venerdì 29 luglio 2016

Mi sono innamorata del Salento!

Prima di scoprirlo di persona il Salento l'avevo pensato e ripensato, disegnandomelo nella mente grazie ai racconti dei mie amici salentini. Erano anni che immaginavo una vacanza qui, tra case bianche e mare cristallino. Non è mai facile concretizzare una vacanza così quando si vive dall'altra parte del mondo e si deve far sempre i conti con vacanze ridotte al minimo, scuola che incomincia troppo presto, aerei che partono e mille persone da vedere e rivedere.
Otranto

Quest'estate grazie ad una combinazione di eventi l abbiamo vissuta tutta in Europa, come non capitava da tempo, anzi quasi tutta in Italia per fare il pieno di paesaggi e sapori.
Così come ennesima tappa del nostro italico itinerare siamo sbarcate in Salento per scoprire che a volte i racconti non dicono tutto, che le parole degli amici ti dipingono il quadro ma omettono tanti dettagli che sono quelli che fanno la differenza.
fantastici amici
Così ci siamo trovate, le ragazze ed io, nel centro di Otranto, bello e ordinato, con i suoi vicoli e il Duomo da contemplare all'infinito. Abbiamo scoperto una campagna arsa e splendida, costellata di ulivi. Ci siamo tuffate in un mare caldo che non ha nulla da invidiare a quello azzurro dei Caraibi... Spiagge bianche e scogli a picco sul mare.
Abbiamo passeggiato in cittadine splendide, ricche di storia, che ti lasciano un senso di pace e di gioia. Abbiamo contemplato il mare che si perde fino alle coste dell'Albania, con i suoi monti che fanno cucù d lontano, l'abbiamo contemplato dalla quiete ventilata di un faro pronto per rinascere nella sua seconda vita.
Castro
Abbiamo riso e scherzato con degli amici preziosi, segno evidente che l'amicizia non la si costruisce con il quotidiano ma con qualcosa che va oltre. Abbiamo mangiato l'anguria dolce e gustosa con il sentimento di essere veramente in vacanza.
grotta della Poesia
Abbiamo assaporato specialità locali seduti nella magica atmosfera di una masseria di una bellezza incredibile. Siamo state felici in questa scoperta di un angolo di 
Puglia che merita il successo turistico di questi ultimi vent'anni, lo merita eccome.
il faro di Otranto
 
dalla terrazza del faro
Dal lato pratico per chi decide di farsi un viaggetto da queste parti partendo da 
Otranto, veramente incantevole, prendete la litoranea verso Santa Maria di 
Leuca e godetevi i paesaggi oltre che le belle cittadine sul vostro cammino. Prima di arrivare a Castro visitate la grotta di Zizzulusa, concedendovi poi un tuffo a Castro Marina e una passeggiata nel centro storico. Passate Santa Maria di Leuca e approfittate delle spiagge della costa ionica, grandi spiagge bianche bagnate dal mare azzurro. Concedetevi un giretto di Gallipoli, la metà mondana di queste parti, bella cittadina presa d'assalto dai turisti. Tagliate verso l'entroterra e ( previa prenotazione) non perdetevi un pranzo o una cena alla Masseria le Stanzie, a Supersano, cucina ottima e un quadro di una bellezza incredibile.(noi ci porteremo in America come ricordo indelebile il gusto indimenticabile del pan cotto)
Spingetevi fino a Lecce splendida città barocca in cui perdersi nei vicoli curati.
Ritornando sulla costa Adriatica pausa bagno ( e tuffi) alla grotta della Poesia a Torre dell'Orso, per poi scendere di nuovo verso sud verso le cave di Bauxite.
Lecce
 E per finire scendete qualche chilometro a sud di Otranto e andate a sedervi sulla terrazza del vecchio faro, contemplate il mare e godete del senso di leggerezza che se ne ricava osservando il profondo blu di fronte a voi, mentre il vento leggero vi scompiglia i capelli!( piccolo baruccio nel faro e presto la possibilità di cenare e anche dormire).
Ripartite come noi rigenerati e convinti che questa è stata solo la prima di una serie di estati salentine!

Mi sono innamorata del Salento!

