sabato 12 gennaio 2019

13 gennaio 2002

17 anni fa sono diventata mamma per la terza volta, erano da poco passate le tre del mattino quando per la prima volta l’abbiamo guardata negli occhi, quando per la prima volta abbiamo sentito il suo respiro, il calore del suo piccolo corpo.
È incredibile come ogni volta si rinnovino sensazioni uniche che solo la nascita di un figlio sa darci. Ogni volta lo stesso turbinio di sentimenti, un susseguirsi di indescrivibili emozioni, l’amore puro che avvolge il tutto.
13 gennaio 2002

A distanza di 17 anni quel giorno rimane uno dei momenti indimenticabili della nostra vita. Siamo diventati famiglia di cinque nel giro di pochi istanti, le nostre responsabilità di giovani genitori sono di colpo triplicate, noi due adulti consci del compito di far crescere tre piccoli individui e di dar loro gli strumenti per affrontare il mondo nel modo migliore.
Lei ci guardava con i suoi piccoli occhi intensi, quel profumo di vita nuova da respirare all’infinito, la ricerca affannata del mio seno, quel contatto unico, il primo che ti lega loro per sempre.
Me l’ero immaginata per mesi, ancor prima di aspettarla, sapevo che la nostra piccola famiglia sarebbe stata completa solo con lei, sapevo che avrebbe chiuso il cerchio del nostro amore, rendendolo indistruttibile. Non avevo paura della fatica, delle responsabilità, mi sembrava normale completarci così, con una nuova vita, con nuovi occhi, con nuove manine da stringere e capelli da accarezzare.
L’ho osservata per qualche ora piccola e fragile, cercando di immaginarmi come sarebbe stata, lei la piccola di casa, poi sono arrivate loro, le sorelle maggiori, adoro il primo incontro, quel loro primo conoscersi, quando per loro la pancia che hanno osservato, ammirato, odiato per mesi, si concretizza in un esserino piccolo, che osserveranno, ammireranno e odieranno a tratti, per sempre.
Loro sono entrate sorridenti, con le mollettine nei capelli e le gonnelline coordinate. Di colpo le ho viste grandi, grandi vicino a lei. Sono corse verso la sua cullina con entusiasmo, l’hanno spinta con forza contro il muro, lei non ha fatto una piega, quasi le aspettasse e lo sapesse che il primo incontro sarebbe stata o così, le hanno messo nella culla una sorpresa di ovetto kinder, tanto il cioccolato non può mangiarlo, certo ovvio. L’hanno accarezzata, baciata, adottata. Federica nel suo ruolo di grandissima dall’alto dei suoi quattro anni, Chiara leggermente perplessa da questa presenza che la spodestava dal ruolo di piccola, chiudendola da quel giorno tra due fuochi, ma lei non lo sapeva che questo le avrebbe regalato alla fine la posizione migliore, l’ha capito dopo.
Ecco lei da quel giorno è stata la piccola, lo è ancora adesso e lo sarà per sempre. Una piccola con le idee chiare, sempre di corsa per raggiungere le sue sorelle, sempre protesa in avanti per non perdere il passo, una piccola che ha sempre dovuto farsi spazio, farsi sentire, gridare un po’ più forte, arrivare più in alto.
17 anni da quel giorno in cui sono diventata mamma di tre, in cui le nostre responsabilità di genitori sono aumentate, in cui di colpo ho sentito che mancava solo lei per completarci.
gennaio 2019

Buon compleanno cucciolo, rimarrai sempre la nostra piccola anche se sei grande, indipendente, testarda, piena di ambizioni, farai grandi cose, l’ho visto nei tuoi occhi quella mattina all’alba a Parigi, 17 anni fa!

Nessun commento: