degustare, protagonisti di una piccola avventura del palato.
Ne siamo usciti felici, una  Modena bellissima ci ha accolti, nonostante la pioggia ed è bastato un caffè per farci ricaricare le batterie e darci le energie per correre a rifugiarci per la serata in una simpatica enoteca, dove tra i soliti habitué e gli avventori del momento, ci siamo tirati giù due nuove bottiglie di vino davanti a salumi e formaggi locali. Non ci sono limiti all’abbuffarsi quando il week end è all’insegna del cibo in buona compagnia.
Carino e accogliente l’hotel a Modena, hotel Castello, un po’ casa di campagna della nonna nella decorazione, ma molto caloroso e con una colazione simpatica. ( ma perché in certi hotel in Italia si ostinano a mettere le copertine di lana sui letti e non optano per i comodi e igienici piumoni?)
Sabato mattina qualche raggio di sole ha illuminato la nostra colazione e lo svelare della nuova tappa, tenuta sotto silenzio ovviamente fino lì.
Alba e i tartufi come meta successiva.
Per spezzare le due ore e mezza di viaggio ci siamo fermati a fare due passi a Parma, non ci mettevo i piedi forse dai miei otto anni, ricordi praticamente inesistenti, gran bella città.
Il tempo di un giretto nel centro, un caffè al bar ed eccoci in macchina direzione Alba, le colline del Barolo, i tartufi a profusione, che ci hanno accolti inaspettatamente ricoperti da un manto bianco di neve fresca e abbondante.
Pranzo al volo ad Alba e poi degustazione vini in una simpatica e giovane azienda agricola: Cascina Sòt. Coltivatori di uva da anni, solo da una decina d’anni si sono messi a produrre vino, quando la nuova generazione ha osato fare quello che nonni e genitori avevano soltanto immaginato. E lo fanno piuttosto bene. Azienda famigliare che ci accoglie in una simpatica cantina con volta di pietra. Siamo ripartiti virtualmente con una paio di casse di vino che arriveranno direttamente a Stoccolma.
Dopo pranzo e degustazione siamo ancora stati in grado di tirarci giù un buon Barolo per aprire l’appettito per la nostra cena, anch’essa prevista dai primi di agosto e prenotata in un ristorante di un giovane chef, Larossa. Certo dopo Bottura reggere il confronto era impossibile, le aspettative non erano altissime, nonostante la stella Michelin e gli articoli letti su questo giovane brillante cuoco.
Sui piatti presentati e il tartufo profumatissimo, anche se venduto con un prezzo al grammo raddoppiato rispetto al prezzo di quello di pranzo in un ristorante più semplice, nulla da dire, il servizio invece catastrofico, confuso e esitante.
Comunque bilancio anche qui molto positivo, ottima conclusione di un week end agli sgoccioli.
Paolo e i nostri amici hanno preso dopo colazione la strada del ritorno, ripercorrendo a ritroso il percorso di giovedì sera. Io invece mi sono regalata una rapidissima visita torinese, provando l’ebrezza del trenino da Alba a porta Susa, dell’attesa gelida in una piccola stazione deserta, sono esperienze.
Un po’ di nostalgia adesso per questo viaggio che aveva un sapore particolare, per la sorpresa che volevamo creare, per l’attesa nella settimane precedenti con i punti interrogativi sul riuscire a mantenere il mistero intorno a questo lungo week end italiano.
Tutto è stato perfetto, abbiamo respirato e ce la siamo goduta, nonostante il velo di tristezza che la perdita di un caro amico ha gettato sul nostro week end la vigilia della partenza. Mi ero alzata giovedì mattina senza energie e con pochissima voglia di partire, e poi ho pensato a lui che ha chiuso gli occhi troppo presto, ho pensato a quante cose avrebbe dovuto fare, ho pensato a questa vita che è un attimo e che va goduta ad ogni istante. Carpe diem. E allora ho sorriso e anche se con il cuore triste ho approfittato di ogni attimo, di ogni boccone, di ogni sorso di vino, del sorriso di mio marito e della gioia che siamo riusciti, nonostante tutto, a fare nostra.

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