Prima di scoprirlo di persona il Salento l'avevo pensato e ripensato, disegnandomelo nella mente grazie ai racconti dei mie amici salentini. Erano anni che immaginavo una vacanza qui, tra case bianche e mare cristallino. Non è mai facile concretizzare una vacanza così quando si vive dall'altra parte del mondo e si deve far sempre i conti con vacanze ridotte al minimo, scuola che incomincia troppo presto, aerei che partono e mille persone da vedere e rivedere.
Otranto

Quest'estate grazie ad una combinazione di eventi l abbiamo vissuta tutta in Europa, come non capitava da tempo, anzi quasi tutta in Italia per fare il pieno di paesaggi e sapori.
Così come ennesima tappa del nostro italico itinerare siamo sbarcate in Salento per scoprire che a volte i racconti non dicono tutto, che le parole degli amici ti dipingono il quadro ma omettono tanti dettagli che sono quelli che fanno la differenza.
fantastici amici
Così ci siamo trovate, le ragazze ed io, nel centro di Otranto, bello e ordinato, con i suoi vicoli e il Duomo da contemplare all'infinito. Abbiamo scoperto una campagna arsa e splendida, costellata di ulivi. Ci siamo tuffate in un mare caldo che non ha nulla da invidiare a quello azzurro dei Caraibi... Spiagge bianche e scogli a picco sul mare.
Abbiamo passeggiato in cittadine splendide, ricche di storia, che ti lasciano un senso di pace e di gioia. Abbiamo contemplato il mare che si perde fino alle coste dell'Albania, con i suoi monti che fanno cucù d lontano, l'abbiamo contemplato dalla quiete ventilata di un faro pronto per rinascere nella sua seconda vita.
Castro
Abbiamo riso e scherzato con degli amici preziosi, segno evidente che l'amicizia non la si costruisce con il quotidiano ma con qualcosa che va oltre. Abbiamo mangiato l'anguria dolce e gustosa con il sentimento di essere veramente in vacanza.
grotta della Poesia
Abbiamo assaporato specialità locali seduti nella magica atmosfera di una masseria di una bellezza incredibile. Siamo state felici in questa scoperta di un angolo di 
Puglia che merita il successo turistico di questi ultimi vent'anni, lo merita eccome.
il faro di Otranto
 
dalla terrazza del faro
Dal lato pratico per chi decide di farsi un viaggetto da queste parti partendo da 
Otranto, veramente incantevole, prendete la litoranea verso Santa Maria di 
Leuca e godetevi i paesaggi oltre che le belle cittadine sul vostro cammino. Prima di arrivare a Castro visitate la grotta di Zizzulusa, concedendovi poi un tuffo a Castro Marina e una passeggiata nel centro storico. Passate Santa Maria di Leuca e approfittate delle spiagge della costa ionica, grandi spiagge bianche bagnate dal mare azzurro. Concedetevi un giretto di Gallipoli, la metà mondana di queste parti, bella cittadina presa d'assalto dai turisti. Tagliate verso l'entroterra e ( previa prenotazione) non perdetevi un pranzo o una cena alla Masseria le Stanzie, a Supersano, cucina ottima e un quadro di una bellezza incredibile.(noi ci porteremo in America come ricordo indelebile il gusto indimenticabile del pan cotto)
Spingetevi fino a Lecce splendida città barocca in cui perdersi nei vicoli curati.
Ritornando sulla costa Adriatica pausa bagno ( e tuffi) alla grotta della Poesia a Torre dell'Orso, per poi scendere di nuovo verso sud verso le cave di Bauxite.
Lecce
 E per finire scendete qualche chilometro a sud di Otranto e andate a sedervi sulla terrazza del vecchio faro, contemplate il mare e godete del senso di leggerezza che se ne ricava osservando il profondo blu di fronte a voi, mentre il vento leggero vi scompiglia i capelli!( piccolo baruccio nel faro e presto la possibilità di cenare e anche dormire).
Ripartite come noi rigenerati e convinti che questa è stata solo la prima di una serie di estati salentine!

mercoledì 27 luglio 2016

Vacanze con paura ma vacanze siano!

