Un agosto di tanti anni fa

Giornate intense come sempre quelle di fine agosto negli ultimi anni.
Se guardò indietro nella memoria del blog traslochi, partenze, installarsi continuo.
Ad agosto siamo sempre arrivati in un nuovo paese, abbiamo mosso i primi passi incerti in Giappone, in India, in California e anche qui in Svezia. Ad agosto sono partite le ragazze, prima Federica, poi Chiara. Io le ho seguite per installarsi serenamente, per godermi ancora quei pochi attimi, per lasciarle andare piano.
Agosto è un mese che per anni e anni è stato sinonimo di vacanze spensierate, quell lunghe vacanze da bambina a godermi il tempo con leggerezza. Quelle altrettanto lunghe da adolescente quando rimanevo al mare fino all’ultimo giorno prima del rientro a scuola. Quelle un po’ meno lunghe dei primi passi nella mia vita da adulta. Quelle ritmate dalla scuola delle mie bambine. Agosto intenso e caldo. 
Poi è arrivato quell’agosto. L’agosto in cui ho perso mio padre. L’agosto che per sempre rimarrà impresso nella mia memoria come il periodo più brutto della mia vita.
Ogni 24 agosto riapre in un modo o nell’altro una ferita mai chiusa e che credo non si chiuderà mai. Ogni 24 agosto e nel suo avvicinarsi ripenso ad allora, a quei momenti, a quei giorni che hanno preceduto il suo chiudere gli occhi, alla giovane donna che ero allora sommersa da un dolore che mi sembrava troppo grande. Ripenso agli occhi di mia figlia maggiore che non aveva allora ancora sei anni, al dolore immenso che vi leggevo dentro, troppo grande per me in quel momento annientata com’ero dal mio di dolore.
Avevo trentatré anni, ero una donna adulta, indipendente, avevo la mia vita lontana, le mie bambine da accudire, ero felice, di quelle felicità senza ombre, di quelle felicità pure. 
Poi lui se n’è andato, ha chiuso gli occhi e il suo respiro affannoso, quel rantolo assurdo che precede la morte, si è trasformato in un silenzio assurdo. Neanche le nostre lacrime hanno avuto la forza di romperlo.

Siamo rimaste inerti, incredule, sole, anche se eravamo insieme li, tre donne adulte, tre mamme, una nonna, due figlie. Eravamo di colpo sole.
Sono passati 16 anni papà, 16 lunghi anni, in cui da giovane mamma mi sono trasformata in una donna di mezza età, con figli che lasciano il nido, che volano da soli verso vite che sono sicuro ti sarebbero piaciute.
Le mie bambine sono diventate grandi e ti assicuro che saresti estremamente fiero di come sono, testarde, piene di ideali, curiose di tutto.
Noi abbiamo girato il mondo, abitato in posti diversi e ogni volta sai ti abbiamo portato con noi, in ogni nuova casa la tua foto è la prima cosa che viene appesa, li sul frigo, perché ti voglio sott’occhio sempre.
Incredibile quante cose si possano fare in 16 anni, quante cose costruire, quanti progetti possano essere realizzati.
Incredibile come nonostante tutto il dolore sia però sempre lì, presente, e ogni tanto mi colpisca, venga fuori come se fosse ieri. Dicono che il tempo aiuti, si certo in un certo senso è vero, ma non completamente.
Ogni volta che faccio qualcosa, che prendo una decisione, o ancora di più che qualcosa succede un 24 agosto, penso che tu sia lì a proteggermi, a tendermi la mano, a rendermelo un giorno lieve, un giorno più felice degli altri, perché l’inizio di un qualcosa, di una nuova storia, di un capitolo nuovo della mia vita.
Papà ogni tanto mi fa rabbia pensare che tu te ne sia andato, che tu abbia perso tutto di questi 16 anni, che tu non abbia vissuto altre feste di Natale, di compleanno, sai di loro sei, di quei sei piccoletti che composti con gli occhi lucidi, seguivano la tua bara, cinque ormai sono grandi e la biondina lo è quasi anche lei, una è anche mamma, incredibile vero, si perché la mamma è bisnonna e tu saresti stato pazzo di gioia all’idea di diventarlo.
E noi le tue ragazze non siamo tanto più ragazze, ma va bene lo stesso.
Ecco ci hai fatto un bello scherzo ad andartene così nell’agosto più afoso di sempre, 16 anni fa.....

Grazie per tutto quello che mi hai dato nei 33 anni in cui sei stato il mio papà, e grazie per quello che ancora mi dai da quando hai chiuso gli occhi per sempre, ti voglio bene!

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