lunedì 15 luglio 2019

Educare al gusto

Quando Federica aveva poco più di un anno grattava con i suoi quattro dentini le tartine di foie gras che reclamava al ritmo di suadenti “encore” porgendoti il pane perfettamente ripulito. Non fu semplice farle capire che anche il pane andava mangiato. Sempre lei prima di avventarsi sul formaggio chiedeva l’ordine con il quale avrebbe dovuto affrontare i vari tipi che in modo preciso si era fatta mettere nel piatto.
Appena arrivata a Tokyo la nostra primissima cena fu di sashimi e il trio non si tirò di certo indietro... va da se che le alghe secche diventarono rapidamente la merenda preferita di Camilla, tre anni.

E così negli anni al ritmo dei paesi in cui abbiamo vissuto e dei tanti che abbiamo visitato, il palato delle ragazze si è formato preciso e sicuro e, direi anche,a sprazzi, un tantino pretenzioso ( in senso positivo). Da sempre si sono avvicinate al cibo con una curiosità eccezionale per la loro giovane età, condividendo con noi il piacere della scoperta di una cultura attraverso uno dei suoi elementi principali: la cucina come somma espressione del suo essere.
In un certo senso abbiamo creato dei mostri da sempre attratte da ciò che e buono e curioso. Già quando erano veramente piccine era un piacere condividere una buona tavola e durante le nostre scoperte gastronomiche cercare di cogliere i dettagli necessari per riprodurre poi gli stessi piatti una volta a casa.
Adesso che sono grandi hanno sviluppato una sensibilità in cucina e a tavola assolutamente entusiasmante.
Un paio di sere fa ci siamo concessi l’ennesimo ottimo ristorante di queste nostre vacanze estive e viverlo con loro attraverso i loro commenti è la conferma che abbiamo allevato palati abili e curiosi e questo trovo che sia una parte fondamentale dell’educazione che diamo ai nostri figli. Educare al gusto va di pari passo con il trasmettere loro il piacere per una buona lettura, per la contemplazione di una bella opera d’arte, per la capacità di estasiarsi di fronte ad un bel paesaggio, fa parte dei nostri doveri come genitori... 

Quando vedo bambini al ristorante davanti ad un video e per nulla coinvolti in quello che stanno mangiando e che semplicemente ingurgitano inebetiti, mi dispiace per loro e per gli adulti che gli accompagnano incapaci di cogliere un momento prezioso di condivisione.

domenica 7 luglio 2019

Viaggio in Italia, terza tappa: Matera

La prima impressione è quella di avere di fronte ai nostri occhi un presepe gigante e vivente. Ecco Matera, la nostra terza tappa di questo giro italiano.
Prima volta per tutte e quattro da queste parti, scoperta incredibilmente piacevole di una terra sconosciuta che mi incuriosiva. 

Matera capitale europea della cultura 2019, patrimonio mondiale dell’Unesco dagli anni novanta, splendida città, una delle più antiche al mondo abitata fin dal paleolitico, circondata da paesaggi incredibili.
Siamo arrivate a Matera piene di aspettative, tutte centrate in pieno, avevamo letto e riletto la sua storia, il suo diventare una città moderna e culturalmente interessante dopo essere passata da una completa ristrutturazione della sua parte più antica, quella dei Sassi.



I Sassi, caveoso e baresano, i due quartieri più antichi della città, negli anni cinquanta e sessanta furono completamente svuotati dei loro abitanti, rilocati in una zona di case popolari per toglierli dall’insalubrità delle due zone vetuste e poverossime. Fu dura per gli abitanti che di colpo si ritrovarono in un posto nuovo senza più quelle sicurezze date dalla vita conosciuta e dai vicini che costituivano un punto di riferimento. 
Abbiamo visitato una delle quattro case cava visitabili, dove è stato ricostruito l’interno delle abitazioni in uso fino ad allora, abbastanza impressionante pensare che negli anni sessanta ci fossero famiglie intere che vivevano in situazioni di degrado tali.


