venerdì 23 agosto 2019

Un agosto di tanti anni fa

Giornate intense come sempre quelle di fine agosto negli ultimi anni.
Se guardò indietro nella memoria del blog traslochi, partenze, installarsi continuo.
Ad agosto siamo sempre arrivati in un nuovo paese, abbiamo mosso i primi passi incerti in Giappone, in India, in California e anche qui in Svezia. Ad agosto sono partite le ragazze, prima Federica, poi Chiara. Io le ho seguite per installarsi serenamente, per godermi ancora quei pochi attimi, per lasciarle andare piano.
Agosto è un mese che per anni e anni è stato sinonimo di vacanze spensierate, quell lunghe vacanze da bambina a godermi il tempo con leggerezza. Quelle altrettanto lunghe da adolescente quando rimanevo al mare fino all’ultimo giorno prima del rientro a scuola. Quelle un po’ meno lunghe dei primi passi nella mia vita da adulta. Quelle ritmate dalla scuola delle mie bambine. Agosto intenso e caldo. 
Poi è arrivato quell’agosto. L’agosto in cui ho perso mio padre. L’agosto che per sempre rimarrà impresso nella mia memoria come il periodo più brutto della mia vita.
Ogni 24 agosto riapre in un modo o nell’altro una ferita mai chiusa e che credo non si chiuderà mai. Ogni 24 agosto e nel suo avvicinarsi ripenso ad allora, a quei momenti, a quei giorni che hanno preceduto il suo chiudere gli occhi, alla giovane donna che ero allora sommersa da un dolore che mi sembrava troppo grande. Ripenso agli occhi di mia figlia maggiore che non aveva allora ancora sei anni, al dolore immenso che vi leggevo dentro, troppo grande per me in quel momento annientata com’ero dal mio di dolore.
Avevo trentatré anni, ero una donna adulta, indipendente, avevo la mia vita lontana, le mie bambine da accudire, ero felice, di quelle felicità senza ombre, di quelle felicità pure. 
Poi lui se n’è andato, ha chiuso gli occhi e il suo respiro affannoso, quel rantolo assurdo che precede la morte, si è trasformato in un silenzio assurdo. Neanche le nostre lacrime hanno avuto la forza di romperlo.

Siamo rimaste inerti, incredule, sole, anche se eravamo insieme li, tre donne adulte, tre mamme, una nonna, due figlie. Eravamo di colpo sole.
Sono passati 16 anni papà, 16 lunghi anni, in cui da giovane mamma mi sono trasformata in una donna di mezza età, con figli che lasciano il nido, che volano da soli verso vite che sono sicuro ti sarebbero piaciute.
Le mie bambine sono diventate grandi e ti assicuro che saresti estremamente fiero di come sono, testarde, piene di ideali, curiose di tutto.
Noi abbiamo girato il mondo, abitato in posti diversi e ogni volta sai ti abbiamo portato con noi, in ogni nuova casa la tua foto è la prima cosa che viene appesa, li sul frigo, perché ti voglio sott’occhio sempre.
Incredibile quante cose si possano fare in 16 anni, quante cose costruire, quanti progetti possano essere realizzati.
Incredibile come nonostante tutto il dolore sia però sempre lì, presente, e ogni tanto mi colpisca, venga fuori come se fosse ieri. Dicono che il tempo aiuti, si certo in un certo senso è vero, ma non completamente.
Ogni volta che faccio qualcosa, che prendo una decisione, o ancora di più che qualcosa succede un 24 agosto, penso che tu sia lì a proteggermi, a tendermi la mano, a rendermelo un giorno lieve, un giorno più felice degli altri, perché l’inizio di un qualcosa, di una nuova storia, di un capitolo nuovo della mia vita.
Papà ogni tanto mi fa rabbia pensare che tu te ne sia andato, che tu abbia perso tutto di questi 16 anni, che tu non abbia vissuto altre feste di Natale, di compleanno, sai di loro sei, di quei sei piccoletti che composti con gli occhi lucidi, seguivano la tua bara, cinque ormai sono grandi e la biondina lo è quasi anche lei, una è anche mamma, incredibile vero, si perché la mamma è bisnonna e tu saresti stato pazzo di gioia all’idea di diventarlo.
E noi le tue ragazze non siamo tanto più ragazze, ma va bene lo stesso.
Ecco ci hai fatto un bello scherzo ad andartene così nell’agosto più afoso di sempre, 16 anni fa.....

Grazie per tutto quello che mi hai dato nei 33 anni in cui sei stato il mio papà, e grazie per quello che ancora mi dai da quando hai chiuso gli occhi per sempre, ti voglio bene!

