lunedì 17 dicembre 2018

I nostri primi trent’anni ❤️

Trent’anni fa era quasi Natale, il solito dicembre a Torino, freddo. Finivo il mio primo semestre all’università, i primi esami erano dietro l’angolo, ma prima ancora le vacanze, lo sci, la neve.
Era il periodo in cui si organizzavano feste a tema, molti liceali, qualche studente dei primi anni di università. Quella sera c’era quella di Natale, in una delle discoteche che all’epoca andavano per la maggiore tra i tardo adolescenti.

Quella sera conobbi un ragazzino, lui all’ultimo anno di liceo, la faccia imberbe, gli occhi brillanti. Ci presentammo, due parole, nulla di più. Poche settimane dopo ci incontrammo di nuovo in montagna e un po’ per gioco un po’ per vedere come va incominciò la nostra storia. 
Tra pochi giorni spegneremo le nostre prime trenta candeline... trent’anni sono passati da quel primo incontro, quel primo bacio, quel primo guardarsi negli occhi confusi, quel primo confondersi di sogni, quel primo sorriso che voleva dire tutto. Trent’anni a costruire insieme, con calma, senza fretta. Trent’anni a camminare affianco, a sostenerci nella ricerca della nostra strada, a tenerci per mano quando i passaggi si sono fatti più complessi, appoggio continuo, mano solida che non ti molla mai. Trent’anni in cui siamo cresciuti, maturati, cambiati, ombra adulte dei due ragazzini di allora, molto diversi di sicuro adesso, anche se non è difficile nei nostri occhi ritrovarci come eravamo. 
Ci voltiamo ogni tanto quasi increduli a guardare quanta incredibile strada abbiamo percorso, quanta vita costruita, quanti successi, quante piccole grandi conquiste. Abbiamo costruito tutto insieme, appoggiandoci costantemente l’uno all’altra, io a temergli la mano nella sua strabiliante carriera, lui a spronarmi sempre nei miei mille folli progetti. Non è stato tutto semplice perché abbiamo scelto una vita fatta di montagne da scalare, perché ci siamo messi in gioco mille volte senza paura, perché ci siamo lanciati tante volte nel vuoto, attirati dal brivido di avventura un po’ fuori dall’ordinario, e mano nella mano siamo sempre più o meno atterrati in piedi.
Ogni anno mi chiedo che pazzo destino mi abbia messo davanti lui con i suoi 18anni in quella sera d’inverno, che alchimia deliziosa ci abbia spinto l’uno verso l’altra, che curiosa la vita quando ti concede incontri che ti cambieranno per sempre. 
Siamo stati bravi tutto sommato ad andare avanti, a guardare sempre di fronte a noi con l’obiettivo comune di renderci felici, mentirei se dicessi che questi trent’anni sono stati tutti un susseguirsi di cuori e di farfalle nello stomaco, perché la vita ovviamente con scelte e decisioni complesse, ti da mille occasioni per metterti in difficoltà, ma noi in questo siamo stati bravi, siamo sempre andati avanti nella stessa direzione, pronti a confrontarci e sostenerci, a consigliarci e capirci.
Ed eccoci trent’anni più vecchi, con alle spalle un percorso incredibile che da quel primo sguardo ci ha portati da una parte all’altra del mondo, sempre in movimento, sempre avvolti da qualcosa di nuovo. Non cambierei una virgola di questi trent’anni, non cambierei nulla di quello che è stato, e spero veramente che i prossimi trenta possano essere altrettanto tumultuoso e densi di avventure folli, perché credo che sia proprio questo che ci ha resi così uniti, l’avventura continua che questi trent’anni ci hanno regalato, la scoperta perenna e la novità in agguato ad ogni angolo!



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