mercoledì 5 luglio 2017

Pronto soccorso: benvenuti all´inferno.

Di mala sanità ne leggo spesso sui giornali, malati abbandonati nei corridoi in attesa di essere visitati, ambulanze che non arrivano, pazienti spediti da una parte all´altra in attesa di una diagnosi , errori vari ed eventuali. Succede e succede ovunque non solo in Italia. Non dovrebbe però perché la salute è preziosa e quando ci si affida al sistema sanitario pubblico è per uscirne guariti e pimpanti....
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Lunedì, sfiga delle sfighe, abbiamo avuto la seconda allerta appendicite della settimana. La prima si era risolta giovedì sera a Stanford con operazione d´urgenza per Paolo, la seconda si fa sentire nella pancia di Chiara. Chiamiamo la guardia medica alle 21 mi da due dritte e mi richiama mezz´ora dopo per sapere se la situazione è migliorata. Ci invia un medico che, dopo aver visitato Chiara, preferisce spedirci al pronto soccorso.
Alle 23 varchiamo la soglia del pronto soccorso del più grandi ospedali di Torino, Il terzo mondo. Un infermiere scazzato ci riceve all´accettazione, sembra più concentrato sul fatto che non abbiamo un codice fiscale, piuttosto che sui reali problemi di mia figlia. Non controlla un valore, pressione, temperatura, polso, non sembrano interessarlo. Sono stupita. Ci spedice in sala d´aspetto. Se l´ingresso del pronto soccorso era già squallido, il corridoio è vetusto, muri sporchi e scrostati, poster che cadono a pezzi. La sala d´aspetto è gremita, pazienti con sguardo dolorante accompagnati da parenti con l´aria stanca. Ogni tanto chiamano qualcuno, chi in chirurgia, chi in medicina.
Fa caldo. Il bagno vicino alla sala d´attesa è impraticabile... okay è notte, ma in un ospedale i servizi di pulizia non dovrebbero fermarsi mai. Onestamente penso a cosa ci beccheremo in questo ambiente promiscuo, chi tossisce, chi sbadiglia. La signora dietro di noi si tiene il sacchetto della pipi in mano. Sono perplessa. Chiara ha male, sempre di più. Vado più volte a sollecitare l´infermiere... solo all´ennesima si alza dalla sedia e con fare ¨come dire perché mi rompi¨ misura stacamente la temperatura a Chiara. Un´amica mi ha raggiunta per tenerci compagnia, anche lei è perplessa. Passano le ore, la sala d´aspetto è sempre piena la gente comincia a dare segni di cedimento, c´è chi si sdraia su due sedili e cerca di dormire, sembra di essere a porta Nuova un giorno di esodo estivo....
Sono passate 4 ore e finalmente ci chiamano, finalmente vediamo un medico.
Il suo fare non è da meno dell´infermiere... più che seduto su una sedia è stravaccato e con voce monocorde ci fa le domande di rito.... batte con due dita sulla tastiera, quindi il tuttto prende un tempo immane... ma ormai non siamo più di fretta abbiamo capito che varcando la soglia del pronto soccorso siamo passati in una zona spazio temporale vergognosa, in cui nessun andazzo strano dovrebbe stupirci.
Visitano Chiara ma nessuno le prende né la pressione né il polso... le fanno un prelievo e ci spediscono fuori. Il progresso c´è, non siamo più nella prima sala d´aspetto, ma nel corridoio della chirurgia, dove si fa lo slalom tra i lettini con sopra pazienti in attesa e ci si gioca a dadi l´unica sedia che non sia a rotelle per sedersi.
Benvenuti all´inferno.... incominciamo a chiacchierare con gli altri pazienti... c´è chi aspetta dalle tre del pomeriggio di fare un ecografia... ho i brividi, intravvedo il peggio. Quando dico che apsettiamo gli esami, un signore mi dice ¨li avrà tra cinque ore¨ strabuzzo gli occhi. Un signore che accompagna la moglie che, su una barella, si contorce dal dolore, sorride a Chiara e le dice"siamo entrato qui che avveamo la tua età...."ne avrà una settantina. Questo per dire che i pazienti e i famigliari sono allibiti.
Sembra di essere a Porta Palazzo in pieno mercato. Arriva Marcello , 90enne che cadendo in casa si è ferito alla testa, lo portano dentro, lo devono visitare. Marcello è sordo, ma qui gli hanno tolto qualsiasi dignità. Dal corridoio sentiamo il medico che urla, per farsi sentire, e il povero Marcello risponde confuso... nessuna privacy, non esiste. Una signora mi chiede se ho della moneta, vorrebbe un caffé è qui da 24 ore con il marito con un blocco intestinale parcheggiato in una stanzina con altri 4. Un signore instabile sulle gambe va ogni tanto in bagno (la serratura è rotta) cammina tenendosi il camice che si apre sulle sue gambe nude e traballanti. Mi viene una rabbia. Sono le 5 del mattino e comincio a dare segni di nevrastenismo ( a mio discapito ho sulle spalle una notte in volo, 9 ore di fuso, 5 ore di sonno la notte succesiva, l´arrivo a Torino). Chiedo notizie dei risultati di Chiara, non ci sono, poi ci sono. Lo stesso medico con fare scazzato mi dice che globalmente vanno bene ma c´è un segno di infiammazione, dobbiamo fare l´ecografia. Chiara non ha più male le hanno fatto una flebo di antidolorifico, gliene fanno un´altra di antibiotico. Okay ecografia sia.... si signora ma alle 8, prima il centro è chiuso. Come chiuso? Cioè al pronto soccorso non fate ecografie???... effettivamente tutti quelli alla bell´ e meglio sui lettini nel corridoio sono li chi in attesa di tac chi di ecografia, se fa bene qualcuno ci lascerà le penne in silenzio durante la notte, così poi ci sarà meno gente in coda.... Vorrei andarmene, portarla via, il medico è molto secco, mi dice ¨ vada ma le analisi fatte non gliele do¨... non so tanto che fare, chiamo il mio medico negli Stati Uniti,lei mi consiglia di rimanere, per lei Chiara deve fare l´ecografia, non c´è santo che tenga...
Chiedo una barella perché Chiara possa sdraiarsi, oso anche chiedere una coperta, l´aria condizionata è a palla... la coperta non c´è, otteniamo un lenzuolo, meglio che niente. Chiara dormicchia, ci provo anch´io, ma sono molto ma molto incazzata, la situazione è snervante, accidenti siamo in Italia nel 2017 e i pazienti sono trattati così. A denti stretti un infermiere mi dice ¨scriva una lettera di protesta signora, lo faccia, è l´unico modo per noi per poter lavorare bene¨ lo farò ovviamente, pur sapendo che lascerà il tempo che trova, in Italia il discorso è lungo, finché non si cambiano le mentalità, la corruzione, l´evasione fiscale, i mezzi per il servizio pubblico non ci saranno.
Tornando a noi, alle 8 c´è il cambio turno, per un´ora tutto si ferma e i pazienti assitono al girotondo di medici e dottori, ovviamente della promessa ecografia nessuna traccia. Alle 9 sbotto, il nuovo medico mi dice che prima di lei c´è altra gente, prima delle 12 di sicuro non passerà....Siamo al Pronto soccorso da oltre 10 ore e non si è mosso nulla... Contratto per avere le sue analisi e firmo per farla dimettere, siamo tutte e due stanche, e io in più sono triste molto triste che mia figlia sia stata spettatrice di un´Italia che va a rotoli.
Siamo l´eccellenza in tanti campi, tra cui quello medico, ma caspita com´è possibile che in una grande città nel 2017 il servizio pubblico sia così sgalfo?  Mi spiace dirlo ma in situazioni come queste sono ben felice di aver offerto alle mie figlie una vita fuori da questo Paese, bello certo,ormai senza speranza!!



