domenica 7 luglio 2019

Viaggio in Italia, terza tappa: Matera

La prima impressione è quella di avere di fronte ai nostri occhi un presepe gigante e vivente. Ecco Matera, la nostra terza tappa di questo giro italiano.
Prima volta per tutte e quattro da queste parti, scoperta incredibilmente piacevole di una terra sconosciuta che mi incuriosiva. 

Matera capitale europea della cultura 2019, patrimonio mondiale dell’Unesco dagli anni novanta, splendida città, una delle più antiche al mondo abitata fin dal paleolitico, circondata da paesaggi incredibili.
Siamo arrivate a Matera piene di aspettative, tutte centrate in pieno, avevamo letto e riletto la sua storia, il suo diventare una città moderna e culturalmente interessante dopo essere passata da una completa ristrutturazione della sua parte più antica, quella dei Sassi.



I Sassi, caveoso e baresano, i due quartieri più antichi della città, negli anni cinquanta e sessanta furono completamente svuotati dei loro abitanti, rilocati in una zona di case popolari per toglierli dall’insalubrità delle due zone vetuste e poverossime. Fu dura per gli abitanti che di colpo si ritrovarono in un posto nuovo senza più quelle sicurezze date dalla vita conosciuta e dai vicini che costituivano un punto di riferimento. 
Abbiamo visitato una delle quattro case cava visitabili, dove è stato ricostruito l’interno delle abitazioni in uso fino ad allora, abbastanza impressionante pensare che negli anni sessanta ci fossero famiglie intere che vivevano in situazioni di degrado tali.


Abbiamo chiacchierato con la ragazza che vendeva i biglietti della casa cava che abbiamo visitato ( e veramente raccomando una visita), ci ha raccontato di suo nonno e della vita nei sassi nel tempo passato, dell’insalubrità dei luoghi, delle famiglie numerose accalcate con gli animali in questi ambienti senza acqua e con la sola luce che entrava dall’apertura dell’ingresso.
I Sassi una volta risanati non vennero restituiti ai vecchi abitanti e pian piano vennero riacquistati da artisti stranieri che  li ripopolarono, oltre che da locali. Oggi come oggi ci sono bed and breakfast ad ogni angolo, soprattutto nella parte del Sasso Baresano.
Mi ha entusiasmata questa capacità di recuperare una zona antica ma fatiscente e di fane un punto di notevole interesse storico. Ci vuole una buona giornata per visitare i Sassi, tenendo anche conto del caldo in estate e del continuo sali scendi sotto il sole. Ad ogni passo la voglia di fermarsi per immortalare dettagli, ogni punto panoramico cattura la nostra stupita attenzione, le chiese e le chiesette rupestri sono di una bellezza incredibile.
E ovunque si respira modernità mista a tradizione, cultura e voglia di proiettarsi verso il futuro, cogliendo quello che di positivo e interessante la città ha e ha saputo valorizzare.
Dal punto di vista pratico:
Visite 
I sassi: noi abbiamo preferito girare da sole, ma ci sono tantissimi tour proposti. 
Le chiese rupestri: Santa Lucia delle Malve, Santa Maria de Idris e San Giovanni in Monterone ( praticamente due chiese in una) San Pietro Barisano. Si può fare un unico biglietto cumulativo da presentare ad ogni visita. Sono splendide. Quella di San Pietro ospitava una mostra molto bella.
Casa grotta: ce ne sono 4 visitabili, la nostra era ne sasso baresano, accoglienza molto cordiale, prezzo fatto alla faccia del cliente ( ufficialmente 2 euro a persona).
Il duomo: restaurato nel 2016, risalente al XII secolo, con interno barocco.  Stupenda vista sui sassi dsl suo piazzale.
Palombaro lungo: sotto la piazza Vittorio Veneto, enorme cisterna scavata nella pietra nel sedicesimo secolo e le cui pareti furono ricoperte di cocciopesto ( miscuglio di calce, pietra vulcanica e terracotta polverizzata). Visita guidata, circa 30 minuti. 

Ristoranti
Si mangia bene e a prezzi veramente onesti
Prima cena all’osteria Malatesta, via San Biagio, 45, cucina locale semplice con prezzi veramente onestissimi. Terrazza esterna.
Pranzo da Arturo, piazza del sedile 15, posticino piacevolissimo ideale per il pranzo, possibilità di comporre il proprio panino, taglieri di salumi e formaggi, torte sfiziose di verdura.
Seconda cena: La Gatta Buia, via delle Beccherie, 92. Ottima tavola in un ambiente curato con personale molto attento. Maialino su vellutata di peperoni gialli, melanzane alla parmigiana rivisitate con gelato di pomodori, in dessert un cannolo fatto con pane tipico di Matera e una ricotta profumata all’arancia, divino!

Hotel: noi eravamo a due passi dai Sassi all’hotel San Domenico al Piano, in un bellissimo appartamento suite con colazione ottima e servizio perfetto. 
Mille bed and breakfast un po’ ovunque.


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