lunedì 31 ottobre 2016

Alla prossima volta...

In quasi 20 anni di vita in giro per il mondo mi ritengo estremamante fortunata, abbiamo tantissimi amici che sono stati capaci di seguirci ovunque, che saltano su un treno, che si imbarcano sul primo volo e che vengono a scoprire il nostro mondo, felici di condividerlo con noi e noi con loro. Piacere allo stato puro. Gioia infinita.
Solo chi come noi vive lontano sa quanto questi momenti siano importanti. Solo chi si sottopone agli stessi dolorosi addii, sa quanto siano unici i momenti da condividere con chi ha la voglia e il tempo di venire a trovarci da una parte all´altra del mondo.
L´attesa di un aereo che atterra con le persone alle quali vuoi bene, è ricca di sensazioni forti. Non ti sembra vero di poter finalmente condividere un po´ di vita, di coinvolgerli nella tua, di far loro scoprire il mondo che racconti attraverso le pagine del blog, attraverso messaggi e conversazioni sempre troppo brevi. Vivere la nostra città, la nostra casa, il nostro quotidiano con chi viene a trovarci è un momento unico di pura felicità, il solo modo per poter veramente trasmettere qualcosa della nostra vita lontani, di quella vita che ci siamo costruiti e che amiamo ma che ci allontana spesso dalle tante persone alle quali vogliamo bene....
10 giorni a condividere emozioni, preceduti da quei giorni in cui prepari tutto nel dettaglio per paura di dimenticarti qualcosa. 10 giorni in cui scopri qualche aspetto nuovo del tuo mondo perché lo fai anche attraverso gli occhi di chi ti è venuto a trovare, attraverso le sensazioni che provano loro quando guardano per la prima volta quello che per te è diventato normale, quando vivono i primi istanti del tuo quotidiano che per loro è scoperta e per te normalità. Una normalità che diventa speciale nel momento in cui la condividi.
10 giorni ad aprire gli occhi al mattino sapendo che la giornata sarà intensa, perché ricca di scoperte da fare insieme. 10 giorni volano purtroppo e quando il conto alla rovescia accellera in modo doloroso, senti che avresti voluto fare di più, fare meglio, scoprire ancora.....
10 giorni che aspetti come i bambini il Natale, perché ogni nuova visita, ogni nuovo visitatore porta con sé una ventata di gioia indescrivibile, e proprio come il Natale passano in un lampo. Il tempo vola quando ci si diverte, è una di quelle frasi da vecchietti saggi, ma è pura verità.
Eccoli di spalle al di là del vetro che divide me dai controlli di sicurezza.... solo 10 giorni fa li aspettavo saltellante davanti alla porta degli arrivi conun bel sorriso in viso, e adesso ripartono, tornano nel loro mondo questo amici preziosi che come tanti altri prima e sicuramente molti ancora in futuro, hanno condiviso dei fantastici momenti con noi, il mio sorriso è più pallido, il momento degli addii è sempre il meno piacevole di tutti. Quando vedi una schiena che si allontana, un ultimo sguardo che si incrocia, una parola sussurrata da lontano che cerchi di interpretare come l´ultimo ciao, ogni volta ti rendi conto che non ti abituerai mai a veder partire, non ti abituerai mai a salutare sapendo che passeranno mesi prima del prossimo vero abbraccio, ci convivi con questi dolorosi istanti perhé fanno parte del gioco, di questa vita scelta e voluta, ma dolorosa in questi piccoli momenti.... però queto è il prezzo da pagare per splendidi momenti passati insieme....
buon viaggio amici, alla prossima!!

