sabato 28 aprile 2018

riflessioni da risveglio.

Ieri è stato di nuovo uno di quei giorni che ti fanno andare a letto con il sorriso. Ieri ho ripensato a tutte le scelte fatte in questi ultimi due decenni, a tutti quei piccoli passi, scommesse, rischi presi che ci hanno portati fino qui.
Ieri una persona mi si è avvicinata, si è avvicinata a me e alla moglie del socio di mio marito, e ci ha detto grazie. Grazie per essere dietro di loro, grazie per sacrificare un po' della nostra vita familiare per permettere loro di essere le guide di questo grande progetto. Grazie per i week end che saltano, per le cene tardi e le sveglie che suonano ad orari antelucani per prendere aerei sempre troppo presto e troppo lontano. Grazie per accolarci il peso di tutto il resto per fare in modo che loro serenamente possano guidare questa società verso il successo.
Ecco sono parole che fanno bene. 
Devo dire che Paolo me lo dice sempre che senza di me non avrebbe fatto tutta la strada che ha fatto, senza forse la mia capacità ad adattarmi ad ogni cambiamento e ad occuparmi di mille cose logistiche senza bisogno del suo sostegno. Siamo una bella squadra,  vista con i nostri occhi, ma il fatto che dall'esterno qualcuno te lo faccia notare e non dia per scontato che debba essere così, beh fa piacere.
Noi donne, non finirò mai di ripeterlo, siamo il tassello fondamentale di questa vita itinerante, che ammettiamolo, porta spesso a molti più sacrifici di quelli che si devono fare quando a disposizione si hanno stuoli di nonnni pronti a tenderti una mano.
Senza nulla togliere a chi fa vite più sedentarie, noi a challenge di carriere, lavori, figli, aggiungiamo quello di un mondo che non è mai lo stesso, al quale dobbiamo adattarci in fretta, al quale dobbiamo far adattare in fretta la truppa che ci segue, al quale dobbiamo trovare lati positivi il più rapidamente possibile per poter recuperare il sorriso necessario a tutti per la nuova avventura.
Ecco 21 anni fa partivo con la mia pancetta di 4 mesi e i miei 27 anni di entusiasmo e curiosità per questa nuova vita, tante paure, una piccola dose di follia, e tanto amore. 21 anni dopo ho attraversato montagne, mi sono mossa da una parte all'altra del mondo, ho raccontato storie in lingue diverse, ho aspettato rientri, o condiviso successi e insuccessi, suoi, miei, nostri. Ho visto crescere le mie figlie che bene o male riflettono tutto il postivio di questa nostra vita. Ho avuto paura, ho passato notti insonni a chiedermi se ne valeva la pena. Ho vissuto intensamente, incrociando persone fantastiche, costruendo amicizie che resistono a tutto. 
Che qualcuno mi dica grazie, al di fuori di mio marito, e delle mie figlie, mi riempie di gioia e mi fa dire che noi donne siamo veramente eccezionali.

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