Ho scritto questo post una decina di giorni fa, eravamo in volo dopo un bel lungo week end dove, nonostante tutto, abbiamo cercato di goderci Roma. In questi 10 giorni il terrore e la minaccia continua sembrano essere diventati parte del nostro quotidiano
È ormai un mese che siamo in Europa, la nostra vacanza prosegue con gioia, scopriamo luoghi e godiamo di splendidi momenti tutti e cinque insieme, momenti ormai rari...
Quest'ultimo week end l'abbiamo trascorso a Roma, la voglia era far scoprire o riscoprire la città alle ragazze ( Federica l'aveva già visitata un paio di volte). Non starò a parlarvi di Roma, di queste ennesime belle giornate filate via rapide, delle mille bontà sognate per mesi e finalmente nei nostri piatti...non parlerò dei troppi turisti e della sporcizia della città, e non mi metterò neanche a scrivere quello che mi è piaciuto e quello che invece non mi piace della nostra capitale... Quello di cui voglio scrivere è qualcosa di più intimo e profondo, quel senso di insicurezza e paura che anima me, noi e tutti quelli che ci stanno intorno.
Premetto che prima di partire mi chiedevo se avesse un senso continuare a viaggiare, se fosse saggio ritrovarmi a passeggiare negli aeroporti e a percorrere vie in città minacciate e spaventate. Ne conclusi allora che la nostra vita doveva continuare come sempre, altrimenti se tutti smettessimo di vivere liberi, di muoverci, di ridere allegri per le strade, faremmo il gioco di chi sta cercando di annientarci con il terrore.
Poi siamo arrivati in Europa, prima tappa Parigi. Parigi la martoriata che ha cercato con forza di tirar su la testa e di riprendere a sorridere.... Ma a Parigi l'aria che si respira è pesante, è palpabile la tensione, ci si guarda intorno, si scruta il proprio vicino cercando di capire chi è, cosa fa, se è come noi....
Nonostante tutto mi sono detta che dovevamo approfittarne come sempre, cercando di vivere spensierati...
Poi siamo arrivati in Italia, il nostro itinerare è continuato sempre con un occhio scrutatore e vagando in città che hanno un aspetto nuovo e inconsueto per noi: l'assetto di guerra. Le guardie armate sono ovunque a ricordarci che non possiamo essere tranquilli. Sembra quasi assurdo, dovremmo sentirci protetti ma non lo siamo.
Il 14 luglio eravamo a Palermo, fortunatissimi perché capitati in città il giorno della festa della Santa Patrona. Eravamo davanti al Duomo con gli occhi fissi sull'inizio della processione, poco più in là esercito e polizia... Ho pensato che nonostante tutto se un pazzo avesse voluto avrebbe potuto tranquillamente fare un massacro, nonostante esercito e polizia.... Poi ho smesso di pensarci, mi sono goduta la serata, abbiamo riso, scherzato e mi sono detta che non si può vivere con la paura, che la vita deve essere più forte. 
Siamo rientrati a casa e sono arrivate le prime notizie di quello che 1000 chilometri più in là stava succedendo, durante un'altra festa, durante un'altro magico momento in cui le famiglie si ritrovano mano nella mano e si rilassano insieme. Siamo andati a letto con un piccolo senso di angoscia che è diventato sgomento al nostro risveglio. Siamo partiti per Roma chiedendoci in cuor nostro se fosse una buona idea, ma tutto era previsto, organizzato, e la vita continua.
Siamo arrivati in una città dove il senso di leggerezza nel vivere quotidiano non esiste più, perché quando le guardie armate di mitra sono ovunque ad ogni angolo di strada, il senso di leggerezza che dovrebbe accompagnare le nostre giornate svanisce.... Ad ogni passo qualcosa è lì a ricordarci che ci saranno altre Nizza, altre Dakka, altri Bataclan e aeroporti di Istanbul e Bruxelles.... Noi possiamo solo continuare a vivere, a sorridere, ad amare, a stringerci forti gli uni con gli altri, a far vedere che siamo noi i più forti, che non ci lasceremo spaventare dall'orrore, perché vivere è l'unico modo per rendere omaggio a tutti quelle vite spazzate via troppo presto.....

martedì 26 luglio 2016

Road trip in Sicilia

Abbiamo messo i piedi a terra a Milazzo dopo la nostra settimana in giro per le Eolie, i giorni successivi sono previsti on the road alla scoperta della Sicilia.

