domenica 30 aprile 2017

48 ore da college student!

48 ore o poco più da studente universitario furi sede. 48 ore o poco più tornando indietro nel tempo. Viaggio lampo a New York per me questo week end, tra la visita di potenziali appartamenti da comperare e un po'di tempo da passare con Federica, io e lei da sole, cosa rara ormai.
Eccomi nel suo appartamentino di Nolita, quartiere newyorkese ultra trendy, circondato da locali simpatici, negozi alla moda e posticini improbabili. Qui ho vissuto le mie 48 ore o poco più come se avessi di nuovo vent´anni. Sono stata curiosa e divertita spettatrice della vita di questi ragazzi, studenti brillanti e giovani  con il mondo in mano, che affrontano con brio i mille volti di questa stupenda città!
Ho capito qualcosa di più di questa generazione che non è più la mia ma quella dei miei figli, dalla quale dovrei sentrimi lontana, ma che invece non sento poi tanto diversa dai ventenni che eravamo noi, stessi sogni, stesse ambizioni, stesse follie... la differenza forse il coraggio e la voglia di condividere con noi, i genitori, senza paura di essere giudicati, sgridati, non capiti. Forse il gap generazionale è meno profondo, forse la nostra generazione di genitori è più ¨vicina¨ alla loro, o ha capito che non serve ergersi a giudici, così come non basta fare gli amici, ma che un giusto e quilibrio e una buona capacità di ascolto sono una buona chiave per colmare il fosso tra una generazione e l´altra.
Comunque per queste 48 ore ho vissuto da lei assorbendone energie e sentimenti.
Molte cose mi hanno fatto sorridere, altre tenerezza. Sono grandi ma poi vedi che anche se vivono da soli, giovani adulti hanno sempre bisogno di noi, ritornando un po´ bambini anche immersi nel loro mondo (quando sono nel nostro è molto più naturale riprendersi il posto di figlio e lasciarsi prendere per mano.... ma nel tuo mondo da adulto in divenire può essere più difficile mostrare il tuo lato bambino ... invece no).
in ordine sparso ho imparato che
La pulizia è un concetto generazionale, probabilmente che muta negli anni raggiungendo poi una vlta avvolti da una vita famigliare normale una buona andatura di crociera in cui la casa se non per il 100% del tempo, aleno per il 60 profuma di pulito! (e qui l´occhio dell´ultra quarantenne che sono coglie tutto ma proprio tutto cercando di frenare l´impulso da spugnetta e guanto0
L´ordine è una parola sconosciuta e che non provoca nessun sentimento. La casa ordinata fa morta e sepolta, un accumularsi informe di oggetti, vestiti e e varie cose di proveneienza varia ed eventuale, è lo status quo, quello che li fa sentire vivi in un posto vivo... ( a parte il rischio di inciampare nel primo oggetto vagante, ma forse sviluppano una indubbia capacità nello schivare gli ostacoli) .
Il letto sfatto, questo è un must comunque già per qualsiasi adolescente normalmente costituito, nello studente unversitario raggiunge un livello di cuccia raramente visto... nessun tentativo di giustificarla, solo un laconico: perché rifare il letto quando poi devi tornarci a dormire la notte dopo .... (se penso che provo un indubbio piacere a entrare nelle mie lenzuola appena stirate, ovviamente stento a credere che si possa provare piacere a entrare in un letto ricoperto da un groviglio informe.... )
Il bucato, non pervenuto per settimane e settimane, un groviglio di roba sporca si accumula in posti improbabili, il bucato sarà fatto solo nel momento in cui l´ultima mutanda pulita langurà da sola nel suo cassetto, a quel punto non ci sarà più scelta e si dovrà affrontare la lavatrice, per ore e ore... per risolvere il problema basta aumentare il numero di mutande, allegramenta il bucato lo si fa una volta al mese!!
Il cibo uno studente non rifiuterà mai 1) un invito a pranzo, cena, colazione e sgranerà gli occhi di fronte al menu, tanto da instillarti il dubbio che il mensile che gli dai non sia sufficiente a sfamarlo in modo adeguato....
2) un giretto in tua compagnia al supermercato, dove con vocina lieve ti sussurrerà quanto le manchi questo e quello e quanto sia cara la vita nella grande mela (poi tu che arrivi dalla Silicon Valley puoi capirla giusto... e anche tu quando vedi lo Stracchino di nonno Nanni, al doppio del prezzo ululi di paicere)
il Vino o gli alcolici in generale, premetto che in USA non si può bere se si ha meno di 21 anni. Ma mai come in questo caso mi rendo conto che la legge è fatta per non essere rispettata.... e francamente il divieto è ridicolo. Perché poter votare a 18, poter comprare una pistola e circolare tenendosela in tasca, ma non poter bere un bicchiere vino o una dissetante birra ghiacciata e dover aspettare di averne 21?
in realtà nessuno rispetta... i giovani trovano mille scappatoie per passare attraverso le maglie del sistema e bevono allegramente .... A New York li trovo molto meno attenti che da noi in California, in un locale può ordinare un bicchiere di vino e darlo da bere ad un minore di 21 anni e enssuno ti viene a rompere le scatole... Comunque offri loro una bottiglia di vino e sarai loro amico per tutta la vita!!
Le Feste... no non preoccupatevi non mi sono fatta trascinare in un party dal quale mi sarei ripresa tra due mesi e nei sarei uscita con l´ego distrutto sentendomi una vecchia ciabatta... ho avuto la percezione di quello che può essere un party da queste parti e anche qui un po'di nostalgia me l´ha data.... non erano poi mica tanto diversi i nostri...
¨Facciamo spesso Brunch qui dopo le feste... sai hanno cibo che aiuta a riprenderesi bene dalle sbronze...cibo che assorbe¨
la frase dice tutto....
Il cartello sulla porta del bagno dell´appartamento di mia figlia ti racconta poi il resto (vedendo le dimensioni del bagno mi dico che solo a 20 anni potrebbe venirti in mente, dopo i 40 credoche la slogatura dell´anca potrebbe essere il male minore....)
Adesso sono seduta in aeroporto, tutto sommato serena per quello che ho visto... li ho lasciati studiosi con gli esami in vista, ma due bottiglie di vino mezze aperte che aspetteranno stasera per essere toccate... qualche idea per la prossima festa, che dovrà aspettare la fine degli esami, quindi la metà del mese...
Nei loro occhi ho visto noi alla stessa età, il mondo in mano e la voglia di costruirlo tutto tassello dopo tassello... le energie per farlo e quella giusta voglia di rivolta che ti da un po'di ali...
Come mamma sono felice di questo tuffo di 48 ore nella vita di mia figlia.... ah dimenticavo se la vicina di casa, modella di fama, evitasse le canne alle 9 del mattino, che avvolgono il corridoio comune, sarei più contenta.... in questo non ho più 20 anni!!

