domenica 7 gennaio 2018

Vacanze a Lanzarote

L'idea era recuperare un po' di gradi e dei raggi di sole che potessero in qualche modo riscaldarci la pelle. I qualche gradi non dovevano essere necessariamente tanti, quando ci si incomincia ad abituare a vivere tra i meno qualcosa e lo zero, anche una quindicina di gradi possono sembrare un buon risultato! 
L'idea era un posto nuovo e un po' di relax marino insieme ai nostri amici navigatori. Abbiamo raggiunto Anna, Paolo e Zoomax, la loro barca, a Lanzarote, per salutare insieme il 2017 e festeggiare l'anno nuovo. Loro appena ripartiti per un nuovo giro del mondo, dopo aver concluso il precedente iniziato quando noi ci trasferivamo negli States. E sarà destino, eccoli ripartire per una nuova avventura intorno al mondo proprio nel momento in cui anche noi  ci siamo tuffati nella nostra nuova vita svedese. Vite che si intrecciano, città, Paesi, porti, isole sperdute. Amicizie che si ritrovano il tempo di una vacanza.
Lanzarote ci ha accolti con un clima, un sole e una temperatura che hanno superato alla grande le nostre più rosee aspettative e soprattutto si è svelata a noi come un posto veramente splendido tutto sommato non poi così lontano da casa e da tante capitali europee. A volte non serve attraversare il mondo per scoprire angoli splendidi e mari cristallini.
Ha un qualcosa di big Island, isola hawaiana, questa Lanzarote dai paesaggi lunari. Tutti e cinque abbiamo pensato la stessa cosa, dal primo giorno, dalla prima passeggiata a pochi passi dal parco del vulcano Timanfaya, e guardare l'isola dall'alto ci ha portato alla memoria le nostre vacanze alle Hawaii di qualche estate fa, con qualcosa di forse ancora più bello!
Abbiamo fatto base a Marina del Rubicon, vicino a Playa Blanca, dove abbiamo utilizzato la barca come il nostro punto di partenza per visitare l'isola in auto. 
Di cose da vedere ce ne sono veramente tante in questo isolotto che fa parte dell'arcipelago delle Canarie.
Il parco del vulcano Timanfaya non l'abbiamo visitato, seguendo i consigli di un'amica dei nostri amici che vive sull'isola e ci ha guidati nelle cose da fare e vedere, abbiamo preso la strada per Yaiza e dopo 4 chilometri dal visitor center, dopo Tinajo c'è un parcheggio e ci siamo fermati lì con la macchina per poi salire a piedi e solo noi sette, senza orde di turisti, godere veramente di uno spettacolo indescrivibile, dove il contrasto del mare blu lontano, delle case bianche del villaggio e delle pietre laviche nere è ancora più forte.


Abbiamo visitato Teguise, bel villaggio di case bianche che la domenica si trasforma in un immenso mercato all'aperto, francamente abbastanza gabba turisti, vale la pena andarci ma meglio non la domenica, tra i venditori di borse contraffatte e finti profumi si perde un po' lo charme del villaggeto tipico.


Siamo andati a Famara, con la sua lunga spiaggia dei surfisti, spazzata dal vento e con un sole che bruciava la pelle. Ci avevano consigliato di mangiare al Chiringito, e di gustare la sua specialità di arroz negro con calamares. Il ristorante era chiuso ma a noi era rimasta la voglia di questo bel piatto, ci siamo fidati del nostro istinto sedendoci in un ristorantino poco più in là, ristorante Sol, con i suoi tavoli sulla sabbia e una vista mare stupenda, e un incredibilmente buono riso nero con i calamari, con un altrettanto buon polipo alla plancia con papas, per non parlare delle salsine tipiche servite con il pane caldo. Anche il caffè non era affatto male (cosa mai scontata).



Abbiamo visitato la fondazione César Manrique , in quella che fu la casa dell'artista, assolutamente incredibile, costruita su una colata lavica frutto delle eruzioni vulcaniche che avvennero intorno a 1730. La casa è costruita su cinque bolle vulcaniche naturali gigantesche e si articola su due livelli , con terrazze e giardini. Le zone sono collegate tramite stretti corridoi scavati nella colata lavica, lo spettacolo è straordinario e la bellezza dell'edificio ha attirato tutta la mia attenzione, nonostante le belle opere esposte. Diciamo che la visita è intensa, non solo arte....
Altro villaggio grazioso sul mare, Arieta, dove ci avevano consigliato due ristoranti, entrambi chiusi per ferie ( El Almanecter e la Nasa, uno dietro l'altro praticamente sulla stessa strada)il periodo natalizio forse in questo senso non era dei più fortunati. 
Anche in questo caso non ci siamo dati per vinti e camminando un po' lungo il mare siamo finiti in un altro buon ristorantino anche questo con vista  deliziosa sul mare.
Veramente bello il Giardino dei cactus, con una quantità incredibile di piante grasse di foggia e dimensioni diverse.