lunedì 19 agosto 2019

Di primi giorni di scuola e figli che crescono

Ieri è ripresa la scuola qui in Svezia. Ieri mattina andando a pilates ho visto bambini sorridenti fotografati sul marciapiede da mamma più sorridenti ed emozionate di loro. Per 19 anni ho compiuto gli stessi gesti nei 19 primi giorni di scuola che si sono susseguiti dal settembre 2000. Per 19 anni tra agosto e settembre ( secondo i paesi in cui abbiamo vissuto e le scuole che hanno frequentato) ho tenuto mani che diventavano sempre più grandi, ho visto passi più o meno incerti varcare portoni, ho atteso il suono della campanella per voltarmi e andare via. Per 19 anni ho colto l’attimo in un susseguirsi di scatti che rivisti uno dopo l’altro testimoniano il crescere inesorabile delle mie ragazze.
Domani per la diciannovesima volta da quando sono mamma, sarà il primo giorno di scuola. Un primo giorno speciale, l’ultimo primo giorno per Camilla, che dal prossimo anno prenderà il volo per i suoi studi universitarie. Un primo giorno che da tre anni è solo il suo. Tokyo 2005, se non ricordo male era il 5 settembre, Camilla è entrata alla scuola materna per la prima volta ( dopo tanti anni di asilo nido e tanta voglia di cominciare qualcosa da grande). Aveva 3 anni, una piccolissima cartella rossa di Diddl, personaggio che andava di moda allora tra le bambine, Avevano tutte e tre una cartella Diddl, le sue sorelle più grandi, Chiara cominciava la prima, Federica la terza. I capelli biondi le incorniciavano un visino allegro e felice.
Tokyo settembre 2005
Domani non so ancora se camminerò fino a scuola con lei o se deciderà di camminare da sola. Domani sarà sicuramente contenta di riprendere il suo ritmo dopo la nostra bella estate. Domani sarà agitata perché incomincia un anno che sa che sarà intenso, faticoso, stressante. Anche per lei domani sarà un po’ come chiudere un cerchio e prepararsi ad aprire un nuovo capitolo.
Domani farò una foto, l’ultima per lei di un primo giorno. Domani forse avrò un piccolo groppo in gola, non tanto per l’ultimo giorno in sé, ma per la rapidità con la quale sono cresciute. Domani so che l’in bocca al lupo che dirò sarà ancora più speciale, un in bocca al lupo per un anno che ricomincia, per un futuro che è lì ormai a due passi, per dei sogni che si realizzeranno in fretta.

In bocca al lupo amore mio, che il tuo anno sia eccitante, ricco di scoperte, pieno di gioia e divertimento!

venerdì 16 agosto 2019

5 musei da scoprire a Stoccolma

Poco prima di arrivare in Svezia, una ragazza conosciuta in California, reduce da un’esperienza di vita a Stoccolma molto positiva, mi parlò del cosa fare nella città scandinava nelle lunghe giornate d’inverno. I musei sono uno di quei posti nei quali rifugiarsi quando fuori fa freddo, buio, piove, ma anche per ripararsi dal sole quando fa troppo caldo e ritrovarsi a contemplare un lato diverso della città. Ci sono oltre ottanta musei a Stoccolma
Ecco i miei preferiti.
Uno dei musei più belli per me è Fotografiska a Södermalm, che ospita mostre temporanee dei più grandi fotografi internazionali. Non sono mai stata delusa da nessuna mostra.
https://www.fotografiska.com/sto
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Dal ristorante del museo si gode di una vista splendida su Djurgården e il resto della città. Il ristorante è anche molto buono, consiglio di prenotare altrimenti è difficile trovare posto.

Moderna Museet un’altro dei miei preferiti, sull’isola di Skeppsholmen alla quale si accede a piedi dal ponte dopo il Museo Nazionale o in barca. Prima o dopo la visita del museo un giretto dell’isola si impone, è splendida in qualsiasi stagione!
https://www.modernamuseet.se/stockholm/en/
Esposizioni temporanee e permanenti.
Dal  ristorante si gode di una vista splendida. Si può accedere al ristorante anche senza visitare il museo e la vetrata panoramica vale il pranzo. Buffet a prezzo fisso con specialità svedesi tendenti al vegetariano. Ottimo rapporto qualità prezzo.
vista dalla terrazza
Molto adatto ai bambini e non solo il Vasamuseet sull’isola di Djurgården
https://www.vasamuseet.se/en
Il museo espone la famosissima nave da guerra destinata ad essere il fiore all’occhiello della flotta reale svedese e di guidare le aspirazioni espansionistiche della Svezia durante la guerra dei
Trent’anni. Il destino, accompagnato da un evidente difetto di progettazione, volle che il 10 agosto del 1628 alla sua prima uscita, dopo poco più di un venti minuti di navigazione a vele spiegate, la nave facesse naufragio. La nave venne recuperata alla fine degli anni cinquanta, grazie agli sforzi e alla testardaggine di un patito di storia navale svedese, un certo Franzén. Ci vollero cinque anni per riportarla in superficie. Dal 1990 la nave Vasa è esposta in un edificio appositamente costruito dal quale sputano i tre alberi visibili da lontano, ricostruizione degli originali.

National Museet
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Il museo nazionale riaperto da poco, completamente ristrutturato dopo cinque anni di lavori. Bellissimo edificio ottocentesco che racchiude un museo delle belle arti con una collezione di pitture e sculture di notevole livello. Tutte le opere vennero accumulate nei secoli dalla famiglia reale.
Dall’ultimo piano scendendo verso il pian terreno  una lezione di storia dell’arte in progressione nei secoli con alla fine uno spazio, piccolo certo, riservato al design svedese contemporaneo.
https://www.nationalmuseum.se/en/

Un altro imperdibile, anche se non per proteggersi dal freddo, dal vento e dal sole, in quanto all’aperto è Skansen sull’isola di Djurgården. Il più vecchio museo all’aria aperta del mondo, fondato nel 1891 da un certo Hazelius, professore specializzato in lingue nordiche, che aveva a cuore la tutela della cultura popolare e delle tradizioni del suo paese. Skansen è un museo etnografico vivente che espone abitazioni tipiche svedesi dal quattordicesimo secolo all’inizio degli anni 20 del novecento.160 edifici provenienti da diversi posti della Svezia e tutt’intorno personaggi, reali, in costumi tipici. Un vero tuffo nella Svezia che fu! In periodo natalizio uno splendido mercatino con’prodotti tipici e la possibilità di mangiare in loco, se si sopravvive al freddo, scaldandosi le mani con una salsiccia d’antan!
mercatino a Skansen
https://www.skansen.se/