giovedì 27 aprile 2017

Lettera a mia figlia expat.

Non piangere. Anche questa volta ce la faremo. Anche questa volta ce la farai.  Lo so che ti stiamo chiedendo molto e a volte mi illudo che il tuo entusiasmo per questa nuova partenza sia vero. È dura dire addio ad un mondo. È dura chiudere una porta e lasciare gli amici nel posto in cui per degli anni sei cresciuto.  È dura immaginarli a vivere nelle strade e ei posti dove sei stato fino a ieri, e immaginarli senza di te. È difficile pensare, alla tua età, ma anche alla mia, che sarà tutto semplice, che di colpo ci sveglieremo dall´altra parte del mondo e tutto sarà normale. Non lo sarà. Ci saranno momenti in cui ci sentiremo soli. Ci saranno momenti in cui daremo chissà cosa per guardare negli occhi quell´amica che abbiamo lasciato. Ci saranno momenti in cui odieremo il telefono che con i suoi messaggi entusiasti ci rituffa in quel mondo che è stato il nostro fino a ieri.
Anche per noi non è semplice, nonostante l´eccitazione, nonostante la scelta.

Tu non puoi scegliere, è normale alla tua età sono i genitori che lo fanno per te. Abbiamo scelto quella che adesso ci sembra la strada migliore, per noi, per te, per le tue sorelle. Abbaimo scelto con la nostra testa da adulti, il nostro cuore da adulti, le nostre emozioni mature. Abbiamo però pensato anche a voi scegliendo, questa volta come tutte le altre. Abbiamo pensato  se fosse giusto o non sradicarci di nuovo, andare a ricostruire tutto in un Paese sconosciuto, abbiamo pensato agli ostacoli, alle difficoltà. Poi ci siamo guardati indietro, e ci siamo detti andiamo.  È importante guardarsi indietro per decidere, osservare questi vent´anni di scelte analoghe a quest´ultima, si riesce a vederci più chiaro. Ogni tanto mi chiedo come sarebbe stata la nostra vita se invece di scegliere di spostarci allegramente da una parte all´altra del mondo non ci fossimo mai mossi, ci fossimo radicati per sempre da qualche parte. È difficile ovviamente immaginarla diversa da quel che è, pensare che tutto questo groviglio di radici che ci siamo creati e che vi abbiamo dato, non esisterebbe. Certo forse vi avremmo risparmiato tanti dolorosi distacchi, ma forse vi avremmo anche privato di tante scoperte.
So che è dura... l´ho sempre visto nei vostri occhi nel momento dell´ultimo saluto, i vostri occhi riflessi nei miei con quella scintilla dolorosa dell´addio, che poi per me è sempre un arrivederci, ma non meno difficle da superare.
Ha volte ho dovuto scavalcare la vostra sofferenza, per gestire la mia, sapendo che perché tutto fili liscio nel nuovo mondo, io sono la prima a dover essere in sella sorridente e positiva, solo così potrò trasmettervi le energie necessarie.
Lo so che questo spostamento ha un sapore ancora più amaro degli altri... fa male a te e a noi lasciare le tue sorelle e partire solo noi tre. Per 15 anni hai fatto parte di un gruppo e adesso sarai sola con noi, sola con noi e lontano dal tuo mondo costruito con forza in questi 5 anni. Negli spostamenti precedenti, anche se eri più piccina, avere le tue sorelle era il conforto assoluto. Quando ci si muove come noi, la famiglia diventa un rifugio, il porto sicuro quando tutto intorno cambia in modo violento. È sicuramente più semplice andare a scuola il prmo giorno sapendo che anche le proprie sorelle sono li, nel tuo stesso momento a tirar fuori le unghie per non colare a picco. Detto così sembra un calvario... che poi non è, perché alla fine vederlo da lontano fa sempre più paura e quando si è in mezzo tutto appare più gestibile, più normale.
Vedrai la forza che ci usnisce tutti e 5 in questo nostro itinerare ci aiuterà a superare la nostalgia, a superare il sentimento di essere soli al mondo, a superare quel senso di disagio che si ha quando non hai ancora avuto il tempo di crearti radici piccine piccine che ti ancorino da qualche parte. Pensa che tra qualche anno Stoccolma sarà diventata casa, sarà sicuramente doloroso doverla lasciare, come è stato per tutte le nostre città. Ma pensa quanto siamo fortunati ad avere un pezzo di noi in ogni angolo di mondo, ricordi che si mescolano in Paesi lontani, amicizie che ci seguono scavalcando chilometri. In fondo lo sai che andrà così anche questa volta, come lo so io... ma ogni tanto fa bene piangere un po' e anche dirsi non ce la farò mai.... poi basta bere un bicchier d´acqua, respirare profondamente, asciugare le lacrime e guardare avanti con l´entusiasmo di chi ha una nuova avventura all´orizzonte che sarà sicuramente incredibilmente grandiosa come tutte le altre.... e poi amore mio noi ci siamo e le tue sorelle, anche se dall´altra parte dell´oceano, saranno sempre le tue sorelle e saranno sempre pronte a capire quello che provi e che vivi... ci sono passate...
con amore
la mamma

lunedì 17 aprile 2017

L'accumularsi di oggetti che parlano solo a noi...

