lunedì 31 dicembre 2018

Buon anno!

Un altro anno alle spalle, anno di scoperte, di avventure, di sorprese, mancano poche ore e sarà già ricordo. È stato ricco, intenso, a tratti stancante, avventuroso, pieno d’amore, con momenti di nostalgia, un po’ di tristezza, attimi di gioia allo stato puro. Un mescolarsi continuo di sentimenti  altalenanti, giorno dopo giorno, un mese dopo l’altro. L’anno in cui abbiamo imparato a chiamare casa Stoccolma, e Stoccolma ci è entrata nel cuore con forza, accogliendoci con un inverno

più mite del solito e un’estate da record, quasi volesse darci la mano con dolcezza e insegnarci ad amarla con passione. L’anno in cui vivere in tre, noi famiglia di cinque, è diventato routine, ci si abitua a tutto anche ad amare a distanza, anche a stare seduti, fermi, altrove e vedere i figli prendere il volo sicuri e fieri. È stato l’anno in cui un nuovo piccolo ha portato una ventata d’amore infantile nella nostra famiglia, sottolineando il senso della vita, generazione dopo generazione, quell’incrociarsi e accompagnarsi mano nella mano, vecchi e giovani, uniti, insieme.
È stato l’anno in cui chiedersi scusa è stato possibile, e ci si rende conto di quanto faccia bene riabbracciarsi.
È stato un anno di nuove e belle amicizie, di incontri e di scontri. Un anno in cui abbiamo costruito tanto, con forza e determinazione, senza mollare nulla e sempre insieme uniti.
L’anno nuovo farà capolino tra poche ore, lo festeggiamo insieme noi cinque, lontano da Stoccolma, da New York, al caldo, in riva al mare, nel bel mezzo di una di quelle vacanze un po’ avventura un po’ turista per caso che alla fin fine anche mettendoci di impegno per avere risultati migliori, riusciamo ad organizzare.
Sarà di sicuro un altro anno intenso, con mille progetti, perché siamo fatti così, con dei buoni propositi che butteremo li credendoci e di cui forse tra sei mesi ci saremo già dimenticati, ma va bene lo stesso. Sarà un altro anno in cui ci faremo guidare dal cuore per certe scelte un po’ matte, in cui discuteremo come sempre perché siamo fatti così, in cui avremo obiettivi precisi e tante energie per raggiungerli. Sarà di sicuro un anno di nuovi incontri, ma anche del ritrovarsi con tanti vecchi amici sparsi qua e là.
Cosa augurarci? Di essere sempre così avventurosi e curiosi, guidati dalla voglia di scoprire e pronti a  conquistare il mondo con il sorriso, insieme, uniti e felici.
Buon anno a me, a noi, a voi, a questo blog che ormai da 10 anni mi accompagna e tiene compagnia, amico e diario, pagina da riempiere di pensieri, idee e vita!
     
  Felice 2019!

giovedì 27 dicembre 2018

Natale è già passato!

Natale 2018 diventa già ricordo, è già sera e come sempre l’eccitazione degli ultimi giorni ha lasciato posto ad un comodo relax. Non c’è fretta in questa fine giornata, la lasciamo filare via dolcemente così come dolcemente l’abbiamo vissuta assonnati in pigiama intorno all’albero al risveglio e poi via pian piano tra sorrisi e voglia di stare insieme, senza obblighi, pressioni, cose da fare per forza.
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Come sempre abbiamo aperto pacchi, uno dopo l’altro, felici, sorridenti, le ragazze con il solito entusiasmo sempre un po’ infantile che mi rende estremamente felice, ogni anno ritrovo in loro, nella dolce attesa, nei loro occhi quasi meravigliati di fronte alla carta colorata, le bambine che erano e che non sono più, ma che, tutto sommato, in giornate come queste fanno piacevolmente capolino.
Faceva bello oggi a Stoccolma, c’era neve per strada, quando il sole è tramontato ci ha regalato un cielo rosso fiammante da contemplare a lungo.
Abbiamo candele accese ovunque e un leggero profumo di cera che avvolge la casa, mescolandosi con quello che rimane nell’aria dei tanti piatti preparati per questo piccolo tour de force gastronomico.
C’è come sempre un po’ di malinconia nel pensare che domani avremo già chiuso la porta a questo Natale 2018, ho cancellato le liste fatte, i regali, la cena, il pranzo, i vari promemoria per ritirare questo o quell’altro.
Abbiamo ancora tutte le vacanze per stare insieme, per approfittare di questi rari momenti in famiglia, per riprendere fiato tutti e cinque ognuno a suo modo, ognuno a suo ritmo. Partiremo tra qualche giorno a fare il pieno di sole e di mare, lasceremo il freddo di Stoccolma per una destinazione esotica, per stenderci sulla sabbia e lasciarci accarezzare dal mare, ma questa sera un po’ di malinconia c’è lo stesso....