Premetto che il mio programma di partenza era ambiziosissimo e cammin facendo mi sono resa conto che non avremmo comunque mai potuto vedere tutto, sarebbe stata un'inutile corsa contro il tempo senza goderci veramente le bellezza che quest'isola aveva da proporci. 
Abbiamo deciso quattro tappe, l'ultima delle quali obbligata avendo un aereo da Prendere all'aeroporto di Palermo. Ho volontariamente tagliato fuori la zona di Agrigento, dicendomi che sarebbe stato troppo lungo fare il giro completo dell'isola, troppe ore di macchina e poche a veramente scoprire le bellezze locali.
Prima tappa Taormina, scelta che forse a posteriori non rifarei. Bella cittadina certo, ma un po' sopravvalutata. Una Saint Tropez che guarda il mare dall'alto, dove tutto sommato non vale la pena di soffermarsi per più di qualche ora.
Ci siamo goduti la vista mozzafiato dai giardini pubblici, veramente molto belli con una vegetazione lussureggiante, opera di un'inglese un po' egocentrica appassionata di ornitologia. Abbiamo passeggiato lungo Corso Re Umberto, che taglia la città in due e che è indubbiamente molto piacevole con le diverse facciate dei palazzi dei nobili testimoni della prosperità ottocentesca della cittadina. Bello anche il Duomo affacciato su una piazza che offre un colpo d'occhio eccezionale sulla baia sottostante. Il Duomo costruito sulle rovine di una chiesetta medievale dedicata a San Nicola, ha un aspetto abbastanza singolare, un po chiesa un po' fortezza.
Abbiamo sorseggiato il caffé più caro della nostra vita in una bella piazzetta  prima di riprendere la strada di una Sicilia più genuina e scendere a valle verso Letojanni a goderci una pizza discreta e a passeggiare sul lungo mare tra villeggianti e locali venuti a godere della brezza serale.
Tappa successiva Siracusa, e qui direi che la scelta non poteva essere migliore: semplicemente splendida. Abbiamo passato due notti sull'isola di Ortigia, indubbiamente la parte più caratteristica della città, dove tutto è talmente bello: vicoli, scorci, cortili. Girare a piedi è il modo migliore per scoprire la città, ci sono all'ingresso dell'isola dei parcheggi gratuiti (strisce bianche) e a pagamento ( strisce blù), abbiamo parcheggiato la macchina e ce ne siamo dimenticati lasciandoci trasportare dalla scoperta entusiasta, vicolo dopo vicolo, tutto è da vedere. Grandioso il Duomo, con il suo mélange di stili  e la sua piazza, bellissimo l'Ipogeo nella piazza del Duomo sullo stesso lato, con le sue gallerie sotterranee stupendamente conservate, che servirono da rifugio antiaereo dura te la seconda guerra mondiale. Abbiamo percorso le gallerie passando sotto la città per sbucare sul lungo mare e passeggiare piacevolmente fino al Castello in punta all'isola.
Molto carino il mercato lungo via Trento e fino alla vecchia prigione dei Borboni ormai all'abbandono: un tripudio di colori e profumi, spezie, pesce, frutta e verdura. Intorno al mercato la possibilità di mangiare lo street food locale.
Ottimo indirizzo per mangiare tipico locale ma rivisitato in chiave contemporanea, Pani and Co : taglieri di salumi e formaggi locali, risottino ai fiori di zucca, spada impanato ai pistacchi di Bronte, il tutto accompagnato da un ottimo bianco siciliano.
Fuori da Ortigia la città è meno bella, ma da non perdere nella zona di Neapolis il Parco Archeologico. Dei pulmini ( gratuiti sotto i 13 anni) fanno la navetta tra Ortigia e il sito, normalmente ogni venti minuti.... Ma abbiamo rapidamente capito che il concetto di venti minuti può essere abbastanza aleatorio... Abbiamo atteso il nostro per il ritorno per un'ora ( all'andata abbiamo camminato, ma dopo la visita sotto il sole delle due non avevamo la forza di tornare indietro)
Il parco archeologico è molto bello e ben conservato, l'accesso è a pagamento solo per il teatro greco ( gratuito per i giovani sotto i diciotto anni). Attenzione durante il periodo estivo il teatro è solo visitabile in parte in quanto occupato dalle strutture per le rappresentazioni. È il più grande della Sicilia e anche uno dei più grandi del mondo greco, scavato nella roccia nel V secolo a.C. ha un diametro di 138 metri e poteva contenere fino a 15000 spettatori.
Bello anche l'anfiteatro romano, uno dei più grandi d'Italia e l'immenso altare di Ierone costruito per i sacrifici dei buoi a Zeus.
Un consiglio: in estate andare all'apertura, le 9, farà già caldo... Dopo diventa una sfida...
La Sicilia barocca offre un'infinità di posti belli da vedere, anche qui abbiamo dovuto scegliere consci che non potevamo vedere tutto bene e piuttosto che visitare di corsa, meglio ridurre il numero di posti. Abbiamo scelto di visitare Noto, per motivi logistici più vicina di Ragusa, e siamo stati contenti della scelta, splendida cittadina immersa nella campagna tra mandorli e olivi. La città venne costruita interamente in stile tardo barocco, dopo la distruzione nel terremoto del 1693 della prima Noto, situata 18 chilometri più lontano.
La città venne sviluppata intorno a tre assi principali e paralleli, il primo occupato dai nobili con i loro sontuosi palazzi, il secondo dal clero, con una trentina di chiese, oltre ai monasteri e ai conventi, il terzo per il popolo con edifici più bassi. 
Noi abbiamo percorso Corso Vittorio Emanuele, l'asse di mezzo, dalla Porta 
