martedì 15 maggio 2018

keep calm and prata svenska!

Io e lo svedese, una storia d’amore !
Premetto che per vivere in Svezia non c’è assolutamente bisogno di parlare svedese, tutti, ma proprio tutti, dal conducente di autobus alla cassiera del supermercato, parlano un inglese fluente...
Ma ci sono dei ma come sempre ...
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È bello vivere in un posto dove non si capisce la lingua? Certo che no! Se la metropolitana si blocca non ne capiremo il perché, l’annuncio nel 90% dei casi sarà in svedese, ovvio!
Tutti i servizi pubblici comunicheranno via posta in svedese, le stesse comunicazioni condominiali saranno in svedese, insomma il mondo intorno proseguirà allegro la sua vita in svedese fluente e noi ci ritroveremo come allocchi osservatori inerti e analfabeti (o attaccati a santo google translate per capire come mai la vicina ringrazia sentitamente  i cari vicini... le ho morto il marito )
È bello vivere in un posto di cui non si può assimilare completamente la cultura, quella parte di cultura veicolata da una lingua? Nuovamente un grande No!
L’enorme ricchezza del vivere così, saltellando allegramente da un Paese all’altro, è proprio integrarne anche la cultura, capirne i modi di pensare, penetrarne le mille sfumature che certe espressioni racchiudono in sé!
Allora non ci resta, o  non mi resta che proseguire, sforzarmi, stimolare quei tre neuroni arruginiti grazie all’età e cercare di mantenere il morale anche quando i compagni ventenni ti sbattono, involontariamente, ma inesorabilmente in faccia le tue lentezze di apprendimento!(e certo che la raggiunta maturità non aiuta per nulla nell’apprendere...)
Da ottobre ad oggi imparare questa lingua astrusa è diventata la mia attività principale, se non nel tempo che ci dedico, nell’occupare i miei pensieri... ripeto verbi di notte quando per sfiga mi sveglio alle quattro e con i verbi svedesi che mi frullano in testa riaddormentarmi è impresa disperata!!
Faccio frasi sotto la doccia per cercare di appropriarmi di un po’ più di disinvoltura nel momento in cui mi trovo a parlare sul serio. Interrogo il gatto che mi guarda in modo interdetto, chiedendosi sicuramente se sono pazza!
Cerco di sforzarmi superando paure, mi faccio rabbia da sola quando non riesco a dire ciò che voglio, apro il giornale quotidianamente rosicchiando informazioni capite al 50%.
Guardo serie televisive e quando capisco una frase o uno scambio mi sento la regina del mondo.

Alterno giorni in cui sento di farcela con altri in cui mi viene voglia di mollare tutto... ma poi ci ripenso e mi dico che forse  un giorno riuscirò, riuscirò a parlare in modo disinvolto, a leggere il giornale sensa l’ansia da performance, e chissà forse anche a leggere uno dei tanti autori svedesi che adoro... allora prendo i miei libri e vado in classe con il sorriso e la speranza... sempre l’ultima a morire e inforco i miei occhiali da lettura che mi fanno sentire come quelle vecchie profie un po’ acide, mentre in fondo in fondo sono sempre l’allieva un po’ casinista che prende il tutto con ironia.
Jättebra!

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