martedì 26 settembre 2017

Vita nel parco.

Stoccolma è una città fantastica (vabbé per ora sono nella fase totale di innamoramento, quella in cui vedo solo i pregi e nessun difetto... quando poi farà buio pesto condito da freddo glaciale, magari mi ricrederò). Le giornate stanno rapidamente accorciandosi e le temperatue sono decisamente in discesa, anche se gli ultimi due giorni abbiamo avuto un tempo primaverile piacevolissimo.

Comunque non voglio parlare del tempo, le occasioni saranno tante per lamentarmi online della neve che cade a fiocchi o del freddo gelido mai visto prima. Non voglio neppure parlare della città, almeno non in questo post. Voglio invece parlare di vita all´aria aperta, della vita nei parchi, di come che piova o tiri vento nessuno si ferma e limita le attività outdoor!
Certo per il momento a parte qualche giornata veramente freddina (ho comperato presa dal panico due cappelli, un paio di guanti ed una sciarpa... terrorizzata che fosse già giunto il momento di indossarli), le temperature non spingono ancora ad attività tipo copertina, divano e camino....e qui la pioggia leggera o da diluvio che sia non frena nessuno. Sarà anche che Stoccolma, mi è giunta voce, sia 1/3 città, 1/3 natura e 1/3 acqua.... beh di tutta questa natura che entra e si mescola alla città si deve pur approfittare. Lo svedese sta all´aria aperta e questo con qualsiasi tempo. La neve non spaventa, anzi la vita continua allo stesso modo, due cramponi sotto le scarpe e il jogging è assicurato lo stesso. Piove, no problem ci si bagna e poi ci si asciugherà.
Il parco è un vivace mondo dove dalle prime ore del giorno c´è vita. E questo mondo vario mi piace. Al parco vado a correre e faccio sport. Nei due casi osservo e quello che vedo è sano. Ci sono i bambini, microscopici con i loro pantaloni antipioggia e le giacchette colorate (anche quando fa bello la notte è umida e l´erba al mattino bagnata), saltano nelle pozzanghere se ce ne sono con i loro stivaletti, Arrivano in fila accompagnati dalle maestre, tenuti uniti da lunghi guinzagli, i più piccini su carretti o passeggini multi passeggero. Ci sono le persone anziane, molte passeggiano munite di bastoni da camminata, tipo bastoni da sci, alcuni spingono trespolini a rotelle per aiutarsi a mantenere l´equilibrio.
Si fermano sulle panchine e osservano. Chiacchierano, prendono gli ultimi raggi di sole accompagnati da badanti premurose. Ci sono le scolaresche che fanno sport, nell´aria si sentono fischietti che danno il ritmo, facce sorridenti e accaldate. Ci sono i cani e i loro proprietari, i primi si rincorrono, si annusano, i secondi parlano, ridono. Ci sono mamme e papà che spingono passeggini e stringono manine, in egual numero perché qui i papà e le mamme sono intercambiabili nella vita familiare e lavorativa. Ci sono gli sportivi che corrono, che fanno flessioni, che si allenano per chissà quale competizione. Ci sono io con il mio corso all´aria aperta, uguale a quello che facevo in una sala con l´aria condizionata a palla a Palo Alto, qui lo faccio a strati di cui mi libero esercizio dopo esercizio. Continuerò con la pioggia e con la neve che verrà dopo, adeguerò i miei vestiti e, nello stesso tempo, il mio entusiasmo, e osserverò sempre affascinta questo stare all´aria aperta... se penso che in California c´era chi con 15 gradi si chiudeva in casa con le calze e il plaid, e che a Chennai con 25 il nostro guardiano aveva passamontagna e gunti da sci.... è veramente una questione di abitudine .... come sarò io completamente assiderata o allegramente outdoor??? E ci sono i senzatetto che dormono nel prato coperti da strati di sacchi a pelo malconci, si sono costruiti case a ridosso di alberi, finché non farà troppo freddo da non resistere più saranno lì.

Ci sono i passanti che l´attraversano rapidamente, borse del computer a tracolla, telefonino acceso. C´è qualche scoiattolo che cerca gli ultimi sprazzi d´estate prima di rifugiarsi nel lungo letargo invernale. C´è vita nel parco in pieno centro di Stoccolma, c´è adesso con gli ultimi raggi di un sole sempre più tiepido e ci sarà quando la notte prenderà il sopravvento sul giorno e le temperature diventeranno glaciali.... e poi io rientrerò a casa e capirò finalmente il senso di avere una sauna dove rifugiarmi per riscaldarmi un po´ ... ma questa ve la racconto un´altra volta!



giovedì 21 settembre 2017

Infanzie diverse....