mercoledì 26 ottobre 2016

Adrenalina del cambiamento

Una delle cose che adoro di più dei questa vita d´expat è l´adrenalina del cambiamento, quando nell´aria c´è anche solo una piccola probabilità di destabilizzarci un po´, mi piace! Sarò normale? forse no! c´è chi ci mette anni e anni a trovare solidità dopo uno spostamento e che alla sola idea di ripartire ha l´orticaria che l´assilla giorno e notte. C´è chi invece si nutre di questo continuo partire, andare, muoversi da una parte all´altra del mondo, come se fosse solo  questo movimento continuo a darci una reale stabilità.
Non fraintendetemi, mi piace radicarmi da qualche parte, mi piace sentirmi a casa, come mi sento adesso, quel sentimento di essermi appropriata profondamente di tutto, quel vedere strade, case, paesaggi sconosciuti all´inizio che pian piano sono diventati parte di me, del mio mondo. Soffro per il distacco dalle persone che amo, con le quali ho costruito una vita nuova. Mi addolora chiudere una porta di casa e farlo per sempre: ho sempre versato una lacrima con quell´ultimo giro di chiave, ogni volta un voltar pagina su un periodo della nostra vita. Ma non sono mai state lacrime profondamente tristi, non sono mai stati distacchi violenti e non voluti, non mi sono mai sradicata con forza....ma piano piano.
Penso che dopo qualche anno sedentaria a godere di un posto e ad appropriarmene il mio spirito girovago tiri un campanellino d´allarme, chiamandomi a rapporto e chiedendomi: ci si ferma o si continua?
Per il momento il concetto di fermarmi da qualche parte mi fa strano, il vedermi anno dopo anno sempre nello stesso posto mi intristisce: c´è troppo da scoprire la fuori, ci sono troppi mondi da rivIviere ancora un po´ dall´interno. E poi appunto c´è quella adrenalina assurda, quel brivido folle che ti percorre quando incominci ad ipotizzare una partenza e sai che dovrai partire da zero, lo zero totale. Quando internet diventa il tuo alleato numero uno nella ricerca spasmodica di informazioni, quando cerchi di immaginarti tra altre quattro mura, quando sai che forse vagherai attraverso strade nuove e sarà stupore ad ogni angolo.
Non nasciamo girovaghi ma lo diventiamo di partenza in partenza forse perché impariamo ad atterrare sicuri in ogni nuovo aeroporto e ci prendiamo gusto ad essere l´ultimo arrivato, quello che vaga alla ricerca di un supermercato, quello che scopre il tutto con gli occhi curiosi di un bambino. Credo che sia proprio la grande possibilità che ci è data di stupirci ancora di fornte ad una nuova cultura che impariamo a conoscere che ci dà le ali per aver voglia di prendere il volo di nuovo.
Quando rientrai in Francia dopo il Giappone e l´India, benché fosse un nuovo spostamento, una nuova cittadina (anche se sempre nei dintorni di Parigi) una nuova scuola, quello che mi mancò veramente fu la scoperta di un nuovo nuovissimo e sorprendente. Era un Paese in cui avevo già vissuto e non avevo molte aspettative, sapevo cosa avrei trovato sul mio cammino.... Ho cercato comunque di cercare le differenze con il periodo precedente, esercizio fondamentale per nutrirmi di qualcosa di nuovo. Nulla però di paragonabile a quello che avevo vissuto prima e che ho poi vissuto arrivando in America, quel non sapere dove andare, come muovermi, quale prodotto comprare per questo e quello, quel perdersi tra una strada e l´altra e guardarsi intorno smarriti.... questo lo si prova solo quando si è vergini di un posto, quando lo si scopre all´atterraggio, quando ogni passettino è una scoperta, quando il telefono non squilla mai perché non si conosce nessuno... E poi pian piano il telefono squilla, non si ha più bisogno di navigazione per muoversi nella città, ogni angolo contiene un ricordo, le stagioni si susseguono e ci rivediamo nello stesso posto dell´anno precedente, con lo stesso ritmo....Allora abbiamo voglia di un pizzico di novità.... e quell´adrenalina in circolo....

lunedì 17 ottobre 2016

Tanti auguri a me!

