domenica 22 febbraio 2015

settimane bianche in giro per il mondo!

Eccoci qui in volo dopo una bella settimana bianca, anzi dovrei dire blu e gialla, più che bianca, visto che il sole brillante in un cielo assolutamente libero da nubi, è stato il leitmotif dei nostri sette gironi a Park City. La neve comunque c’era, forse non abbondante come negli anni passati, ma era lì e ne abbiamo goduto appieno, con belle sciate e anche qualche fuori pista niente male.
Ennesima settimana bianca, l’utlima di tante che si sono susseguite anno dopo anno, con le bambine sempre più ragazze, con il piacere sempre più crescente di sciare tutti e cinque insieme, senza vincoli vari di scuole di sci e annessi e connessi. Sembrano lontani anni luce i tempi in cui dovevamo districarci tra baby sitter, scuole di sci, nido sulle piste, e spaccarci schiena e gambe in spazzanevoni galattici per stare dietro ai nani…
sono volati questi anni di settimane bianche da una parte all’altra del globo, con sci e scarponi che si sono fatti un paio di giri del mondo nei nostri container e hanno avuto il loro momento di gloria all’aeroporto di Chennai, India del sud, quando mi sono presentata al check in con 5 paia di sci, scarponi e caschi per tutta la famiglia…. du jamais vu per il personale indiano!
Ma non è certo di queste belle settimane bianche che si sono susseguite negli anni che ho voglia di parlare. L’altro giorno seduta al ristrorante sulle piste riflettevo tra me e me a tutte le stazioni sciistiche nelle queli abbiamo messe i piedi, con i loro pregi e difetti, e mi immaginavo il posto ideale che racchiudesse tutto quello che ho adorato nei diversi posti. Esercizio inutile e divertente!
Okkaido
La neve più bella e abbondante è stata sicuramente quella del Giappone, tra Okkaido e le Alpi giapponesi. Qualcuno ci disse che avremmo avuto la fortuna di sciare sulla neve più bella del mondo… non ne siamo forse stati lontani.
Ma la cosa più bella i paesaggi, quelli di sicuro indescrivibii, soprattutto il Fujii san a fare da sfondo ai primi passi sulla neve della nostra Camilla, Sciare con alle spalle questo splendore da cartone animato, faceva dimenticare la mediocrità delle piste del Fujii-ten, la minuscola stazione ai piedi del Fujii.
I corsi di sci migliori per le bambine direi anche in Giappone, almeno sapevano farle divertire senza stress…. i peggiori per loro quelli francesi, come in tutti gli sport i cugini d’oltralpe  non sciano per il piacere di farlo, ma per la medaglietta di fine corso che sancirà davanti al mondo l’abilità del marmocchio in campo sciistico…. estremamente importate al momento del ritorno a scuola e in ufficio per far vedere a tutti che mica si scherza quando si fa qualcosa!!
Il comprensorio che mi è piaciuto di più è forse proprio Park City, con una buona scelta di piste e fuoripista per tutti i gusti e tutti i livelli, e anche un ottimo servizio sulle piste, per dare indicazioni alle povere pellegrine come me che dopo tre anni nello stesso posto ancora confondono una seggiovia con un’altra. Il peggiore il Fujii-ten, ma non aveva pretese di essere bello… solo simpatico, con la sua vista da cartolina! (in compenso sia ad Okkaido che a Nozawa Onsene e a Minakami le piste sono splendide)
Park City
La palma d’oro nell’organizzazione family friendly va senza ombra di dubbio ai francesi, ma questo ormai è noto, loro fanno tanti bambini e in cambio ovunque trovano strutture adeguate alle loro famiglie numerose. Qui non ce n’è per nessuno… Nidi per accogliere i piccoli sulle piste con mille attività di approccio alla neve, corsi di sci per i piccolissimi in aree apposite con percorsi divertenti ( finchè non escono dal recinto ludico possono sciare per il piacere di farlo, e poi dopo, quando affrontano il duro mondo di skylift e affini che vengono sottoposti alla legge della stelletta!).

e arriviamo a quello che mi sta più a cuore, la parte gastronomica della giornata sciistica, perchè diciamolo, si scia , ci si diverte, ma tutto questo sport apre l’appetito e all’ora di pranzo mangiare qualcosa di buono fa piacere…. e qui entrano in gioco tanti ma, perchè francamente, senza voler essere sciovinista, come si mangia sulle piste italiane, non si mangia in nessun altro posto (stesso discorso vale per l’autogrill…)
Bardonecchia
Ma vogliamo paragonare la focaccina al lardo con l’hamburger con bacon e formaggio mediocre? ma vogliamo affiancare la nostra polenta e salsiccia con la soba fumante di giapponese memoria?
La prima volta che in Giappone sono entrata in un ristorante sulle piste, mi sono detta che ci son proprio abitudini che si radicano in noi, l‘odore di zuppa giapponese e la vista di onigiri ( riso avvolto nelle alghe, una sorta di panino) accettabili in ogni altra situazione, non si avvicinavano per nulla alla mia idea di pasto montano, succulento e energetico.
Park city
Anche qui in America il pasto sulle piste mi lascia perplessa, specchio assoluto delle loro peggiori abitudini alimentari, tutto è grasso, unto e in porzioni assolutamente esagerate. La cosa forse più commestibile il chili con carne, ma anche qui vogliamo paragonarlo allo spezzatino con polenta?
Comunque si sopravvive lo stesso e alla fine anche sciando si impara qualcosa di nuovo sul paese che ci ospita, sulle sue abitudini, sui suoi difetti e sui suoi pregi. Scivolando tra una pista e l’altra, scivoliamo un po`di più nella sua essenza e ne facciamo volenti o nolenti sempre più parte….anche se la goduria assoluta della mia focaccina a Pian del Sole  rimane insostituibile da una parte o dall’altra del globo! ( se poi è seguita da un espresso, non c’è storia…..)



2 commenti:

Mamme nel Deserto ha detto...

Che bello leggere i tuoi confronti di piste da sci in giro per il mondo!

pinguino ha detto...

io non dovrei lamentarmi della neve. qui in svizzera abbiamo le piste dei campionati del mondo, solo non amo sciare (non ridere ma dopo i 30 ho scoperto di soffrire di vertigini, più gli anni passano e più peggiora :-( )
quindi mi godo i ristoranti e hai ragione le polente concie, funghetti al sugo e torte dei rifugi italiani qui non ci sono! l'unica cosa che adoro sono i maccheroni delle Alpi, con mele, panna e cipolle, quelle non mancano mai nel menù bambino dei rifugi. Quando sciavo non sopportavo nemmeno io l'idea molto competitiva dello sci, qui i bambini a 8 anni sono già piccoli campioni, sciano fuoripista come matti e a me facevano molta paura 😳