mercoledì 18 gennaio 2017

Adattarsi

When you travel remember that a foreign country is not designed to make you comfortable. It is designed to make its own people comfortable! 
(Clifton Fadiman)
Quante verità in questa frase che andrebbe appesa a caretteri cubitali in ogni casa d´expat o migrante che sia, tanto per ricordarci come lontani dalla nostra casa siamo ospiti e sta a noi adattarci e non al nostro nuovo Paese venirci incontro per assomigliare al vecchio lasciato alle spalle.
La parte più difficile dell´installarsi altrove è proprio questa: capire subito che lo sforzo per accettare ciò che è diverso dovrà venire da noi e non da chi ci sta intorno.
Troppo spesso quando si emigra, si espatria e a volte anche quando si viaggia, si tende a guardare il nuovo con il filtro di un mondo sicuro che ci siamo lasciati alle spalle per sempre o il tempo di una vacanza, senza pensare che siamo noi l´intruso in un mondo che non è plasmato per integrarci, ma semplicemente per far vivere bene i suoi abitanti.
Quando si parte si chiude una porta lasciandosi dietro sicurezze acquisite da anni e nel grande salto nel vuoto che è il trasferimento all´estero si deve essere capaci di fare tabula rasa delle proprie aspettative, consci che quello che abbiamo lasciato  non potrà essere lì ad attenderci e l´unico modo per non sprofondare nella nostalgia più assoluta e non aspettarsi nulla, prendendo tutto ciò che viene come dei bambini alla scoperta della vita, con dei primi passi traballanti e la curiosità negli occhi.
20 anni dopo la mia prima partenza sono ancora stupita di come tanta gente si trasferisca all´estero pensando  di ritrovare esattamente le stesse cose lasciate in patria e con estremo senso critico si stupisca di come i suoi nuovi concittadini possano fare tutto in modo completamente diverso da come facciamo noi....
Si parla di shock culturale quando all´improvviso si aprono gli occhi sulle profonde differenze che il mondo nuovo ci mette davanti, lo shock arriva per tutti, ma arriva in modo forte e violento per chi non se l´aspettava, per chi non aveva fatto tilt sul fatto che uno spostamento anche solo al di là di una frontiera implica cambiamenti enormi nelle abitudini di vita. Ho imparato Paese dopo Paese ad anticipare lo shock culturale proprio non aspettandomi nulla dal nuovo mondo: arrivo, mi installo, mi guardo intorno e colgo tutto ciò che viene anche quando è profondamente diverso, con tanto entusiasmo, proprio perché in questa differenza sta la ricchezza della mia esperienza all´estero, proprio perché solo cosi potrò trarne il meglio. È un po' lo stesso per il turista che gira il mondo ma che si aspetta di ritrovare tutte le sere la pasta al dente come a casa... no la pasta al dente oltre confine non esiste, spesso anche nei migliori ristoranti italiani si adattano ai palati che non sono i nostri, ma i loro, cioè quelli ai quali si rivolgono, e allora smettiamo di cercare la pasta e guardiamo oltre.
Anni fa parlando di relocation discutevo proprio su come non solo sia importante capire le motivazioni di chi parte (per me ad esempio spostarsi per i soldi è riduttivo e non è una buona motivazione), ma sia anche importante vedere il potenziale di adattabilità, se non si è capaci di adattarsi, la vita altrove sarà già parzialmente un insuccesso, e questo sia che si emigri sia che si venga spediti all´estero ricoerti di benefit.... i benefit non regalano nel pacchetto l´adattabilità, è un qualcosa che si ha on non si ha, si può avere voglia di provarci, ed è già un bel passo.... ma ci vogliono energie.
Dopo 20 anni sono sempre più allergica a chi è partito e perennemente si lamenta del mondo in cui vive quotidianamente: non ne farà mai veramente parte, come trattenuto da un freno forte e potente.
Dopo 20 anni sono allergica a chi passa il tempo a fare confronti, senza capire che il confronto non ha ragione d´esistere, il nostro Paese è il nostro costruito per noi, con la nostra storia che ci ha portati ad essere e agire. Il Paese nuovo ha fatto lo stesso percorso, si è costruito per i suoi cittadini, calcando le loro di esigenze, non le nostre perfetti stranieri che siamo.
Dopo 20 anni sono sorpresa nel vedere come si possa vivere all´estero senza veramente sentirsi parte della nuova realtà, come sospesi tra due mondi, il vecchio dal quale siamo partiti e che abbiamo idealizzato, e il nuovo in perenne analisi da parte nostra, guardato nel dettaglio solo per trovare il difetto...
La prima cosa che il vivere all´estero dovrebbe insegnare è proprio la capacità di guardare il nuovo con entusiasmo e mente libera da preconcetti,  e rivolgere lo sguardo al vecchio con simpatia ma senza troppa nostalgia... non s
o se sia la chiave del successo ma sicuramente fa bene allo spirito!

2 commenti:

pinguino ha detto...

come capisco e condivido quello che scrivi, ci pensavo proprio ieri sera prima di addormentarmi..io non ho scelto l'estero, mi è capitato ( anche se a volte mi chiedo se mi sia capitato o l'abbia fatto capitare, chissà). Ho vissuto tante fasi in questi 10 anni, nel mio caso sempre nello stesso paese, alla fine ho scelto di diventare cittadina del paese in cui vivo. Quindi ora sono italiana e anche svizzera. Mi sono adattata, anzi forse sono più svizzera di alcuni svizzeri ormai dato che conosco a menadito la loro storia, qui come negli States si fa esame molto duro per naturalizzarsi.
Quello che questo paese mi ha dato è guardare alle diversità, diverse lingue ( qui sono 4 lingue ufficiali, non contando gli infiniti dialetti parlati nei vari cantoni) in modo positivo. La diversità di tradizioni, lingua e cultura sono un vantaggio. Possono essere diversi in tutto ma alla fine tutti festeggiano il 1 agosto, la festa nazionale.
Anche a me capita di parlare con stranieri che mal si adattano al paese, li ascolto e il più delle volte li consolo ma li sprono a vedere il bello in quello che hanno. Il tedesco è difficile, lo è qualunque lingua se non ci si impegna a studiarla, per me sarebbe difficile il francese in questo momento. Tutti quegli strani accenti, almeno il tedesco si legge come si scrive ;-)

Giulietta Saconney ha detto...

:)