mercoledì 10 dicembre 2014

Parrucchieri in giro per il mondo!

Quando si vive all'estero, anche dopo anni e anni, si sente comunque, per certe cose, la mancanza di casa.... Ovviamente al di là degli affetti lasciati in patria, e anche al di là di mozzarelle, stracchini e salami nostrani. Con la mancanza dei primi si convive, ci si aiuta con Skype, FB e compagnia, con i secondi si capisce in fretta che si può vivere senza, o semplicemente attraversare mezza città e pagare uno sproposito... Ma c'è di più, e ci riflettevo questo pomeriggio seduta dal parrucchiere. 
 Ma come ci si abitua ai parrucchieri non nostrani? Io giuro, in quasi 18 anni, ci ho provato, ma non ci riesco e rispetto ai posti precedent in cui ho vissuto, qui ho avuto la fortuna di trovarlo in mio parrucchiere italiano.... E meno male, perché se 18 anni fa, con la freschezza dei miei 27 anni, i miei capelli sopravvivevano serenamente a mesi e mesi lontano da forbici & Co, adesso con quei filetti bianchi che spuntano qua e là, un intervento un po' più frequente è necessario. E benché adori il mio parrucchiere torinese non posso rimanergli fedele in eterno.... a 10000KM
Qui in America agli inizi ero nel panico, prima di scoprire l'esistenza dell'italico coiffeur. Ero nel panico perché vedendo i panettoni natalizi delle americane, proprio non mi ci vedevo a rischiare di ritrovarmi conciata così, e unica alternativa erano asiatici parrucchiere ai quali purtroppo, dopo la mia tragica esperienza Giapponese, non affiderei neppure taglio e piega della barbie di mia figlia.
Eh si perché in Giappone un giorno mi venne il ghiribizzo e la curiosità di provarci, dicendomi, forza, tutto sommato vivi qui, non puoi continuare ad aspettare il rientro a Torino per avere una teste decente. Grosso errore, uscita dal parrucchiere, dopo qualche lacrima di sconforto, mi lavai i capelli con vigori, il che tolse la piega, ma non il taglio sconfortante....
Ovviamente non ci fu altra esperienza, ne in Giappone ne in India, e ammetto che anche a 
Parigi sono stata sempre reticente a mettere le mie chiome nelle mani di uno sconosciuto....e di bravi parrucchieri dovevano pur essercene, l'unico timido tentativo a tariffe spropositate,  mi ha lasciata  con l'amaro in bocca: dopo due ore dal coiffeur, abbastanza fiera del mio primo colore,  del taglio e della piega, incontro un'amica che si complimenta, poi mi guarda bene e mi dice "ma il colore non è mica fatto tanto bene" notare che 5 anni fa dovevo avere circa dieci capelli bianchi a contarli tutti, non coprirli era una sfida all'incompetenza....ARGH!
Il risultato è stato " rassegnarmi" ai capelli lunghi, lunghissimi, ai quali poi mi sono abituata!
Il punto comunque non è tanto il mio rapporto teso con i parrucchieri non nostrani, quanto il come si diventi,in fondo, esigenti e abitudinari, quando si ha conosciuto un tipo di approccio, si fa fatica a cambiare. Trovo che sia lo stesso un po' anche con il modo di vestire, ci si adegua al clima, al paese, magari anche allo stile più easy, ma sul fondo si resta legati alle proprie origini, e c'è poco da dire ma noi italiane ovunque ci facciamo notare, le scarpe, il taglio di capelli, il modo di fare, che ne pensate?

6 commenti:

Mimma Zizzo ha detto...

D'accordissimo su tutto. Qui c'è un parrucchiere ogni 10 metri ma spesso il livello è sconfortante senza contare che pure qui vanno i capelli gonfi. Io giulietta poi sono figlia di Parrucchieri. Ti do ragione pure sui vestiti...a me mi fermano sempre per le scarpe ! Un abbraccio

Drusilla Galelli ha detto...

Anch'io concordo su tutto. Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con i parrucchieri del Kuwait, preferivo aspettare il mio rientro ma arrivavo in condizioni pessime.
Comunque il nostro stile e' inconfondibile, gli stranieri capiscono subito che siamo italiani!

pinguino ha detto...

beh Giulietta ti capisco, io sono la donna meno interessata ai suoi capelli che conosco, per quanto mi riguarda mi sono fatta tagliare i capelli dovunque ormai..ho provato parrucchieri italiani in Svizzera, bravi ma non come il mio in Italia, alla fine sono finita con una parrucchiera svizzera che mi fa colore e taglio come dice lei ma che piace anche a me. Non sono esperta ma ho amico parrucchiere che mi ha fatto conoscere tagli di vidal sassoon, bene la parrucchiera Svizzera ha fatto i suoi corsi quindi ha un metodo! certo pago uno sproposito rispetto ad altri posti, ma ci vado il giusto e in Italia da un bravo parrucchiere i prezzi erano ormai analoghi! inoltre chiacchiera con me in dialetto svizzero, incomprensibile a volte ma molto utile per l'integrazione..prima o poi dovrò capire cosa mi dicono, parlarlo a meno di un trapianto di trachea Svizzera la vedo dura ;-)

valentina corino ha detto...

Stessi timori anche a me le pettinature che sembravano copia di quelle in Dinasty mettevano non poco timore. Per fortuna per ora ho trovato, almeno taglio e colore mi trovo bene, sulla piega dobbiamo ancora trovare un accordo, ma diciamo che una volta che lavo via i quintali di lacca e li sgonfio posso sopravvivere

Claudia Pessarelli ha detto...

Giovedi` andro` da un parrucchiere nuovo. Shauna promette bene ( ho dovuto chiedere un parrucchiere che sapesse tagliare i capelli ricci) speriamo. Ormai neanche io posso piu` sopravvivere con un taglio all'anno, ne` con un colore decente fatto in Italia d'estate, ma dopo 19 anni all'estero non ne ho ancora trovata una decente o uno..e appena li vedo tenere la forbice in mano vorrei poter scappare e sono gia` pentita ancora prima di vedere il risultato finale. a settembre fresca di taglio italiano sono stata fermata da una ragazza che mi ha chiesto chi mi aveva fatto quel taglio cosi` bello...allora si vede davvero!!!

Luxor ha detto...

In Giappone ho trovato molto gradevole il massaggio sulla testa e sulle spalle che ti fanno dal parrucchiere, trovo che sia un usanza bellissima 🙂