Oggi mi frulla in testa una piccola riflessione...
Io, chi mi conosce e chi mi segue sul blog, lo sa o lo ha capito, sono una persona estremamente postivia, vedo sempre il famoso bicchiere mezzo pieno e in questo nostro vagare in giro per il mondo vedo solo cose belle e postivie. Anche la distanza, i saluti, gli affetti lontani me li rigiro in positivo, trasformandoli in qualità dei rapporti anziché in quantità delle visite. Anche i Paesi duri, come l´India, li trasformo in avventure belle e solari. Credo che questo mi aiuti molto ad affrontare ogni nuovo passaggio con il giusto entusiasmo e con la buona dose di allegria necessaria.
Ogni tanto però mi fermo a riflettere.
Premetto che da mamma di adolescenti osservando le mie fanciulle vedo solo mille benefici in questo loro itinerare, si adattano, sono super aperte, vere cittadine del mondo, sanno affrontare situazioni insolite, sono a loro agio praticamente sempre. Globalmente ci è andata benone.
Penso però alla mia e alla loro infanzia e a volte mi dico che certe cose non le hanno vissute, non le vivranno mai e un po'mi dispiace. Nel senso, hanno avuto un infanzia fantastica, vivendo di qua e di la, conoscendo bambini di ogni provenienza, giocando in lingue diverse, osservando paesaggi sempre nuovi... ma con molti dei bambini incontrati, con molti degli amici del cuore, dei primi innamorati, beh si sono perse le tracce. Hanno fatto un pezzo di strada insieme e poi, beh ecco,le strade si sono divise ed ognuno è andato per conto suo ad incontrare altri bambini, a costruire nuove storie.
Io ho vissuto sempre nella stessa città, nello stesso quartiere, con gli stessi bambini, quelli dell´asilo ritrovati alle elementari, alle medie, a volte anche al liceo e poi magari nei corridoi dell´università... e li incontro ancora quei bambini diventati grandi, papà e mamme come me oggi.
Ecco le mie questo non ce l´hanno, in alcuni casi sono e siamo rimasti in contatto con amichetti di infanzia, ci vediamo, ci sentiamo, la sintonia è la stessa quando si ritrascorre del tempo insieme, quando si ritrovano fa piacere vedere che nonostante i chilomotri, i voli e i fusi, beh certe cose rimangono.... ma i percorsi per forza di cose hanno preso strade diverse, i ricordi comuni rimangono limitati a quegli anni li, e poi dopo ognuno ne ha cortuiti altri, con scenari molto ma molto diversi...
Beh ecco loro le amiche di infanzia che ho avuto io non le avranno nello stesso modo, non avranno camminato con loro sempre, mese dopo mese anno dopo anno.
Oggi una delle mie più care e vecchie amiche compie gli anni, mandandole un messaggio di auguri ho ripensato alle tante incredibili cose vissute, a quei pomeriggi infiniti di giochi, anno dopo anno, crescendo, quando rifacevamo il mondo nel cortile di casa, con una banda di bambini, poi diventati adolescenti e poi adulti. Io l´accompagnavo a scuola per mano, ero qualche anno più grande, e mi avevano dato questa immensa responsabilità che prendevo seriamente, mi sentivo grande stringendo la mano della mia amica nella mia... anche le mie ragazze hanno tenuto per mano amichette, percorrendo strade diverse in Paesi lontani, ma poi per forza di cose quelle mani si sono staccate, ne hanno strette altre e hanno camminato in mondi nuovi, forse non dimenticando le mani precedenti ma sicuramente sostituendo affetti per sopravvivere alla distanza...
Io non ho mai dovuto sottopormi a questo gioco, io le manine che ho stretto ho continuato a vederle crescere nel giro di un isolato, di un quartiere, e anche adesso nonostante i decenni trascorsi so dove sono e lo so anche senza facebook e tutti i social media...lo so perché le strade sono sempre le stesse, gli stessi spazi che ci hanno visto diventare grandi, prendere il volo, costruire vite da adulti. Quando torno so che loro ci sono... e ne sono estremamente felice!

martedì 19 settembre 2017

Aituto dove ho messo il crampone!

Allora immaginatevi la scena. Giorno di accoglienza alla scoperta di Stoccolma ieri. Il tutto quello che avreste voluto sapere ma non avete mai osato chiedere sulla città, offerto su un piatto d´argento da un gruppetto di mamme  ¨anziane¨ (non per età ma per tempo trascorso qui) devote alla causa accoglienza. Ah quanto le capisco, quanto è importante saper accogliere ed essere accolte. Lo sono stata tante volte. Ho restituito il servizio con entusiasmo tantissime altre. Adesso sono qui nuova, stanza gremita, tante facce già incrociate, alcune diventate familiari davanti ad un caffé o passeggiando qua e là, altre nuove, ci si presenta, sorride, scambia. Non c´è nessuno che pomposamente tiene banco. Tanti tavolini organizzati tipo work shop intorno ai quali dar spazio ai propri interrogativi. Si spazia da un argomento all´altro. Le curiosità dipendono molto dal nostro backgroung culturale e direi anche dalla pratica all´essere nuovi. Certe domande non le faccio più perché saltellando da una vita da un Paese all´altro ho il libretto di istruzioni per trovare le risposte prestissimo, altre non le faccio perché da europea certi meccanismi li conosco, su altre mi sfogo mettendo quasi in difficoltà chi mi sta di fronte.... vado a fondo!
Immaginatemi lì contenta. Nella mia testa mi sento bene. Mi piace questo posto. Mi piace questa città. La riunione sta per finire e sono pronta per ripartire con tante più certezze e sempre il solito entusiasmo.
Scusate dimenticavo, dice una delle anziane.... lì forse avrei dovuto scappare a gambe levate, avrei dovuto capire che era il momento di alzare le tende e non ascoltare più, tanto le mie risposte le avevo avute... e invece...
Allora volevamo farvi vedere un po´ di capi d´abbigliamento. Aiuto tremo.
Ci vengono presentate due gonne, modello lungo e corto, cioè corto si fa per dire, livello ginocchio, corto rispetto alla lunga livello caviglia.... Il materiale è lo stesso dei pantaloni da sci. Osservo senza parole. Le gonne sono munite di zip laterali, comode da mettere e togliere....Avrei dovuto andare e non farmi ultreriormente del male, sono rimasta per il pezzo successivo: il crampone da applicare sotto le scarpe. Non ci avevo pensato, effettivamente nevica, c´è ghiaccio e le mie scarpette di cuoio.... proprio no!
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Poi come se non bastasse a annientare il mio morale, ciliegina sulla torta è  stata la presentazione delle luci, si le luci. Allora come sapete durante l´inverno fa buio presto, alle tre insomma è notte fonda. I bambini però escono da scuola alle tre e mezza, e come tutti i bambini del mondo hanno bisogno di correre e saltare, di altalena e bici al parchetto. Unico problema fa buoio, tanto buio e per non perdere il proprio bambino le mamme sono munite di interruttore, al caldo nella loro tasca, l´interruttore è collegato a distanza ad una lucina applicata alla giacca del bambino, lucina che si illuminerà nel momento in cui la mamma aziona l´interruttore: il rosso è il mio, vedo il verde là deve essere il tuo.... Immaginate il delirio del dialogo tra mamme al parco, con lucine che si accendono e spengono ad ogni altezza, scivolo, altalena....
Ecco di colpo davanti ai miei occhi l´immagine di una Giulietta con gonnone e cramponi che vaga con interruttore in tasca cercando di individuare una Camilla persa nel buio... diciamo che se l´ultima parte data l´età della fanciulla me la posso risparmiare (ecco meno male che siamo venuti in Svezia adesso e non 10 anni fa con tre interruttori e tre lucine diverse da azionare) ma per il resto che faccio, mi adeguo o congelo con scivolata sul ghiaccio?
Prometto che mettero a tempo debito foto mie in tenuta da combattimento!

