lunedì 29 maggio 2017

Graduation!

Ci siamo quasi, meno di una settimana alla graduation di Chiara, ed eccola anche lei pronta a prendere il volo.  Venerdì si concluderanno questi 4 anni di liceo  e dopo la parentesi estiva sarà pronta per New York e questa nuova tappa della sua vita, da sola
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Ci siamo e  sono felice quando guardo la giovane donna piena di energie che è diventata, la ragazzina curiosa e ambziosa, con le idee chiare e mille sogni nel casseto. La guardo e  penso a lei, alla bambina che era, a quel cucciolo che mi si aggrappava addosso varcando la porta del nido,  alle sue lacrime ogni volta che la lasciavo alla scuola materna, quando a fatica mollava la mia mano e i suoi piccoli passi diventavano infiniti pur di non arrivare mai alla porta della classe. Penso a tutti i cambiamenti che ha sopportato in silenzio, con il sorriso. Penso a tutti i piccoli amici che ha disseminato in giro per il mondo, nei suoi passaggi da un Paese all´altro. Penso alle sue lacrime e alla sua mano che cercava di aggrapare per l´ultima volta quella della sua migliore amica, mentre la macchina filava veloce verso l´aeroporto. Penso alle ore passate a convincerla a leggere una benedetta pagina di un benedetto libro. Penso a lei seduta sotto il piano a Tokyo, a 7 anni, perché era troppo difficile... Penso a tutti gli insegnanti che ha incrociato sul suo percorso, dal Giappone all´India, dalla Francia agli Stati Uniti. Penso a tutti quegli adulti che hanno saputo trasmetterle qualcosa e anche a tutti quelli che non hanno saputo lasciare un segno in lei. Penso alle sue ansie, alle sue paure. Penso alle tante gite fatte, alla gioia nei suoi occhi ad ogni partenza, alle sue manie, alle sue conquiste. Penso a come sia cresicuta in fretta, schiacciata tra quei due tornadi di sorelle, più silenziosa, più riflessiva. Penso al suo profilo appoggiato sul cuscino, ho passato del tempo ad osservarla. Penso ai nostri deliri sciocchi mamma-figlia, alla complicità, alle liti, ai suoi malumori prima di mezzogiorno, perché alzarsi presto no, non si può. Penso al suo dolore nel veder partire sua sorella prima di lei. Penso alle sue lacrime di gioia quando ha scoperto di essere entrata a New York. Penso a tutte le volte che ci ha detto ¨c´est trop dure¨ e a tutti i suoi piccoli successi, alla tenacia con la quale  li ha raggiunti.
Fa un certo effetto un figlio che diventa grande e che sta per vivere lontano da casa. Fa un certo effetto immaginare che quel bambino che per anni e anni hai accudito e tenuto per mano, sia grande abbastanza ormai per vivere lontano da te.
Tante volte ho asciugato le sue lacrime e tenuto la sua mano, tante volte l´ho rassiucurata e ho cercato di trasmetterle fiducia in se stessa. Tante volte l´ho osservata da lontano immersa nei suoi pensieri, con curiosità, perché un figlio ti incuriosice sempre, ti sorprende sempre. Tante volte me la sono immaginata grande, perché un genitore cerca sempre di capire come un figlio sarà.
Venerdì camminerà con le sue amiche, quelle che hanno condiviso con lei questi anni di liceo, quelle che sono crecsiute proprio come lei in questi anni. Avrà una toga e un tocco blu, i colori della scuola. Sarà sorridente e emozionata. Camminerà verso il palco, in una coreografia che imparerà a memoria nei prossimi giorni. Guarderà davanti a lei ascoltando l´inno americano, quell´inno che ha scandito tanti momenti di questi suoi anni. Guarderà davanti a lei e noi saremo li, in quel misto di sorridente e emozionato, ma il suo sguardo andrà oltre, volerà verso il futuro con tutte le sue sfide e i suoi successi. In bocca al lupo cucciolo mio, hai il mondo in mano e un futuro brillante davanti a te!

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