venerdì 11 gennaio 2019

Vacanze catastrofiche: la nostra top list.

Viaggiamo da sempre in famiglia, per necessità, vivendo all’estero,  e per passione. Amiamo scoprire i posti che ci circondano e adoriamo farlo tutti e cinque insieme. Viaggiare con le nostre bambine in passato e con le nostre ragazze adesso è sempre emozionante e arricchente, per noi e per loro.


Quanti paesi scoperti, quante città percorse a piedi con entusiasmo, quante navigazioni in mari esotici,  in posti lontani da tutto e tutti.
Tanti i viaggi pensati, organizzati una guida in mano e internet come fedele compagno, quanti ricordi indelebili nel bene e nel male.
Ogni nuovo viaggio è sempre per noi l’occasione per ripensare a quelle poche volte in cui tutto è andato storto o meglio la vacanza si è rivelata essere una piccola catastrofe, un po’ per la scelta del posto, un po’ per  la location improbabile, un po’ perché a volte il turista fai da te
 casca male e fa parte del gioco.
Ecco la nostra personale classifica delle vacanze che sono passate alla storia come “mamma ma che idea!”
Vince su tutti il Minshuku di Sado, e vince di gran lunga: minshuku e Sado.
Per chi non lo sapesse i minshuku sono delle pensioni tipiche giapponesi che costano come un hotel cinque stelle con il confort del campeggio. Sado invece è un isoletta sulla costa ovest del Giappone che credo veda talmente pochi turisti e stranieri viaggianti come in rari posti al mondo, o almeno  così era dieci e più anni fa. “Ovvio mamma chi sano di mente organizzerebbe una vacanza a Sado” e con il senno di poi.
Ma allora ero giovane e piena di entusiasmo, convinta che la nostra vita tokioïta dovesse anche essere  condita da qualche gitarella fuori porta il più lontano possibile dal mondo occidentale. E così Sado fu. E mi bastarono allora pochi minuti nella nebbia in mezzo al nulla alla ricerca del minshuku ormai di indelebile memoria, per pentirmi di non aver optato per qualcosa di meno esotico...


Arrivammo tardi a Sado e non fu facile raggiungere la nostra meta, ma alla fine tra l’incredulo e l’inquieto 
parcheggiammo l’auto di fronte al minshuku e fummo accolti da una coppia di gobbi giapponesi di età indefinita ovviamente fluenti in un’unica lingua, la loro....il giapponese di Paolo e i nostri sorrisi servirono comunque a farci accompagnare nel nostro stanzone, tipo camerata militare illuminata da un debole neon che rendeva l’ambiente talmente freddo e ostile da far rabbrividire. Allineati lungo il muro cinque futon pronti ad esser srotolati, contro la parete una cassettina metallica, inserendovi 100 yen ogni ora avremmo potuto usufruire del riscaldamento...
 
In questo stanzone vuoto 8 occhi mi fissavano tra l’incredulo e l’arrabbiato, nessuno osava parlare, nessuno osava lamentarsi. L’anziana albergatrice dopo qualche minuto ci ha portato le lenzuola spiegandomi con fare autoritario come avrei dovuto fare i letti... senso di colpa a mille e un turbinio di domande, ma in cuor mio la speranza che peggio di così non poteva essere e poi ci divertiremo e poi cerchiamo di relativizzare e poi... ho perso ogni energia a colazione di fronte alle seppie crude appena pescate apposta per noi con Camilla che si rotolava di fianco al tavolo e le grandi che reclamavano un pezzo di pane e un bicchiere di latte.
Rientrati dal giro a Sado avrei avuto bisogno di due giorni 
per recuperare, la prima amica incontrata davanti a scuola mi accolse con un sorriso impietosito seguito da un “vacanze giapponesi vero?” Eh si...



Secondo posto sul podio sicuramente senza ombra di dubbio la settimana prevista a Essaouira ridotta poi a due giorni da una fuga salvatrice.

Viaggio in Marocco incominciato benissimo, Riad da sogno a Marrakech, relax, bel tempo, ottimo cibo.
Casa affiatata su un sito il cui nome luxury home faceva sognare.  La casa da sogno all’apertura della porta si è rivelata un incubo. Zona umidissima della città, ambiente lugubre, circondario leggermente inquietante, il tutto condito dalla presenza di una donna tutto fare che circolava silenziosamente per casa tipo fantasma completamente vestita di nero con velo. 


Otto occhi si sono voltati verso di me, ho bofonchiato qualcosa nel tentativo di salvare il salvabile, ho capito subito che alla fine la fuga sarebbe stata l’unica possibilità per non rovinare il resto della vacanza.
Abbiamo passato una notte da paura, tra rumori sospetti e odore di muffa, avvolti da lenzuola umidicce e senza un filo d’aria.
Abbiamo cercato il lato positivo, essere tutti e cinque insieme, una nuova avventura, vabbè insomma non disfiamo le valigie e ripartiamo da dove siamo venuti.
La vacanza è proseguita poi ad Agadir, senza storia e con molto relax, ma il ricordo di Latifa vestita di nero su e giù per le scale di quella casa non i ha più abbandonati.

Terzo gradino del podio se la giocano di poco Casa di Goa, a Goa, 
India, e Vancouver Island, Canada, British Columbia. Se per 
la seconda le temperature polari hanno contribuito alla 
grande alla conquista di cotanta posizione, per la prima l’hotel terribile non ha sicuramente aiutato ad amare il luogo e a gradire la vacanza in generale.

 
Mi ero allora affidata ad un’agenzia locale, vivevamo a Chennai, e forse lo standard non era quello che avremmo voluto. L’hotel poteva anche andare bene ma era talmente sporco che proibì alle bambine di toccare qualsiasi cosa, muri della doccia compresi... praticamente lavaggio in sospensione.



Otto occhi mi fissarono interrogativi, vedevo chiara la domanda, ma sei proprio sicura? Niente via di scampo? Niente piano B? 
Non ho mai un piano B quando organizzo una vacanza, forse con il senno di poi dovrei...

Vancouver island
Comunque ogni volta che arriviamo in un posto nuovo ci sono quei cinque minuti in sospeso in cui ti chiedi se sarà di nuovo un susseguirsi di sbagli oppure tutto filerà liscio... e poi alla fine anche quando tutto va storto non te ne dimenticherai mai e costruirai ricordi indelebili, nel bene e nel male!


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