Abbiamo chiacchierato con la ragazza che vendeva i biglietti della casa cava che abbiamo visitato ( e veramente raccomando una visita), ci ha raccontato di suo nonno e della vita nei sassi nel tempo passato, dell’insalubrità dei luoghi, delle famiglie numerose accalcate con gli animali in questi ambienti senza acqua e con la sola luce che entrava dall’apertura dell’ingresso.
I Sassi una volta risanati non vennero restituiti ai vecchi abitanti e pian piano vennero riacquistati da artisti stranieri che  li ripopolarono, oltre che da locali. Oggi come oggi ci sono bed and breakfast ad ogni angolo, soprattutto nella parte del Sasso Baresano.
Mi ha entusiasmata questa capacità di recuperare una zona antica ma fatiscente e di fane un punto di notevole interesse storico. Ci vuole una buona giornata per visitare i Sassi, tenendo anche conto del caldo in estate e del continuo sali scendi sotto il sole. Ad ogni passo la voglia di fermarsi per immortalare dettagli, ogni punto panoramico cattura la nostra stupita attenzione, le chiese e le chiesette rupestri sono di una bellezza incredibile.
E ovunque si respira modernità mista a tradizione, cultura e voglia di proiettarsi verso il futuro, cogliendo quello che di positivo e interessante la città ha e ha saputo valorizzare.
Dal punto di vista pratico:
Visite 
I sassi: noi abbiamo preferito girare da sole, ma ci sono tantissimi tour proposti. 
Le chiese rupestri: Santa Lucia delle Malve, Santa Maria de Idris e San Giovanni in Monterone ( praticamente due chiese in una) San Pietro Barisano. Si può fare un unico biglietto cumulativo da presentare ad ogni visita. Sono splendide. Quella di San Pietro ospitava una mostra molto bella.
Casa grotta: ce ne sono 4 visitabili, la nostra era ne sasso baresano, accoglienza molto cordiale, prezzo fatto alla faccia del cliente ( ufficialmente 2 euro a persona).
Il duomo: restaurato nel 2016, risalente al XII secolo, con interno barocco.  Stupenda vista sui sassi dsl suo piazzale.
Palombaro lungo: sotto la piazza Vittorio Veneto, enorme cisterna scavata nella pietra nel sedicesimo secolo e le cui pareti furono ricoperte di cocciopesto ( miscuglio di calce, pietra vulcanica e terracotta polverizzata). Visita guidata, circa 30 minuti. 

Ristoranti
Si mangia bene e a prezzi veramente onesti
Prima cena all’osteria Malatesta, via San Biagio, 45, cucina locale semplice con prezzi veramente onestissimi. Terrazza esterna.
Pranzo da Arturo, piazza del sedile 15, posticino piacevolissimo ideale per il pranzo, possibilità di comporre il proprio panino, taglieri di salumi e formaggi, torte sfiziose di verdura.
Seconda cena: La Gatta Buia, via delle Beccherie, 92. Ottima tavola in un ambiente curato con personale molto attento. Maialino su vellutata di peperoni gialli, melanzane alla parmigiana rivisitate con gelato di pomodori, in dessert un cannolo fatto con pane tipico di Matera e una ricotta profumata all’arancia, divino!

Hotel: noi eravamo a due passi dai Sassi all’hotel San Domenico al Piano, in un bellissimo appartamento suite con colazione ottima e servizio perfetto. 
Mille bed and breakfast un po’ ovunque.


giovedì 4 luglio 2019

On the road italiano, seconda tappa: costiera amalfitana , Pompei, Ercolano, Paestum

Seconda tappa del nostro viaggio: la costiera amalfitana.
Da dove incominciare ... dallo splendore di questi posti, con la strada tortuosa a picco sul mare? Dai villaggi arroccati ? Dai ristorantini fuori dai circuiti turistici? Dal mare cristallino?


Tutto mi ha conquistato in questo angolo d’Italia che conoscevo un po’ meno. Sono venuta da queste parti da bambina e non ci sono più tornata, ed è un po’ come una prima volta, anche se a sprazzi i ricordi vengono fuori leggeri. Ricordi di sapori, colori, piccole immagine archiviate nella mia memoria che adesso prepotentemente tornano in superficie e si mischiano con le nuove.
Mi piace questo ritorno in posti che mi hanno vista bambina, mi piace questo rivivere luoghi accompagnata dallo sguardo curioso delle mie ragazze.
Amalfi


