giovedì 1 febbraio 2018

Il curling

Paese che vai sport che trovi... dopo aver passato i primi anni in California a cercare di capire le semplici regole del softball che aveva per un po’ appassionato Camilla, riuscendo solo alla fine della prima stagione a non applaudire più nel momento sbagliato,eccomi adesso 10000 chilometri più ad est ad impregnarmi degli sport locali.
Attendendo le prime partite di hockey di Camilla mi consolo con il curling
Si avete letto giusto: curling.

Mamma non hai vita” hanno dichiarato con lo sguardo incredulo le mie ragazze, nel momento in cui ho dichiarato: sabato vado al curling, con papà o senza! Credo che il papà/ marito abbia strategicamente messo un rientro dal Giappone proprio in concomitanza con l’inizio del curling per non doversi dare alla macchia senza motivo apparente.
Comunque eccomi alla serata curling organizzata dal gruppo di genitori festaioli della scuola. Credo fosse la serata più fredda da quando viviamo in Svezia e per arrivare al benedetto centro di curling ho rischiato l’amputazione di tutte le dita ormai ghiacciate e la perdita del naso ridotto ad un ghiacciolo.
Ma neanche i -9 hanno smorzato il mio entusiasmo!
E curling fu!
Piccola lezione teorica, della quale non ho capito nulla, vestizione con tanto di caschetto protettivo, scopettone (così su due piedi fa tanto Harry Potter) e scarpe speciali (destra con suola anti sdrucciolo e sinistra scivolante (sarebbe stato il contrario fossi stata mancina), piccola lezione pratica, comprensiva di qualche bella scivolata sul ghiaccio e poi per concludere partitone.
Eravamo la bellezza di 10 squadre da 5 pellegrini ciascuna, alcuni alle prime armi come me e altri più ferrati in materia. La mia squadra ha vinto e benchè io abbia anche segnato un punto, non credo di avere grandi meriti!

Come si gioca?
Allora il pezzo forte sono i 18 chili di pietra munita di maniglione, seguita da scopettone modello ti pulisco il pavimento per benino.
Il campo di gioco ricoperto di ghiaccio assomiglia ad una gigantesca pista da bowling con al fondo non i birilli ma un enorme tiro a segno.
Lo scopo è fare punti e i punti si fanno cercando di far arrivare la pietra all intento del tiro a segno.

Il campo è diviso in zone. nella prima si prende la rincorsa per dare più slancio possibile alla pietra da lasciare prima dell'arrivo alla zona numero due, azzurrina, dove la pietra potrà essere aiutata nel suo scivolare da uno o due scopettatori, il cui compito è quello scopettando davanti alla pietra o ai suoi lati, di aiutarla a mantenere lo slancio e di aiutarla a direzionarti.

Nella zona finale, che è quella del tirasegno, c'è il capitano, detto skipper, anche lui con scopa, il quale da indicazioni sulla direzione di lancio e scopetta nel caso fosse necessario.
Nello stesso tempo gli avversari possono scopettare anche loro, in modo che la pietra mantenga la velocità e non si fermi nel tirasegno ma prosegua.

Per lanciare c'è tutta una tecnica, che come il resto. Ho capito più o meno. Ma consiste nel lasciarsi scivolare su un ginocchio mantenendo un po' l'equilibrio, con da un lato la scopa e dall'altra la pietra ben impugnata. Nei primi due lanci mi sono spiaccicata al suolo...
Diciamo che nei primi istanti il gioco mi ha lasciata un po' perplessa, ma poi sarà stata anche l'atmosfera divertente e la sana competizione, sono stata al gioco e mi sono anche divertita... non credo comunque che mi darò al curling regolarmente, ma almeno adesso so di cosa si tratta e faccio passi da gigante verso la mia svedesizzazione... ci si integra anche così!


2 commenti:

pinguino ha detto...

Gli sport popolari in svezia sono gli stessi della svizzera a quanto pare, anche qui hockey a gogo e curling, in inverno ovvio, dell'hockey abbiamo anche la versione indoor senza ghiaccio che i miei bambini adorano, qui lo chiamano uni-hockey.
Domenica ho assistito a una strana partita di curling, giocata senza scope, era tipo il gioco delle bocce, giocato con i pesi del curling. Devo dire che i giocatori erano cosi' brilli (birra e vin brûlé ) che non si capiva molto chi vinceva e chi no, sembravano solo molto contenti. Ecco non so da te ma da noi tutti gli sport invernali vengono fatti dagli adulti con parecchio alcol in corpo, anche sulle piste da sci il momento in cui li vedi più rilassati è durante après ski. Ovvio prima scendono dalle piste come matti, la maggior concentrazione di sciatori fissati con le protezioni per la schiena l'ho vista solo in svizzera..sembra di stare in formula 1 su alcune piste.

Giulietta Saconney ha detto...

qui comunque sono incredibili, fanno sport sempre con qualsiasi tempo, e io mi adeguo e seguo!