venerdì 4 maggio 2018

vita d'expat: gente che va...

Un anno fa vivevo un periodo molto intenso, stavo per chiudere con l'ultimo evento i miei anni di lavoro in Silicon Valley e buttarmi a capofitto nell'organizzazione dei nostri ultimi mesi californiani, tra graduation di Chiara, feste di vario tipo e un trasloco intercontinentale come ciliegina sulla torta.
Maggio e giugno sono spesso tra gli expat mesi di grande cambiamento, cercando di regolare i propri ritmi du quelli della scuola, a maggio e giugno si preparano i traslochi, si salutano gli amici, si impacchetta casa e si inscatolano sogni, progetti, angosce. A maggio e giugno se non si parte, si vede partire. Se non siamo noi, sono gli altri, ma quel che è certo è che al rientro a scuola ci saranno facce nuove e altre conosciute, ma tanti saranno altrove a costruire vite in mondo dei quali noi noi faremo più parte.
Ci si abitua certo con gli anni, si sa che si costruiscono relazioni, si vivono momenti insieme, ma che poi la quotidianità svanirà come d'incanto e in molti casi si trasformerà in amicizie lontane, belle lo stesso, che grazie ai social media avranno un sapore meno distante.
Un mese e 10 giorni alla fine della scuola, un mese e dieci giorni in cui quest'anno non sono io a partire ma a veder andare via. Un mese e dici giorni per vivere insieme gli ultimi momenti, Un caffè, un lunch, due risate, una passeggiata... e la speranza che poi rimanga qualcosa.
Ho sempre pensato che sia più facile partire che restare, tutto sommato chi parte va incontro al nuovo, sa che sarà dura ma anche estremamente eccitante, che non ci sarà spazio per la nostalgia, per piangersi addosso, per voltarsi indietro. Le energie saranno tutte concentrate verso spazi e visi nuovi, con la dose folle di adrenalina che accompagna ogni cambiamento. Chi resta invece resta in un mondo conosciuto, con meno scoperte dei primi mesi, ma privo di certi punti di riferimento che con tenacia ci si costruisce all'inizio, legandosi a persone che poi nel giro di qualche mese sono pronte a ripartire.
Ne arriveranno di nuove, certo, e sarà bello ricominciare a conoscere, saranno intriganti i visi nuovi, sarà eccitante scoprire altri percorsi di vita, intrecciare il proprio presente con nuovi compagni d'avventura... ma, nonostante tutto, il tempo dei saluti è faticoso, triste, intenso.
Ci saranno piccole feste per dirsi ciao, ci saranno abbracci, sorrisi, qualche lacrima di emozione... mi torneranno in mente tanti altri momenti uguali, in cui ho visto andare via, in cui sono partita.
Ci saranno i messaggi dell'ultimo minuti, gli ultimi sms scambiati prima del decollo verso una nuova casa, ci saranno i primi caffè senza le solite facce, ma andrà bene lo stesso... ci si abitua mi dico. Fa parte del gioco.

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