domenica 17 settembre 2017

Qualche idea su come integrarsi in fretta (spunti universali) quando si sbarca in un nuovo mondo.

Ricostruire una rete sociale per me è stato sempre il vero challenge da affrontare ad ogni cambio Paese. Sarà che sono un animale sociale e per me vivere senza un telefono che squilla o delle giornate prive di incontri, fa paura. Al di là delle differenze culturali che i primi tempi possono spaventare e sulle quali ci si deve concentrare per capire il nuovo mondo che ci ospita, i tre quarti delle mie energie vanno sempre nella ricostruzione di relazioni che bene o male diventeranno il nocciolo sul quale solidamente costruire il resto.

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Le regole sono le stesse se si lavori e se si decida di mettere il proprio lavoro tra parentesi e dedicarsi all´espatrio. Lavorando certo si può facilmente incontrare gente in ufficio ad esempio, ma non è detto che tutti gli ambienti lavorativi siano friendly e ci diano di che soddisfare il nostro bisogno di incontri, oltre al fatto che non serve si ha voglia di mischiare la propria vita privata con quella lavorativa.Anche in questo caso quindi è al di fuori della porta dell´ufficio che si deve cercare di creare occasioni di incontro.
Quando i bambini sono piccini tutto questo piccolo mondo di contatti viene veicolato nel 99% dei casi dalla scuola. A scuola ci si incontra, si fanno amicizie, mamme e papà degli amichetti dei nostri figli diventano subito persone da frequentare, e questo ancor di più quando si sbarca in scuole internazionali e tutti sono nella nostra stessa situazione con fame di relazioni e spesso nuovi come noi. Poi i figli crescono, vanno e vengono da scuola da soli, incominciano a non volerti più tra i piedi e le ore a chiacchierare davanti al portone con le altre mamme o i pomeriggi al parchetto non lontano da scuola diventano un ricordo e tu devi trovare altre strade per incontrare, conoscere, costruire!
Ma come si costruiscono relazioni senza mettere di mezzo i figli? ci si ingenia e le energie vanno raddoppiate. Il mondo sociale non ci è più presentato sopra un piatto d´argento e ci si deve un po´ ingegnare per trovar la strada giusta.
Direi che focalizzarsi sui propri centri di interesse possa essere un buon punto di partenza. Se piace fare sport, pattinare sul ghiaccio o dipingere, si cercheranno gruppi per dar sfogo appunto alle proprie passioni e spesso in questi gruppi si possono incontrare persone con interessi simili ai nostri... buon punto di partenza.
amici incontrati in Paesi diversi in momenti diversi, amicizie nate e cresciute e sopravvissute a spostamenti vari.
I corsi di lingue, se la lingua del posto è nuova e la si deve imparare per forza di cose, sono un altro possibile viatico di incontri. Solitamente chi li frequenta è straniero e spesso appena arrivato, e si possono creare belle sinergie.
Poi ci sono i molteplici gruppi per espatriati, anglofoni e francofoni in primis, che organizzano attività di vario tipo, e spesso all´inizio dei caffé incontro in cui nuovi e vecchi si ritrovano. I francesi per questo sono dei campioni, ovunque nel mondo riescono a ricrearsi il loro mondo e lo fanno veramente bene, per accederci però si deve ovviamente parlare la lingua di Molière! Nei gruppi anglofoni c´è un maggior mélange culturale, e ci si può confrontare con culture diverse il che può essere anche estremamente stimolante soprattutto in occasioni di incontro come i book club, in cui è molto piacevole vedere il punto di vista che deriva da background culturali diversi, che è uno degli elementi che rendono ricco il nostro espatrio. Questi gruppi possono picere o no e successivamente ai primi tempi si può anche decidere di non frequentarli più, ma all´inizio sono veramente un´ancora di salvezza, quella mano tesa che aiuta a ritrovare il sorriso anche in piena tempesta!
Pian piano poi trovando i nostri punti di riferimento, la sete di incontri calerà fisioligicamente e spesso ci si installerà nel confrot di ciò che si è con forza costruito nei primi tempi, è però importante continuare a tenere vivo il tessuto sociale, rimanendo aperti a nuovi incontri. In un ambiente di esaptriati spesso ci si ritrova a salutare amici che partono, e ricrearne sempre di nuovi aiuta a non cadere ad un certo punto nell´isolamento, quando i primi amici fatti prendono il volo verso altri lidi, avremo bisogno di nuovi contatti che ci aiutino a mantenere il sorriso e a sentirci bene.
Alla base di tutti questi incontri e di questo continuo creare occasioni di incontro, ci deve sempre essere molta apertura e la voglia di aprire la porta di casa, non si ottiene nulla senza dare in cambio e mostrarsi subito pronti a ricevere è un ottima partenza.
La vita all´estero ci da grandi opportunità di creare legami fantastici, legami che sopravviveranno al tempo e alle distanze, legami che nascono in contesti particolari, spesso quando siamo più fragili e abbiamo bisogno di ricreare famiglia. Ci vuole volontà e costanza nel costruire il tutto... alla fine però in premio ci sarà sicuramente non solo l´amica con cui bere un caffé ma anche una solida rete di affetti sparpagliata in giro per il mondo!!

venerdì 15 settembre 2017

Quelle frasi da non dire ad un´expat!