Buon Natale!

mercoledì 19 dicembre 2018

Servizio medico svedese.

In questi miei primi 18 mesi a Stoccolma non ho fatto che sentire critiche molto esplicite sul sistema sanitario svedese, pochissime le voci fuori dal coro. Ammetto che i primi tempi la cosa mi ha molto spaventata,  una delle poche sicurezze di cui ho bisogno è un servizio medico decente, sono lontani gli anni in cui mi adeguavo serenamente all’India, forse sto invecchiando!
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Da subito ho capito che il sevizio fornito dallo stato è orientato soprattutto all’urgenza, se sei quasi morto sono bravissimi a recuperarti per i capelli ed impedirti di esalare l’ultimo respiro, ma nella routine diciamo sono meno attenti o forse più leggeri. Arrivando da un paese come gli Stati Uniti in cui ogni scusa è buona per aggiungere un controllino in più che poi si trasforma concretamente in una fattura a più zeri, questo modo di procedere mi ha lasciata un po’ perplessa. Dopo anni di prevenzione come priorità nazionale mi sono fatta delle domande. In realtà poi la prevenzione c’è su certe cose, ma diciamo che su altre sono meno pronti ad indagare.
In linea di massima mi piace il medico che non entra nel panico, prescrivendo medicine e esami inutili, ma come in tutto piace essere ascoltati e capiti e soprattutto sentirsi in buone mani!
Con queste premesse i piedi di piombo erano cosa buona e giusta, anche se pian piano ad ogni nuova consultazione mi sono un po’ ricreduta. Ieri poi l’apogeo... per la prima volta ho usato un servizio di consultazione online consigliato da un’amica svedese per evitare di sbattersi in coda nella sala d’aspetto a prender germi quando si hanno problemi minori.
Il servizio è come andare in uno dei centri pubblici solo che si sta comodi comodi a casa propria e si fa una video conferenza.
Quello che avevo si prestava a questo primo utilizzo. Da qualche giorno avevo notato una macchia a livello del polso, come una piccola escrescenza simile ad un neo ma diciamo di forma strana, di che alimentare le mie ore di veglia notturna con un certo numero di scenari da incubo.
Mi sono detta che non valeva la pena sbattermi in sala d’aspetto al walk-in del mio centro medico a respirare germi altrui, e che un appuntamento a pochi giorni dalle vacanze non l’avrei mai avuto, però avevo bisogno di essere rassicurata. 
La procedura è stata semplice, aprendo l’applicazione ci si connette direttamente al proprio identificativo bancario, che tutti hanno sul proprio telefono, e che automaticamente da l’accesso ai nostri dati, non bancari ovviamente ma come dossier medico. Ho risposto ad una serie di domande tra le quali il tipo di consultazione di cui avevo bisogno. A questo punto mi è stato chiesto di fare una serie di foto del mio oggetto non identificato e successivamente mi è stato comunicato il mio tempo di attesa, circa 20 minuti, e nel frattempo facevo allegramente gli affari miei nella mia cucina. 10 minuti prima dell’appuntamento ho ricevuto un messaggio con il nome del medico, che puntuale allo scadere dei 10 minuti mi ha videochiamata. Gentile, sorridente, ha prima guardato le foto che gli avevo mandato e poi guardato in diretta la causa dei miei pensieri. È stato molto rassicurante ma mi ha detto che preferiva vedessi un dermatologo.
Finita la telefonata con lui, ho chiamato la nostra assicurazione, che in Svezia ha l’unica funzione di farti saltare la coda per vedere uno specialista, altrimenti funziona come in Italia tempi eterni di attesa, ma ovviamente non danno appuntamenti con gli specialisti solo perché il paziente lo decide, ci devono essere dei motivi validi. La signora al telefono si è connessa a sua volta al mio dossier medico, vedendo anche che avevo appena consultato e, senza fare una piega, mi ha fissato il dermatologo, appuntamento di prima mattina del giorno dopo... ero incredula mai più ci avrei sperato.
Alle 8:40 sono entrata in consultazione, cinque minuti dopo il dermatologo mi praticava una piccola anestesia per fare un prelievo del simil neo, cinque più tardi l’infermiera mi medicava e via, risultati a febbraio... mi sono sentita ascoltata e rassicurata e soprattutto hanno fatto quello che dovevano fare senza ne insistere ne protestare, come normale che sia.

