mercoledì 1 novembre 2017

Tanti modi di essere mamma, nel mondo nessuno è perfetto, neanche noi italiane!

C'è un blog che seguo da diversi anni e che adoro per il suo modo di prendere in giro, in modo bonario, certi comportamenti tipici di noi mamme italiane, comportamenti che,pur essendo italiana anch'io,non mi corrispondono più o forse non sono mai stati miei.
http://www.50sfumaturedimamma.com/
Loro mi fanno ridere e mi offrono quel senso di leggerezza necessario ogni tanto nel fare i genitori!
Le mamme italiane sono diverse dalle mamme del resto del mondo, credo di sì, e lo sono soprattutto per il senso di superiorità che le contraddistingue, non fraintendetemi, non è un senso di superiorità voluto, è quasi inconscio, un sentirsi sulla strada giusta nel modo di essere genitori.
loro mi hanno insegnato ad essere mamma

Sono diventata mamma all'estero e già solo questo punto di partenza mi ha forgiata non come una tipica mamma italiana. Credo di essere stata sotto certi punti di vista una mamma molto più cool, la mamma che da lontano se passeggia per le vie di una città italiana, viene subito additata come la straniera di turno, per il mio modo di rapportarmi alle mie figlie, proprio come quando da bambina sulla passeggiata di una delle tante cittadine liguri, in una giornata di sole di un marzo di un innumerevole numero di anni fa, passando gocciolante di acqua di mare con mia sorella e i miei cugini, i passanti che tenevano saldamente per mano bambini incappucciati e insciarpati, sussurravano tra i denti... saranno stranieri, con occhi sgranati a osservare questo quartetto in tenuta estiva.... Ecco sono cresciuta mamma un po' straniera, come la bimbetta gracile e bagnata di allora che camminava a piedi nudi....
Spesso in connazionali incontrati nel nostro perenne girovagare ho osservato un atteggiamento spocchioso nei confronti dei genitori degli altri Paesi, tacciati rapidamente di: meno affettuosi, più distratti, più egocentrici, meno devoti alla causa genitoriale, e via discorrendo....
Mi ricordo una conoscente orripilata raccontarmi come con orrore osservava le mamme francesi al parchetto intente a chiacchierare mentre i bambini si schiantavano al suolo cadendo dallo scivolo... No così non si fa, non si può, non va bene, non vai al parco per chiacchierare ma, devota alla causa materna, ti sottopone a ore incalcolabili di altalene e su e giù dallo scivolo. Senza banfare. 
O l'altra sconvolta dall'apparente austerità della mamma giapponese, che all'ingresso dei bambini nel mondo della scuola primaria si trasformava da vittima del cosiddetto bambino Re, a carnefice per il bene della riuscita sociale del marmocchio....
Per non parlare del questionarsi continuo delle italiane in terra statunitense sul fatto che l'essere buona madre non possa passare che attraverso preparazioni complesse di succulenti manicheretti con i quali ingozzare la prole.
Un tripudio di critiche che si appigliano a differenze certo evidenti rispetto al modo di essere genitori nella nostra italiana cultura, ma che non ci autorizzano ad ergerci come detentori sovrani del miglior modo di operare nei confronti dei nostri figli.
Si parla spesso della freddezza dei genitori nordici, invece da quando sono in Svezia vedo solo bambini coccolati in bilanciata equità da mamme e papà, teneri papà stringere manine inguantate e dispensare sorrisi con occhi che vogliono dire molto, così come nei Paesi precedenti ho sempre visto famiglie amorevoli occuparsi in modo tenero dei propri figli, in modo tenero e diverso.
Certo se si misura la capacità dell'essere genitori con la quantità di anni che riusciamo a tenere i figli legati a noi, sotto il nostro tetto, al nostro portafoglio, e al nostro lavare e stirare panni, condito con succulenti pranzetti, beh noi italiani vinceremmo di gran lunga il premio dei genitori migliori, visti tutti i 40enni comodamente installati sul divano di casa, e visti i tanti 18 enni dalla Francia agli Stati Uniti che anche se guidati incominciano a costruire vite autonome.
