giovedì 7 giugno 2018

Allenarsi all’aperto

Quando sono arrivata a Stoccolma 10mesi fa e ho incominciato a muovere i primi incerti passi nella mia città, come sempre sono stata colta dalla voglia di fare e scoprire, spinta dalla scarica di adrenalina tipica dei nuovi arrivi.

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Ero appena atterrata in un Paese tutto da scoprire e volevo il più rapidamente possibile ricostruire punti di riferimento e una vita sociale degna di questo nome. La scuola mi ha aiutata tantissimo, con il suo ambiente super accogliente e le mille attività proposte... mi sono buttata a capofitto in tutto quello che c’era da fare, ripetendomi molteplici volte che i primi passi sarebbero stati fondamentali, che nelle prime settimane mi sarei giocata il tutto... cosa vera in parte, se ben si comincia si dice si è a metà dell’opera, e in espatrio ancora di più, anche se poi si ha sempre il tempo di migliorare il tiro.
Comunque tutti i club proposti sono diventati i miei, tutte le attività sportive, i pranzi, le. End hanno incominciato a riempire la mia agenda, offrendo i mille occasioni di conoscere gente.
Tra le varie cose un po’ titubante mi sono iscritta ad un boot camp, una di quelle attività sportive all’aperto con ogni tempo e in ogni stagione. La titubanza era dovuta soprattutto al fatto che dopo 5 anni di California, con annesso e connsesso tempo bello e attività a gogo sotto il caldo sole, lo sport all’aperto e la SVezia mi sembravano due entità inconciliabili.
Ho iniziato d’estate quando il sole ancora tiepido mi dava ricordi non lontane di passeggiate intorno a Palo Alto. Ho proseguito in autunno, incominciando a indossare vestiti più caldi, pantaloni più lunghi, guanti appositi, non ho ceduto davanti alla prima neve che ha fatto capolino ancor prima dell’arrivo dell’inverno, trovando quasi divertente l’allenarmi all’aperto quando i fiocchi sembravano cotone e si accumulavano sul mio giaccone invernale. Sono uscita di casa con il buio e le temperature gelate, per i lunghi mesi invernali, puntuale ogni martedì, dicendomi dai vai, che poi sei contenta è così è stato. Ho incominciato pian piano a togliere strati pesanti, mano mano che l’inverno lasciava spazio alla primavera, ho inseguito il sole perché mi scaldasse un pochino quando i suoi raggi timidi si sono fatti più forti... ho indossato nuovamente i pantaloncini in questo maggio fenomenale appena concluso...e ieri ho partecipato all’ultimo allenamento prima della pausa estiva, con un po’ di
tristezza, come sempre quando qualcosa di bello finisce, con un po’ di magone, per questi 10 mesi filati troppo in fretta...
Sono sopravvissuta a questi 10 mesi di allenamento nonostante tutto, nonostante i timori iniziali, il terrore del freddo, la paura dei piedi ghiacciati, l’idea di allenarmi sotto un cielo plumbeo, ben lontano dal mio blu California. Ho attraversato 4 stagioni, senza fatica e con molto entusiasmo, non vedo l’ora di ricominciare, adesso so che tutto è possibile!
Starò diventando un po’ svedese?

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