Sabato pomeriggio, verso le 4 il silenzio sempre piacevole di Los Altos è stato rotto dal suono delle sirene di polizia e pompieri, che sfrecciavano a velocità sostenuta tra la nostra via e quelle limitrofe. Ci siamo interrogate con le ragazze e abbiamo dato un'occhiata fuori, tutto confluiva qualche isolato piu in là. Una casa ha preso fuoco e nel giro di una ventina di minuti è bruciata in modo abbastanza inmpressionante. Le fiamme uscivano dal tetto mentre i pompieri cercavano di domarle, con la paura che il fuoco potesse raggiungere le case vicine. Davanti a questo spettacolo apocalittico i proprietari e i loro bambini, usciti indenni, guardavano annichiliti il loro mondo andare in fumo. Mi ha fatto riflettere e scosso. Quanto in fretta tutto quello che abbiamo costruito può svanire, con quanta rapidità i ricordi piacevolmente accumulati e custoditi possono essere cancellati per sempre. Alla vigilia di oun nuovo trasloco penso intensamente a quanta importanza abbiamo le cose che nel tempo accumuliamo, piccole cose senza valore reale, ma con un valore immenso per noi. Quelle piccole cose alle quali, quando si stila la lista per le assicurazioni, necessaria per il trasloco, non si sa che valore dare, talmente non ne hanno ma talmente ne hanno.
Ogni volta che mi vedo sigillare davanti un container che partirà direzione un porto e poi via attraverso il mare per raggiungerne un altro, ci penso. Penso al valore affettivo di ciò che vi è racchiuso, al come certe cose saranno insotituibili. Un letto, un armadio, una giacca, si ricomprano, ma un primo disegno, un biglietto affettuoso, un fiore fatto seccare tra due pagine di libro, un libro stesso comprato in un occasione speciale, sono cose che non potranno mai essere ripagate, non hanno prezzo perchè il loro valore è dato dai sentimenti che ne emanano, dall amore che li circonda.
In 20 anni di vita, nonostante ormai quasi sette traslochi al mio attivo, occasione ghiotta per alleggerire la casa, ne ho di cose importanti che si sono accumulate, ricordi di bambine in crescita, di viaggi esotici, di giornate al parco, di incontri memorabili. mi piace trascinarmele dietro, è un po' come portarmi dietro tutto il groviglio di piccole radici che ho lasciato crescere in ogni dove, è un po´ come un promemoria del nostro vissuto, tangibile.
questo era quello che e' arrivato in California
il 29 giugno vedrò un nuovo container sigillarsi davanti a me, firmerò pagine e pagine necessarie per l'assicurazione, vedrò il camion svoltare in San Antonio seguendo le stesse strade a ritroso verso il porto di Oakland, quelle stesse di 5 anni fa quando dallo stesso porto il nostro mondo e arrivato indenne in Alvarado Avenue. Tratterrò un po´ il fiato per 6 settimane e poi quando mi si riaprirà davanti non sarà  il divano a darmi gioia (quello entusiasma il gatto), e neppure il mio letto, ma quell'insieme di piccole cose, la foto del nonno ben conservata nella scatola di latta (piena di ditate di manine sempre piu grandi che negli anni l'hanno sfiorata affettuosamente), insieme ai magneti giapponesi, che ormai non mettiamo da tre frigo, ma che ci portiamo dietro, la collezione di sabbie dal mondo, il dipinto di Federica, quello del corso si pittura a Vernon di 16 anni fa, che ormai viene appeso inquadrato in ogni casa, le scatole piene di biglietti e ricordi di viaggio, il mio orso Filippo Tommaso (che ho il pudore di non mettere in valigia ma sarei tentata)... insomma il nostro mondo  unico e insostituibile...

martedì 11 aprile 2017

Allargare il tempo tra una partenza e l´altra....

Andare, venire, partire, salutare, imballare, sballare, scoprire, curiosare, ricreare, abbracciare, rimpiangere, sognare, gestire, arrampicarsi, angosciarsi.... tanti verbi che uno dietro l´altro, in una simpatica confusione, descrivono le vite degli expat, sballottati allegramente in giro per il mondo, con il sorriso e un po´ di sana follia come compagni di viaggio. Con tanto coraggio nelle tasche e la voglia di avventurarsi al di là delle nostre zone di confort, quelle che ci fanno sentire bene e non vegliare la notte con gli occhi a palle chiedendoci come sarà il domani dove l´ennesimo atterraggio in un mondo sconosciuto.
Ma cosa ci regala questa vita ricca di scossoni, di partenze e di arrivi roccamboleschi, di sradicamenti un po´ sempre sofferti e di picchi di adrenalina a palla quando la nuova destinazione si profila all´orizzonte? Cosa ci regala di diverso da una tranquilla vita piena di certezze, con le sane e belle sorprese del vivere quotidiano, ma senza i terremoti continui sucitati da un nuovo decollo?
Essendo di parte direi che ci regala tantissimo, ma dobbiamo ovviamente essere disposti ad accettarlo questo immenso regalo, dobbiamo rccoglierlo con il sorriso e con tantissima positività, dobbiamo guardarlo come il più grande dei doni, quello che ci permette ogni giorno di alzarci con la grande incertezza di un mondo che dobbiamo periodicamente ricostruire, con gli ostacoli giganteschi che l´orizzonte sconosciuto ci mette davanti, con quel senso continuo di essere intenti a costruire qualcosa che non sarà mai finito, ad ogni nuovo Paese ricominceremo un po´ da capo...
Questo video descrive per me in modo fantastico la vita degli expat e quel sentimento di eterno divenire che ci fa tra alti e bassi vivere in modo intenso e.....allargare il tempo....


martedì 4 aprile 2017

Sopravviverò alla partenza: ridere per non piangere!!