Da 20 anni suonati mi sento spesso ripetere da persone diverse le stesse frasi che mi mandano in bestia, e molto spesso con chi ha fatto le nostre scelte di vita, parliamo del senso di sconforto e frustrazione che deriva dal sentirci dire tante banalità.
Abbiamo scelto di vivere così, e prendiamo il pacchetto completo, con commenti, frecciatine, critiche. Abbiamo imparato negli anni a stare zitti e non controbattere perché tanto non serve, la vita d´expat è fantastica, ricca di stimoli e a volte anche materialmente interessante, ma dietro ci sono scelte difficili, arrampicarsi sugli specchi, famiglie che devono bastare a se stesse, molto stress, arrivi e partenze che si portano dietro lacrime e paure, insomma non è tutto oro quello che luccica, e sarebbe sempre meglio astenersi da commenti quando non si conosce a fondo l´argomento!!
Tanto per te i traslochi non sono niente, e invece si lo sono lo stesso perché organizzare 50m3 di casa e riceverli due mesi dopo, sono, sono eccome. Che poi uno ci sia abituato, che poi uno l´abbia scelto, non toglie nulla alla fatica e anche alle emozioni che inscatolamento e svuotamento scatoloni si trascinano dietro.
Certo che bella vita che fai, beh si sotto certi punti di vista la vita è bella, ma dietro le quinte c´è un lavoro titanico di adattamento, di equilibrio, di emozioni contenute a stento. Se ci si ferma a guardare solo la facciata vuol dire che non si è capito nulla di questa vita vagabonda, della capacità che ci vuole a saltellare allegramente da un Paese all´altro, a costruire il mondo lontano dal proprio, e rifarlo ogni volta all´infinito. Non ce nessuno che ti aiuta, puoi contare solo sulla tua piccola cellula familiare e nel 99% dei casi solo sui due adulti che la compongono, proprio perché gli esserini che ti trascini dietro devono godere al massimo della loro spensierata infanzia, e non essere coinvolti in problemi logistico-emotivi. Siete voi due soli a sostenervi a vicenda e a sostenere i figli nel loro adattarsi, allora si la vita è bella perché concedersi un buon ristorante e una bella vacanza non necessitano forse di una pianificazione tipo budget annuale, ma cavaolo se uno se la mertita!!
Ne avete di tempo( e soldi) per viaggiare, le ore e ore di volo accumulate nei business trip possono anche servire a qualcosa, e poi ognuno vive come vuole e francamente se non fossimo expat interesserebbe a qualcuno il nostro budget viaggi? Non credo.... e non per giustifarsi ma alla fin fine vivere in Giappone e non scoprire un po´ quello che c´è intorno limiterebbe l´esperienza che si sta facendo... la vita è fatta anche di queste scoperte....
Certo che i tuoi figli alla fine non avranno radici questa mi fa sempre cascare le braccia! I nostri figli avranno radici giganti e ne avranno di varie, sparse qua e là nei diversi posti in cui hanno vissuto, e avranno anche delle piccole belle e solide radici nel Paese dei loro genitori anche se per loro è solo una meta per le vacanze, la casa dei nonni, il posto in cui siamo cresciuti noi e non loro. Le avranno queste radici perché noi ce le portiamo dietro, e anche noi ne aggiungiamo altre quelle dei posti che sono entrati a far parte delle nostre vite e si sono installati per sempre nei nostri cuori. Questi ragazzini è vero che crescono un po´ sballottati, ma nel loro spostarsi creano un mondo tutto loro abitato da mille tradizioni e culture!
Ti abitui ben bene quando poi tornerai alla vita normale come farai? Come se la vita per noi non fosse normale, come se i nostri problemi fossero irreali, come se il semplice fatto di vivere all´estero ci proteggesse dalle preoccupazioni. Qui farò cadere un mito ma anche noi abbiamo dei momenti di sconforto, anche noi abbiamo qualcosa che va storto, anche noi ci alziamo al mattino con i problemi quotidiani, la spesa da fare, la lavatrice da caricare, i bambini da portare a scuola, le bollette da pagare, il lavoro da finire in tempo, la lunch box, l´insegnante di piano che non può più venre, il mal di pancia che ti inchioda in bagno, la macchina da portare dal meccanico, i capricci da gestire, la luce che salta, il topo in cucina, il serpente in giardino (vita vissuta).
Sai noi nella vita reale lavoriamo noi invece in questo mondo di fiaba siamo seduti sul bordo della piscina a bere, sempre tutti belli e riposati... perché è noto che appena si varca il confine del proprio Paese non serve più rimboccarsi le maniche, la vita non costa nulla, al supermercato basta sorridere per portarsi via la spesa, la benzina si autoproduce, di vestiti non ne abbiamo bisogno, insomma la pacchia assoluta... Beh si ci sono Paesi in cui ci si concede anche un drink a bordo piscina, ma a volte è necessario per proteggersi da un mondo duro fuori dalla propria porta, nel quale ci tuffiamo con entusiasmo rimboccandoci anche le maniche per fare nel nostro piccolo qualcosa di buono, ma ogni tanto per sopravvivere ci serve una boccata di ossigeno, allora ben venga il bordo piscina e il chiudere gli occhi solo per un attimo.
Queste scuole però tanta cultura mica la danno, certo la scuola patria è l´unica con potere formativo, le altre invece buffonate... perché parlare quando non si conosce, perché appigliarsi a cose sentite, a immagini veicolate in modo distorto. Tutti i sistemi scolastici hanno pro e contro, tutti portano allo stesso risultato alla fine e poi se non fosse per me l´apertura mentale data dal vivere all´estero, dal confrontarsi quotidianamente con culture diverse, dal parlare più lingue alla perfezione, beh batte qualsiasi versione dal greco senza errori!!
Ma quando sarete vecchi vi fermerete, vero? ma quando saremo vecchi ci penseremo, adesso non lo siamo e facciamo già fatica a dire dove saremo tra tre anni figuriamoci tra venti!!
La famiglia non vi manca? Vivere all´estero non vuol dire essere dei duri senza cuore, non vuole dire non avere il groppo in gola tutte le volte che si salutano le persone alle quali si vuole bene, non vuol dire chiudere porte e prendere aerei senza avere un piccolo dolore dentro, Sono passati vent´anni dalla mia prima partenza, ha fatto male allora, ho imparato a gestire adesso, ma non vuol dire che tutte le volte un dolorino non risalga in superficie, ma uno impara a rendere positiva anche la distanza.... la famiglia mancherà sempre ma si cerca di approffittare al massimo degli uni e degli altri quando si sta insieme.
Come si fa a crescere i propri figli senza i nonni vicino? Ma i nonni non esistono per aiutarci a crescere i figli, i nonni fanno i nonni, danno affetto incondizionato, caramelle più del necessario, abbracci spettacolari, raccontano storie da ascoltare con gli occhi luccicanti, stringono solidamente manine, spingono altalene, preparano dolci, aspettano Natale rifacendo il mondo ai piedi dell´albero...e tutto questo che siano vicini o lontani, la quotidianità è fantastica certo, ma la qualità è quella che conta!
Non facciamo figli perché abbiamo dei nonni a cui sbolognarli il sabato sera, per quello ci sono le baby sitter, e vanno bene lo stesso, facciamo dei figli e ce ne occupiamo con amore e i nonni fanno i nonni e lo fanno con amore, senza l´obbligo di dover essere baby sitter per forza!
Beata te che hai la donna fissa, a me la donna fissa fa venire l´ansia, infatto solo in India ho ceduto all´averne una, era il modo di far funzionare l´economia locale....e francamente era tanto carina, ma a me di averla in casa dal mattino alla sera metteva l´angoscia... sempre tra i piedi... e poi sinceramente io ho conosciute più italiane in Italia con la donna fissa che expat all´estero perché a parte i Paesi del terzo e quarto mondo dove ti senti quasi in dovere di dar da mangiare ad un paio di donne di servizio, nel resto del mondo hai la donna delle pulizie anche se puoi permetterti uno stuolo di domestici, è una questione di mentalità.... MA a parte questo se uno poi ha la donna fissa, saranno pure affari suoi, non toglie mica nulla a te che non ce l´hai perché non puoi averla, continueresti a non potertela permettere anche se io per pace sociale decidissi di farne a meno.....
Con questo ho detto tutto!