Nel giro di 24 ore ho adottato da un lato la consultazione on line dal divano di casa e ho incominciato a guardare questo sistema maltrattato con occhi un po’ diversi, vedremo in futuro .....

lunedì 17 dicembre 2018

I nostri primi trent’anni ❤️

Trent’anni fa era quasi Natale, il solito dicembre a Torino, freddo. Finivo il mio primo semestre all’università, i primi esami erano dietro l’angolo, ma prima ancora le vacanze, lo sci, la neve.
Era il periodo in cui si organizzavano feste a tema, molti liceali, qualche studente dei primi anni di università. Quella sera c’era quella di Natale, in una delle discoteche che all’epoca andavano per la maggiore tra i tardo adolescenti.

Quella sera conobbi un ragazzino, lui all’ultimo anno di liceo, la faccia imberbe, gli occhi brillanti. Ci presentammo, due parole, nulla di più. Poche settimane dopo ci incontrammo di nuovo in montagna e un po’ per gioco un po’ per vedere come va incominciò la nostra storia. 
Tra pochi giorni spegneremo le nostre prime trenta candeline... trent’anni sono passati da quel primo incontro, quel primo bacio, quel primo guardarsi negli occhi confusi, quel primo confondersi di sogni, quel primo sorriso che voleva dire tutto. Trent’anni a costruire insieme, con calma, senza fretta. Trent’anni a camminare affianco, a sostenerci nella ricerca della nostra strada, a tenerci per mano quando i passaggi si sono fatti più complessi, appoggio continuo, mano solida che non ti molla mai. Trent’anni in cui siamo cresciuti, maturati, cambiati, ombra adulte dei due ragazzini di allora, molto diversi di sicuro adesso, anche se non è difficile nei nostri occhi ritrovarci come eravamo. 
Ci voltiamo ogni tanto quasi increduli a guardare quanta incredibile strada abbiamo percorso, quanta vita costruita, quanti successi, quante piccole grandi conquiste. Abbiamo costruito tutto insieme, appoggiandoci costantemente l’uno all’altra, io a temergli la mano nella sua strabiliante carriera, lui a spronarmi sempre nei miei mille folli progetti. Non è stato tutto semplice perché abbiamo scelto una vita fatta di montagne da scalare, perché ci siamo messi in gioco mille volte senza paura, perché ci siamo lanciati tante volte nel vuoto, attirati dal brivido di avventura un po’ fuori dall’ordinario, e mano nella mano siamo sempre più o meno atterrati in piedi.
Ogni anno mi chiedo che pazzo destino mi abbia messo davanti lui con i suoi 18anni in quella sera d’inverno, che alchimia deliziosa ci abbia spinto l’uno verso l’altra, che curiosa la vita quando ti concede incontri che ti cambieranno per sempre. 
Siamo stati bravi tutto sommato ad andare avanti, a guardare sempre di fronte a noi con l’obiettivo comune di renderci felici, mentirei se dicessi che questi trent’anni sono stati tutti un susseguirsi di cuori e di farfalle nello stomaco, perché la vita ovviamente con scelte e decisioni complesse, ti da mille occasioni per metterti in difficoltà, ma noi in questo siamo stati bravi, siamo sempre andati avanti nella stessa direzione, pronti a confrontarci e sostenerci, a consigliarci e capirci.
Ed eccoci trent’anni più vecchi, con alle spalle un percorso incredibile che da quel primo sguardo ci ha portati da una parte all’altra del mondo, sempre in movimento, sempre avvolti da qualcosa di nuovo. Non cambierei una virgola di questi trent’anni, non cambierei nulla di quello che è stato, e spero veramente che i prossimi trenta possano essere altrettanto tumultuoso e densi di avventure folli, perché credo che sia proprio questo che ci ha resi così uniti, l’avventura continua che questi trent’anni ci hanno regalato, la scoperta perenna e la novità in agguato ad ogni angolo!



