martedì 19 giugno 2018

Midsummer

Quest’anno mi perderò i festeggiamenti di midsummer a Stoccolma, la notte più lunga dell’anno qui è accolta in modo del tutto particolare, giorno di festa, di ritrovarsi in famiglia, e come dicono gli svedesi, terza occasione dopo Natale e Pasqua per rimangiare tutto quell’insieme di piatti che già nel loro elencarsi fanno festa: le aringhe all’onore, in molteplici vesti, come il salmone, crudo o cotto che sia.
Il senso di questo festeggiare è tutto nell’importanza dell’enorme quantità di luce che toccherà il suo apice il 21 giugno. In un Paese in cui l’inverno è lungo, freddo e poco luminoso, e le notti man mano che si sale verso Nord diventano ancora più lunghe e scure, quasi eterne, festeggiare la luce e approfittarne mi sembra una giusta evidenza.
Queste lunghe giornate che rendono le nostre notti primaverili ed estive brevi e mai completamente buie, sono attese con trepidazione da quando al giro di boa del giorno più corto dell’anno i minuti incominciano a rosicchiare  buio offrendoci in cambio cieli sempre più luminosi.
cielo di mazzanotte nel nord della Svezia

Arrivata a fine dicembre un’amica mi disse, il più duro è dietro di noi, da adesso in poi sarà un continuo allungarsi, ogni minuto di luce in più ci regalerà le  energie necessarie per uscire dall’inverno. È vero.
Queste giornate che non hanno mai fine, dove il buio non è mai buio, dove i ritmi del sonno sono completamente stravolti e ci si ritrova alle undici di sera con energie da vendere e abbastanza luce fuori dalla finestra per non aver voglia di chiudere gli occhi e lasciarsi andare a qualche ora di meritato riposo.
Il sole sorge alle 3:29 e ci saluta alle dieci passate, non lasciando il tempo al cielo di tingersi di nero e alle stelle di brillare.
Nel Nord poi non esiste neppure un accenno di notte.
Solo dopo un primo inverno qui, con le luci accese appena dopo pranzo, con la voglia di uscire presto appena il giorno fa capolino per fare il pieno di luce nelle poche ore che la giornata saprà offrirci, solo adesso colgo il senso di questo rinascere entusiasmante e graduale man mano che i minuti di luce si sommano e si arriva all’oggi in cui la notte non c’è.
Partirò da Stoccolma il 20 giugno e so già che qualche giorno dopo quando rientrerò le giornate pian piano si accorceranno inesorabilmente. Saranno certo ancora lunghissime e tiepide, ma anziché contare con entusiasmo i minuti che le allungano, tre o quattro ogni giorno, guarderemo quelli che le accorciano, con forse un po’ di nostalgia, ma anche finalmente con qualche ora di sonno in più da regalarci!

domenica 17 giugno 2018

Su al Nord

Un’anno fa erano le nostre ultime settimane in California a scandire il ritmo delle mie giornate, i giorni del trasloco si avvicinavano inesorabili, avevo l’impressione di vivere ogni istante come se fosse l’ultimo di un qualche cosa. Così era in realtà, a fine giugno di chiudeva la nostra avventura Californiana, il ritmo frenetico della Silicon Valley non avrebbe più fatto parte delle nostre vite, avremmo impacchettato cinque anni di vita e ricordi per tuffarci con un pizzico di follia in una nuova avventura.
Ero contenta di rientrare in Europa, ero eccitata di rituffarmi di nuovo in qualcosa di sconosciuto, attendevo con ansia di scoprire cosa di nuovo ed entusiasmante la mia nuova tappa di vita mi avrebbe offerto.
Eravamo arrivati in California con molte poche sicurezze e tanta follia, cogliendo al volo una proposta che di sicuro ci portava fuori dalla nostra zona di confort psicologico, lanciandoci senza paracadute in qualcosa di rischioso e un po’ pazzo. I primi mesi furono apnea, poi pian piano l’ossigeno tornò ad alimentarci e di colpo appigli e reti di protezione apparvero a rassicurarci e proteggerci. 
Quella sensazione eccitante che solo ti da un’avventura fuori dai sentieri tracciati però ci affascinò non poco e capimmo in fretta che quel tipo di adrenalina lì avrebbe potuto darcela soltanto un progetto altrettanto grandioso e folle, e ancora più grandioso e folle perché era anche il nostro....
Abbiamo lasciato la California incrociando le dita, sicuramente con l’esperienza giusta per riaffrontare quel nuovo salto, con la fiducia in un progetto che da un anno ormai si faceva strada, sempre meno insicuro, sempre più accompagnato dall’entusiasmo crescente.
Ieri in una cittadina sperduta nel nord della Svezia, quelle in cui il sole d’estate non tramonta mai, quelle in cui d’inverno la neve avvolge per mesi tutto, ieri ho capito come quel nuovo salto nel vuoto, quel nostro folle spostarci, sradicarci, trovarci sempre a ricostruire il tutto abbia un senso, il senso era lì davanti a me, un’equipe entusiasta di giovani che credono in quello che fanno, un’audience che crede che un futuro migliore per i nostri figli e per i figli dei nostri figli passi anche attraverso ai rischi di uomini così che vogliono cambiare il mondo con entusiasmo e passione.
Il futuro dell’energia ha fatto grandi passi oggi, passi importanti per rendere questo mondo migliore e sempre più vivibile!

Grande Northvolt!

sabato 9 giugno 2018

Crescere

Ormai la mia vita è un continuo susseguirsi di arrivi e partenze, tre figlie quasi grandi, due che studiano a diverse migliaia di chilometri da casa, la voglia di scoprire e partire che ci appartiene da sempre, un mix che mi regala continue emozioni di saluti, abbracci, momenti in cui ci si ritrova, ci si separa, ci si guarda scuotendo la mano un’ultima volta.
Camila ha preso il volo per New York, da sola, l’attendono due settimane di interessanti corsi per studenti liceali, ( questo ), oltre che sua sorella maggiore che per i primi giorni si occuperà di lei!
La guardo allontanarsi sicura attraverso i controlli di sicurezza, si volta un paio di volte, mi sorride, disegna nell’aria un cuore con le mani, ha l’aria di chi sa come muoversi, sa cosa fare, non ci sono insicurezze nei suoi gesti, ha sempre preso aerei, da piccolissima voleva fare la hostess, la hostess della compagnia giapponese Ana, per anni l’ha ripetuto come un mantra, poi ha cambiato idea, ma gli aerei e i viaggi fanno parte di lei.

Ha 16 anni e tutte le insicurezze dei suoi anni, ma ieri guardando le sue spalle allontanarsi, mi sono detta che è diventata grande anche lei, che questo anno a Stoccolma è stato l’anno del cambiamento, un anno speciale, particolare, in cui ha tirato fuori le unghie per rimanere a galla, in cui nonostante il fatto dei essere sola con noi, in un Paese nuovo, è stata brava, ha cercato di essere positiva, ed è maturata. succede cosi, vanno a letto la sera e la mattina di colpo te li ritrovi davanti quasi grandi.
Questo viaggio, questo corso, sono un po’ un premio per essere stata ancora una volta capace di adattarsi, di cogliere il grosso challenge di un nuovo cambiamento, di un nuovo atterraggio, di un nuovo confronto con un mondo da scoprire, dell'essere un po' figlia unica nel quotidiano, dopo essere sempre stata la piccola di casa.
La guardo partire, lei come le sue sorelle prenderà il volo sicura, arriverà in fretta il momento, non ho paura, so che lei sarà pronta e lo saremo anche noi, lo capisco quando si volta e mi sorride prima di sparire definitivamente nei corridoi di Arlanda, lo capisco osservando i suoi gesti, lo capisco vedendo la sicurezza con la quale cammina, lo capisco ascoltando me stessa  serena che l’osservo lontano testimone del suo crescere.