Scena di oggi: piccolo momento di sconforto per me... la ricerca della casa a Stoccolma mi sembra più complessa di quello che potessi immaginare, è anche vero che per ora non abbiamo visitato nulla, ma così sulla carta mi spaventa non aver visto niente che corrisponda ai miei criteri...È solo aprile mi dico, c´è tempo...  dopo pranzo mi metto a chattare con una cara amica, di quelle che hanno sempre la parola di conforto giusta nel momento giusto, di quelle che nonostante i 10000 chilometri che ci separano e come se fosse lì sul divano ad abbracciarti... beh con lei so che non devo far finta, cosa che poi tra l´altro non faccio con nessuno, ma con lei posso mettere a nudo debolezze e incertezze...
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ad un certo punto comincia uno scambio surrealista, dove io elenco le cose che sto gestendo in questo momento, una per una, con distacco, come se le facesse l´altra me che  abita qualche casa più in là. Arrivo alla fine e mi metto a ridere, la mia amica passa dalla chat alla telefonata e ridiamo insieme... no ma dico ma quante cose tutte insieme noi donne siamo capaci di gestire? siamo multi task questo è chiaro, ma così è sorprendente...
Meno male che in una famiglia c´è una donna, una mamma che gestisce 9 cose su 10, altrimenti saremmo tutti un bel po´ nei casini.
Ma andiamo per ordine
1 il trasloco va organizzato: anche se ti fanno tutto ma proprio tutto, per evitare che l´olio usato della macchina prenda il volo per la Svezia, è meglio buttarlo prima (questa è vita vissuta... 12 anni fa l´olio usato volo in aereo da Parigi a Tokyo, grazie ad un solerte traslocatore). Ordinare, buttare, selezionare diventano le parole chiave
2 la casa qui: visto che ci vivo da 5 anni e mi piace un sacco e visto anche che i proprietari sono adorabili e non abbiamo mai avuto problemi, ho proposto io (sono pazza???) di far circolare un annuncio tra le nostre consocenze, il che si tradusce in decine di messaggi ai quali rispondere e in visite da gestire: qui le case belle in affitto sono poche e la zona in cui viviamo è particolarmente gettonata per le scuole, il che vuole dire mi butto a pesce sulla casa proposta....
3 Il punto 1 trasloco prevede un punto 3 che è ELIMINARE. C´è poco da fare 5 anni in una casa sono una pessima idea (devo averlo già scirtto qualche post più in là). L´eliminazione prevede il fare una lista delle cose da vendere ad esempio, fotografarle, misurarle e proporle, il che scaturirà un fiume in piena di email, che si sommerà a quelli di ricerca di casa, con conseguenti visite per vedere la merce, visite che si sommeranno anch´esse a quelle per la casa in un va e vieni da festa dell´Unità versione privata.
4 in tutto questo ho sempre una, se pur minima, società da gestire, con un mega giga Festival che ormai mi sfugge di mano che fa cucù all´orizzonte: sogno di essere l´8 maggio, il Festival è il 7, per aver eliminato almento il fattore stress da lavoro!
5 Due figlie che vivranno a NYcity ci hanno finalmente fatto muovere il c.... per incominciare a cercare un appartamento a NY, (meglio comprarne uno che pagare due affitti separati per le fanciulle). Ovvio che la ragazza in loco farà le visite, ma ad un certo punto dovrò prendere un aereo e andarci, il problema è quando???
6 la routine quotidiana, con due figlie a casa, anzi due figlie adolescenti con le loro necessità e i loro isterirsmi, più una a 5000 chilometri che comunque necessita spesso di una parolina di conforto materno (meno male) a questo sommi un marito praticamente sempre via da 8 mesi a questa parte... beh mi tiro giù una bottiglia di rosso!
7 l´idea che se sopravviverò a questo nuovo trasloco internazionale avrò bisogno di una meritata vacanza, ne avremo tutti bisogno, il che implicherà una logistica non indifferente, tipica di quella fase di passaggio da un Paese all´altro, con in più il jolly del gatto tanto per non farci macare niente.
8 la parte medica della situazione: questa fa ridere ma esiste, dichiaro nel mio libro che prima di un nuovo espatrio tutti i componenti della famiglia facciano una check up, quindi visto che non parlo a vanvera c´è anche questo da organizzare, e quando dico i componenti della famiglia non dimentichiamo che oltre ai 5 bipedi nella nostra esiste un quadrupede e la quadrpede in questione è allergica a non si sa quale vaccino, quindi ognii volta la si deve tenere sotto controllo e non la si può sottoporre a tre vaccini in contemporanea: questo si traduce in tre andate e ritorno dal veterinario, con logistica di caccia al gatto pre visita e di osservazione del gatto per 12 ore post visita... un delirio!!
9 Fare ancora tutto quello che vorrei fare, che come sempre quando si arriva agli sgoccioli ti coglie sta ansia da prestazione: vdere tutti e fare di tutto e di più... sai già che non sarà possibile ma ci provi....
10 Due feste da organizzare: graduation di Chiara e festa di partenza, necessarie tutte e due, la prima perché se la merita, la seconda perché ce la meritiamo e non si può partire senza aver salutato....
dulcis in fundo abbiamo ospiti per le prossime due settimane.... ma questo è un dettaglio ...
Vabbé domani è un altro giorno, ridi che ti passa che fuori c´è il sole e a Stoccolma due giorni fa nevicava,,,... grazie Sonia per avermi ispirato tutto ciò con la nostra chiacchierata!