La strada tortuosa attraversa villaggio dopo villaggio, ognuno con le proprie caratteristiche, giù in basso il mare è spettacolare. Guidare è un incubo, almeno per le prime ore, poi si prende la mano, anche se i locali non agevolano la cosa, strombettando al primo rallentamento, superando in curva, facendo manovre inimmaginabili, il tutto condito da autobus di linea, motorini con carico umano mai visto, 
disinvolti corridori che sfidano traffico e temperature estive. Stretti tra la parete di roccia e il mare a picco ci vuole un po’ per essere a proprio agio!
Noi abbiamo fatto base a Maiori, un po’ al di fuori del caos 
delle più note Amalfi e Positano, ma ottimo punto di 
partenza per le nostre scorribande.
Residence gradevole legato all’hotel due Torri, con una vista spettacolare ( il residence è ad un centinaio di metri dall’hotel, appartamentini puliti con una bella vista). Il centro di Maiori è raggiungibile a piedi e così il porto dove prendere i battelli per Amalfi e Positano,piacevole andarci in barca per godere meglio della costa, adoro osservare la terra dal mare, sarà il mio dna da velista! ( è possibile anche prendere i battelli giornalieri per Capri)
Due giorni pieni e due mezze giornate da dedicare a questi posti meravigliosi. Diciamo che siamo abbastanza 
soddisfatte del programma, anche se il ritmo non è stato di tutto riposo.
Arrivando da Siena nel pomeriggio ne abbiamo approfittato per un primo bagno nelle acque cristalline e due passi per sgranchirci le gambe. La sera ci siamo avventurate verso Amalfi e siamo salite per una strada tortuosa e troppo trafficata vista la larghezza ( per i miei gusti), fino a Pogerola di Amalfi, un piccolo borgo arroccato dal quale si 
gode di una vista spettacolare. A Pogerola ci siamo innamorate della Trattoria da Rispoli, una di quelle tavole semplici e genuine, gestite con la stessa semplicità e genuinità, diventate ormai rare. Una terrazza piacevolissima dove gustare piatti locali cucinati con amore. Dai cannelloni 
agli sciagliatielli, dal fritto misto di paranza alle alici con scamorza, tutto non solo buono, ma speciale, e condito dalla simpatia delle proprietarie, sorelle, una in cucina e una al servizio, accompagnate dalla nipote. Ci è talmente piaciuto che ci siamo tornate anche la sera successiva, accolte con calore, dilungandoci a chiacchierare con i commensali del tavolo vicino, in un’atmosfera che è esattamente quella che voglio che le mie figlie conoscano, il nostro lato italiano conviviale e simpatico.
Ciliegina sulla torta a Pogerola c’era la festa del paese, la prima sera con danze e musiche, la seconda con la 
processione, unico neo parcheggiare una specie di incubo!
Il nostro secondo giorno in costiera abbiamo preso il battello da Maiori a Amalfi, ( venti minuti scarsi) dove dopo un bagnetto necessario per rinfrescarci abbiamo fatto un giro. Troppi turisti e un numero eccessivo di posti messi lì per gabbarli, peccato perché la cittadina è splendida. Abbiamo faticato non poco per trovare un posto dove mangiare senza menù declinato in 10 lingue diverse e 
soprattutto con piatti che fossero genuinamente locali... alla fine siamo state premiate e abbiamo mangiato molto bene e leggero bordo spiaggia da Marina Grande ( tra l’altro consigliato dalla guida Michelin).



