lunedì 21 maggio 2018

I diversi Paesi non sono percepiti nello stesso modo da tutti!

Come mai un nuovo Paese ci piace o non ci piace? Come mai siamo felici dal primo istante o scontenti dal secondo giorno?

Come mai sappiamo sentirci a casa nel giro di un attimo o essere dei perenni insoddisfatti?
Premetto, e chi mi conosce personalmente e segue da sempre nel mio itinerare lo sa, che sono di “bocca buona”, una perenne ottimista, una persona che cerca sempre di vedere il bicchiero mezzo pieno, quindi il posto che mi stà stretto e non mi piace non l’ho ancora trovato. Ma osservo e capisco il perché di un certo malcontento, cerco di analizzarne i motivi, mi sforzo di trovare risposte per chi vive nel disagio e mi intriga la diversa percezione che si ha appunto di luoghi e persone.
Penso che il perché ci si innamori del nuovo Paese o si faccia fatica ad accettarne le sfumature e le differenze sia i  gran parte legato al nostro bagaglio di esperienze, al vissuto che ci portiamo dietro fatto di esperienze e percezioni legate ad esempio al Paese o ai Paesi precedenti.
Ad esempio io adoro Stoccolma e la Svezia in generale ( e non parlo solo dei figoni da paura che in questa parentesi quasi estiva vagano in t-shirt attillata e camicia che ne mette in evidenza i corpi agili e sportivi), ma come mai questo amore a quasi prima vista? In primis certo sono ancora nella fase iniziale,  quella che ci fa vedere tutto bello e positivo, lasciando i difetti ad un’altra volta, ma i miei passaggi precedenti, quell’accumularsi di Paesi con le loro stranezze e non in ultimo i 5 anni negli States, fanno il resto.
Si perché dopo 5 anni nella mia amata California avevo voglia d’Europa e questa Svezia me la offre su un piatto d’argento, mostrandomi la faccia di un’Europa piena di pregi, accogliente e che funziona benone.
Certo ci sono cose che qui della California non ho, ma va bene lo stesso, penso di aver guadagnato molto nonostante freddo e buio. la mia percezione positiva di questo mondo scandinavo è quindi in parte dovuta, oltre al mio carattere anche proprio a quello che ho vissuto prima, a cosa mi è mancato altrove, perché ovunque ci manca qualcosa, il Paese perfetto non esiste e ovviamente ci sarà sempre un qualcosa che ci urta, un comportamento che ci allibisce, una cosetta da mangiare che ci sogneremo di notte!
Anche se si è alla prima partenza e ai primi passi in questa vita itinerante, la nostra percezione del nuovo sarà filtrata dalla nostra vita precedente mischiata con delle aspettative che ci si crea idealizzando un posto prima di atterrarci o semplicemente immaginandone le differenze in modo lontano dal modo in cui la realtà ce le presenterà!
Tutto questo bagaglino che ci trasciniamo dietro ci condiziona enormemente nei giudizi su un un Paese, aggiungiamo poi a questo la predisposizione personale all’entusiasmo o alla catastrofe, ed ecco il perché quello che entusiasma gli uni lascia gli altri indifferenti o addirittura scontenti.

Sarebbe bello in un certo senso ad ogni nuovo atterraggi essere vergini di aspettative e pronti ad accogliere tutto senza i filtri collezionati nel nostro vagare...purtroppo non è semplice e forse non sarebbe neanche bello visto che la grande ricchezza di questa vita sono proprio le mille piccole cose che ci portiamo dietro che si mischiano con le radici sparse qua e là!  

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