lunedì 10 dicembre 2018

50 sfumature di Julbord!

Dicembre, luci, aria di festa, canti natalizi. Il Natale è molto sentito in Svezia, dalle ultime settimane di novembre Stoccolma si illumina tanto da far dimenticare le giornate sempre più corte. I mercatini aprono i battenti, i concerti si susseguono tra quelli per Santa Lucia fino a quelli natalizi. Si festeggia un po’ ovunque, nelle case, negli uffici, con gli amici, insomma gradualmente si arriva al 24 già ben avvolti nell’atmosfera festosa e con la pancia piena!
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I julbord, le tavole natalizie, sono organizzate un po’ ovunque nei ristoranti, riprendendo quello che sarà il tradizionale cenone  svedese del 24.
I sapori locali ci sono tutti, dalle aringhe in veste varia, alle spezie sotto forme diverse.
Il tutto viene presentato sotto forma di buffet e da tradizione ci si deve servire sette volte con un ordine stabilito che parte dalle aringhe e arriva ai godis (caramelle e dolciumi vari)
Ma cosa si trova in questo tipico buffet natalizio?
Le aringhe pezzo forte della gastronomia svedese sono presentate in diversi modi e con diverse salse e costituiscono il primo assaggio nel pranzo natalizio. Le più piccole si chiamano strömming, e vengono pescate nel Mar Baltico, mentre le più grosse sill arrivano dal mare del Nord.

Il salmone crudo marinato, gravad lax. La marinatura è fatta con sale, zucchero, pepe e aneto, e lo si degusta accompagnato da una salsina spessa a base di mostarda, aceto, olio e di nuovo aneto. ( credo che la Svezia fosse nel mio destino da sempre... tanti anni fa le mie prime marinature di salmone erono proprio queste... poi sono andata a vivere in Giappone dove il pesce non richiedeva neanche marinatura, ma non c'entra nulla)
 Seguono uova sode,  una serie di terrine e piatti freddi tra cui tutta una serie di insalate, tra le quali hanno il posto d’onore quella di barbabietole e quella di cavolo verde.
Una volta aperto l’appetito si arriva alle cose serie, ecco il Julskinka il prosciutto di Natale che rappresenta il pilastro della tavola natalizia svedese, che può essere mangiato sia freddo che caldo (nei julbord dove sono andata l’ho sempre visto freddo)
La sua preparazione avviene in due tempi, prima viene bollito e successivamente cotto al forno con una specie di glassatura, grazie a questo tipo di cottura rimane molto morbido.
A questo punto i piatti caldi si susseguono, e qui troneggiano le immancabili e inimitabili polpette, köttbullar,  costituite da un misto di manzo e maiale e accompagnate da una marmellata di mirtilli rossi e da fettine di cetriolo pressate e marinate a loro volta.( le universalmente note polpette di Ikea, ma molto molto piu buone!)
Le polpette verranno accompagnate dal Janssons Frestelse (la tentazione di Jansson), un gratin cremoso di patate, cipolle, panna e acciughe.
Seguiranno le prinskorv, salsicce del principe, cotte in padella da degustare accompagnate dalla mostarda natalizia.
Ma non è finita, ci sono  ancora i formaggi, i dolci, i mille tipi di pane svedese che accompagnati dal loro fantastico burro sarebbero già di per sé un ottimo pasto
Tra i dessert spicca quello di riso con crema, vaniglia e arancia, il riso maltese dette così perché cotto con delle scorze di agrumi, la leggenda dice che questo dessert abbia poteri magici, basterebbe mangiarne un pochino per trasformare le proprie idee o sogni, in realtà!

