Accoglienza a scuola: quelle cose che fanno la differenza.

L’altro giorno c’è stato a scuola il primo PTA meeting dell’anno scolastico orientato principalmente sul presentare la scuola alle nuove famiglie appena arrivate.
Il PTA è per chi non lo sapesse l’associazione dei genitori e degli insegnanti che si occupa di un certo numero di azioni nel quadro della scuola stessa. Da noi il PTA è particolarmente attivo e sicuramente questo aiuta a rendere la nostra una scuola particolarmente accogliente. E per chi si sposta regolarmente da un mondo ad un altro, si sa che l’accoglienza è un po’ la chiave del tutto.
Sentirsi accolti in una nuova struttura e aver intorno persone disposte a tenderti una mano rende sempre l’atterraggio più morbido. 

Solitamente le scuole internazionali hanno tutte una certa vocazione all’accoglienza, proprio per il fatto stesso di essere internazionali e con un continuo via vai di persone  che provengono dai quattro angoli del pianeta.
Ma torniamo al nostro PTA. Dopo le presentazioni generiche si è passati al dettaglio delle varie offerte ludico-ricreative che servono a dare il senso di comunità. E non parlo di attività per gli studenti ma per i genitori, che anche loro arrivando in una città nuova hanno bisogno di qualche spunto e qualche spinta per socializzare e ricreare in fretta i supporti necessari.
L’elenco dei club è lunghissimo.
Book club: ci si ritrova una volta al mese e si discute insieme di un libro comune scelto solitamente con anticipo ( l’anno scorso a settembre avevamo la lista per tutti gli incontri fino a maggio). Il gruppo è eterogeneo, la lingua comune l’inglese, origini e esperienze diverse rendono lo scambio veramente interessante, l’approccio ad un libro, la sua analisi, i filtri con i quali lo si legge sono molto diversi e questo è il bello di un book club internazionale. Da un po’ poi abbiamo deciso di non limitarci alla solita fika (pausa caffè) ma di condividere anche il pranzo, portando ognuno qualcosa, il che da occasione per ulteriori confronti e arricchimenti personali.
Badminton: il primo anno mi sono aggregata anch’io, poi il pilates a dosi massicce ha preso il sopravvento. Si ritrovano il lunedì per un paio d’ore e concludono il tutto con una pausa caffè. Non saremmo in Svezia se le nostre giornate che siano lavorative e ludiche non fossero intercalate da una fika dietro l’altra!
City lunch: questo è il mio club, nel senso che sono io che insieme ad un’amica organizzo i lunch. Una volta al mese ci ritroviamo a provare un nuovo ristorante, il che ha due scopi, il primo lo scoprire posticini nuovi e anche cucine più esotiche di quelle alle quali siamo abituati ( benché Stoccolma non sia New York da questo punto di vista, ma si fa con quel che si ha e non siamo mai stati delusi), l’altra funzione è creare amicizie, scambi. Siamo sempre tra le dieci e le venti persone, allegre tavolate dove si parla di tutto, intorno alle quali sono nate davvero delle belle amicizie. È l’unico club dopo il quale normalmente non facciamo fika, il caffè è sempre in chiusura del pasto!
Cooking club in questo ci si ritrova a cucinare, gli incontri sono una volta al mese sempre intorno a cucine diverse. Il primo anno ne ho ospitato uno intorno alle tagliatelle fatte in casa, un successone! Carino tornare a casa con nuove ricette e come sempre interessante lo scambio che deriva dal cucinare e degustare insieme nuovi piatti. 
Movie night: una serata al cinema un film da vedere insieme preceduto o seguito da un bicchiere in compagnia. Idea simpatica per spezzare la settimana  e motivarsi ad uscire nelle sere d’inverno!
Out and about ci porta alla scoperta di mostre, musei e esperienze interessanti a Stoccolma. Occasione per scoprire qualcosa in più sul paese che ci ospita, piccola iniezione di cultura e come sempre  dopo ci si mette a tavola o per un lunch veloce o per la solita Fika!
Stockholm night out uscite serali una volta al mese organizzate in locali diversi della città o per attività come l’attesissima serata curling. Quando si è nuovi e con un tessuto sociale in costruzione non è male avere in agenda qualche piccola uscita tra adulti tanto per non dimenticarsi che dopo un trasloco la vita ricomincia!
Walking club mens sana in corpore sano, questo motto calza a pennello con la nostra scuola, tantissime le attività che ci spronano a muoverci anche nelle lunghe e e fredde giornate d’inverno. Una volta alla settimana ci si ritrova per una camminata che va dai sette ai 10 chilometri e che ovviamente si conclude con un meritato caffè o più per le golose di turno. Stoccolma è una città dove si cammina tantissimo, io personalmente non prendo mai i mezzi di trasporto e cammino tra gli otto e i dieci chilometri al giorno, ma questo appuntamento settimanale con la camminata nella natura non lo perdo mai!

Running club loro sono la versione più avanzata del walking, si ritrovano il lunedì mattina presto e il venerdì con noi del walking, salutandoci all’inizio e ritrovandoci al caffè.
Yoga moltissimo successo per questo gruppo con due classi piene e lista d’attesa... le mamme di Stockholm International school hanno bisogno di effetto zen!
ABC club questo per me è il più divertente, alcool before collecting, il venerdì alle due un gruppetto si ritrova al bar non lontano dalla scuola per farsi un cicchetto prima di affrontare ritiro figli e conseguente week end... cosa non si fa quando si è all’estero per sopravvivere.
Non ufficialmente club della scuola ma diciamo affiliato c’è poi anche il pilates, organizzato in un pilates center non lontano dalla scuola, dove ci sono tre lezioni in inglese per noi della scuola internazionale. Ormai i corsi sono rodati da anni ed un vero divertimento... non sto a dirvi che dopo ogni classe si fa fika e poi ognuno è pronto per le proprie faccende, lavoro o no.

Quando sono arrivata mi sono gettata a capofitto su tutto il fattibile, con la saggezza dei mie due decenni in espatrio sulle spalle, sapevo che chi ben comincia è a metà dell’opera per quanto riguarda il difficile processo di installazione e socializzazione. Due anni dopo ho abbandonato certe attività, selezionato le amicizie, insomma trovato la mia strada, ma non smetterò mai di pensare che  la scuola con questo suo saper accogliere è stata parte del mio sentirmi bene e a casa in frettissima.

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