mercoledì 13 settembre 2017

Sto sempre imparando....

La nostra vita a Stoccolma sta incominciando a prendere un´andatura di crociera. La casa prende forma. La vita sociale incomincia timidamente ad avere un suo perché, certe routine si installano... e io imparo, scopro, curioso ad ogni passo... e diciamo che capisco nuove cose....
Ho capito che che la vita all´aria aperta non è frenata da nulla, si esce, si sta fuorii che piova o ci sia il sole, e sarà così anche con la neve e il freddo pungente (e non sapete a quante attività ludiche all´aria aperta mi sono iscritta, e mi sono iscritta per tutte le stagioni, mica solo per questa con il suo sole ancora caldino, a volte)
Ho capito che la ginnastica la si fa nei parchi,  che si approfitta il più possibile della natura stupenda che abita la città, e quando l´nverno si farà sentire ci si vestirà adeguati (a quanto ho capito andrò a fare ginnastica in tuta da sci... mi vien già male)
Ho capito che si può fare il cambio di guardaroba ai primi di settembre e riporre via con garbo le gonnelline estive, le camiciole leggere, i sandaletti colorati (piange un po´ il cuore)
Ho capito anche che tutte le cose ordinatamente riposte non vanno poi riposte tanto lontano perché qualche capatina al caldo se si può la si fa ed anzi è necessaria (improvvisamente mi sento meglio)
Ho capito che a fine mese incomincio il corso di svedese perché qui urge capirci qualcosa e perché il sorriso ebete nei negozi non mi piace, voglio parlare, (e poi il giornale che mi arriva nella buca, l´equivalente del Los Altos crier, vorrei veramente leggerlo e per ora guardo le foto... sono tornata alla materna!)
Ho capito che mi sa che dovrò mettere le calze e per una che praticamente non le indossa da cinque anni sarà dura .
Ho capito che ogni volta che sento un rumore non è entrato qualcuno in casa, ma è il vicino di sopra, di sotto o di fianco che forse entra o esce da casa sua., (ultimo appartamento in data per noi quello di Tokyo... dopo di che sono passate tre case, con giardino intorno e la possibilità di fare casino senza disturbare)
Ho capito che (legato alla comprensione precedente) ci sono vicini particolarmente rompi, e noi subito ne abbiamo vinta una che affianca in ipersesibilità al rumore la simpatica giapponese che per tre anni ha abitato sotto di noi in Ichibanho (allora forse un po'di rumore con tre bambine saltellanti lo facevamo, Ho capito che si trova proprio tutto e non dovrò più caricarmi come un mulo tra dadi da brodo e prosciutto a pezzi nascosto tra le calze (poi aprono anche Eataly per cui sono a cavallo)
Ho capito che ritornare a vivere in una città con tutto a portata di mano è fantastico e quando sono stanca e stufa di camminare c´è sempre un tram, un bus o una metropolitana.
Ho capito che ritrovarmi a ridere davanti ad un caffé con delle amiche fresche fresche mi da la carica.
Ho capito che dopo 20 anni ho veramente un libretto di istruzioni che funziona, almeno per muovere i primi passi, perché non mi sembra neanche di essere appena arrivata.
Ho capito che sono veramente tornata in Europa, lo si sente, lo si respira, e ne sono felice.
Ho capito che qui i servizi funzionano perfettamente e che la gente è felice di pagare le tasse, i primi funzionano proprio perché i secondi sono felici di contribuire al loro funzionamento e i secondi funzionano bene prorprio grazie al contributo dei primi.... diciamo che da laggiù dove siamo noi (parlo dell´ Italia) dovremmo guardare a quassù e imparare un po´.
Ho capito che fare jogging qui è molto più faticoso che a Los Altos dove tutto era piatto, qui mi spompo in salita e sogno la discesa, ma va bene lo stesso.
Ho capito che un trasloco anche quando lo prepari al meglio è sempre una gran confusione ed apri scatole che ti sembrano fatte da un bambino di tre anni sotto l´effeto di sostanze illecite, con accozzaaglie di cose insulse e sopra scritto vestiti (e ti chiedi di vestito il traslocatore cosa abbia visto...)
Ho capito che ho sognato Los Altos ma quando mi sono svegliata non ero triste né nostalgica, rimarrà 
nel nostro cuore ma guardiamo avanti.
Ho capito che viva whatsapp perché le mie amichette della bay area mi sembra di averle portate qui con me.
Ho capito che l´inverno sarà lungo ma tutti sembrano prendere la cosa con filosofia, quindi anch´io!
Ho capito che i papà svedesi spingono i passeggini e si trascinano dietro schiere di marmocchi, molto più che altrove.
Ho capito che grazie a face time le mie due studentesse non sono poi così lontane!
Ho capito che anche questa volta sopravviverò.... e ne sono felice!


