venerdì 5 maggio 2017

Una porta che si chiude....

Eccomi qui alla quasi vigilia del mio prossimo Festival. Eccomi agli sgoccioli del mio lavoro qui in Silcon Valley. Storia che si ripete uguale in ogni Paese in cui appoggio le valigie.

Arrivo, creo, porto avanti con determinazione e costanza e poi... volto pagina e vado via. Cinque anni fa a quest'epoca cercavo di capire come avrei potuto gestire la mia società di allora, senza che la distanza tra India e Stati Uniti diventasse un peso. Ero moderatamente pessimista sulla possibilità di farcela, ma avevo voglia di provarci, convinta finalmente di aver trovato un lavoro trasportabile, uno di quelli che metti in valigia ad ogni nuovo trasloco e te lo ritrovi lì uguale a prima, ma solo dall´altra parte del mondo. Pura illusione.
La storia dice che non ci sono riuscita e come tante volte prima mi sono ritrovata in un nuovo Paese, non solo a ricostruire tutto per noi come famiglia, ma anche per me come persona. Non è semplice ogni volta cercare di riprendere il filo di un´ambizione personale, soprattutto sapendo che la priorità nei primi tempi va data al resto della truppa che ci segue a ruota e che ha bisogno di stabilità e serenità. Non è facile ma è fondamentale per me per ritrovare il mio di equilibrio. La capacità di reinventarsi diventa di siuro la chiave di volta e la spinta che ci aiuta a ricascare in piedi ogni volta in un nuovo mondo. Sarà che non sono mai stata legata a voler fare quello per cui ho studiato e non ho mai pensato che fossero i miei studi a darmi il là nelle vita e per questo forse ho avuto la fortuna di sentirmi libera nelle scelte. Sarà anche che lo sguardo degli altri non mi ha mai frenata nel lanciarmi in progetti anche al di fuori dai sentieri tracciati. Questo indubbiamente aiuta ad affrontare una nuova sfida con la mente libera.

Ad ogni Paese, ad ogni cambiamento mi chiedo se avrò ancora le energie per rimettermi in gioco, gli anni passano, anche se non me li sento, e la domanda è lecita....
Mi sono divertita qui a montare eventi. Certo lo stress, soprattutto in queste ultime settimane è stato alle stelle e ne ho dovuto gestire il peso da sola... però adesso poco meno di 48 ore da quello che posso chiamare il MIO evento mi sento felice, stanca ma felice di quello che ho fatto e di come l´ho fatto. Domenica sera sarò contenta di tirare il fiato, ma triste per un´altra pagina che inesorabilmente si volta e per un altro progetto da chiudere dentro una scatola dei ricordi.
Dovró affrontare un nuovo Paese e una nuova cultura, chissà come saranno i primi passi, chissà se potrò riciclare questo lavoro divertente e ricco di soddisfazioni, o dovrò rassegnarmi ad inventarmene un altro?
Ci vorrano nuove energie che cercherò di trovare da qualche parte, ci vorra l´entusiasmo come sempre perché senza non si va da nessuna parte, ci vorra passione, voglia di fare, positività, l´appoggio della mia tribù, che ho sempre e che mi regala allegramente tutte le cose precedenti, il loro sguardo felice per i miei successi, la loro mano tesa quando qualcosa non va.
Non posso dire adesso cosa sarà domani, che progetto tra cinque anni potrò dire di aver reso mio, adesso posso solo dire che sono passata in questa Valle di progresso e di energie e nel mio piccolo ho lasicato un´ impronta, ho lanciato qualcosa che si merita di continuare ad esistere, ho susictato interesse...
Forse sarò un po' triste domenica, sapendo che lunedì non avrò più mille email di problemi da trattare, mille idee da mettere su carta, avrò da chiudere i conti e godermi le mie ultime settimane qui, cercando di non pensare a questa porta che si chiude o farlo con gioia, perché tutto sommato è stato fantastico!

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