Reale fino alla via Galileo Galilei. Da vedere la chiesa di Santa Chiara con l'annesso convento delle Clarisse, ( 2 euro , gratuito sotto i 18 anni). Splendida la vista sulla città dalle terrazze.
La cattedrale dedicata a San Nicolò ha una facciata imponente alla quale si accede attraverso un imponente scalone. In realtà l'interno è abbastanza brutto, la cupola e la navata collassarono nel 1996 e la chiesa, tranne appunto la facciata, venne rifatta.
Piacevole la via Nicolacci che costeggia il palazzo Nicolacci di Villadorata e sfocia sul l'ennesima chiesa.
La passeggiata è veramente piacevole anche nelle vie circostanti, balconcini di ferro battuto, vecchie facciate, chiesetta, cortili.
Per una pausa ghiotta la Trattoria Ducezio, sperduta in fondo ad un vicoletto e dall'aria di ristorante turistico, ma ottima ( non ce l'avesse consigliata la nostra amata guida forse avremmo diffidato). Unico difetto piatti di dimensioni americane....!
Ci lasciamo la Sicilia barocca alle spalle e attraversiamo l'isola passando da 
Enna direzione Scopello e la Riserva dello Zingaro, penultima tappa del nostro itinerare.
Posti splendidi, Scopello piccola perla arroccata sulle colline che si specchiano nel mare, da qui incomincia la Riserva dello Zingaro, un susseguirsi di cale e caletta con il mare cristallino.
Il vecchio borgo di Scopello dominato dal baglio offe una vista splendida che da Castellamare del Golfo si perde allo Zingaro direzione San Vito lo Capo. All'interno del Baglio ottima insalata di polpo al Bar Nettuno, che nonostante il nome è ottimo ristorante.
Per visitare la Riserva due possibilità: da terra o dal mare. Noi abbiamo optato per la seconda affittando un gommone nel vecchio porticciolo ( molto carino) di Castellamare del golfo. Abbiamo passato la giornata tra un tuffo e l'altro cambiando caletta ad ogni bagno.
Se non si ha voglia di inoltrarsi nella Riserva ci si può fermare alla spiaggia di Giudaloca, sulla strada per Scopello, tutta di sassi bianchi e molto gradevole.
Ottimo gelato al Bar Vogue lungo il molto del vecchio porto di Catellamare, oltre ad innumerevoli posti in cui mangiare il coi scout di pesce, piatto tipico locale.
Non solo bagni in questo angolo di Sicilia africana ( così viene definita) ma anche cultura con lo splendido sito archeologico di Segesta, con il suo tempio dorico conservato splendidamente e lo splendido teatro greco. Una piacevole passeggiata nella storia! Il teatro gode di una posizione incredibile ed è utilizzato ancora in estate per dei festival di teatro: doppio spettacolo in programma la rappresentazione e il paesaggio!
L'ingresso al sito è gratuito per i minori di 18 anni e devo dire che qui, come nelle tappe precedenti la cosa mi ha particolarmente colpita, trovo veramente importante rendere l'approccio al nostro patrimonio culturale accessibile a tutti.
La campagna intorno vale la pena di essere visitata ricorda la Toscana tra vigne e uliveti.
Ormai il nostro viaggio è quasi al termine, le due settimane in Sicilia si concludono con una toccata e fuga a Palermo, della quale abbiamo potuto avere solo una rapida, ma piacevole infarinatura, complice anche la fantastica location che ci ha ospitati.
Consigliamo questo indirizzo a chi ha voglia di regalarsi un week end o più in questa che ci è sembrata essere una bellissima città ( nel suo centro storico) www.suitecentro.it: appartamento splendido e curato, accoglienza calorosissima dei proprietari che ci hanno dato mille consigli sul cosa fare e vedere, in bonus la colazione prevista nella piacevolissima cucina ( diverse cose a disposizione fuori e dentro il frigo), macchinetta del caffè espresso veramente apprezzata!
Abbiamo avuto la fortuna di capitare a Palermo la vigilia della festa di Santa Rosalia, la patrona della città, al momento della processione che dalla cattedrale dedicata alla Santa scende giù lungo il costo Vittorio verso il mare, culminando con i fuochi di artificio. In giro bambine e ragazze con corone di rose nei capelli e tantissima animazione. Abbiamo passeggiato cercando di cogliere qualche immagine della città in questa atmosfera gioiosa, siamo arrivati fino al Palazzo dei Normanni, sede del Parlamento Siciliano,  abbiamo visitato il Duomo, per poi ritornare sui nostri passi verso la Chiesa di San Cataldo, proprietà dell'ordine dei cavalieri del Santo Sepolcro, stupendo esempio di fusione tra architettura religiosa cristiana e mussulmana.
Abbiamo camminato nei vicoli fino a posare le nostre stanche membra e i nostri stomaco affamati all'Osteria Ballarò, dietro piazza della Cassa di Risparmio, dove mi sono lasciata tentare da un antipasto tipico dello street food siciliano, un tripudio di sapori, con il ricordo dei quali ripartire da questa terra che ci ha conquistati.
La Sicilia, a noi sconosciuta prima, ci ha veramente colpiti per la sua bellezza, per la ricchezza culturale delle sue città, per una cucina ricca di gusto e allegria, per l'accoglienza dei siciliani con il cuore in mano, sempre con un sorriso. 
In tante città del nord si ha molto da imparare purtroppo... O forse tanti valori ancora forti qui si sono persi, primo fra tutti la fierezza di far scoprire la propria terra e di mostrarla sotto il lato migliore.
Aveva ragione Goethe :" l'Italia senza la Sicilia non lascia immagine alcuna nello spirito. Qui è la chiave di ogni cosa".