sabato 9 settembre 2017

Di scatoloni e cose ritrovate.

Sono passati poco più di due mesi da quando abbiamo inscatolato Los Altos e il nostro container ha preso il mare direzione la Svezia. Due mesi a pensare al nostro piccolo mondo in balia delle onde, due mesi ad aspettare di ricreare casa in un posto nuovo che aspettava solo le nostre cose per diventare tale.
Finalmente martedì il tarsloco è arrivato, scatolone dopo scatolone, mobile dopo mobile, lentamente. Per due giorni interi il camion parcheggiato sotto casa ha vomitato le  nostre cose a cadenza costante, e pian piano gli scatoloni hanno svelato il loro contenuto accolto quasi con sorpresa. C´è eccitazione nell´aria quando si torna ad avere tra le mani oggetti che parlano di noi, della nostra vita. Si entra in una spirale un po´ folle in cui si vorrebbe velocizzare il tempo per riuscire più in fretta a far andare tutto al posto giusto. In questi due giorni chiusa in casa a ricevere le mie cose ho avuto un altalenarsi di sentimenti contrastanti, gioia, stanchezza, entusiasmo, sconforto. Non è stato facile far entrare Los Altos in Stoccolma, anzi direi che è stata una missione al limite delle mie forze. Ero preparata come ogni volta allo stress dell´arrivo, alla frenesia del trovare il posto giusto, ma avevo sottovalutato gli spazi diversi, la disposizione diversa, le tante porte e finestre che riducono i muri, il fatto stesso di essere in un posto nuovo in cui certe cose non si riesce a visualizzarle perché si ha ancora negli occhi la disposizione precedente.
Ho in modo metodico dispacciato scatoloni e mobili nei posti in cui erano destinati, cantina compresa, piantina schizzata di fretta la sera prima alla mano tanto per farci un´idea... per poi rendermi conto li sul momento che quel tavolo contro quel muro proprio non ci sta e allora cambi il programma in fretta e furia.
Hai voglia che tutto di colpo sia casa come l´hai immaginata per due lunghi mesi, hai voglia di impossessarti di nuovo di tante cose, ne scopri altre delle quali ti eri dimeticato, ne cerchi che non trovi, perché è sempre così, c´è sempre quello scatolone che per sbaglio è finito in cantina mentre doveva essere altrove e c´è sempre una cosa che non è stata impacchettata con le altre ed è finita non si sa dove. E la troverai forse, sperando che non rimanga mai nello scatolone in fondo alla cantina che hai deciso di aprire poi.
Pian piano la casa sta prendendo forma, i quadri e le foto sono accatastati contro i muri, ma tutto sta trovando un posto preciso, forse non definitivo ma un posto. La micetta ha ritrovato gli odori conosciuti, incredibile la memoria olfattiva, il divano, la poltrona, sono tornati ad essere il suo mondo, in mancanza del giardino si accontenta! Io mi sono sopresa a scoprire  cose, ad apprezzarne altre ritrovate.

Manca solo il nonno del frigo, ne ho messo accanto uno provvisorio (di foto ovviamente), perché in questo trasloco è la foto del nonno del frigo che non salta fuori, imballata per la prima volta non da me, perché nel caos della nostra fine trasloco, con pronto soccorso e cose varie,  ho dovuto delegare ai traslocatori questo compito importante del riporre il nonno del frigo nella sua scatolina e la scatolina non si sa dove sia e finché non la si trova non sarà completamente casa, non saremo completamente arrivati a destinazione.... ma non dispero, salterà fuori!

 PS la foto del nonno del frigo è una bellissima foto del mio papà, la foto dell´amore assoluto il giorno in cui ha tenuto in braccio il suo primo( e unico nipotino maschio), ii suoi occhi già sempre brillanti, avevano ancora più luce. È una foto che ci segue da sempre messa sul frigo in Normandia pochi mesi dopo la sua morte e rimessa su ogni frigo in ogni Paese diverso in questi 14 anni. È una foto piena di ditate che si sono accumulate negli anni, una foto vissuta, presa da piccole mani che poi sono cresciute, una foto che amo avere sotto gli occhi per parlarle. È la cosa che fa casa, la prima cosa appesa quando arriviamo e l´ultima rimossa al momento di partire... ne ha viste di case, di cose, ne ha ascoltate di avventure....

sabato 2 settembre 2017

Ciao ragazze, io vado....