tanti auguri a me!
Eccoci, un'altro anno e andato... un nuovo compleanno, un anno in più nel contatore... un anno di esperienze e incontri, un anno di amicizie e scoperte, un anno intenso e pieno di sorprese.
Non me li sento addosso tutti questi anni che si accumulano elegantemente sulle mie spalle. Mi guardo e non mi sembra possibile che siano gia cosi tanti. Mi ricordo di tanti compleanni come se fosse ieri: i miei 10 anni e l'attesa che incominciasse la festa, quel doppio numero che mi faceva sentire grande. I 18 che mi hanno dato le ali, i 20, 30, 40... tutti li, candeline soffiate che si sommano e si moltiplicano, amici che ti abbracciano, telefono che suona, messaggi, parole. Il sorriso dei miei amori.
Tutto sommato mi piace guardare indietro e vedere che bella lunga strada che ho fatto. Ammetto che ho un po' paura del tempo che passa, di questo essere sempre piu adulti, di questa vita che cambia, la casa che si svuota, loro che prendono il volo tuffandosi a capofitto a costruire il loro futuro, del quale faro parte ma un po' di nascosto, un po' nella'ombra.
Non riesco proprio a sentirmeli tutti però, non mi sembra che nulla sia cambiato in me negli ultimi 20 anni, se non in meglio, piu sicura, piu tranquilla, piu capace di tirare il fiato... ma non tanto diversa, le stesse energie ma meglio dosate, le stesse idee un po' pazze, la stessa voglia di divertirmi, ma alla fin fine più libera... pare che sia cosi quando i figli crescono!
Mi guardo allo specchio, qualche ruga, ma non sta poi male... qualche capello bianco che la sapienza del mio parrucchiere arriva a nascondere con classe. Mi guardo e vedo piu saggezza nei miei occhi, saranno le esperienze fatte, sarà lo stupendo esercizio quotidiano dell' essere madre, sarà questa vita vagabonda che mi ha dato tanto, saranno loro 4, i miei compagni di avventura che mi ricordano ogni giorno quanto l'amore sia potente.
47 candeline sulla mia torta.
47 anni di esperienze che tutte sommate mi hanno resa quella che sono.
47 gradini, uno dietro l''altro sui quali sono inciampata e mi sono rialzata.
 47 autunni, inverni, primavere ed estati, un susseguirsi di stagioni in Paesi diversi con colori propri.
Buon compleanno a me, alla bambina che ero e alla donna che sono diventata....non vado oltre (oggi mi sono beccata a guardare delle culline e pensare " che bello quando le ragazze avranno un pupino mi divertirò da matti a comprar loro cose"...aiuto aiuto!!! forse un po'invecchio anch´io!!)

giovedì 13 ottobre 2016

cosa da l'espatrio ai nostri ragazzi (e anche a noi)?

