venerdì 15 settembre 2017

Quelle frasi da non dire ad un´expat!

Da 20 anni suonati mi sento spesso ripetere da persone diverse le stesse frasi che mi mandano in bestia, e molto spesso con chi ha fatto le nostre scelte di vita, parliamo del senso di sconforto e frustrazione che deriva dal sentirci dire tante banalità.
Abbiamo scelto di vivere così, e prendiamo il pacchetto completo, con commenti, frecciatine, critiche. Abbiamo imparato negli anni a stare zitti e non controbattere perché tanto non serve, la vita d´expat è fantastica, ricca di stimoli e a volte anche materialmente interessante, ma dietro ci sono scelte difficili, arrampicarsi sugli specchi, famiglie che devono bastare a se stesse, molto stress, arrivi e partenze che si portano dietro lacrime e paure, insomma non è tutto oro quello che luccica, e sarebbe sempre meglio astenersi da commenti quando non si conosce a fondo l´argomento!!
Tanto per te i traslochi non sono niente, e invece si lo sono lo stesso perché organizzare 50m3 di casa e riceverli due mesi dopo, sono, sono eccome. Che poi uno ci sia abituato, che poi uno l´abbia scelto, non toglie nulla alla fatica e anche alle emozioni che inscatolamento e svuotamento scatoloni si trascinano dietro.
Certo che bella vita che fai, beh si sotto certi punti di vista la vita è bella, ma dietro le quinte c´è un lavoro titanico di adattamento, di equilibrio, di emozioni contenute a stento. Se ci si ferma a guardare solo la facciata vuol dire che non si è capito nulla di questa vita vagabonda, della capacità che ci vuole a saltellare allegramente da un Paese all´altro, a costruire il mondo lontano dal proprio, e rifarlo ogni volta all´infinito. Non ce nessuno che ti aiuta, puoi contare solo sulla tua piccola cellula familiare e nel 99% dei casi solo sui due adulti che la compongono, proprio perché gli esserini che ti trascini dietro devono godere al massimo della loro spensierata infanzia, e non essere coinvolti in problemi logistico-emotivi. Siete voi due soli a sostenervi a vicenda e a sostenere i figli nel loro adattarsi, allora si la vita è bella perché concedersi un buon ristorante e una bella vacanza non necessitano forse di una pianificazione tipo budget annuale, ma cavaolo se uno se la mertita!!
Ne avete di tempo( e soldi) per viaggiare, le ore e ore di volo accumulate nei business trip possono anche servire a qualcosa, e poi ognuno vive come vuole e francamente se non fossimo expat interesserebbe a qualcuno il nostro budget viaggi? Non credo.... e non per giustifarsi ma alla fin fine vivere in Giappone e non scoprire un po´ quello che c´è intorno limiterebbe l´esperienza che si sta facendo... la vita è fatta anche di queste scoperte....
Certo che i tuoi figli alla fine non avranno radici questa mi fa sempre cascare le braccia! I nostri figli avranno radici giganti e ne avranno di varie, sparse qua e là nei diversi posti in cui hanno vissuto, e avranno anche delle piccole belle e solide radici nel Paese dei loro genitori anche se per loro è solo una meta per le vacanze, la casa dei nonni, il posto in cui siamo cresciuti noi e non loro. Le avranno queste radici perché noi ce le portiamo dietro, e anche noi ne aggiungiamo altre quelle dei posti che sono entrati a far parte delle nostre vite e si sono installati per sempre nei nostri cuori. Questi ragazzini è vero che crescono un po´ sballottati, ma nel loro spostarsi creano un mondo tutto loro abitato da mille tradizioni e culture!
Ti abitui ben bene quando poi tornerai alla vita normale come farai? Come se la vita per noi non fosse normale, come se i nostri problemi fossero irreali, come se il semplice fatto di vivere all´estero ci proteggesse dalle preoccupazioni. Qui farò cadere un mito ma anche noi abbiamo dei momenti di sconforto, anche noi abbiamo qualcosa che va storto, anche noi ci alziamo al mattino con i problemi quotidiani, la spesa da fare, la lavatrice da caricare, i bambini da portare a scuola, le bollette da pagare, il lavoro da finire in tempo, la lunch box, l´insegnante di piano che non può più venre, il mal di pancia che ti inchioda in bagno, la macchina da portare dal meccanico, i capricci da gestire, la luce che salta, il topo in cucina, il serpente in giardino (vita vissuta).