Certo anche che se la capacità di occuparci dei figli la si misura nel rifiuto ostinato di prendersi due ore per respirare, mollando i pargoli con una baby sitter, per fare gli adulti come è giusto che sia, allora anche qui arriviamo in testa, perché solo tra italiane ho visto l'opporsi totale al lasciare i bambini con terzi che non siano i nonni, come se il trauma causato da un tale abbandono potesse poi portare a conseguenze disastrose per la psiche della nostra progenitura....
Certo se là canottiere di spessore variabile a seconda delle stagioni fosse il fattore determinante per designare the best mamma dell'anno, anche qui ci piazzeremmo ai primissimi posti, trionfando rapidamente se aggiungessimo il rifiuto categorico dei corsi di nuoto in orario scolastico invernale con conseguente ritorno in classe la testa approssimativamente asciugata e il terrore nella ricreazione all'aperto con qualsiasi tempo e temperatura.
Si è vero che nel resto del mondo, o almeno in molti civilizzati Paesi, i genitori ritagliano grossi spazi al loro essere adulti, lasciando ai bambini il ruolo di bambini e riservando loro spazi appositi nel tempo, che siano veramente adatti a loro.... Perché imporre il ristorante figo, tra capricci e compagnia, quando meglio riservarselo per momenti senza figli, riservando a questi ultimi posti più appropriati?
È anche vero che in tantissimi Paesi i bambini sono sguinzagliati all'aria aperta ogni due per tre, ritrovandosi tra la neve e sotto la pioggia a costruire ricordi di mani gelate e nasi ghiacciati, per i quali nessun bambino è mai stato ritrovato trasformato in pupazzo di neve.
È vero che la condivisione di un buon pasto fa parte della nostra cultura, ma non possiamo definire meno profondi i rapporti tra genitori e figli, semplicemente se il rito della cena tutti insieme si è perso ( il rito del pranzo tutti insieme si è perso anche da noi, ancora in voga quando ero piccina, quando il mio papà rientrava per l'una e pranzavamo tutti insieme, prima che la pausa pranzo diventasse per tutti i lavoratori un rapido panino al bancone del bar). In questi Paesi in cui intorno al tavolo ci si ritrova eccezionalmente, beh avranno altri modi per condividere sentimenti e pensieri, non è che gli agnolotti con una spolverata di parmigiano, liberino meglio gli spiriti, che una chiacchierata a lume di candela, o due parole, una tazza di tè a scaldare le mani.
Ho vissuto in Paesi diversi, con culture lontane tra loro e climi opposti. Ho incrociato nei giardinetti da una parte all'altra del mondo mamme con merende delicate, mamme assorte in chiacchiere e libri da dimenticarsi i figli, mamme di fretta, mamme devote che tenevano in equilibrio biciclette per dare una spinta a quei due colpi di pedale che fanno in un attimo diventare un po più grandi. Ho camminato lungo strade dove papà teneri spingevano enormi passeggini, papà incravattati e di fretta parlavano al cellulare dimenticanticandosi il bacio, il primo del mattino, papà innervositi strattonavano bambini capricciosi.
Ho cercato ogni volta e lo faccio ancora di carpire i segreti del modo di essere genitori del mio 
Paese ospitante, ho messo tutto insieme, mescolando e aggrovigliando, ho costruito così il mio modo di essere mamma imperfetta, e non me ne vergogno.... Ho ancora molto da imparare e continuerò ad osservare, lo spirito libero da preconcetti e senza criticare chi fa diverso da me!

PS poi mi becco a pulire i vetri dell´appartamento di mia figlia alle sei del mattino e allora mi dico che un po´ di genetica nazionale esiste  nel mio essere mamma :)

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