E per mandare giù tutto questo?
Beh  ad aprire le danze l’immancabile glögg, la versione nordica del vin brûlé, arricchito da mandorle e uvetta, profumato e riscaldante... adottato ad occhi chiusi. Esiste anche la versione alcol free per i bambini!
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Il glögg è talmente un fenomeno nazionale in Svezia che ogni anno la marca Blossa crea la suspense in tutto il paese con l’attesa del glögg dell’anno, ogni anno con una nota profumata diversa!
E poi tutta una serie di bevande che vengono tirate fuori solo a Natale  e infatti incominciano tutte con Jul, cioè Natale.
Julöl la birra di Natale, con delle note speziate in tema natalizio!
Julsnaps (schnaps di Natale) all’onore sulla tavola natalizia, diciamo che aiuta in un modo o nell’altro nella digestione... spesso di fianco al prosciutto, così tanto per ammazzarne i grassi.. .. versione svedese della nostra grappa, potenza 100! (sturerebbe anche il lavandino... ).
Julmust una specie di coca cola in veste scandinava, che nel periodo natalizio riesce veramente a far precipitare del 50% le vendite della coca cola, se questo non è attaccamento ai prodotti locali....
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Se pensate che dai primi di dicembre in poi julbord e compagnia si susseguono e si sommano agli onnipresenti dolci allo zafferano tipici di Natale, a quelli allo zenzero e via discorrendo,  c’è di che passare il mese di gennaio a digiuno a correre nudi nel freddo per bruciare il doppio delle calorie!




mercoledì 5 dicembre 2018

W la fika!

Quando si dice il buongiorno si vede dal mattino, forse è un po’ vero... ho incominciato a ridere a colazione guardando un video della Litizzetto dove la Svezia è all’onore, postato su uno dei tanti gruppi whatsapp che intasano il mio telefono (non me ne vogliate amiche mie).
Sono una gran fan della Litizzetto, la sua ironia mi piace molto.
Ma di cosa parlava oggi per rendere la mia giornata solare dal primo sorso di caffè?
Parlava di fica, ma con la K, fika. Niente di strano, Walter e Jolanda sono spesso al centro dei suoi monologhi...e inveçe no questa volta la sua era una fika speciale, una fika svedese. Agli svedesi piace la Fika, a qualsiasi ora e in qualsiasi contesto. Mi direte voi non è che l’italiano medio la snobbi, anzi la nostra fama mondiale di gioiosi appassionati della fika in tutte le sue sfumature internazionali, è ormai riconosciuta.
Ma cos’ha di speciale quella svedese? Più bionda, più alta, più poliglotta? Nulla di tutto ciò, in Svezia la fika è un’istituzione, patrimonio nazionale, intoccabile, inimitabile, e vi assicuro che anche gli stranieri si adeguano in fretta ai costumi locali rendendola propria...

La Fika la si beve, la si gusta, insomma ci si rilassa attraverso di lei...
Qui sento che qualcuno allontanerà i minori dallo schermo, ma cosa state pensando? Ma cosa vi viene in mente? Vi pare che una signora come me, ormai più di mezza età che altro, madre seria, possa affrontare nel suo blog altrettanto serio cose del genere?
Siete voi quelli che pensano male senza arrivare fino in fondo... la fika è l’insostituibile pausa caffè,  quel momento unico in cui ci si posa davanti ad un tazzone di caffè, o di té e ci si strafoga di un paio di dolcetti svedesi, allegramente e in compagnia (tranquilli per me sempre e solo un espresso e niente dolci). La fika non ha orario e serve per staccare la spina e ricaricare le batterie durante la giornata di lavoro, alla fine della giornata di lavoro, in varie fasi della giornata di lavoro, o se giornata di lavoro non c’è in qualsiasi momento. I caffè sono pieni di gruppetti che fanno fika, una concentrazione di super fighi papà neonato muniti, con passeggini e armamentari vari, un susseguirsi di colleghi che si prendono un attimo di pausa, studenti con libri e appunti, mamme cazzeggione, membri della terza età, che in realtà sembrano più giovani e in forma di tanti quarantenni... un’umanita varia tutta concentrata sulla fika....
Cosa sarebbe il mondo senza fika?