Stavo leggendo or ora uno scambio su uno dei tanti gruppi di cui la rete pullula sul cosa dà e non dà la vita all'estero a noi e ai nostri ragazzi, ma soprattutto a questi ultimi che ci trasciniamo dietro in scelte che non sono le loro, verso mete che forse non avrebbero preso in considerazioni, standosene tranquillamente accoccolati in un posto pieno di sicurezze.
le mie piccole viaggiatrici a Tokyo
Non potrò mai sapere come sarebbero state le mie ragzze se anziché scegliere di vivere in giro per il mondo fossimo stati tranquillamente nella nostra città vivendo protetti tra famiglia ed amici di sempre. Sarebbero sicuramente state aperte e curiose, perche noi lo siamo e avremmo con energia cercato di trasmetterlo loro, ma sarebbero anche state molto diverse, ne sono sicura.
Nei loro pochi anni di vita e di esperienze, che sono poi gia tanti tutto sommato, si sono trovate tante volte a dover tirare fuori le unghie e ad adattarsi: grande palestra per affrontare il mondo una volta diventate adulte. Essere sempre i nuovi a scuola, al parco, al corso di musica e in palestra, aiuta bambini e ragazzi ad aprirsi... per la legge della sopravvivenza se non lo facessero non si integrerebbero e se non si integrarssero rimarrebbero sempre i bambini nuovi che nessuno vuole invitare a giocare al pallone. Non è mai cosi perché sanno, come noi adulti, che se non fanno uno, due o tre passi verso gli altri sarà dura.
Si adattano ai nuovi meccanismi sociali e li assimilano alla stessa velocità in cui assimilano la nuova lingua, e adattamendo su adattamento si creeranno un vero bagaglio di capacità di interazione un po' con tutti, da qualsiasi mondo provengano. E questo è importante... quanti adulti non sanno relazionarsi con persone che vengono da culture lontane, incapaci di capire che non tutti reagiscono come reagiamo noi europei o noi italiani, e che non e né giusto né sbagliato, semplicemente diverso. I bambini sono piu semplici, si fanno meno domande, non vedono la differenza come un ostacolo e ci si buttano a capofitto (soprattutto quando vedono che i genitori cercano nel loro angolino di fare lo stesso).
Una volta diventati grandi questi bambini saranno a loro agio in tante situazioni, anche quelle che ci portano fuori dalle nostre zone di confort sociale.
I bambini guardano il mondo con altri occhi, liberi da filtri e per questo, nel loro vivere immersi in culture diverse, sono piu pronti ad assorbire in toto le novità... poi pian piano elimineranno elementi che si adattano meno al loro modo di essere e ne aggiungeranno nuovi magari derivanti da un successivo spostamento. La personalità sarà forgiata in questo modo come un grande puzzle dato da elementi che derivano da culture diverse, e sarà una personalità unica o comunque solo propria a bambini che hanno vissuto situazioni molto simili.
Quando si parla di Third Culture Kids, dai quali poi derivano i Third culture Adult, ci si riferisce proprio a questi bambini che non sono il frutto di nessuna cultura ma di un mix di tante e non possiamo negare che questo sia grandioso, un enorme regalo.
Aggiungiamo poi il fatto che vivere in un contesto diverso spinge anche ad essere molto piu tolleranti, anche solo per il semplice fatto che siamo noi gli stranieri e dobbiamo imparare noi a convivere con qualcosa di nuovo, non sarà certo il mondo che ci circonda che si adatta al nostro modo di fare, questo è un altro grande regalo che i nostri figli riceveranno: la tolleranza verso la differenza!
Certo anche chi viaggia molto può in un certo modo essere sottoposto, chiamamoli così, agli stessi stimoli, ma non sarà mai lo stesso: vivere un Paese non è come percorrerlo da turista, viverlo vuol dire impossessarsene un po'!
Tempo fa avevo postato un bellissimo scritto di mia figlia maggiore, allora 17enne in cui parlava proprio di questa vita senza radici, e alla fin fine di quanto di positivo questa vita le ha dato... ne riposto un estratto qui che dice piu di tante parole che noi adulti possiamo mettere insieme....per me le sue parole sono la ricompensa più grande e mi fanno dire che abbiamo scelto di sradicarle si tante volte ma alla fine abbiamo fatto bene, che bel risultato!
"France, Japan, India… as I got dragged from place to place in a chaos of airplanes, packed belongings and lost friends. I wish it was a blur to me, how it hurts when you leave a life to start another. Like ripping a page out of the book to start writing a new story.My life felt like a mountain of discarded first drafts, crumpled and sad growing every year as I change houses and schools. But then I settled in somewhere and I forgot, I let my guards down, started to build things: new friends, new house, new place. Foolish child I never learned that everything I built would be taken away. And It hurts, it hurts like crazy when your blurry eyes catch that last glimpse of your best friend as the car drives away. It hurts when the emails stop coming and you find yourself stranded, forgotten in this new place. It hurts when you see others moving on in some separate dimension, as they find a new friend to replace you. I sound bitter, angry, sad but I’m not, at least not anymore. I used to be, a lot. But with time I learned to cope with it.
Moving means a lot of pain but it also means a lot of joy. I would have never experienced so many crazy things if my parents didn’t decide that our family doesn’t need to settle down in some boring little town… When I think about everything I would have missed out on, I’m thankful. Without my crazy family, I would never have watched Tom and Jerry in Japanese or known that a monkey still owns my little sister’s bathing suit . I wouldn’t know that being patted on the head by a massive elephant sends shivers down your spine. I would have never heard whales singing and certainly wouldn’t have filmed a commercial for an Indian TV channel (the video still exists and is, to this day, my greatest shame). I’m almost a grown up now, in a few years I’ll leave my parent’s home and build a new life for myself. I’m not scared anymore. Experience has taught me that life is an adventure, you can choose to focus on the bad moments or you can just keep going. I believe in clean slates because it doesn’t mean that I have to rip out all of the previous pages of the book, just that I get to write something new."

lunedì 10 ottobre 2016

Le tipologie d´expat....

