giovedì 28 giugno 2018

Volo con preghiera...

Aeroporto di New York, JFK, lunedì di fine giugno, sono le sette c’è folla e un caos cosmico intorno ai banchi del check in di Norwegian .Ci mettiamo in coda con un occhio l’orologio, il tempo avanza e la fila sembra essere sempre ferma allo stesso punto. Intorno a noi un gruppo enorme di ebrei ortodossi. Scopriremo più tardi diretti a Tel Aviv. Moltissimi uomini, età varia, dai più vecchi con folte barbe ai più giovani con una parte del cranio rasata, i boccoletti laterli, tutti con il capo coperto dai grandi cappelli, pochissimi e solo i più giovani con solo la kippah, gli altri hanno i tipici cappelli neri e portano vistose custodie rigide nelle quali riporli una volta saliti in aeroplano. Hanno lunghi cappotti neri e pantaloni scuri che finiscono a sbuffo. Le donne che gli accompagnano, tre o quattro, indossano visibilmente delle parrucche con acconciature d’altri tempi, gonnelloni lunghi, maniche lunghe. Hanno tutti passaporto americano e parlano in ebraico.
Dopo un paio d’ore tra check in ed immigration ci ritroviamo all’imbarco, il nostro volo è ritardato di mezz’ora, indubbiamente la totale anarchia al check in si è fatta sentire.
Ci installiamo a bordo, solito rito, libro, acqua ... sette ore di volo di notte, l’idea sarebbe dormicchiare un po’.
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L’allegra comitiva di nero vestita si installa intorno a noi, chi  davanti chi dietro, il più anziano è di fianco a me dall’altra parte del corridoio. Si installano faticosamente, tra togli il cappello, mettilo via, mettiti seduto, ecc.... chiudono le porte e come d’incanto si alzano tutti, ( per chi conosce il famoso film francese con Louis de Funes Rabbi Jacob, a questo punto potevamo immaginarci musica e via alle danze). Incominciano a scambiarsi i posti creando scompiglio e di fronte allo steward attonito che prima gentilmente poi sempre meno cortese incomincia ad invitarli a sedersi, alla fine si arrabbia proprio. Okay tutti seduti si parte.
Come posso cerco di dormire  un pochino sono le 23 e la notte sarà breve... in realtà lo è stata molto di più del previsto, anziché un volo silenzioso interrotto come spesso avviene da qualche rumoroso russatore, il nostro silenzio non è mai pervenuto, abbiamo viaggiato accompagnati da preghiere cantate, si a bassa voce ma non così bassa nel spazio angusto di un aeroplano...qua e là qualche velata protesta, la più forte quella di una turista francese più rapida di me nel tentativo di zittirli, la cosa non li ha smossi....
Atterraggio d Arlanda,  chiedono cortesemente di rimanere seduti e di far scendere prima i passeggeri che hanno la corrispondenza per Oslo, tutti eseguono di buon grado dopo sette ore di volo non saranno due minuti in più che ci cambiano, tutti tranne la comitiva diretta in Israele, loro si alzano, 
fuori cappelli e bagagli a mano, scavalcano qualsiasi cosa. Davanti a noi una mamma viaggiava da sola con cinque bambini, scende con i due più piccoli convinta che i tre dietro seguissero... invece i poveri rimangono bloccati dai nostri viaggiatori preganti, ad un certo punto ne blocco un paio e aiuto i bambini a passare, questi fremono il volo successivo li attende... la domanda sorge spontanea, avranno pregato anche lì per tutto il tempo? Forse...
Comunque dopo questo incontro sono andata a leggermi un po’ di informazioni su queste comunità un po’ integraliste  che vivono soprattutto a Brooklyn, interessante, anche se non ho trovato risposta a tutte le stranezze osservate, ho anche fatto ricorso ad un’amica ebrea praticante che però su certe cose non ha saputo darmi risposta...se li ri incrocio in aereo chiederò direttamente a loro!

Comunque a proposito di preghiera Chiara andando a Torino la settimana scorsa era seduta di fianco ad una che ha recitato il rosario tutto il tempo, beh ecco fa un po’ paura o no?

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