domenica 21 gennaio 2018

I gruppi FB

Fino a qualche anno fa per me i gruppi erano i gruppi di amici, quelli che si ritrovano, se la raccontano, magari crescono insieme, stesso quartiere, stesso parchetto, stessi sogni e desideri. Ma questo era prima, era il mondo senza i social media. Poi sono arrivati loro i gruppi Facebook e allora il mondo è cambiato.
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Ormai diciamo che c'è un gruppo per tutto, amo il gelato? Creo un gruppo. Sono patito di discoteca? Creo un gruppo. Sono appassionato di deltaplano fatto solo in minigonna ballando la samba? Ed ecco un gruppo apposito. Ce n'è per tutti, per tutti i gusti, per tutte le passioni, tendenze, fisime, simpatie.
E i gruppi hanno caratteristiche proprie, veri e propri tratti distintivi, ma una cosa li accomuna tutti: tirano fuori il peggio che c'è in noi, sono vere e proprie bombe ad orologeria pronte a esplodere ad ogni istante, ad ogni frase, ad ogni parola.
Purtroppo scrivere non è come parlare. Facile fraintendere le parole quando dietro non ci sono le espressioni che le accompagnano. Non si vede un viso dietro ad una frase e l'interpretazione regna sovrana. Le sensibilità si scontrano e una volta su due le discussioni degenerano.
Ma quali sono i gruppi e che caratteristiche hanno?
( ogni riferimento a persone e fatti è puramente casuale, adoro tutti i gruppi ma a volte beh cascano un po' le braccia)
I gruppi di mamme italiane: ce ne sono di tutti i tipi, da quelle che allattano a vita a quelle che non allatterebbero mai, da quelle anti vaccini a quelle che sembrano sovvenzionate dalle case farmaceutiche, da quelle che fanno homeschooling, alle fanatiche del metodo Montessori. Tutte ovviamente sostengono con tutte le forze il loro credo e tutte,  che siano all'estero o rimaste a casa, hanno lo stesso tratto comune: l'ansia.
La mamma italiana vive nell'angoscia perenne, angoscia di malattia, di sviluppo della parola, di non essere una buona madre. E se si fa questo il bambino sara traumatizzato a vita. E se lo metto a dormire da solo non va bene. e se dorme con me non va bene. E se non parla tre lingue a due anni che tragedia. E che se parla due lingue a due anni, oh povero che confusione.Tutto è fonte di agitazione profonda.
L'arma preferita: il termometro, le mamme italiane conoscono sempre la temperatura corporea dei propri pargoli ( qui mi sento una mamma veramente indegna, le mie dovevano avere le gote infuocate e ardere tipo tizzoni perché sguainassi lo strumento e   i comportassi da genitore responsabile).
In qualsiasi situazione la mamma italiana sembra sopraffatta dagli eventi, la vita in tutte le sue forme sembra remare contro, il mondo sembra remarle contro. Quando vive lontano dalla mamma soffre, quando vive vicino alla mamma soffre ...
I bambini sono tuttit terribili con un solo e unico tratto distintivo: non dormono mai... neanche a 15 anni! Il sonno e la mancanza di sonno sembrano un vero problema nazionale. Se non fossi mamma e avessi l'intenzione di avere figli, avrei perso l'entusiasmo al secondo post.
Ovviamente i bambini e i loro bisogni sono al centro delle conversazioni, normale, ma il tutto viene vissuto in modo totalizzante, avere un figlio e occuparsene è fonte di profondo sacrificio e sofferenza assoluta,,, ogni dettaglio viene analizzato, in rete si spazia dalla consistenza della cacca a quella della caccola, e ogni tanto come variazione sul tema si massacrano i poveri papà e mariti ignari, sempre colpevoli di qualcosa.
In alcune occasioni i post diventano telenovelas a più puntate in cui le suocere hanno, come da copione, la parte delle streghe cattive e le povere mamme quella della vittima sacrificale.
Il grosso problema: ci sono donne che si rinchiudono in queste pagine, dimenticando che fuori c'è un mondo reale, con donne e mamme reali con cui scambiare. Quando si è all'estero questo prende proporzioni enormi e non aiuta di sicuro ad integrarsi nel nuovo mondo.

