Umbria, Marche, Emilia Romagna: fine di un viaggio.

Dopo L’Aquila la quieta della campagna umbra ci ha aiutate ad assimilare i mille sentimenti contrastanti. La strada che dall’Abruzzo ci ha portate a Perugia è splendida. I paesaggi si susseguono, le tonalità di verde sono intense e catturano il nostro sguardo in un continuo stupirsi. Le cittadine sono una più bella dell’altra. Ho ricordi confusi di tantissimi anni fa, non riesco a metterli a fuoco, va bene lo stesso, mi piace scoprire luoghi con le mie ragazze.
Facciamo base a Bastia Umbra in un agriturismo veramente bello, un vecchio casale ristrutturato immerso nella campagna con un ristorante veramente ottimo. Cena più emiliana che umbra a bordo piscina in un ambiente piacevolissimo. ( i proprietari sono emiliani).
Visitiamo Spello, Perugia, Assisi, la val Nerina fino a Rasiglia, villaggetto con uno charme tutto suo, Gubbio. Ogni città ci entusiasma, nonostante il caldo che sta stringendo l’Italia nuovamente in una morsa torrida. Non è facile visitare e per fortuna la piscina dell’agriturismo ci regala qualche ora a bagno.




Giriamo come piace a noi, il naso all’insù, senza meta. Le tappe obbligate di ogni luogo ci piacciono, ma il resto ci conquista. Assaggiamo prodotti locali, tartufo a profusione, la torta di testo, che ci piace ma sans plus, salametti di cinghiale, prosciutto di Norcia... come sempre i nostri giri turistici si trasformano in tour gastronomici, il cibo come parte integrante.
Mia figlia Chiara documenta tutto su Instagram, ogni tappa del nostro viaggio con story ricche di dettagli, i suoi followers adorano questi racconti di viaggio ma devono anche pensare che passiamo i tre quarti del nostro tempo a mangiare...





Spello ci accoglie con mille fiori ovunque, così ad occhi e croce il premio di città fiorita se lo merita.
A Perugia ci perdiamo in giro per il centro storico, seguiamo a modo nostro uno dei tanti itinerari proposti per scoprire la città.
Ad Assisi ci colpisce la grande spiritualità che si respira, la chiesa di San Francesco è straordinaria, la città però sembra quasi deserta, anche bere un aperitivo pare impresa ardua, sarebbe più semplice comperare un rosario...





A Gubbio prendiamo la funicolare, un’esperienza in sé, dei trabiccoli Verdi in stile Bardone chia anni settanta, sui quali stare in piedi e in due. La vista è stupenda, la basilica di Sant’Ubaldo sul monte Ingino niente di che.
Dall Umbria alle Marche i paesaggi rimangono splendidi, è un piacere guidare, ogni tanto rallento, mi fermo, scattiamo due foto a questa campagna a perdita d’occhio, ripartiamo.
Urbino ci accoglie con il sole che si riflette contro i suoi edifici conferendo loro un colore speciale. Il Palazzo Ducale è grandioso, lo visitiamo attente, sala dopo sala. Alla fine della nostra visita dalla chiesa di fronte esce una processione di novizi tutti in tunica bianca, giovani uomini di provenienza geografica diversa, un senso di multiculturalità e fratellanza.
Camminiamo tra i vicoli accompagnati a sprazzi da splendidi canti che sembrano uscire dal nulla e dalle note musicali che si insinuano nelle stradine facendoci alzare gli occhi per cercare la finestra che lascia liberi questi incredibili suoni.
Ceniamo da Nené, ragù di cervo e cinghiale, spezzatino di asino in coccio, sapori semplici.




Urbino è splendida. Il tempo è tiranno e noi dobbiamo proseguire alla volta di Ravenna, la campagna ci accompagna sempre con i suoi mille toni di verde che vengono spezzati ogni tanto dal giallo intenso dei campi di girasoli o da quello tenue delle balle di fieno.
Facciamo rotta verso San Marino, la più piccola repubblica del mondo, uno stato immerso nella nostra Italia, arroccato e indipendente da 1700 anni e più.
Passeggiamo nella città vecchia per un’oretta, un bel modo per spezzare le due ore che separano Urbino da Ravenna. Il centro storico ha un suo fascino, anche se negozi, negozietti e ristoranti sanno un po’ di gabba turisti.
Dall’alto il panorama toglie il fiato.
Evitiamo di fermarci per pranzo, i menu in venti lingue non ci piacciono, meglio proseguire.
Arriviamo a Ravenna con trentacinque gradi, di che smorzare ogni entusiasmo da turista fai da te. L’albergo è splendido e posizionato benissimo ci trasciniamo faticosamente ma visitiamo con entusiasmo, bevendo litri d’acqua.
Che dire la storia ti si rovescia addosso violentemente ad ogni passo, e per me anche i ricordi della gita di seconda liceo, annebbiati dal tempo e dall’alcol di allora....
San Vitale, il mausoleo di Galla Placida , Sant Apollinare nuovo, il Battistero Neoniano, strade stradine vicoli... per il pomeriggio basta così, il resto rimandato al giorno dopo, abbiamo ancora una mezza mattinata, ma fa sempre più caldo e il Mausoleo di Teodorico ci da il colpo di grazia. Camminare diventa impossibile.
Mettiamo il punto finale alle nostre visite, un ultimo caffè freddo prima di rimetterci in macchina per gli ultimi 400 chilometri che ci dividono da Torino e dal chiudere il cerchio di queste quattro fantastiche settimane.
4580 chilometri, 11 regioni attraversate, una profusione di visite, scoperte, paesaggi da osservare. Riconsegno l’auto a Caselle e per la prima volta dopo  4 settimane mi siedo al posto del passeggero osservando la città che sfila fuori dal finestrino. Ci rimangono pochi giorni di vacanza prima di rientrare a Stoccolma, alla nostra vita normale, a quella routine scandinava che tanto ci piace.

Informazioni pratiche:
Bastia Umbra: Relais Favorita https://www.osteriafavorita.it
Servizio ottimo, posto piacevolissimo, ristorante molto buono, dove poter mangiare anche se non si è ospiti della struttura.
Urbino: siamo state in un agriturismo che non consiglio.
Ristorante Da Nené in un quadro un po’ décalé immerso nel verde. Buon rapporto qualità prezzo. 
Ravenna: Palazzo Galletti Abbiosi, ex Palazzo di nobili ravennati, poi orfanotrofio, struttura splendida, stanze con soffitti decorati. Ottima colazione.
Trattoria La Rustica, piatti buoni, fiori di zucca ripieni, tortellini di zucca alla mantovana.



Commenti

Silvia ha detto…
Bellissimo questo viaggio con le tue ragazze! Però avresti dovuto fare tappa nella mia Ascoli Piceno 😉
Vi seguo da poco e devo recuperare un po' della vostra storia.
Silvia

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