Mille tipologie di expat. Mille profili diversi. Mille modi di affrontare un nuovo Paese, un nuovo spostamento, una nuova cultura.
Specchio di una società in continuo movimento: ci si sposta per tanti motivi diversi tra loro, spinti da impulsi che ci appartengono e da aspirazioni diverse. Si reagisce a questi spostamenti in modo proprio perché diversi sono i motivi e le aspirazioni che ci spingono a spostarci... ma ci sono delle caratteristiche comuni.
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Ci sono i CONVINTI, quelli che non ritornerebbero indietro neanche morti, che ormai si sono radicati altrove e neanche la bomba atomica li riporterebbe in patria: sono per principio contro tutto quello che il loro Paese propone, che si tratti di biscotti o di idee politiche poco importa, rfiutano per principio. Non si può assolutamente discutere perché tanto per loro il loro Paese è l´ultima ruota del carro e anche le vacanze hanno mete migliori...
Ci sono i PIAGNUCOLOSI: si lamentano sempre e per tutto, che sia del nuovo o del vecchio Paese, eterni insoddisfatti amano fare le vittime, ma facevano la stessa cosa a casa loro, quindi alla fin fine non è cambiato nulla.
Ci sono i CRITICI, quelli che il nuovo Paese fa veramente schifo, e che cosa si ha da fa per campa´... il confronto con la madre patria è continuo, quello che hanno lasciato alle spalle manca troppo, quello che hanno lasciato è insostituibile, non saranno mai più felici... contano i giorni... Sorge spontaneo chiedersi per quale motivo tanto sacrificio, perché si impongono un tale supplizio? forseaderiscono alla filodsofia hindù dell´ essere ricompensati in un´altra vita.
Ci sono i SACCENTI quelli che anche al primo espatrio sanno già tutto e che insegnano anche a te ormai navigato come fare per ambientarti, integrarti, muoverti nei meandri del nuovo. Tu non osi neanche commentare e li ascolti nei loro deliri di onnipotenza... prima o poi torneranno da te con la coda tra le gambe appena si renderanno conto che non tutto è così scontato!!
Ci sono i NOSTALGICI, non è che non amino il posto nuovo, ma vivono immersi in una velata nostalgia, il posto precedente manca sempre un po´, si viveva sempre un po´ meglio, era molto più facile fare amicizie, ma con loro si sta tranquilli, una volta che una città o un Paese, diventano EX, tutto cambia, saranno belli, bellissimi, indimenticabili.... semplicemente vivono un po' sfasati... contenti loro.
Ci sono i SOCIAL quelli che arrivano ed è già come se abitassero da anni, non perché sanno tutto ma perché conoscono tutti e realmente... si sono mossi benissimo dietro le quinte del loro sbarco nel nuovo mondo che sono accolti come se ci avessero sempre vissuto... questo avviene spesso con un po´ di anni di espatrio alle spalle, quando ai 4 angoli del pianeta si hanno amici che hanno sicuramente un contatto nella nuova città... e alla fine non si ha quasi tempo per consocere qualcuno di veramente nuovo!
Ci sono quelli che hanno la VOCAZIONE, dal primo giorno di vita erano votati all´espatrio: pratici, curiosi, aperti a tutto, nulla li spaventa, dalla foresta amzzonica alle pendici dell´Himalaya sono sempre pronti. La vita è un´avventura e più è dura più è divertente!
Ci sono gli ORGANIZZATI quando partono è come se non dovessero più scoprire nulla... si sono talmente preparati che è come se avessero vissuto in loco già 10 anni... in realtà odiano le sorprese devono prevedere tutto solo che in espatrio l´imprevedibile è dietro l´angolo e l´organizzato preso alla sprovvista non regge a lungo!
Ci sono gli INSTABILI dopo 3 mesi hanno già fatto il giro, cercano la felicità da qualche parte ma appena si posano hanno l´impressione di esseresi sbagliati e che solo rimanendo in costarnte movimento troveranno il loro Paradiso. Si nutrono dell´attesa continua per una nuova partenza, fanno carte false per partire al primo richiamo,saltano sul primo posto disponibile e poi magari si lamentano che l´azienda li trasferisce on 12 mesi.
Ci sono gli INSICURI, hanno paura di tutto: la nuova lingua, la nuova scuola, il nuovo lavoro. E anche quando si ambientano troveranno altre paure...in primis quella di dover ripartire.
Ci sono QUELLI CHE CONTANO I GIORNI  questi vanno oltre gli scontenti e i notstalgici, questi non si lamentano neanche più fanno le tacche sul mio e pregano che passi in fretta... lo fanno in silenzio, con lo sguardo perso nel vuoto e ti danno un´ansia...
Ci sono QUELLI CHE SI SONO FATTI CONVINCERE e spesso sono donne. Hanno detto di si a volte e molto spesso non si sono neanche fatte fare la domanda o chi gliel´ha fatta non ha atteso la risposta. Sono in un posto che non hanno scelto a fare una vita che non avrebbero voluto ma fanno finta di essere felici, di averlo scelto loro ¨ ma mio marito non si muoverebbe mai senza il mio appoggio al 100%¨ e ci credono solo loro perché tu quando le guardi hai già capito e quando guardi il marito anche....
Ci sono QUELI CHE ADORANO ESSERE STRANIERI da qualche parte, non essere parte completa di un posto, viverlo con leggerezza, sapendo che quando ci si stufa, nei limiti del possibile, si torna a casa.
Ci sono QUELLI CHE NON HANNO SCELTA perché vengono da Paesi in cui non avrebbero mai potuto realizzarsi e hanno energie da vendere per andare a provarci altrove, ma non criticano il proprio Paese perché non ha dato loro grandi opportutinitá né elogiano il nuovo che ha aperto loro le porte: nel mondo globale nel quale viviamo tutto sembra normale!
Ci sono QUELLI CHE Ẽ COME SE NON FOSSERO MAI PARTITI: vivono all´estero come a casa, frequentano solo conterranei, mangiano solo prodotti del proprio Paese, anche a costo di farsi chilometri per reperirli, hanno la doppia antenna satellitare per captare la TV nostrana, fanno vacanze solo nel proprio Paese perché magari viaggiando rischiano di doversi aprire un po´ ai locali e aiuto la lingua.... praticamente se chiudono gli occhi possono avere l´impressione di nonessersi mai mossi.
E ci sono QUELLI CHE SI NUTRONO DI ADRENALINA DA PARTENZA che dopo due e tre anni stanziali incominciano a sentire il bisogno di muoversi e scoprire nuovi orizzonti, che adorano l´eccitazione mista a paura quando ci si prepara a ripartire... che forse un giorno dovranno fermarsi e prevedono già sei mesi lì e sei altrove: la sedentarietà li spaventa....
Io direi che appartengo molto a quest´ultima categoria, e voi?