I gruppi italiani all'estero, italiani a..., italiani in ....
Qui che si viva a 100 chilometri dal confine patrio o a 10000, sono sempre presenti due fazioni, da un lato quelli che sparano a mille sull'Italia, sembra che siano veramente fuggiti da un
Paese che è un mélange tra il terzo mondo e la Siria bombardata. Dall'altro lato ci sono quelli che hanno idealizzato l' Italia dimenticando a volte le ragioni del perché sono partiti.
In Italia tutto da lontano appare perfetto e di conseguenza nel nuovo Paese tutto è orrendo. La domanda sorge spontanea: ma perché non ve ne andata? Perché soffrire in un mondo che vi è ostile?
In questi gruppi ci sono sempre gli accaniti, quelli che in modo metodologico, ad ogni post vanno contro quello che viene scritto, per loro qualsiasi argomento genera discussione e più si discute e gli animi si infiammano, più ci godono.
Le differenze socio culturali in questi gruppi possono essere marcanti e fonte sicura di frizioni. Chiedere quanto può costare una donna delle pulizie pare la domanda da non fare, sporco capitalista che sfrutti il lavoro altrui....
Il grosso probelema: Questi gruppi nati tutti con lo scopo fantastico di aiutare chi arriva in un nuovo Paese o città ad installarsi meglio, dispensando consigli e offrendo un appoggio, hanno derive che a volte lasciano senza parole e smorzano l'entusiasmo di poter chiedere qualcosa per paura di essere attaccati.

I gruppi di cucina italiana: una verso piacere visivo e gustativo, la sublimazione del buono. Scambiarsi ricette in rete con consigli e foto, è un'attività ormai diffusa, anche se ad un primo approccio un visitatore potrebbe pensare che lo sport italiano nazionale sia mangiare come se non ci fosse un domani .
L'arma piu utilizzata: la planetaria, le pentole di ghisa, il mattarello.
Il solo rischio anche qui pensare che la nostra cucina nazionale sia la migliore e non cercare di capire il bello è il buono che c'è in tutte le altre, perché onestamente in Italia si mangia benissimo, ma in tantissimi altri Paesi la cucina ê fenomenale!
Il grosso problema: prendi un paio di chili solo a leggere gli ultimi tre o quattro post!

I gruppi di viaggi: qui a volte sembra la gara a chi ce l'ha più lungo, il viaggio. Ovvio che come in quelli di cucina in cui si fa a gara a postare il piatto migliore, qui si fa a gara a postare il viaggio più bello... con tanti eccessi a volte di protagonismo. E come sempre il tutto scatena invidie e frizioni, perché c'è chi può un po di più e chi un po' di meno e visto che la natura umana spesso, purtroppo, è animata da insensate gelosie, ecco le frecciatine e le paroline spiazzate. A volte mi chiedo quanto la gente ricami su quel che fa o sui sacrifici che fa per fare quello che fa.... no perché dichiarare di mangiare pane e cipolle tutto l'anno per poi volare per una settimana ai Caraibi, a me pare assurdo....
Il grosso problema: direi la gelosia, per chi fa di più, per chi va più lontano, per chi lo fa con più figli, per chi ha più giorni di vacanza.

Tutto questo rappresenta lo spaccato sociale in cui viviamo, l'immagine del chi siamo, della nostra società dalle mille sfaccettature, dove i social media hanno un posto centrale, ma mette anche in evidenza la difficoltà ormai di dire ciò che si pensa in contesti reali, mentre è più semplice e libero da inibizioni farlo protetti da uno schermo, nessuno ci vede e siamo liberi di scrivere ciò che ci passa per la mente dimenticando a volte le regole base dell'educazione... e tante volte anche quelle della sintassi!

2 commenti:

pinguino ha detto...

Che divertente leggerti, non ho FB, sono uscita dalla chat delle mamme perché non ne potevo più..probabilmente sono una madre degenere anche io perché se i miei bambini hanno meno di 38 gradi di febbre, io li mando a scuola! Vado dalla pediatra solo se proprio non ne posso fare a meno, anche perché se hanno raffreddore o influenza diffondiamo solo il virus e basta.
Sono vaccinati per le malattie consigliate, così come sono stata vaccinata io..qui forse sono un po’ fanatica ma credo nella scienza, lo so a volte un problema 😉
Non frequento più gruppi di italiani, ho care amiche italiane che vivono in Svizzera ma ormai molte sono expat di diverse nazionalità o autoctone..alla fine ormai pure io sono diventata autoctona. Non parlo il dialetto locale, ma non lo parlavo nemmeno in Italia 😂 e già li mi prendevano per strana.
Da quello che scrivi mi sento super fortunata a non leggere di quei gruppi, già la chat delle mamme in svizzero tedesco mi sembrava il primo girone dell’inferno. Migliaia di foto di bambini, non miei, spedite a chiunque, conversazioni al limite dell’inutile e la solita mamma che scrive che c’e un maniaco fuori dalla scuola..sempre lo stesso messaggio tutti gli anni, inutile dato che la polizia per cose del genere si attiva subito. Una volta ho proposto alla mamma amministratrice di chat di limitare un po’..magari definire una netiquette, sono stata guardata come una aliena e sono uscita, con somma gioia. Se ho bisogno di info, chiedo alla maestra o a una mamma.

Giulietta Saconney ha detto...

Ti quoto in toto! Mamma alliena sempre anch'io..