l'importanza della gita

Quando andavo a scuola io, tra la metà degli anni 70 e la fine degli anni ottanta la gita scolastica, almeno nelle mie scuole, era merce rara, anche solo l'uscita in giornata si faceva attendere ed era accolta con lo stesso entusiasmo di un viaggio sulla luna.
Se alle scuole elementari una delle pochissime uscite fu la visita della centrale del latte di Torino, cosa che ricordo come se fosse ieri, non per la bellezza della scampagnata in sé, ma perché il giorno prima i miei genitori ebbero un grave incidente di macchina e la mia mamma era in coma e io fui obbligata comunque ad andare a scuola e a svagarmi, mentre a mia sorella di tre anni più grande fu concessa la visita in ospedale...visitai la centrale del latte in un misto di pensieri tra i quali non lo nego la forte gelosia nei confronti di mia sorella che venne considerata più grande e solida per vedere la mamma in quelle condizioni....
Alle medie non andò meglio, tra la Certosa di Pavia e la gita sul lago di Como a recitare pezzi dei  Promessi Sposi, entrambe in giornata.
Al liceo ci furono tre giorni a Venezia, la settimana di scambio con il liceo locale a Nuoro e il gitone a Ravenna e Ferrara dove la scuola decise di farci accompagnare anche dal bidello, oltre che dagli insegnanti, il quale passava la notte seduto su una sedia nel corridoio dell'hotel a impedire scorribande notturne.
Nessuna di queste gita aveva di per se un vero scopo educativo, certo c'era il visitare, magari anche posti nuovi, ma nulla di particolarmente stimolante, benché sia ben felice di aver condiviso quei momenti con i miei compagni, adesso da adulta non ne capisco il senso.
La gita scolastica dovrebbe essere ogni anno parte integrante del programma, due, tre, quattro giorni fuori dal contesto scuola a vivere l'apprendimento in modo più rilassato e a vivere lo stesso rapporto con gli insegnanti in modo diverso, in un contesto diverso.
Svecchiare la scuola e l'insegnamento vuol dire proporre anche qualcosa che va oltre i soliti schemi, integrando competenze che non necessariamente si imparano sui banchi di scuola, ma che sono fondamentali per la crescita dei nostri ragazzi.
Questo non vuol dire andare necessariamente lontano, ma farlo in modo costruttivo, anche solo a un'ora di treno ma con uno scopo appunto di apprendimento non canonico.
Quando vivevamo in Giappone, Federica ebbe la fortuna di fare diverse gite scolastiche, una all'anno, e tutte e tre in posti diversi, mirate all'approfondimento di conoscenze relative al Giappone, immergendomi bambini in modo più profondo nella cultura che ci ospitava, per dare un senso ancora maggiore al loro vivere nel Paese del Sol Levante. Ogni giorno ai bambini venivano proposte attività legate appunto alla cultura giapponese nelle sue diverse forme, dalla calligrafia alla produzione di prodotti tipici, tutti piccoli tasselli che in aggiunta alle materie scolastiche aiutano indubbiamente a formare personalità curiose di tutto.
Quando vivevamo in India tutte e tre partirono alla scoperta del Paese, Camilla sei anni a due ore di auto da Chennai, il che poteva già essere una grande avventura di per sé, e le due grandi andarono in gita all'Himalaya, trovandosi diverse volte in situazioni che le facevano andare ben oltre le loro zone di confort di ragazzine bianche espatriate in un paese molto povero, e questo è un enorme insegnamento.

Camilla oggi é in Nepal nel quadro di un progetto al quale collabora con entusiasmo dall'inizio dell''anno scolastico per aiutare una scuola molto povera nelle zone rurali nepalesi. Esperienza grandiosa sul campo e anche esperienza estremamente arricchente per tutto il lavoro fatto a monte della partenza. Questi ragazzini si sono trovati ad interagire con grandi azienda, a esporre il loro progetto davanti ad adulti sconosciuti, a mettere in campo idee e tirar fuori soluzioni. Da oggi per tutta la settimana "insegneranno" nella piccola scuola, contribuendo in qualche modo ad un mondo migliore.


Sono partiti con le sacche piene di scarpe e di materiale scolastico, rientreranno a Stoccolma con stupende immagini e un'esperienza di vita senza pari.

Ogni gita, ogni piccolo tassello raccolto in quelle gite ha contribuito a creare le ragazze che sono diventate oggi. Ogni gita serve come elemento indispensabile per la loro crescita, per quel percorso lungo e intenso che da bambini li fa diventare adulti.
Certo c'é chi sosterra' che  molto più semplice organizzare gite in ambienti socio economici agiati come quelli che gravitano intorno alle scuole internazionali, ed é vero indubbiamente, anche se quando vivevamo in Giappone la scuola portava avanti una politica di non esclusione con da un lato il controllo dei costi delle gite e dall''altro l'aiuto a chi non poteva pagare o poteva contribuire solo in parte. E anche questo é un bell'



insegnamento, si parte ma tutti insieme, si scopre ma tutti insieme, nessuna differenza, nessuno escluso!
Buona gita!

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