3 commenti:

NonPuòEssereVero ha detto...

Come sta adesso tuo figlia?
Comunque io di storie del terrore sul pronto soccorso ne ho mille, sarà che ci finisco spesso... la cosa "positiva" nel mio caso è che quando arrivi con una reazione allergica grave o adfirittura in shock anafilattico entri subito, ma sono cmq allucinanti...

Claudia Arici ha detto...

Quanti orrori ho visto negli anni nei vari ospedali milanesi! Un vero e proprio caso di "lasciate ogni speranza voi che entrate"! Che tristezza e profondo imbarazzo!

MCri ha detto...

Mio marito, su consiglio della guarda medica, l'altra notte si è recato al pronto soccorso, aveva un attacco allergico e la gola gonfia. è entrato in codice giallo, gli hanno fatto qualche puntura, aerosol e mandato a casa con una fattura di 50 euro! così abbiamo scoperto che il ps si paga e pare anche caro! questo perchè la gente si reca al ps per qualsiasi cosa! Per carità sono stati efficienti ed efficaci, ma le mia tasse a cosa servono? La maggior parte delle visite di prevenzione non vengono più passate, per fare una eco al seno devi andare privatamente...poi con due figli piccoli...
Mi chiedo se un sistema sanitario come quello americano possa essere migliore???Mi dicono però che i prezzi per farsi curare non sono paragonabili ai nostri! mah!