lunedì 3 aprile 2017

Consigli pratici: l'importanza del viaggio di ricognizione..

Cosa serve guardare quando si va in avanscoperta in un nuovo Paese, in una nuova città, prima di trasferirsi?
Cosa sono le cose sulle quali è importante focalizzarsi, e quelle che potremo scoprire poi quando ci abiteremo veramente?
I viaggi di ricognizione, per me  sono indispensabili. Certo in pochi giorni non ci si può veramente rendere conto di come sarà la nostra vita nel nostro nuovo posto, ma possono essere sufficienti per aver un idea di massima.
Ci sono una serie di cose fondamentali da scoprire durante questa prima settimana di assaggio di vita nella nostra futura città, che saranno fondamentali poi per ben atterrare con armi e bagagli.
I quartieri in cui abitare: non sempre è facile trovare casa, anche se ovviamente sarebbe la cosa migliore, ma purtroppo a volte la settimana di visita non corrisponde al momento in cui le case incominciano ad essere disponibili sul mercato. Il quartiere però è lì, disponibile e pronto per essere scoperto nei suoi aspetti importanti: negozi, supermercati, parchi, scuole. Poterci immaginare la nostra vita in quelle strade ci renderà il periodo di preparazione più semplice, permettendoci di proiettarci in spazi nuovi, che pur non essendo quelli delle nostre future quattro mura, saranno comunque importanti perché proprio come in una casa dovremo sentirci a nostr agio in strade e piazze.
Non siamo tutti amanti della città o della campagna, quindi la visita di zone e quartieri, ci permette veramente di capire cosa potremmo amare e dove potremmo sentirci bene. Camminare nelle nostre future strade ci darà un piccolo aperçu  di quelle che potrebbero essere le nostre giornate poi nel futuro prossimo.
Noi abbiamo in linea di massima sempre collegato la zona in cui vivere, quindi il quartiere dove cercare, alla prossimità della scuola scelta, nel caso di scuole private o alla zona con la scuola che per vari motivi avevamo adocchiato, per le pubbliche. Abbiamo considerato sempre molto importante che le bambine e ragazze vivessero non troppo lontano da dove si sarebbe svolta la loro vita sociale, cioè la scuola, sarebbe stato l'adulto a fare spostamenti più lunghi, non loro.
scelta casa in India
Una volta individuati il quartiere o anche la cittadina in caso di scelta di una zona suburbana, è importante capire cosa la zona offre in termini di negozi e attività. Io entro nei supermercati e mi guardo intorno, fdevo capire cosa troveremo e le cose alle quali dovremo rinunciare.... Almeno all'inizio posso avere le idee chiare, e mettermi il cuore in pace,  salvo poi essere piacevolmente sorpresa perche quando si parte veramente alla scoperta e alle ricerca ci si accorge che cercando e ricercando si trova quasi tutto...e le cose che non si trovano le abbiamo quasi dimenticate ormai..
giro per le strade californiane
Visitare le scuole è un'altra cosa da fare durante il viaggio di preparazione, visitarne anche più di una per capire se faranno al caso nostro. Andare all'uscita e osservare bambini, ragazzi e genitori nel loro interagire: ottimo per misurare la temperatura e capire se sarà un ambiente per noi( certo anche in questo caso viverla dall'interno sarà diverso, ma diciamo che se tutti i bambini escono con le facce ingrugniate senza allegria e difronte a scuola si vedono solo genitori frettolosi senza voglia di comunicare.... Beh per me c'è qualcosa che non funziona....). Una scuola può essere ottima, avere una stupenda reputazione, ma magari non essere adatta ai nostri figli, non avere quel qualcosa che riteniamo importante, che cambia per ognuno di noi, e  cambia a volte da figlio a figlio. Per noi ad esempio la multiculturalita è centrale: trovare una scuola capace di accogliere bambini nuovi, che a loro volta hanno percorsi vari, una scuola con flussi continui di arrivi e partenze, dove appunto sia gli studenti che gli insegnanti, e anche i genitori stessi, sanno integrare, proprio perché si sono trovati spesso ad essere i nuovi.Solo entrando a scuola e parlando con il personale delle ammissioni e magari con qualche genitore si puo misurarne la temperatura.
visita scuola a Palo Alto
Quartiere, negozi, scuola.... come punti di partenza, per poi proseguire verso i collegamenti ad esempio con una città più grande, ai limiti della quale abbiamo deciso di installarci. Se abbiamo voglia di vivere la città ogni tanto dobbiami sapere se è possibile e in quanto tempo, così come il contrario se dalla città abbiamo voglia di ossigenarci altrove.
È importante avere le idee chiare su come immaginiamo la nostra vita nel nuovo posto, per rendere il viaggio di ricognizione efficace e non perdersi in cose da turisti che avremo il tempo di fare quando ci installeremo davvero..
Stiliamo una lista delle priorità prima di partire, focalizzandoci su poche cose ma importanti. (queste le mie)
Quartiere
Casa
Scuola
Supermercati ( cosa c'è e non c'è)
Attività da fare ( presenza di palestre, parchi, gruppi expat)
Mezzi di trasporto necessari ( macchina o trasporti pubblici)
Fondamentale è vivere questo primo viaggio nel modo più positivo possibile, il viaggio per me non è per decidere se partire, anche perché ripeto, non ci si rende conto in pochi giorni se staremo bene in un posto, ma serve una volta deciso di partire ad anticipare certe cose e a prendere certe decisioni, come appunto quella del dove abitare, che ci aiuteranno di sicuro ad avere la mente più serena dopo. Non aspettarsi troppo da questo primo incontro, prendere quanto di positivo saprà darci e non focalizzarsi su cose che ci sembrano negative, brutte, sporche, tristi.... Dobbiamo sempre pensare che un conto è visitare un conto è viverci, e questo anche quando agli occhi ci saltano per prime le cose peggiori.... ( fu così a Tokyo per me quando per i primi attimi mi focalizzavo solo sui fili elettrici onnipresenti ... come bloccata dal guardare più in là.... E quanto l' ho poi amata....).
Tokyo dall'alto

