Ciao Salento.


Ci siamo lasciate il Salento alle spalle. Due settimane in famiglia sono volate ed eccoci di nuovo sulla strada, le mie ragazze ed io, un piccolo on the road che ci porterà verso nuove città.


Ci siamo svegliate questa mattina dopo una notte cullate dal silenzio della campagna salentina. L’ultima colazione con la piscina a farci da sfondo, le tende svolazzanti della terrazza, quell’allegria contagiosa dell’essere insieme.
Ci siamo svegliati convinti sempre di più che questo è uno dei posti in cui vorremmo piantare un piccolo mucchio delle nostre radici, quelle radici sparse e molteplici che spostiamo con gioia da una parte all’altra del globo, ma che acclamano a gran voce un nido in cui rifugiarci ogni tanto tutti insieme.
Quando si diventa famiglia sparsa il ritrovarsi è prezioso e, ancor di più, è prezioso un posto che diventi nido ogni tanto.
Siamo partiti salutando questo mare incredibili, le sue mille tonalità di blu, che diventano smeraldo a seconda del vento. 
Siamo partiti con ancora in bocca dei sapori eccezionali e semplici, i prodotti genuini, i ristoranti che lasciano un segno, le tante cene condivise, condite da risate e sorrisi.
Siamo partiti vedendo sfilare gli ulivi, i trulli, le masserie, quelle belle e quelle completamente da rifare.
Siamo partiti con negli occhi ogni dettaglio di queste due settimane, poche e preziose, come solo quando il tempo insieme si fa raro, sanno esserlo.



Siamo partiti ripensando ai momenti vissuti con gli amici ritrovati il tempo di una giornata, di una serata, di un aperitivo. Quegli amici con i quali ritrovarsi è sempre un riprendere un discorso mai chiuso, un continuare una strada senza fine, condita di affetti.
Siamo partiti ricaricati, abbronzati, sereni.
Abbiamo lasciato Paolo all’aeroporto di Bari, pronto per rientrare a Stoccolma.
Ci siamo fermate a Vasto per spezzare il viaggio, gustare due arrosticini, contemplare il mare dall’alto.
Poi siamo arrivata a L’Aquila, la nostra prima tappa, prevista all’ultimo minuto... ma devo lasciar sedimentare i pensieri prima di far uscire le parole...

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