Tempo che vola e percorsi di vita

Due anni fa lasciavo Stoccolma dopo quattro giorni surrealisti passati tra la scoperta della mia nuova città e l’inizio di una nuova fase dell’avventura professionale che 18 mesi prima era entrata prepotentemente nelle nostre vite. Dopo mesi di lavoro nell’ombra, i cui ultimi conditi con la decisione finale che si avremmo di nuovo colto la palla al balzo e ci saremmo trasferiti per l’ennesima volta, il progetto era finalmente svelato diventando quasi più concreto e tangibile. Nel giro di 24 ore si parlava di loro sui giornali di mezzo mondo e la nostra nuova vita si definiva in modo netto all’orizzonte. Sapevamo che i mesi successivi sarebbero stati intensi.

Nevicava fitto in quei giorni e io passeggiavo per la città come una californiana in vacanza, ma la frenesia e il vento di novità mi aiutavano  a resistere nonostante il freddo. Sulla scia dell’entusiasmo e del passaggio in Europa decisi di prendere il volo per Torino per dedicarmi un po’ a me e ai miei progetti. Il mio libro era pubblicato da pochi mesi e avevo la ghiotta occasione di presentarlo ad un pubblico più ampio. Nel giro di pochi giorni una serie di articoli sono apparsi sulla stampa italiana. Pochi giorni dopo aver condiviso con mio marito la gioia per l’inizio della sua nuova avventura, toccava a me essere sotto i riflettori.
Lasciai la neve di Stoccolma per una Torino primaverile. Lascia l’entusiasmo intorno a Northvolt per godermi quello intorno al mio libro, due progetti frutto di un lavoro di squadra, la nostra, il nostro team famigliare che sempre con entusiasmo ci guida in ogni passo e in ogni scelta.
Presentare il mio libro è sempre un po’ come presentare la mia vita, non ci sarebbe il libro senza ogni tappa di quello che da 22 anni viviamo. Non ci sarebbe il libro se un giorno non avessi detto si è fossi partita per Parigi, incinta di quattro mesi e assolutamente ignara di quello che sarebbe stato il dopo.
Più parlo del mio libro più mi rendo conto che il nostro non è un percorso banale, se ce ne sono tanti capaci di fare le nostre stesse scelte, ce ne sono molti ma molti di più assolutamente incapaci di muoversi di più di tre chilometri dalle loro sicurezze.
Più presento il libro e parlo di noi più ammiro quella che ero, la giovane mamma che si trascinava dietro bambini e valigie per saltare da un aereo all’altro e volare incontro all’avventura. 
È stata di nuovo una settimana intensa questa appena trascorsa, quasi il riflesso di quella di due anni fa, piccoli successi di nuovo si sono concatenati, voluti e cercati e come ciliegina sulla torta presenterò di nuovo il mio libro davanti ad un pubblico internazionale, specchio chiaro di come la mia vita è.
Ogni tanto fa bene fermarsi a riflettere su piccoli e grandi traguardi, mettersi lì un po’ spettatori e guardare la strada fatta senza malinconia ma con fierezza, ogni ostacoli superato o anche semplicemente affrontato come una deviazione di percorso ci insegna qualcosa, senza rimpianti e con entusiasmo.


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