Spesso durante questi viaggi di ricognizione si incontrano magari expat già installati, perché soprattutto andando avanti da una espatriazione all'altra si incrocia sempre un amico che ha un amico che vive dove ci trasferiremo e che è pronto a raccontarci tutto. Bello si ma attenzione, non siamo tutti uguali e non è detto che la persona sconosciuta che ci accoglierà abbia la nostra stessa sensibilità e le nostre stesse esigenze, a volte si incontra gente molto negativa sul luogo nei confronti del luogo in cui vive, che fa quadri apocalittici che di sicuro non aiutano, soprattutto quando magari si è già un po' spaventati per il mondo sconosciuto nel quale ci tufferemo qualche mese dopo. Per esperienza prendo sempre con le pinze la negatività di chi mi sta davanti, mentre invece mi faccio coinvolgere dall'entusiasmo,per un posto, che trovo spesso più veritiero del quadro negativo che qualcuno mi può fare. Io stessa quando accolgo dei nuovi o scambio messaggi con chi si vuole trasferire nei Paesi in cui ho vissuto, pur dicendo che ovviamente non è tutto rosa e fiori, preferisco sottolineare gli aspetti positivi.... Per i negativi, ognuno ha tempo di accorgersene di per sé e di tirar le somme al momento debito e soprattutto di farlo da solo!
Il viaggio di ricognizione non è sempre proposto dalle diverse aziende e penso sia opportuno quando non è previsto di richiederlo, proprio come importante momento di preparazione al trasloco e ai primi passi nel nuovo Paese, e questo anche se i nuovo non sara' culturalmente diverso dal nostro di origine, la distanza culturale a volte c'è anche quando non la si aspetta e non è sempre la cosa sulla quale focalizzarsi per essere superata.... Tutto sommato quando una azienda manda dall'altra parte del mondo o ti fa venire da lontano, è il minimo offrire questi pochi giorni di scoperta, fa parte di quel piccolo confort pre partenza da offrire ad un expat per averlo poi più sereno e sorridente in f

ase di atterraggio!

sabato 1 aprile 2017

Quando gli amici vengono a noi....