domenica 2 ottobre 2016

Amore

Lui e lei, novant'anni, poco meno o poco più. Lei lo spinge con il sorriso sulla sedia a rotelle, lui composto, fragile, quasi bambino nella sua poca autonomia. Vicini mano nella mano il tempo di un concerto, poi lei riprende il suo posto di guida per riportarselo verso casa, non dopo essersi accertata che sia comodo, avergli rimesso gambe e piedi al loro posto perché non si affatichi nel farlo da solo. Amore solo amore.... Mi intenerisce.
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A vent'anni non ci si proietta mai così lontano.... Poi si invecchia pian piano e si pensa che alla fine sarà quasi bello invecchiare insieme. Si osservano loro queste coppie tenere che passeggiano per mano, schiene curve, gambe stanche, capelli color neve. Sarà bello e non impossibili se si è capaci di resistere al susseguirsi degli anni, se si è capaci di continuare a tenersi per mano ostacolo dopo ostacolo, ad accettare corpi che cambiano e il ticchettio incessante del tempo che passa. Si riuscirà se si saprà andare oltre la passione travolgente di una gioventù che non torna, vedendo qualcosa di ancora migliore nei mille passi che si sono fatti insieme. Amore è costruire passo dopo passo un rifugio solido nel quale si è se stessi, sapere appoggiarsi anche quando si è stanchi e stufi, sapere ascoltarsi quando si è arrabbiati, saper ridere sempre e sapersi sorridere, regalarsi un gesto gentile, una carezza, una parola... Guardare con gli stessi occhi la strada che si è fatta, e farlo con gioia, guardare insieme davanti anche se il percorso si accorcia, inesorabilmente dopo ogni passo.
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È facile gettare la spugna al primo ostacolo, è più semplice non andare oltre la prima travolgente passione, è più rilassante dirsi che non ci sono sforzi da fare, perché il cuore batte a mille e l'idea di non respirare l'aria dell'altro ci distrugge.... Ma cosa si perde a non continuare ad andare avanti, la complicità che si instaura quando si è costruito un mondo, quando gli anni si sommano, si moltiplicano, non si contano più....
Penso che sia bello arrivare così insieme al traguardo della vita, voltandosi ogni tanto a ricordarsi come si era quando ci si correva incontro a perdifiato sui binari della stazione, all'uscita di un aeroporto, senza nostalgia ma con tenerezza per l'amore tenero dei primi anni, diventato grande e adulto e più forte ad ogni tappa della vita, perché ogni tappa ci regala un tassello nuovo e tutti insieme alla fine saranno il nostro quadro, la nostra storia.
Lei gli sistema i piedi al loro posto, lui le sorride e ci sono 60 e più anni di sorrisi racchiusi in uno solo....si allontanano fragili ma forti, vorrei essere così anch'io un giorno, fragile per gli anni accumulati ma forte per quello che inisieme siamo riusciti a costruire, nonostante il tempo che scorre, spalle curve ma occhi che si guardano felici.