mercoledì 21 giugno 2017

Feste e religioni...

Da quando viviamo in America abbiamo incominciato a frequentare tantissimi ebrei e di conseguenza a scoprire tradizioni legate alla loro religione. Premetto che tra i nostri amici la maggior parte sono ebrei che fanno parte di congregazioni abbastanza liberali, molto più aperte rispetto a quello che, a detta anche loro, si trovano in Europa. Dagli inizi sono stata subito abbastanza incuriosita e ho trovato molta apertura da parte loro e anche molta voglia di spiegarci il perché e il per come di certe tradizioni e delle loro innumerevoli feste.
Lo scorso week end eravamo invitati ad una Bat Mitzvah, la festa è durata due giorni, prima la Sinagoga e poi la festa vera e proprio! Secondo la legge ebraica un maschio di 13 anni o una femmina di 12 (per i più ortodossi e di 13 per i più liberali), diventano bar mitzvah e bat mitzvah, rispettivamente, ciò responsabili delle proprie azioni. Una sorta di rito di passaggio all´età adulta sancito dalla possibilità di leggere la Torah, che viene appunto letta per la prima volta durante la cerimonia alla sinagoga. Se tra gli ebrei ortodossi la lettura della Torah (Antico testamento) è fatta solo dagli uomini e quindi dal ragazzino che passa all´età adulta, per i più liberali anche le ragazze possono leggere. Così è stato nel nostro caso, e la lettura non è cosa semplice, e la prima volta viene preceduta da mesi e mesi di preparazione. La Torah è infatti scritta senza le vocali, e pensandoci mi ha fatto venire in mente i testi che preparavo per l´esame di Paleografia e diplomatica all´Università, quando la quantità di lettere mancanti era tale da rendere il tutto un vero enigma.
La cerimonia è lunghissima, tre ore. Ammetto che ero un po´ spaventata, ne ho fatte di messe lunghe e non me ne vogliano i praticanti, le ho sempre trovate noiosissime, con la voce monocorde del prete a dettare il ritmo in modo abbastanza poco vivace. Quando penso alle lunghe cerimonie penso sempre al funerale di una delle zie di Montecarlo, quando per più di due ore bene sette preti si sono dati il cambio con sermoni strazianti, avevo 15  anni e credo di non essermi mai annoiata tanto in vita mia.
Comunque sabato mattina sono andata alla Sinagoga, mi sono seduta un po´ in disparte, non volevo da non praticante, essere troppo in pole position. Dopo un po'che mi guardavo intorno con l´aria di chi non sa tanto come funziona, e leggendo avidamente l´opuscolo preparato ad hoc per dare ai non addetti ai lavori qualche linea guida, una gentile signora mi si è avvicinata spiegandomi cosa fare, quale libro prendere e in quale momento.
Tre ore in cui ho assistito senza annoiarmi un secondo ad una cerimonia densa di allegria. Per prima cosa tutto è cantato, la Torah si legge cantando, ed è piacevolissimo, pur non capendo nulla essendo in ebraico. La Rabbina, si si era una donna, era molto ma molto simpatica, cercava di coinvolgere nel rito, faceva domande. È stato letto un passaggio dell´Esodo che è stato occasione per parlare del muoversi, del cambiare Paese. Mi sono sentita super coinvolta nella discussione, cascava talmente a pennello! La Rabbina ha parlato di come tante li quel giorno fossero migranti, o avessero vissuto in un altro Paese o fossero pronti a partire, ha chiesto al pubblico cosa avrebbero voluto sapere prima di partire verso una nuova destinazione, e la gente si è messa a rispondere, a partecipare, con allegria.
La Torah è stata portata in giro seguita da una danza gioiosa, zigzagando tra la gente seduta che cercava di toccarla. Nella stessa allegria è stata riposta dopo le diverse letture. Ad un certo punto mi sono ritrovata in piedi per mano a due amiche, in un allegro trenino che andava cantando e ballando in giro per la Sinagoga.

Un´altra cosa che mi ha colpita era l´atmosfera molto rilassata e conviviale, pur con tutto il rispetto per la cerimonia in atto, i presenti si salutano, scambian due parole, i bambini urlettano facendo capriole per terra, si entra e si esce dalla sala a proprio piacimento.(io non mi sono mossa un attimo, non volevo perdermi neanche una briciola).
Dopo la cerimonia c´è stato un simpatico pranzo preceduto dalla benedizione iniziale della challah (il pane speciale di Shabbat e delle feste ebraiche).
Domenica c´è stata la festa, che ha più le dimensioni di un nostro matrimonio che di una prima comunione, ma anche li l´atmosfera è veramente speciale, allegra, spensierata. Il pranzo vero e proprio è preceduto da una serie di danze tipiche che di colpo ci immergono nel film Rabbi Jacob di Louis De Funes
La festeggiata, i suoi genitori, le sue sorelle, come da tradizione sono stati messi sulla sedia e portati in trionfo facendoli saltare, tutto accompagnato da urla e acclamazioni divertite.
Ammetto che è un´atrmosfera che raramente si ritrova nelle feste cattoliche, dove si ha come l´impressione che esprimere tutto questo divertimento sia fuori luogo.

A me invece piace, penso prprio che con l´allegria certi messaggi possano passare meglio e essere resi più leggeri e a misura d´uomo!
Ripeto comunque che i nostri amici fanno parte di una comunità non ortodossa e estremamente liberale, quindi certi aspetti descritti non si applicano a tutte le comunità ebraiche.
Chiedo scusa se nelle mie spiegazioni non sono stata precisissima, il mio scopo era cogliere il senso generale senza fini pedagogici. Spero che nessun fervente cattolico si offenda per questo mio comparare le cerimonie cattoliche alle ebraiche, non è il mio intento!
Mazal Tov!!

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