mercoledì 14 giugno 2017

Istruzioni per l´uso: vita d´expat

Una volta che avrò finito di festeggiare, di salutare, di abbracciare, di fissare occhi lucidi e di stringere mani forti che sembrano non volermi lasciare partire, forse solo allora potrò fermarmi e prendere fiato e realizzare che stiamo partendo, che non ci sono vie d´uscita, che è vero, ed è bello, nel suo essere triste...
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Sono quasi incredula ogni volta che lascio un posto nel quale ho vissuto nel constatare quanto ho costruito. C´è una certa fierezza in tutto questo, una gran forza che aiuta a convincersi che si, anche nel nuovo posto, ce la caveremo bene allo stesso modo.
Ogni esprienza di espatrio aiuta nell´affrontare la successiva, viviamo nel continuo costruire esperienze che ci renderanno più rapidi e forti nell´affrontare il nuovo che ci si para davanti. Mi piace pensare che il libretto di istruzioni che abbiamo tra le mani ad ogni cambio Paese si arricchisce di un consiglio in più ad ogni cambiamento.
In espatrio l´esperienza aiuta tantissimo. L´esserci già passati ci da le chiavi per ripassarci di nuovo ma questa volta in modo molto più facile.
Le istruzioni per l´uso rendono l´atterraggio in uno nuovo Paese soffice e quasi indolore, esattamente come l´esperienza aiuta nella gestione delle partenze. Mi sembra di rivivere tanti déjà-vu, ma con l´impressione di capire di più il senso di quello che mi sta succedendo, di gestirne meglio le emozioni.
Ecco la gestione delle emozioni ho come l´impressione che la si impari anno dopo anno, cambiamento dopo cambiamento, decisione presa dopo decisione presa. Penso che il bilancio positivo del periodo trascorso in un posto ci aiuti anche a lasciarlo in modo sereno, a vivere il distacco come assolutamente naturale e ad affrontare l´arrivo come una normale conzeguenza della folle vita che abbiamo scelto.
La prima volta che sono partita e di conseguenza sono arrivata in un posto che doveva diventare casa, ho costruito i miei primi passi in modo assolutamente improvvisato, senza punti fermi che mi permettessero di mantenere una rotta. Vagavo nel tentativo goffo di ricostruire punti di riferimento. Ci sono riuscita allora ma mettendoci molto più tempo, e questo perché essendo la prima volta non avevo in testa priorità e modi di procedere precisi. Pian piano sono diventata più organizzata, arrivando addirittura a crearmi già qualche debole punto di riferimento (ma anche se debole così importante) nel mio mondo in divenire.... 
I punti di riferimento vanno ricreati in fretta e questa è sempre stata la mia priorità e le mie energie iniziali si focalizzano in questa attività di costruzione. 
Con l´esperienza poi si impara a gestire meglio il proprio tempo, focalizzando sulle priorità dello sbarco, che saranno diverse per ognuno di noi. Per me ricreare casa in fretta e ricreare una rete di contatti con la stessa rapidità sono le due cose fondamentali per sentirmi bene dall´inizio e visto che so quanto sia importante partire con il piede giusto, beh il sentirsi bene è la priorità numero uno. 
Con l´esperienza si impara a gestire meglio le proprie emozioni, come dicevo prima, e gestirle è anche un modo per proteggerci dal turbinio di sentimenti nel quale ci tuffiamo arrivando e partendo. A volte mi chiedo se noi espat non sembriamo un po´ duri a non crollare di brutto nelle braccia di ogni persona che ci mancherà. Mi dico di no, e che non vuol dire mancare di sensibilità, ma forse di peccare quasi di un filo di egoismo: non piango adesso e non piango con tutti proprio perché voglio con tutte le forze che anche il distacco sia bello e positivo: voglio portarmi dietro un ricordo sorridente dell´ultimo momento con chi fa parte della mia vita e questo anche a costo di inghiottire le lacrime sostituendo il pianto con un bel sorriso.
Con l´esperienza si sa già cosa si dovrà fare i primi giorni, le prime settimane, e anche cosa sarà importante fare gli utlimi giorni e e ultime settimane, perché il distacco sia leggero e non avvenga in modo brusco.
Paese dopo Paese, trasloco dopo trasloco , atterraggio dopo atterraggio , scuola dopo scuola, casa dopo casa, tutto sembra talmente facile da spaventarmi quasi un po: l´abbiamo sempre fatto e si vede, ormai gesti e pensieri seguono quasi schemi che si ripetono ad un certo numero di anni di distanza, con sempre comunque la variabile del mondo nuovo sconosciuto  a creare un po´ di variazione sul tema.
Quando si è neo expat sembra quasi possibile pensare che il cambiamento diventi routine, quando si parte per la prima volta è impensabile immaginarsi capaci di non sentirsi persi in un nuovo mondo, o di poter chiudere una porta sapendo che quello che abbiamo costruito ci seguirà sempre nonostante tutto. Sembra impossibile immaginare radici da impacchettare in modo ordinato, un mondo dopo l´altro e questo solo perché si sa ormai cosa fare, come farlo, in che tempi.... ma è cosí, mai come in questi giorni di abbracci, di feste e di saluti mi rendo conto che tutti gli abbracci , le feste e i saluti precedenti mi hanno dato gli strumenti per gestire al meglio la nostra partenza e di conseguenza per arrivare serena nel nuovo....

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