Ciao ragazze io vado. 

Una settimana è volata alla svelta, siamo arrivate qui ognuna con le proprie tensioni, la paura di nuove sfide, il senso di disagio di fronte a qualcosa di totalmente nuovo, ma anche l'eccitazione che le nuove avventure si trascinano dietro. Per me è arrivato il momento di tornare a casa, si casa in un Paese diverso dal vostro, in una città nuova che in un concentrato di poche settimane abbiamo scoperto un po´ insieme e cercato di rendere nostra, vostra. 

Ci sarà un oceano per la prima volta tra di noi, ma non importa, noi siamo piu forti e di chilometri e chilometri di acqua ce ne freghiamo. Vedo sfilare New York fuori dal finestrino correndo verso l'aeroporto, vedo allontanarsi le sagome dei grattacieli, le strade che si intrecciano, i vostri visi luminosi. Voi sarete qui, io altrove, ma non sono triste anzi sorrido perché sono fiera di vedervi volar da sole e di sentire che sono capace di diventare spettatore  delle vostre vite. Solo ieri vi tenevo per mano ad ogni passo e adesso vi osservo camminare sicure, mi prendete la mano con affetto non più per farvi guidare incerte sul muretto ma per camminare al mio fianco.
Salirò sull'enesimo aereo questa sera, uno dei tanti che negli anni mi allontaneranno da voi, osserverò le luci della vostra città pian piano diventare piccole e impercettibili, vi immagineró nel vostro mondo, e lo farò con il sorriso.



Certo mi mancherete, non potete immaginare quanto perché solo quando si è genitori si può capire quanto intensa sia la lontananza da un figlio, mi mancheranno i vostri gesti, le vostre risate, quel senso di vivacità che una casa con tre figli emana. Mi mancherete ma non sono triste, non lo sono perché volando lontano vedo a salutarmi  due splendide ragazze, in gamba, luminose, piene di vita, con il mondo in mano.
Avevo paura di salire su questo taxi, di veder sfilare la città e sentire che mi allontano da voi. Avevo paura che fosse troppo duro, due figlie da salutare. Pensavo alle lacrime che avrebbero preso il sopravvento, ad un peso in mezzo al petto da togliermi il respiro. Invece sono stranamente serena, serena come chi sa che questa è la cosa giusta da fare ed è la cosa più normale di tutte lasciarvi andare. Siete le mie bambine, ma siete diventate grandi e non potrei essere piu fiera di quel che sono, andate avanti sicure e a testa alta, affrontate la vita con forza e passione, riempitela d'amore e di risate, andate a letto ogni sera felici della vostra giornata, alzatevi la mattina cariche di energie, seguite i vostri sogni, siate un po' folli e non prendetevi troppo sul serio, circondatevi di amici preziosi, siate curiose, non abbiate paura di piangere e mostrarvi deboli, la debolezza puo essere una forza e non dimenticatevi mai che voi e la vostra sorellina siete il regalo piu bello che la vita mi abbia fatto!
siete il regalo piu bello che la vita mi abbia fatto!
Con amore

venerdì 1 settembre 2017

Piccolo tour gastronomico newyorkese.

Ormai New York è entrata a far parte del nostro palmares di città che in un modo o nell´altro sono diventate casa. Un figlia che ci vive ormai da oltre due anni e un´altra che si è appena installata, l´hanno per forza resa una delle  nostre mete, vissuta però non in modo canonico come meta turistica, ma come una città in cui si vive con una routine. Bella scoprirla con le nostre newyorkesi, soprattutto scoprire i localini dove vanno gli studenti!
Un misto di ristoranti più cari e di botteghine a buon prezzo. La nostra New York in tavola. (ovviamente non è una guida esaustiva e non vuole esserlo, ma sono spunti per chi cerca idee nella grande mela e cerca posti provati da una famiglia di buone forchette! Molti dei ristoranti sono concentrati nelle zone in cui bazzicano gli studenti di NYU, ma c´è qualche eccezione)
The Smith ideale per il Brunch, veramente buono e tipico, uova in tutte le salse, tartine di avocado, bacon cotto perfettamente, unica cosa evitate l´espresso, imbevibile! prezzi medio alti.
A due passi dalla residenza universitaria che è stata prima di Federica e ora di Chiara! (il primo brunch del giorno del move inn ormai un rito!)


http://thesmithrestaurant.com/
Vanessa´s dumplings
posto semplicissimo con il tutto servito in contenitori di plastica! ottimi dumplings fritti o al vapore e zuppe di noodles. Da fuori niente di che, entrare per provare e non sarete delusi
http://vanessas.com/
Prince Street pizza
pizza tipica newyorkese, posto noto per una pizza più tipo focaccia con salsiccia sopra che si chiama Sicilian style. Sui 2$ a fetta
http://princestpizzanewyork.com/
Joe´s pizza

un must di NY, aperto fino alle 4 del mattino, pizza buona di tutti i tipi, al trancio o intera. Il locale in cui si ritrova la gente del posto per il post party.
tre location a NY
http://www.joespizzanyc.com/
2bros, più economico del precedente, diverse location, aperto 24/24, per chiudere la notte newyorkese, pizza non fenomenale, ma fa parte del folklore della grande mela
http://www.2brospizzanyc.com/
Xian´s famous food


