domenica 8 ottobre 2017

Lo shock culturale? Ci si abitua....è questione di esercizio!

Lo shock culturale è vero, reale, esiste. Vivendo all´estero non dobbiamo mai dimenticare che un Paese è fatto per far vivere bene i suoi abitanti, è ritagliato su di essi, e non è fatto per noi stranieri, che dobbiamo umilmente adeguarci. Ovviamente l´accettazione della differenza non rende lo shock culturale meno forte, ma di sicuro lo rende accettattabile!

                               
dalla follia nipponica alla miseria indiana, dalle ordinatissime scolarette giapponesi alle folkloristiche mucche che si nutrono di quel che c´è: questo è shock....

Ma lo shoch culturale esiste sempre e ci assala ovunque con la stessa violenta intensità? Non credo.
Da un lato non tutti i Paesi ci accolgono con differenze tali da far oscillare le nostre quotidiane abitudini, ma soprattutto come in tutto nella vita degli expat è questione di esercizio.
Alle differenze ci si abitua man mano che gli anni passano e i Paesi si accumulano, noi con l´esperienza diventiamo da un lato più tolleranti e dall´altro siamo meno sensibili a quello che forse agli inizi del nostro percorso di vita all´estero subito ci balzava agli occhi seguito da un questi son pazzi.
Questo non vuol dire non stupirsi più, ma stupirsi in modo diverso senza necessariamente faticare dopo lo stupore ad accettare ciò che ne consegue.
L´altra sera qualcuno mi ha detto, sentendo che eravamo dei nuovi arrivati, ¨ eh qui  lo shock culturale è notevole, come va?¨... l´ho guardato un po´ stupita e candidamente ho risposto ¨ non trovo che ci sia nessuno shock culturale a vivere in Svezia¨.
Può sembrare arrogante, ma non lo è.
Lì per lì ho pensato, accidenti perché dovrebbe essercene uno che sono europa e qui di Europa si tratta. Ma anche il mio interlocutore era europeo, e se lui arrivando qui aveva in un certo modo percepito un forte shock, vuole forse dire che noi dopo 20 anni e più in giro e all´attivo Paesi nettamente più distanti culturalmente, ci abbiamo un po´ fatto il callo e abbiamo alzato non di poco il nostro livello di allerta alla differenza.
L´esperienza aiuta, ne sono sicura, ad approcciare al meglio ciò che di assolutamente agli antipodi dal nostro originario modo di pensare, ci si pone davanti. Oltre all´esperienza poi, sicuramente, il bagaglio culturale che avevamo alla partenza, i primi tempi in giro per il mondo, si è arricchito con materiale che non ha nulla a che vedere con la nostra cultura d´ origine, rendendoci nettamente diversi dalle persone che hanno preso il volo per la prima volta anni e anni prima. C´è stato un accumularsi di culture diverse che mischiandosi insieme ci hanno portato ad una percezione nuova delle differenze, attenuando shock culturali e ciò che ne consegue.
Forse fossi arrivata a Stoccolma 20 anni fa tante cose ¨diverse¨ mi avrebbero colpito, proprio perché agli inizi del mio itinerare e ancora impregnata solo della mia cultura di origine, pur aperta e pronta ad assoribire, ma non ancora miscuglio effervescente di culture diverse.
Forse non avessi avuto alle spalle Paesi come l´India e il Giappone, il mondo occidentale mi sembrerebbe più ricco di nuances culturali pronte a stupirmi di quel che, invece, in realtà, mi appare.
Non lasciatevi travolgere dallo shock, anzi rigiratelo in positivo come estremo arricchimento e soprattutto ottima palestra per poi assimilare meglio gli shock successivi.
Girare il mondo è un arricchimento continuo che passa anche attraverso mille terromoti intimi che ci portano ad essere molto diversi dalle persone che eravamo alla partenza, non migliori o peggiori, ma diversi, forgiati con la differenza che ogni volta ci ha fatto strabuzzare un po´ gli occhi e battere forte il cuore!
poi ci si abitua e ci si gode lo spettacolo


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