martedì 25 luglio 2017

Marocco 2017!

Eravamo stati in Marocco poco più di 18 anni fa, con una Federica piccolissima e una Chiara che si rivelò esistere poche ore dopo il nostro rientro a Parigi.
Abbiamo deciso di farne la metà delle nostre vacanze 2017, metà non troppo lontana per non sottoporre ancora Paolo a mille voli e mille fusi e metà facile da raggiungere per solo due settimane, dove unire relax e scoperta, il tutto condito da una cucina piacevole e saporita.
Prima tappa Marrakech: uno dei posti che volevo assolutamente vedere.

Per tre giorni il Muezzin ha scandito il ritmo delle nostre giornate, ci ha accompagnati nel nostro vagare da turisti in giro per i vicoli affascinanti della Médina.
Un misto di de sensazioni e odori mi ha fatto compagnia, un qualcosa che mi ricorda l'India nel caotico intrecciarsi di persone e motorette nelle strade. Miriadi di gatti e gattini al posto di mucche,  polli e cani randagi.

I negozietti di alimentari assolutamente improbabili si susseguono. La carne in attesa di  essere acquistata è esposta a caldo e mosche. Le ragazze storcono il naso, ricordo loro la macelleria di Chennai, dove, dopo un po, non mi accorgevo nemmeno più delle mosche che facevano da contorno.... È questione di abitudine....
Mi becco a pensare che tutto sommato l'espatrio in Paesi così mi intriga di più che quello comodo comodo che abbiamo appena lasciato dietro di noi e del super confortevole che ci si sta aprendo davanti.... Strano vero sentire la mancanza delle sfide che solo i Paesi meno ricchi di confort ti regalano...
Ma torniamo a noi e ai nostri giorni marocchini.
Tre notti in uno splendido Riad, coccolati con un ottima colazione, immersi in un'atmosfera che solo i posti così ti possono regalare. Colazione sulla terrazza, fine serata sulla stessa accarezzati da una leggera brezza rinfrescante.
Come sempre noi amiamo vagare senza piani precisi precisi, ci piace perderci nei posti, seguire strade che portano fuori dai sentirei turistici battuti, non ci fanno paura i ristorantini tipici senza menù turistici, dove vanno i locali.
Unico neo di questo vagare farlo con tre ragazze carine attira commenti e sguardi e le ragazze stesse erano un po' imbarazzate... Io con i miei anni gestisco forse meglio di loro queste situazioni e ne sorrido, ma a 18 -20 anni da più fastidio lo sguardo insistente e il commento non richiesto.
Da fare: 
Girare senza meta nella Médina, guardare in su e in giù, c'è sempre qualcosa di nuovo da scoprire. I vari souk si susseguono senza pause, vendono una accozzaglia di cose, alcune belle, altre super turistiche ... unica seccatura i venditori che ti si attaccano come mosche e ti fanno passar la voglia anche solo di soffermarti a guardare. Gettare un'occhiata può proiettarti in trattative lunghissime dalle quali uscirai pelato con due tappeti e 4 piatti!
Sorseggiare un tè alla menta su una delle tante terrazze dei bar intorno alla piazza Jemaa-El-Fna e da lì osservare la vita frenetica soprattutto dopo una certa ora quando le temperature scendono dolcemente. C'è di tutto dalle tatuatrici con l'henné, ai presunti incantatori di serpenti, dai venditori di succhi di frutta, agli ambulanti che vendono un mondo vario.
Visitare il Palazzo della Bahia, trascinandosi di sala in sala, ammirando i soffitti splendidi e l'armonia degli spazi, sedendosi all'ombra del giardino approfittando della quiete.
Fare un giro nella Medersa Ben Youssef, antica scuola coranica, che avrebbe bisogno di una netta ristrutturazione, splendido esempio di architettura arano andalusa. Fu la più grande scuola coranica del Maghreb, poteva accogliere 300 allievi che alloggiavano nelle 132 celle... Figlie mie non lamentatevi del vostro dormitorio di NYU, lusso e confort assoluto in confronto!
Passeggiare nel quartiere ebraico non lontano dal palazzo della Bahia, dove adesso di ebrei ne sono rimasti ben pochi.
Godere del panorama dalla terrazza del museo della Fotografia, la Médina , la città di Marrakech e l'alto piano dell'Atlas sono uno spettacolo sublime.
Dove mangiare:
Come ristoranti ne abbiamo fatti diversi, diciamo che dal punto di vista gastronomico il migliore è sicuramente Le Jardin, in un cortile ordinato e verdeggiante ottimi piatti di cucina locale. Buono ma soprattutto in un quadro gradevolissimo La terasse des épices, la specialità di Marrakech era forse un po' poco spezziata  per i nostri gusti. Nomad la terrazza dove si mangia è trepitosa, ottima cena ma servizio di una lentezza diabolica...
Veramente da fare una puntata all'hammam, noi abbiamo optato per uno più occidentale nella Spa l'Heritage, servizio super, un momento piacevolissimo.
Seconda tappa Essaouira, il relax che doveva essere e non è stato.
tipico ristorantino da turista fai da te munito di guide du Routard.... 
Ci siamo lasciati Marrakech alle spalle filando verso il mare direzione Essaouria.
Diciamo che su Essaouira riponevamo grandi aspettative, paradiso ventoso affacciato sul l'oceano con le sue mura e il porticciolo folcloristico, era stata scelta proprio per la possibilità di fare vela, surf, kite.
Il nostro piacere è stato in parte rovinato dalla disastrosa casa scelta, assolutamente non corrispondente a quello che ci saremmo aspettati. A pochi passi dal mare in una zona della Médina lasciata abbastanza all'abbandono, tra immondizia e caos, intrisa di umidità. Un antro buio e poco piacevole, che forse con un po d'impegno è spostata altrove sarebbe diventata la casa che doveva essere.
Un mix di feeling poco piacevoli ci ha fatto affrontare Essaouira con il morale sotto lo scarpe. Mai come quest'anno aspettavamo le vacanze, e soprattutto dopo le ultime caotiche settimane tra trasloco e appendiciti varie, avevamo bisogno di riprendere fiato.
Nel momento in cui abbiamo deciso di ridurre il nostro soggiorno qui e di andare altrove a fine settimana, abbiamo sicuramente affrontato la visita della città e di quanto offre di particolare in modo molto più ben predisposto.
Ovviamente l'abbiamo visitata a modo nostro, vagando a caso e guardando a destra e sinistra. Animati i souk  con in mille prodotti, ordinata la zona intorno alle mura, che ben si differenza da quella in cui eravamo noi ai margini del quartieraccio peggiore della Médina, il mellah, quartiere ebraico in abbandono....
Bella la spiaggia con la sua varia umanità che faceva il bagno vestita, tra cammelli e cavalli offerti al miglior offerente per 30 minuti di cavalcata. Abbiamo camminato nella nebbia, per raggiungere la parte finale della spiaggia con un ristorantino fronte mare, Ocean Vagabond, dove degustare enormi spiedini.
Ecco la nebbia ha scandito questi tre giorni qui, nebbia umida e triste che di sicuro non ci ha dato della città l'immagine migliore. Il sole faceva cucù ogni tanto, ma non a sufficienza per riflettersi sulle mura bianche.
Ottima tavola a ridosso delle mura, ristorante Umia, gestito da una coppia franco marocchina in un ambiente simpatico con un'accoglienza molto piacevole. Cucina saporita e piacevolmente presentata.
Terza tappa Agadir: club med, relax assicurato!
Dopo tre notti a Essaouira proseguiamo verso sud, la tappa successiva sarà il relax assoluto del club med di Agadir!
La strada tra Essaouira e Agadir ci regala paesaggi splendidi, gli alberi di argan si succedono in modo spettacolare. La natura è brulla, un misto di California, Sardegna, deserto. Qua e là qualche villaggio che sembra non finito, case di blocchetti con solo un secondo piano e il primo per chissà quando... Case così ne abbiamo viste ovunque, sud Italia, Turchia, nord Africa. Attraversiamo un villaggio in riva al mare che mi fa venire in mente Mammalapuram, a sud di Chennai, sarà che come ho già detto all'inizio, ritrovo in Marocco qualcosa della mia India.
I giorni al club med sono uguali ovunque, forse qui a fare la differenza i marocchini allupati che squadrano le turiste in bichini, o le guardie che ti controllano nel tuo andare e venire tra l'interno del club e la spiaggia.
Erano anni che non venivamo al club med, sarà che,crescendo le ragazze, abbiamo optato per altro, benché loro si divertissero come matte e noi ci rilassassimo come pochi... L'ultima volta fu in Malesia, io sola con loro tre, bellissima vacanza. ed è stata così anche questa ultima settimana di estate 2017, l'estate tra due mondi, due vite, due Paesi.




Quarta tappa: ritorno a Marrakech. Stesso riad Quara per la nostra ultima notte, due passi nei caotici vicoli, ottima cena, utlimo delizioso té alla menta!

lunedì 24 luglio 2017

L'estate dei traslochi...

L'estate dei traslochi è sempre un'estate un po strana, con un ritmo scandito in modo diverso. La partenza per le vacanze non è stata la solita partenza, il chiudere la porta di casa, non è stato fatto con la mente libera, il ritorno sarà altrove. 
Si è sospesi tra due mondi l'estate del trasloco, del cambiamento. 
Non si ha più un mazzo di chiavi in borsa da riporre al sicuro da qualche parte durante il nostro itinerare vacanziero. Non si ha un'immagine chiara di quello che sarà il dopo estate, il ritorno nella solita routine, la solita scuola, i soliti amici.
Quello che si ha davanti è un punto interrogativo, preceduto da mille domande sul come sarà. Alle spalle invece mille ricordi che si sommano, mille momenti che nell'ultimo giro di chiave sono diventati passato.
In questo momento non abbiamo una casa da immaginarci calorosa ad attenderci, non riusciamo a immaginarci Macchi al suo interno ad aspettarci, pronta a farci il solito muso del post estate. 
La casa della partenza non sarà la stessa dell'arrivo, quella in cui inginocchiata per terra ho riposto in valigia i costumi, presi in modo automatico dal solito cassetto, non sarà quella in cui disferò la valigia cercando di capire dove riporre le nostre cose.
Nello stesso tempo in questa estate strana,  mentre noi cerchiamo di riprendere fiato il nostro mondo naviga in un punto dell'oceano tra Oakland e il porto di Stoccolma, sappiamo che, se tutto va bene, la nave porta container che trasporto il nostro mondo attraccherà il 16 di agosto.... 47 giorni dopo la partenza da Alvarado. Ci penso ogni tanto a questa traversata lunga 47 notti, in mezzo al mare.
Questa è l'estate in cui quando ci chiedono dove abitiamo non sappiamo tanto che risposta dare, sospesi tra due Paesi, due città, due strade.
Abbiamo un nuovo indirizzo che stentiamo a memorizzare, mentre il vecchio viene fuori subito di getto, in modo automatico, ma tra poche settimane entrerà a far parte degli indirizzi passati.
Il mese di agosto non sarà scandito dalle solite cose, saremo in una città nuova e tutto sarà improvvisazione. Non ci sono medici e dentisti già fissati, ben annotati sul calendario, non c'è il caffè di rientro con le solite quattro amiche.
Ci saranno nuovi medici, nuovi appuntamenti, nuove amiche che adesso non riusciamo a immaginare.
Si saremo noi in una nuova città, con quella adrenalina che contraddistingue solo i primi momenti, le prime scoperte, quei primi giorni in cui ti muovi pian piano a cerchi concentrici, con nel cuore una casa che non è più, ma con la voglia pazza di innamorarsi follemente anche del nuovo!

sabato 8 luglio 2017

Ciao, mi chiamo Macchi e sono un gatto expat

Ciao sono Macaron, detta Macchi, nata il 15 marzo 2011 a la Garenne Colombe, predestinata ad essere un gatto expat.
io sul treno
L´avessi saputo che quel giorno dei primi di maggio di oltre 6 anni fa, saltare sulle ginocchia di quella biondina, mi avrebbe portata ad essere sballottata in giro per il mondo... beh me ne sarei stata alla larga. Invece adesso eccomi qui, in una specie di stanzone un po' puzzolente, con tante piccole gabbie, che loro spacciano per casette ma in realtà sono pure e semplici gabbie. Sono accerchiata da quadrupedi pelosi che un po' mi assomigliano, ma in brutto, che mi guardano incuriositi, vorrebbero socializzare, ma io non voglio. I miei umani avevano le lacrime agli occhi lasciandomi, non ho capito perché se sono così tristi mi abbiano portato in un posto così.
Stà storia un po'strana va avanti da un po´....
Erano anni ormai che a nessuno veniva in mente di prendermi e spostarmi e devo dire che mi andava bene così. Là nella casa in California ci stavo benone, fuori a scorrazzare tutto il giorno, a far finta di cacciare, e al caldo la notte, nutrita e riverita (perché vi assicuro che la mia umana più vecchia si fa inturlupinare come niente e cede ad ogni mio capriccio...e quando lei non cedeva andavo dai vicini)
Diciamo che fino all´estate scorsa sembravamo quasi una famiglia normale. Una era partita da un po' e ogni tanto tornava, e pretendeva anche che io fossi contenta. L´altro è sempre andato e venuto, e quando non c´è sono super felice perché posso dormire nel lettone a zampe larghe, mentre quando arriva mi caccia sempre con urla selvagge....
Comunque in questo andare e venire tutto sembrava filare liscio. Poi pian piano ho incominciato a veder sparire cose e comparire grosse scatole di cartone. L´umana vecchia sembrava un po´ isterica, anche in camera mia apriva e ordinava armadi con frenesia. Mi ha persino messo del prodotto anti pulci semplicemente per togliere dai piedi il flacone....
Poi un giorno la casa è stata invasa, non che non capitasse mai, anzi, da noi sembrava un po´ un porto di mare, raro starcene tranquilli da soli,sempre invitati che si sentivano anche in dovere di interessarsi a me, mentre a me di loro e delle loro moine francamente non è che me ne freghi molto....
Comunque quel giorno ho capito subito che non girava come al solito. Di solito quando c´è gente si siedono a mangiare, bere e chiacchierare, invece questa volta neanche un caffé o un bicchierino di vino, invece hanno incominciato ad aprire freneticamente cassetti con foga, ad avvolgere cose e sbatterle dentro grandi scatole. Quando hanno incominciato a girare attorno al mio divano, ho capito che qualcosa non andava nel senso giusto....non ho capito bene ma l´hanno tutto avvolto...  I miei umani vedendomi un po'stupefatta mi hanno boffonchiato un sacco di spiegazioni che francamente non ho capito. Mi dicevano tranquilla Macchi, vedrai che ti piacerà la nuova casa, vedrai che non succede niente, vedrai.... promesse promesse. A me fregava ben poco delle loro parole, ero solo
inquita  e con un sentimento di déjà-vu. Come dire avevo l´impressione di esserci già passata.
Da lì in poi comunque è stato sempre peggio. In una settimana ho cambiato tre posti e adesso mi ritrovo nel quarto dove non riesco neanche a fare tre passi che già sono arrivata alle sbarre e devo tornare indietro. Ma fossero solo i posti, mi hanno tenuta ore ed ore nella mia valigetta, loro trovano che sia bellissima, mi dicono ¨Macchi che bella la tua casetta...¨ vorrei vederle loro raggomitolate dentro una borsa. Per di più mi hanno anche messo una specie di cappottino da lobotomizzata, di fronte al quale si estasiano con gridolini di gioia. Con tutto questo ambaradan per ore ed ore sono stata non so dove, e per dispetto ho obbligato la mia umana più vecchia  a tenermi tutto il tempo sulle ginocchia accarezzandomi la zampa... lei poi raccontava che non aveva chiuso occhio, però affari suoi non aveva che da starsene tranquilla a casa con il mio divano e il mio giardino.
io tranquilla sul mio divano
Dopo un tempo lunghissimo mi hanno fatta uscire dalla gabbia e hanno perfino preteso che facessi la pipí a comando nel bagno dell´aeroporto... in realtà l´ho fatta non perché me l´hanno chiesto ma perché mi scappava talmente che non ne potevo più e ho trovato più furbo farla lì nella mia bella cassettina (che si erano portati dietro in valigia) anziché nella mia gabbietta .... non sono mica scema.
Pensavo che fosse finita, il giorno dopo mi hanno obbligata a forza a rinetrare nella mia gabbia (e vi assicuro che non fossero state tutte e tre, la vecchia, la biondina e la magretta non ci sarebbero riuscite)
E via altre ore sballottata, con gente intorno che mi guardava come bestia da circo...
Ormai non mi illudo più, temo il peggio. Loro se ne vanno in vacanza e io sono qui, fa un caldo e c´è puzza, mi sento sola e cerco di capire cosa succederà il prossimo giro.... pare che nuovamente io debba andare in un aeroporto e poi salire su un aereo e poi arrivare in una casa, senza giardino.... me lo spiegano tutti i santi giorni, ormai l´ho imparato a memoria, ho capito che non ho scelta... arriverò in un nuovo Paese, hanno scelto per me, annuserò un nuovo posto, guarderò nuovi paesaggi, forse, dicono, mi dimenticherò del prima, ma non credo, anch´io ho lasciato il mio giardino, i miei vicini, la mia cameretta, piccola ma simpatica, non mi hanno chiesto niente hanno imballato il mio mondo e adesso se ne vanno anche al mare....
questa non è vita da gatti ma da cani!!
vostra Macchi