Fine anno scolastico in Svezia.

La scuola sta finendo qui a Stoccolma, gli ultimi tre giorni, venerdì alle 12 ci sarà il punto finale per questo anno scolastico.

Ho sentimenti strani, pensieri confusi. Ancora un anno che si chiude, un anno diverso dai precedenti, un anno che dopo la parentesi estiva vedrà ricominciare altre lunghi mesi di scuola,  che però saranno gli ultimi per Camilla prima della sua partenza per l’università. Ecco la mia numero tre ha solo più un anno di liceo davanti a se e poi, proprio come le sue sorelle, prenderà il volo, e questo che si chiude e l’ultimo anno di scuola normale, di quelli che si chiudono ma non completamente perché dopo le vacanze ci sarà di nuovo quel ritmo regolare della scuola a scandire le mie e le sue giornate.
La prossima fine anno scolastico sarà quella degli esami e poi delle mille cerimonie, dell’emozione del nuovo davanti a lei, di quel piccolo senso di vuoto che di sicuro seguirà la sua partenza, proprio come è stato per Federica e Chiara.
L’ultimo anno di liceo, mi ricordo il mio, la gioia, la paura, ma anche la certezza che tutto sommato dopo la maturità nulla sarebbe veramente cambiato, sarei andata all’università e sareirientrata a casa dopo le lezioni, proprio come al liceo,  niente di più niente di meno. Qui invece si gioca diverso, per lei e per noi. Lei diventerà grande di colpo, autonoma per forza e proiettata verso il futuro, i, suo. Noi con la stessa rapidità torneremo agli albori della nostra vita in due, senza più figli in giro per casa sempre, senza più mutande da raccogliere e senza più quella presenza che da coppia ti fa diventare famiglia.
Ma va bene così, perché così va la vita e la nostra, girovaga e vagabonda, di sicuro non ha reso le nostre ragazze sedentarie, ma le ha plasmate pronte ad andare con fragilità e insicurezze, ma pronte.
Venerdì andrò alla mia ultima assemblea di fine anno nella bellissima chiesa davanti a scuola che ci accoglie in tutto il suo splendore ad ogni fine semestre. Assisterò ai discorsi, ascolterò il concerto, vedrò mia figlia tra loro ancora un po’ bambina ma tutto sommato già grande. È dal 2000, dal primo settembre 2000, quando Federica  ha varcato per la prima volta il portone dell’école maternelle de la Republique, per il suo primo anno di scuola materna,  che i nostri anni da agosto a giugno sono stati ritmati da orari, vacanze, riunioni, feste varie, sempre legati alla scuola. 19 anni divisi e condivisi tra loro tre e con loro tre, anni di recite, saggi, festicciole, anni di visi nuovi, insegnanti gentili, professori complicati. Anni di compiti, dettati, poesie recitate, voti spesso ottimi, ogni tanto così così, raramente pessimi. Anni in scuole diverse, in lingue diverse, in paesi lontani, con compagni e amici incrociati e lasciati alle spalle.

Venerdì mettiamo un punto finale a questo anno scolastico, il 21 agosto se ne aprirà un altro particolare, diverso, con una fine che non sarà fine ma solo inizio di una vita nuova per lei e per noi!

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