Dopo pranzo abbiamo preso un pullman per Ravello ( di solito uno ogni mezz’ora, tranne all’ora di pranzo, giustamente in pausa pranzo). Il giro in bus è stata sicuramente un’esperienza formativa, già per salirci il nostro allinearci alla svedese sembrava un lontano ricordo, l’aria condizionata perdeva colpi, i poveretti rimasti in piedi cercavano alla bel e meglio di non cascare per terra, aggrappati come potevano mentre avanzavamo a velocità sostenuta su su verso Ravello... trenta minuti di ansia.
Ma anche qui ne valeva la pena, Ravello è splendida, piccola perla arroccata che dall’alto guarda il mare, non è difficile capire il perché attirasse in passato artisti di varia provenienza. Fu proprio a Ravello nei giardini e nella calma di Villa Rufolo che Wagner trovò l’ispirazione per il suo Parsifal. Devo dire che questa villa che guarda il mare dall’altro offre dai suoi splendidi giardini uno  spettacolo da togliere il fiato. Abbiamo visitata la villa, i giardini, la torre museo, per poi passeggiare per il borgo fino al convento di Santa Chiara, dare un’occhiata a villa Cimbrone, prima di avventurarci nella nostra discesa a piedi da Ravello ad Amalfi. Cinque chilometri di gradini, con qualche sentiero, una vista incredibile ad ogni passo, una lenta discesa verso il mare avvolti nella natura. Faceva caldo, avevamo i piedi 
doloranti, ma alla fine siamo state veramente felici di questa nostra passeggiata (gambe doloranti a parte il giorno dopo). Lungo il sentiero ci sono le indicazioni per Amalfi e Minori, circa  un’ora per Amalfi e 50 minuti per Minori. In fondo prima di Amalfi siamo passate nel pittoresco borgo di Atrani, un’altra delle perle di questa costiera. Un tunnel pedonale  collega Atrani con Amalfi e sbuca praticamente alla spiaggia, dopo lo sforzo della passeggiata, il conforto di un bel tuffo prima di riprendere il battello verso Maiori. ( orari 
un po’ aleatori, ma fa parte dello charme di questi luoghi). 
La giornata successiva è stata intensa: Pompei e Ercolano una in fila all’altra con temperature veramente elevate. Qui i ricordi sono venuti in superficie in modo netto, ho rivisto la me bambina conquistata da queste cittadine di un tempo. Pompei era piena di turisti ( i cittadini dell’Unione europea hanno tariffe speciali, 2 euro tra i 18 e i 25 anni, gratuito per i minori di 18 anni), Ercolano praticamente deserta... ma è anche vero che il sole era a picco e forse non facilitava la visita...


Abbiamo camminato, bevuto litri di acqua, sudato in abbondanza e soprattutto abbiamo veramente goduto di ogni edificio, passaggio pedonale, iscrizione. 
Fuori dal sito di Pompei una specie di incubo, ad ogni passo ti vogliono vendere, tour, pizze dall’aria mediocre, menu turistici di dubbia qualità. Sono fastidiosi o forse non sono più abituata a questo insistere continuo, in contrasto con la gentilezza squisita che si incontra da queste parti.
Mangiare intorno al sito archeologico è il modo più rapido per farsi prendere per il naso... ci siamo allontanate un po’, come sempre guidate dalla nostra preziosa guida del  Routard, che come sempre in fatto di ristoranti non sbaglia un colpo. A dieci minuti a piedi un posto fantastico, nel quale forse non saremmo entrate se non avessimo avuto 
piena fiducia nella nostra guida: Todisco, una sorta di tavola calda con piatti ottimi e accoglienza piacevolissima: verdure in vari modi, melanzane alla parmigiana, ottima mozzarella, il tutto in un giardinetto ombreggiato e piacevole nella sua semplicità!
L’idea dopo le varie visite dei siti archeologici era di passare da Positano ma alla fine la stanchezza a preso il sopravvento e terremo Positano per un prossimo giro da queste parti.
Ultima mezza giornata in zona abbiamo deciso di dedicarla a Paestum, piccola deviazione sulla strada per la nostra tappa successiva che sarà Matera.
Sito archeologico meraviglioso e perfettamente mantenuto. anche qui tariffe speciali per residenti EU e gratuito sotto i 18 anni. La campagna intorno a fare da quadro costellata da mille aziende agricole dove la produzione delle mozzarelle la fa da padrone. Pranzo veramente ottimo nel ristorante del caseificio Barlotti, dove producono sensazionali mozzarelle di bufala, servite insieme ad altre prelibatezze tra cui i gelati di bufala.
Lasciare tutto ciò alle spalle non è semplice ma il nostro on the road deve proseguire, non dimentichiamo che la nostra vacanza salentina ci aspetta alla fine di questa prima parte di viaggio!

Considerazioni generali e pratiche:
Scendere in auto dal nord al sud Italia misura, purtroppo, la temperatura del nostro paese, strade meno ben mantenute, autogrill fatiscenti, toilette con sciacquoni funzionanti random....
La cortesia è ovunque, conferma la mia tesi che la gente del sud ha la mano sul cuore ed è molto più simpatica ( detto da una torinese che vive in Svezia vale doppio).
Se si esce un po’ dai circuiti veramente turistici si può mangiare molto, ma molto bene a prezzi veramente onestissimi.
Dove mangiare:
Trattoria Rispoli via Riulo, 3 Pogerola di Amalfi
Marina Grande viale della Regione, 4 Amalfi
Caseificio Barlotti via Torre di Paestumi, 1 Licinella 
Pasticceria Sal de Riso via Roma ,80 Minori
Todisco piazza Schettini, 19 Pompei