Sai noi nella vita reale lavoriamo noi invece in questo mondo di fiaba siamo seduti sul bordo della piscina a bere, sempre tutti belli e riposati... perché è noto che appena si varca il confine del proprio Paese non serve più rimboccarsi le maniche, la vita non costa nulla, al supermercato basta sorridere per portarsi via la spesa, la benzina si autoproduce, di vestiti non ne abbiamo bisogno, insomma la pacchia assoluta... Beh si ci sono Paesi in cui ci si concede anche un drink a bordo piscina, ma a volte è necessario per proteggersi da un mondo duro fuori dalla propria porta, nel quale ci tuffiamo con entusiasmo rimboccandoci anche le maniche per fare nel nostro piccolo qualcosa di buono, ma ogni tanto per sopravvivere ci serve una boccata di ossigeno, allora ben venga il bordo piscina e il chiudere gli occhi solo per un attimo.
Queste scuole però tanta cultura mica la danno, certo la scuola patria è l´unica con potere formativo, le altre invece buffonate... perché parlare quando non si conosce, perché appigliarsi a cose sentite, a immagini veicolate in modo distorto. Tutti i sistemi scolastici hanno pro e contro, tutti portano allo stesso risultato alla fine e poi se non fosse per me l´apertura mentale data dal vivere all´estero, dal confrontarsi quotidianamente con culture diverse, dal parlare più lingue alla perfezione, beh batte qualsiasi versione dal greco senza errori!!
Ma quando sarete vecchi vi fermerete, vero? ma quando saremo vecchi ci penseremo, adesso non lo siamo e facciamo già fatica a dire dove saremo tra tre anni figuriamoci tra venti!!
La famiglia non vi manca? Vivere all´estero non vuol dire essere dei duri senza cuore, non vuole dire non avere il groppo in gola tutte le volte che si salutano le persone alle quali si vuole bene, non vuol dire chiudere porte e prendere aerei senza avere un piccolo dolore dentro, Sono passati vent´anni dalla mia prima partenza, ha fatto male allora, ho imparato a gestire adesso, ma non vuol dire che tutte le volte un dolorino non risalga in superficie, ma uno impara a rendere positiva anche la distanza.... la famiglia mancherà sempre ma si cerca di approffittare al massimo degli uni e degli altri quando si sta insieme.
Come si fa a crescere i propri figli senza i nonni vicino? Ma i nonni non esistono per aiutarci a crescere i figli, i nonni fanno i nonni, danno affetto incondizionato, caramelle più del necessario, abbracci spettacolari, raccontano storie da ascoltare con gli occhi luccicanti, stringono solidamente manine, spingono altalene, preparano dolci, aspettano Natale rifacendo il mondo ai piedi dell´albero...e tutto questo che siano vicini o lontani, la quotidianità è fantastica certo, ma la qualità è quella che conta!
Non facciamo figli perché abbiamo dei nonni a cui sbolognarli il sabato sera, per quello ci sono le baby sitter, e vanno bene lo stesso, facciamo dei figli e ce ne occupiamo con amore e i nonni fanno i nonni e lo fanno con amore, senza l´obbligo di dover essere baby sitter per forza!
Beata te che hai la donna fissa, a me la donna fissa fa venire l´ansia, infatto solo in India ho ceduto all´averne una, era il modo di far funzionare l´economia locale....e francamente era tanto carina, ma a me di averla in casa dal mattino alla sera metteva l´angoscia... sempre tra i piedi... e poi sinceramente io ho conosciute più italiane in Italia con la donna fissa che expat all´estero perché a parte i Paesi del terzo e quarto mondo dove ti senti quasi in dovere di dar da mangiare ad un paio di donne di servizio, nel resto del mondo hai la donna delle pulizie anche se puoi permetterti uno stuolo di domestici, è una questione di mentalità.... MA a parte questo se uno poi ha la donna fissa, saranno pure affari suoi, non toglie mica nulla a te che non ce l´hai perché non puoi averla, continueresti a non potertela permettere anche se io per pace sociale decidissi di farne a meno.....
Con questo ho detto tutto!

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