cucina cinese del Sechuan, diverse location in città,  cucina diventata un must a New York, zuppe con noodles fatti in casa.
Seduta ad aspettare i miei buonissimi noodles ho letto con interesse i diversi articoli appesi al muro che spiegano il fenomeno di questo ristorante, alla guida del quale un giovanotto uscito da una delle più prestigiose business school del Paese che una volta rientrato a casa ha deciso di cavalcare la piccola scia di successo che stava impossessandosi del localino del padre... beh un bell´esempio di riuscita.
Circa 10$ a piatto,  ambiente simpatico, da fuori nessun turista normalmente costituito ci entrerebbe però....
http://xianfoods.com/
Spot desserts bar
caro, ma con dessert particolari tipo lava cake al matcha, french toast cake, nuance un po´ asiatiche, ideale per una pausa zuccherata!
http://www.spotdessertbar.com/
Café Habana

sembra di essere a Cuba negli anni ´50, perfetto per brunch, fanno le moletes formidabili (pane con fagioli formaggio, pico de gallo, chorizo) .... pare che i loro piatti curino benissimo i postumi della sbronza dei giovani new yorkesi
http://www.cafehabana.com/
Le Barricou francese a Brooklyn
ottimo per brunch, pankakes formidabili, uova in vari modi, veramente buone quelle accompgnate  dall´anatra confit.
Buon punto di partenza per scoprire la zona
http://lebarricouny.com/
Basta Pasta,

fusion giappo-italiano,o meglio cucina italiana fatta dai giapponesi che come si sa sono campioni nel riprodurre alla perfezione e anche meglio. Risultato eccellente in questo ristorante a due passi da 5th Avenue .
Ambiente simpatico, pasta molto buona, la specialità quella condita nella mezza forma di parmigiano. Ottimo il polipo in antipasto. Prezzo medio, se ci si limita ad un bicchiere di vino! Prenotazione obbligatoria.
http://www.bastapastanyc.com/wines.html
Il posto accanto,

 
ristorante italiano stile tapas,una delle migliori scoperte in città, ambiente piacevolissimo, qualche tavolo all´aperto, servizio molto cordiale. Il padrone americano parla molto bene italiano. Ravioli di coda, carne cruda battuta al coltello, polpette di melanzane.... Prenotazione obbligatoria
https://www.ilpostoaccantonyc.com/
Claudette, buon francese su 5th avenue, con tavolini fuori per godere il passaggio, medio caro. Da provare la zuppa di pesce, l´hummus al tartufo accompagnato dal pane tunisino, plateau di ostriche.
http://claudettenyc.com/
Gentlemen farmer, a Nolita, cibo francese veramente ottimo in questo ristorantino da 22 coperti. Foie gras che fonde in bocca accompagnato da coulis di mango,  escargot al curry, tartare perfetta. Servizio eccellente e sorridente. Prenotazione obbligatoria.

http://gentlemanfarmernyc.com/lower-east-side/
Ngam

cucina thailandese un po' fusion in questo lacalino veramente piacevole. I piatti tipici thai sono rivisitati in chiave modena. Ottimi nems, calamari grigliati, green curry (che è uno dei miei piatti preferiti della cucina thailandesi), pad thai. Abbastanza caro per un thailandese, meglio prenotare,
http://www.ngamnyc.com/
Baohaus super alternativo, vicino di casa di Vanessa´s dumplings, fanno i bao taiwanesi, sorta di pognottine farcite cotte a vapore
https://www.baohausnyc.com/
Cheeky Sandwiches, cucina del sud, biscuits and gravy con pollo fritto
http://cheeky-sandwiches.com/index.html
The Mercer Kitchen
Ottimo indirizzo su Prince all´angolo con Mercer Street.
Provato sia per cena che per brunch e non ne sarete delusi. La prima volta mangiammo della ricotta calda accompagnata da pane tostato e marmellata, l´ultima l´avevano tolta dal menu, ma mi è rimasta nel cuore. Ho visto passare delle pizze che sembravano appetitose. Prenotazione obbligatoria.
http://www.themercerkitchen.com/
Feest

localino da pochi coperti su 3rd quasi all´angolo con la E 14esima. Cucina ritmata dalle stagioni, piatti semplici, tartare di agnello, ceviche di verdure, zuppa di mais. Meglio prenotare.
http://eatfeastnyc.com/
Financier Patisserie
pausa dolce passeggiando diverse location in città, noi siamo andate nel Fnancial Dstrict
posto molto carino con tavoli all´esterno in un´area piacevole. Ideale per fermarsi a bere una cosa e sgranocchiarne un´altra quando si visita la zona
https://financierpatisserie.com/
Sempre in tema dolce per i patiti di pasta da cookies
Cookie Do
l´ultima moda e follia newyorkese
https://www.cookiedonyc.com/cookie-dough-confections
Per il week end non perdetevi un giro a Smorgasburg a Brooklyn, sia il sabato che la domenica, Il sabato a Williamsburg con una vista su Mahattan che già da sola vale il viaggio. La domenica a Prospect park. Solo cash ma ci sono sono dei distributori ATM all´ingresso,
Di tutto e di più, stand di vario tipo, alcuni un po'azzardati, tipo quello dei dolci all´acqua (onestamente immangiabili) ma che pare che abbiano un grande successo, dagli hamburger alle verdere, dai gelati alla cucina esotica. Il tutto abbstanza caro ma l´atmosfera newyorkese ha un prezzo!!
https://www.smorgasburg.com/
Non molto esotico né molto tipico, ma sicuramente di gran qualità se proprio vi manca l´italia Eataly, con i suoi tanti ristoranti, i suoi taglieri di prosciutto e formaggio, la mozzarella fatta in casa, e sicuramente il miglior espresso di New York, che accompagnato da una brioche dal prezzo veramente onesto (per la zona e il posto) vi da un magnifico buongiorno!
(pare che la pizza sia super, ma non ll´abbiamo ancora provata, dei ristoranti interni provati a Flatiron- prima location di NY- buono quello di carne, ottimo quello di salumi, mediocre quello di verdure)