martedì 16 maggio 2017

Comprar casa nella grande mela: considerazioni.

Comperare casa negli Stati Uniti, almeno qui in Silicon Valley, è un processo di una rapidità assoluta, anche perché si arriva all´acquisto già con i documenti in regola, il che vuol dire o mutuo approvato o abbastanza cash disponibile per coprire il tutto.
Di solito una casa rimane sul mercato pochissimo e in quattro e quattr´otto si può diventarne i felici proprietari e abitarla rapidamente.
Buying-home-house-keys-nki.jpg (736×414)
Quando ci siamo messi a cercare casa a New York pensavamo che le cose sarbbero andate con la stessa rapidità, una volta trovata la casa nella nostra testa nel giro di qualche settimana avremmo potuto incominciare i lavori e renderla come piace a noi per la fine di agosto, momento in cui il college riprende e Federica dovrebbe installarsi. Non abbiamo fatto i conti con i meccanismi contorti del comprar casa nella grande mela però!
Se tra la mia visita e l´accettazione della nostra proposta di acquisto da parte del proprietario è passata una settimana esatta. per chiudere il tutto ci vorrà molto ma molto più tempo del previsto e questo perché a New York city quando si compra un appartamento lo si può comprare o in un CONDO o in una COOP.
Cosa vuol dire? il condo è direi equiparabile ai nostri condomini, mentre la coop da noi non esiste....
Se si compra in una coop come nel nostro caso ds entra a far parte diciamo di una cooperativa di proprietari dell´immobile, del quale si possiedono come delle azioni che corrispondono alle dimensioni dell´appartamento. Le regole della coop sono rigidissime... questo lo sapevamo,  ma stanno superando le nostre peggiori aspettative... Le regole del condo non esistono, nel senso che una volta che hai comperato il tuo appartamento, ne fai quello che vuoi senza dover ricevere l´approvazione degli altri inquilini. Vuoi metterci dentro la lontana zia? benissimo. Vuoi affittarlo ad una setta di frati hinduisti? no problem. Vuoi farne una succursale della caritas locale? vai tranquillo.
Per la Coop invece non puoi neanche vendere senza avere l´accordo degli altri membri del palazzo...
Purtroppo i condo sono più rari e quindi spesso non si ha scelta. Per nostra sfortuna poi l´appartmento che abbiamo trovato corrispondente alle nostre esigenze e al nostro gusto è in una coop, quindi ci siamo trovati in mezzo a queso folle balletto di permessi condominiali che sta leggermente snervandoci e soprattutto facendo slittare a non si sa quando la presa di possesso del nostro appartaentino newyorkese.
Dopo averci chiesto una quantità di documenti che sa del ridicolo, attraverso i quali la nostra famiglia, i nostri conti in banca e tutto ciò che abbiamo non ha più segreti per nessuno degli altri proprietari del nostro futuro condominio, la saga che pensavamo all´ultimo atto continua. Sanno tutto di noi ma non basta, così come non basta 1) che il proprietario attuale abbia scelto noi come i proprietari successivi ( e come si usa qui lui aveva foto nostre e storiella che gli racconta quanto siamo super e quanto siamo noi la famiglia giusta) 2) che la nostra situazione sia solida da permetterci l´acquisto e il mantenimento di un appartamento nell´East village.
Fondamentalmente i punti uno e due sono quelli che ci permettono di andare avanti nel processo che, per fortuna, sta seguendo direttamente un avvocato che si occupa si acquisizioni di appartamenti e che pare anche molto efficace. Il processo dovrebbe culminare in un incontro tra noi e i membri del palazzo (i governanti, i capi condominio), incontro che a quanto pare dovrebbe avvenire in carne ed ossa, perché nell´era di skype si torna indietro di un passo e, cosa molto pratica, noi dobbiamo spostarci dalnonsisadovesaremo a New York solo per andare a raccontare ai futuri vicini quanto siamo splendidi e splendenti e quanto le nostre fanciulle siano non solo brillanti studentesse ma anche brave come delle statue (ehm come dire ).... insomma un´operazione di marketing di tutto rispetto!
Alla fine di questo incontro i capi decideranno se siamo degni di entrare nella cricca del loro condominio, se possiamo fare parte dell´éite che lo abita, se non stoniamo con il resto...
Il regolamento di condominio, tra l´altro, mi ha fatto ridere dalla terza riga... sembra un lager...già mi immagino le riunioni annuali, quelle in cui si discute del cambio del lampadario dell´ingresso in cui ognuno avrà da dire e ridire sullo stile e nostra figlia perplessa si troverà tuffata in questo mondo surrealista, quale nostra rappresentante (eh si cara ragazza sari tu a doverti prendere questi mal di pancia0... le riunioni del Clos de la Tournelle, ultima tappa francee, prima degli States, in cui discutevamo per ore sul taglio arzigogolato delle parti di praticello lungo la strada comune, ci sembreranno una passeggiata tra i boschi.... Benvenuti a New York city... forse, se sopravviviamo fino alla chiusura del contratto...

Nessun commento: