mercoledì 8 marzo 2017

Al diavolo le critiche!!

La vita d´expat è fatta di scelte, grandi scelte, spesso difficili, tormentate. Scelte che implicano grossi cambiamenti, che trascinano con se dolorose separazioni, che portano a rotture e che smuovono sentimenti.
Non sono tanti quelli che capiscono il perché di questo nostro imporci continuamente cambiamenti profondi, di questo radicarci e sradicarci a ritmo sostenuto.
Negli anni, nei tanti anni ormai di vita da expat ho sentito critiche forti, dure, cattive. Ho lasciato che scivolassero sulla nostra pelle, convinta che solo noi sappiamo qual´è la vita migliore per noi stessi e non dobbiamo giustificarci con nessuno del perché scegliamo direzioni che possono sembrare assurde o del perché in questo itinerare abbiamo trascinato dietro le nostre figlie, che forse non avrebbero chiesto di meglio di rimanere radicate da qualche parte (come pensano alcuni).
Si guarda agli expat come bestie strane, una categoria di instabili che fanno scelte bizzarre. Si accusa gli expat di inseguire sogni di carriera, di soldi, a scapito di una qualsivoglia stabilità che per molti è quella legata al vivere tutta la vita tra le stesse quattro mura. Li si accusa di eccessivi egoismi verso gli altri, allontanarsi dai genitori, o peggio ancora allontanare i nostri figli dai nonni. Si parla di loro come di quelli che scelgono la via facile, scappando magari da un Paese che non offre più molto e prediligendo così, grande vergogna, il proprio equilibrio personale al benessere degli altri, famiglia e affetti che ci si lascia alle spalle. Si arriva anche ad accusare chi parte di non avere la forza di sacrificarsi per il bene del proprio Paese, magari facendo una gavetta infinita e stringendo i denti, ma rimanendo da bravo soldatino al proprio posto senza gettar l´occhio al di là della frontiera.
Credo che in tutto ciò ci siano tanti parametri che non sono presi in considerazione e fanno rabbia...
quando ci si sente dire avete scelto la strada facile, ci si chiede in cosa consista la facilità... non è facile partire e ricostruire tutto dall´altra parte del mondo, con una lingua sconosciuta e una cultura completamente diversa. Non è facile mantenere l´equilibrio e il sorriso e non è di sicuro la strada più comoda. Chi espatria potrebbe pensare la stessa cosa che chi resta a casa scegli la strada comoda del non correre rischi, del non turbare routine, del confort del mondo conosciuto...
Non c´è nulla di eroico nelle scelte che facciamo sia ben chiaro, ma ci si deve dar atto che abbiamo un certo pelo sullo stomaco e la capacità di rischiare. In questi giorni un po´ particolari, di cambiamento, in cui raccogliamo qualche successo delle sfide che ci siamo posti, ho voglia di non pensare più a tutte le critiche meschine e poco costruttive che ci sono state mosse, da chi non ha capito nulla di noi e non vuole capire, o forse semplicemente è talmente lontano da noi che non può neanche farlo.... abbiamo fatto scelte, siamo stati bravi, abbiamo preso decisioni, siamo stati bravi, abbiamo creato occasioni e le abbiamo colte al volo, ci siamo lanciati in novità senza paracadute, rischiando, beh siamo stati bravi come tanti expat, perché mollare le sicurezze e partire non è così semplice, perché uscire dalla propria zona di confort non è cosa da tutti... basta anche solo soffermarsi sulle parole che feriscono, e che forse fanno solo del bene a chi le dice fermo, statico nella sua solita vita!

1 commento:

Muriel ha detto...

Bellissimo post. Condivido ogni parola, emozioni ed amarezza. Al diavolo le critiche!
Non ragioniam di lor, ma guarda e passa.
Io faccio il tifo per voi :)