Siamo agli sgoccioli della nostra permanenza in California, 5 anni, quasi, filati rapidi, forse troppo. Gli ultimi ospiti della nostra permanenza californiana sono sbarcati ieri per tenerci compagnia per i prossimi 15 giorni e vivere con noi un po´ di California. Sono amici di sempre, quelli con i quali rifacevamo il mondo da ragazzi, che hanno visto nascere le nostre fanciulle una dietro l´altra, che ci hanno seguito e appoggiato nel nostro continuo itinerare. Quegli amici che vedi poco ma che ci sono sempre, con i quali sembra che il tempo si sia fermato ed è facile risentirsi come a 20 anni. L´ho già scritto mille volte che siamo fortunati perché in tutti questi anni di vita all´estero siamo riusciti a mantenere amicizie e queste amicizie sono sempre venute a noi, con entusiasmo. 
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In cinque anni qui in California non abbiamo avuto un periodo dell´anno senza visite, ne abbiamo avute talmente tante da doverle incastrare e sovrapporre, sempre con gioia. Condividere la nostra vita qui con le persone che ne fanno parte  pur essendo lontane, con gli amici con i quali abbiamo percorsi pezzi di strada e vissuto momenti speciali, è una delle cose più belle. In molti ci chiedono come facciamo a mantenere tutti questi legami nonostante le distanze e il tempo che passa. Semplice: tirando fuori tantissime energie. Le amicizie resistono a tutto quando sono sincere e belle, ma vanno comunque coltivate. Un messaggio ogni tanto, un email in cui ci si racconta, il far sentire che ci siamo anche se dall´altra parte del mondo quando sappiamo che qualcosa non va. 
Per noi , animali estremamente sociali, la condivisione delle nostre gioie (e anche dei nostri dolori) con i nostri amici è importantissima,. Abbiamo bisogno di sentirci circondati e di sapere che ci sono persone sulle quali contare. Quando arrivo in un nuovo Paese dedico mille energie a ricreare legami, a volte prendo cantonate immani, ma fa parte del gioco, scambiando per amicizie pure conoscenze, ma poi con il tempo, cioè quando pian piano ci si installa e si è meno alla ricerca di un amichetto con cui legare, allora faccio la cernita e coltivo più profondamente le persone con le quali ci sono più affinità. Questo è normale. Quando si arriva si ha bisogno di ricreare in fretta punti di riferimento, e solo con il passare del tempo si capiscono veramente le persone con le quali ci sono cose da spartire e ci si concentra su quelle amicizie che ci si porterà poi sempre dietro, scavalcando distanze, fusi, e vite che prendono direzioni diverse.
Abbiamo seminato amici ovunque nel mondo in 20 anni all´estero e abbiamo mantenuto con forza quelli di sempre rimasti a Torino. E questi amici vengono a noi con entusiasmo, sbarcano in California e condividono il nostro mondo. Camminano con noi attraverso le nostre strade, guardano il nostro mondo mettendo finalmente immagini precise sui nostri racconti. Questo stare insieme ripaga delle distanze e degli sforzi fatti per mantenere vivi i legami. Questi atterraggi nel nostro mondo sottolineano come nutrendole di affetto anche a distanza le amicizie resistono.
In California ormai abbiamo chiuso le prenotazioni, il trasloco incombe e dopo la partenza di questi ultimi amici sarà tutto un precipitare rapido a capofitto dentro gli scatoloni. Chiuderemo questa porta sulla nostra vita californiana e anche sui momenti stupendi condivisi qui, non solo con i fantastici amici che lasceremo a Palo Alto ma con tutti quelli che hanno preso un aereo e sono sbarcati da noi. La prossima tappa sarà uguale, avrà gli stessi challenge, le nuove amicizie che nasceranno, volute e cercate, e le tante vecchie che verranno a noi, perché saremo come sempre entusiasti di condividere il nostro nuovo chez nous.... questa è forse la risposta a chi mi chiede come fate: l ´entusiasmo che mettiamo nelle amicizie e nel condividere con loro quel caffé al risveglio e quell´ultimo bicchiere di vino prima di andare a dormire, coinvolgendoli per un breve pezzo di vita nel nostro mondo!