Imperdibile la Cueva de los verdes, la grotta del verde, a nord dell'isola, nel comune di Haria, integrata nel paesaggio vulcanico del Monumento Naturale del Malpaís de la Corona. Questa grotta è il risultato delle diverse eruzioni del vulcano Monte della Corona, tra i 3000 e i 5000 anni fa, che hanno scavato un tunnel sotterraneo di circa sei chilometri, che si estende dal cono del vulcano fino al mare. La visita la si fa solo con la guida in spagnolo ed in inglese. Lo spettacolo naturale che ci si apre davanti è incredibile. Nella grotta è stato ricavato un auditorium naturale dove si tengono dei concerti, a quanto pare l'acustica è fenomenale!


Parte anche di questo tunnel vulcanico è il Jameos del Agua, che si trova nella parte del tunnel più vicina alla costa, in realtà visitando prima la Cueva de los Verdes, questa seconda parte ci è piaciuta molto meno, forse fatte nell'ordine inverso il contrasto sarebbe stato meno forte!
Spettacolo molto bello anche quello del lago verde, nella zona El Golfo. Siamo scesi percorrendo in macchina una strada molto bella che scende verso il mare con vista sulle saline. Ci siamo arrivati al tramonto e se da un lato abbiamo potuto godere meno del colore verde del lago, un po' in ombra, il tramonto sul mare visto da lì è stato molto fantastico, con come ciliegina sulla torta la vista della splendida spiaggia nera.


Ogni strada, ogni piccolo viallaggioio, ogni scorcio sul mare e le sue spiagge sono degni di una sosta, di una passeggiata, di una foto.
Da visitare poi assolutamente l'isla Graciosa, di nome e di fatto, raggiungibile con un traghetto, corse più o meno ogni ora. L'isola pur a poche miglia da Lanzarote ha paesaggi molto diversi, meno lunari, più desertici, con delle spiagge di sabbia meravigliose. Il villeggetto ordinato nella sua semplicità, offre una serie di ristorantini affacciati sulla spiaggia, con cucina casalinga, prevalentemente di pesce.

A malincuore abbiamo lasciato Lanzarote, purtroppo in barca si deve sempre fare i conti con le previsioni atmosferiche,  e con venti che avrebbero dovuto accompagnarci verso Gran Canaria e il nostro volo di ritorno a casa. Abbiamo fatto uno stop con bagno tonificante all'isoletta Lobos che guarda Fuerteventura, prima di fare rotta verso Las Palmas con un'attraversata notturna un po' movimentata, ma con a qualche miglia dall'arrivo un comitato di accoglienza di delfini come non vedevo da anni. Hanno giocato con la prua di Zoomax per almeno una buona mezz'ora, durante la qualche ho cercato goffamente di immortalarne salti e immersioni, con scarso successo.

Las Palmas dopo Lanzarote non è certo un bel vedere, quanto di più orrido si possa costruire in riva al mare. Non c'è molto da visitare: la città vecchia, la spiaggia dalla parte opposta rispetto al porto, sicuramente con una bella vista se si danno le spalle alle case costruite alla qualunque. Non male la parte più a sud del porto dove ci siamo avventurati alla ricerca di un ristorante per festeggiare i 18 anni di Chiara, senza aver fatto i conti con il fatto che il 5 gennaio, vigilia dell'Epifania, è festa grande per le strade spagnole, e la movida era a livelli massimi. Comunque il primo ristorante scelto essendo completo ci ha spinti a gironzolare tra una stradina e l'altra alla ricerca, anche un po' affannata, di un nuovo posto, trovato alla fine, senza essere eccelso, ma tuffandoci in questo vagare in un'atmosfera veramente piacevole, simpatica per concludere in allegria le nostre vacanze natalizie.
Stiamo rientrando a Stoccolma, sicuramente ricaricati, con le facce colorite dal sole, la pelle riscaldata, il piacere di aver indossato per una settimana, pantaloncini, magliette, costumi da bagno, di aver assaporato giornate con il sole che tramonta alle sei passate, di aver scoperto posti splendidi, in famiglia e con i nostri amici con i quali il tempo è sempre troppo poco. Domani ci sveglieremo con il freddo pungente, alle tre e mezzo sarà notte fonda, ma va bene lo stesso, saremo pronti di nuovo per goderci la nostra Svezia, alla fin fine è anche bello tornare a casa.



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