Scena odierna: il medico della mutua versione svedese.

Scena odierna Giulietta alla ricerca del medico
Ambiente: tranquillo quartiere del centro di Stoccolma, rumore di macchine e autobus in sottofondo.
Interno: immobile moderno senza segni particolari.
La nostra protagonista è vestita sportiva. Ha appena terminato la lezione di pilates. A passo svelto si avvia verso l´edificio sopracitato, camminando nel sempre sopracitato quartiere tranquillo.
In mano il foglietto con i numeri magici che aprono tutte le porte per una serena vita svedese : i person number (beh si in Italia abbiamo il codice fiscale, in US il social security number,in Francia la fattura EDF, no scherzo, il numero di securité social... qui uguale e senza sei un entita priva di esistenza).
La protagonita ha preso la decisione, oggi è il giorno in cui la famiglia, o quel che resta di essa, si iscrive al servizio medico per avere il medico, che un italiano definirebbe di base e un americano un family doctor.
La protagonista ha passato notti insonni a rigirarsi nel letto e convincersi che era il momento di abbandonare l´adorato medico statunitense che ormai dati i 10000 chilometri di distanza poteva essere di poco aiuto, e sostituirlo se non nel cuore ma nella praticità. Anche perché qui pare che i virus svedesi, dei quali siamo del tutto digiuni, abbiano già indossato abiti da combattimento e sa che non scamperanno a nulla, proprio nulla.
La protagonista è convinta, oggi è il giorno.
Varca la porta dell´edificio con un po´ di inquitudine, come sempre quando si vive un´esperienza nuova, poi pensa sempre a quando ha varcato porte analoghe in India e sa che nulla potrà essere peggio.
Si avvicina pian pian a quello che d´istinto sembra un ufficio informazioni, ovviamente le indicazioni sono in svedese ed essendo il primo corso di svedese della nostra protagonista domani, il suo livello diciamo è quello del catalogo ikea.
Come sempre poi nessun problema la gentile signora delle informazioni parla, come tutti, un inglese fluente e con un grande sorriso tende alla nostra eroina i moduli per la registrazione.... che sono rigorosamente in svedese, ovviamente non pensava fossero in un´altra lingua... ma si  sa la speranza è sempre l´ultima ha morire. Google translate fa il suo dovere e nel giro di qualche ora i moduli sono compilati (si sbaglia un paio di volte soltanto, strappa, cancella, cambia ordine delle parole).
Con i moduli viene mandata all´unidicesimo piano, lì si trova il reame dei medici di famiglia.
La folla davanti ai due ascensori è sempre più numerosa, dopo 10 minuti di attesa, capisce che il viaggio fino all´undicesimo piano sarà lungo e avventuroso. Sarebbe anche salita a piedi ma è un po´ persa tra i mille cartelli e non sapendo quale indichi le scale sta tranquilla ad attendere l´hiss ( questa sul catalogo Ikea non c´è ma deriva dal vantaggio di averne uno nell´edificio in cui abita. Tecnica mnemonica per ricordare il nome : mi isso fino a casa.... Hiss)
Solo salendo in ascensore capisce il perché di cotanta lentezza, l´ascensore non solo si ferma ad ogni piano, ma dopo ogni apertura porte ci mette una vita a richiuderle perché c´è sempre un benedetto utilizzatore, in questo caso signora anziana incerta sul da farsi, che  rimane incantato davanti ai sensori. Il viaggio è lungo e la protagonista è un po´ tesa... non conoscendo i numeri fissa allucinata i numerini che si affiggono sul quadro di comando.... ansiosa di veder apparire l´11 (lei sa solo riconoscere  il terzo piano nella voce suadente del suo ascensore). Fin qui tutto bene, se gli altri viaggiatori non si mettessero tutti a chiacchierare tra di loro, ridendo e scherzando e guardandola, mentre lei per avere l´aria relax accenna anche un sorriso come se capisse.... dentro è un groviglio di punti interrogativi alternati a dei ma dove sono capitata formato gigante.
Finalmente le porte si aprono al piano desiderato, ma non è finita, la segnaletica è ovvimente anche qui in svedese stretto, non è che salendo nei piani ci si guadagni un tuffo nell´inglese, no no.
La segretaria non è al suo posto, ci sono cartelli ovunque e con molta nonchalance l´eroina sguaina il suo iphone ultimo modello e apre la santa applicazione google translate che punta in modo convulso sui vari cartelli per capire a grandi linee se alla maniera indiana la segretaria è partita in pausa caffé (che si chiama Fika, ma ne parliamo un´altra volta, e non non è per nulla volgare) e ritornerà forse un giorno, o è semplicemente andata a fare la pipì e torna subito...
Il resto poi fila liscio, la segretaria arriva (faceva solo pipì)  quel che resta dell´allegra famigliola è registrato e come per magia il Dottor Pincopallino diventa il loro nuovo medico di famiglia... per prendere un appuntamento, beh questa è un´altra storia, lo potrà fare solo tra le 8:30 e le 9:15, quindi per oggi niente da fare, ritenta sarai più fortunato....
e non ditemi che l´inglese proprio non serve, eh????


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