Sicuramente il mio post pilates meno ricco di chiacchiere e risate, e il vostro mondo?

sabato 1 dicembre 2018

Christmas market a Stoccolma, aspettando Natale !

Tempo di mercatini natalizi in questo inverno svedese che per il momento non ci ha ancora regalato dei veri fiocchi di neve (sarà forse la volta buona la prossima settimana).
L’atmosfera festosa che precede il Natale non manca di sicuro a Stoccolma, illuminata a festa, quasi da far dimenticare i pomeriggi sempre più bui e le luci accese già all’ora di pranzo. 
I primi mercatini hanno aperto lo scorso week end (ultimo week end di novembre), in questo primo week end di dicembre sarà la volta di tanti altri che ci accompagneranno fino alla vigilia di Natale, immersi in un’atmosfera tutta speciale, avvolti dal profumo della cannella, dalla cioccolata calda e dall’immancabile glögg, la bevanda natalizia per eccellenza, in doppia versione alcolica e non ! ( il glögg è la versione nordica del nostro vin brûlé, ma servito con mandorle e uvetta che sguazzano al suo interno, e accompagnato dai biscotti tipici natalizi pepparkakor, i famosi biscotti alla cannella che tutti una volta nella vita hanno comperato all’Ikea, spalmati con formaggio tipo Roquefort, orrido da leggere ma curioso e piacevole da mangiare!)
 I prossimi 24 giorni fino alla vigilia di Natale saranno scanditi a Stoccolma dall’apertura dell’Advent kalendar formato gigante a Gamla Stan, un evento quotidiano da non perdere. La prima finestra è stata aperta il 1 dicembre alle 11, le altre seguiranno una al giorno fino al 24, l’occasione per scorrazzare in giro per la città vecchia con il naso all’insù per capire dove si aprirà la finestra del giorno!
A Gamla Stan il fantastico mercatino natalizio, il più antico di Stoccolma, si svolge ogni anno dai 1837, nella bellissima piazza Stortorget, dove ha sede il museo del Nobel.
Aperto fino al 23 tutti i giorni fino alle 18.
Ingresso gratuito

Molto carino ma aperto solo dal 1 al 3 di dicembre è il mercatino delle scuderie reali, Jul på Hovstallet, ingresso 80kr ad adulto e gratuito per i bambini fino a 12 anni.
Molto carino e in bonus si visitano le scuderie con i cavalli e la loro storia!












Altro storico mercatino
Julmarknad i Steninge Slottsby, si svolge tutti gli anni dal 1837, dal terzo week end di novembre a Natale, nel bellissimo quadro di questo castello.
Ingresso gratuito

Aperto solo il week end dell’ 8-9 dicembre il mercatino di Drottingholm slot
Già solo il quadro vale I’ll spostamento dal centro di Stoccolma.
Ingresso gratuito

Imperdibile il mercatino di Natale di Skansen, un istituzione ogni anno dal 1903, tantissimi banchi di delicatessen e vari prodotti simpatici da regalare.
Aperto da fine novembre al 23 dicembre, tutti i giorni fino alle 4. 
Ingresso al parco 160kr gli adulti, 60 i bambini, 140 studenti e pensionati.

Fuori Stoccolma da visitare il mercato di Sigtuna, a 50 km dalla città (antica città Vikings che ebbe un ruolo importante nelle attività commerciali per oltre due secoli) il mercatino è aperto il 2, il9 e il 16 dicembre dalle 11 alle 16.all’aria aperta offre prodotti tipici locali ( alla fine sempre gli stessi in ogni mercato, ma talmente carini che va bene lo stesso!)

E per finire una novità quest’anno per gli amanti di cucina vegetariana, un mercatino natalizio vegano al 100%

Il Peasful Christmas market, organizzato dal ristorante vegano di Södermalm Hermans, con prodotti vegani e ecocompatibili!

un week end dietro l'altro e molto rapidamente giorvagando tra un mercatino e l'altro ci ritroveremo a Natale!