venerdì 13 aprile 2018

abituarsi a dire addio

Chiudere una porta è sempre una sofferenza. Lasciare un Paese nel quale si è vissuto, un Paese che ci ha accolti e che ha suscitato forti emozioni fa sempre male. Partire è doloroso.
Negli anni si impara a gestire emozioni, si diventa abili a controllare lacrime e paure, si riesce quasi a dare l'impressione che tutto sia semplice. Non è così.
Ho accumulato anni di arrivi e partenze, ogni volta ho serenamente deciso di partire e arrivare, di chiudere valigie e di riaprire scatoloni, di salutare affetti e provare a costruirne di nuovi, ma un piccolo dolore c'è sempre, e questo nonostante la serenità delle scelte.
Adoro questa vita che ci porta ad essere felicemente itineranti, a chiamare casa rapidamente mondi nuovi, ad abituarci in fretta a città sconosciute,  a paesaggi diversi, a cibi e lingue, ma non per questo non c'è tristezza nel dire addio....
Direi che fa parte del pacchetto espatrio, un pizzico di sofferenza in cambio di emozioni forti ed eccitanti scoperte. Questa vita come tutti i modi di vivere ha tanti pro e qualche contro, la sofferenza nel momento del distacco fa parte di questi.
Ho sempre pianto chiudendo la porta di una casa che per settimane, mesi e anni ci ha offerto la sicurezza di un nido sicuro. Ho sempre pianto quando l'aereo mi portava lontano da un Paese che ho amato e in cui ho costruito ricordi. Ho sempre pianto , ma non ha mai fatto male...
Ho pianto perché serve quando si chiude una porta, è un processo di lutto, l'assimilazione del cambiamento, la conferma che il nostro passato è stato intenso e bello e passare ad un presente nuovo spaventa.
Ho pianto con serenità, ho pianto per inscatolare i ricordi e proteggerli dietro un velo di lacrime, ho pianto per liberarmi del peso del partire....
Ho visto le mie lacrime come un passaggio fondamentale verso una nuova vita.
Anche dopo oltre 20 anni di arrivi e partenze, di case accumulate e di ultimi abbracci, non ci si abitua mai al momento del cambiamento, si impara a gestirlo, ad assimilarlo più in fretta, ad anticiparne i momenti più complicati, ma la nostalgia, il dolore, fanno parte del gioco!

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