giovedì 14 luglio 2016

Veleggiare alle Eolie


7 splendide isole al largo della costa nord-est della Sicilia, sette piccoli paradisi circondati dal mare e presi letteralmente di mira dai turisti soprattutto ad agosto. 
La prima settimana di luglio sembra perfetta per scoprirle con un po' più di calma intorno, anche se onestamente nelle baie c'è già folla.
Vulcano la nostra prima tappa. Siamo arrivati al tramonto in questa isola-vulcano praticamente disabitata d'inverno. 470 abitanti e una marea di turisti d'estate a godersi quest' isola che ospita uno dei vulcani più pericolosi, che fa sentire la sua presenza in modo continuo attraverso le esalazioni di zolfo e il fumo da cartone animato.

Siamo arrivati sull'isola al faro del Gelso, baietta senza anima viva con un delizioso ristorantino, Da Pina e una chiesetta che guarda il mare. Ci siamo goduti la serata osservando la baia dalla terrazza del ristorante e degustando piatti eccellenti serviti con il sorriso: capponatina della casa, spaghetti al nero di seppia, totani ripieni, pesce alla griglia, tutto accompagnato da un vinello bianco della casa niente male, e per concludere un bicchierino di ottima Malvasia, vino bianco liquoroso locale incredibilmente buono!
Fu al Gelso che si formò la prima comunità dell'isola di Vulcano, nella zona più distante dagli umori del vulcano stesso,  e le vestigia di quella che fu una comunità attiva le si ritrovano nella vecchia chiesetta.
La sabbia delle spiagge è talmente nera da essere quasi inquietante, durante il mio primo bagno sono rimasta spiazzata....
Nella zona detta Porto di Levante, che in realtà porto non è ma una baia sulla quale si specchia un villaggetto di poche case e tanti ristoranti, da non perdere i bagni di fango, (2euro l'ingresso per gli adulti) che si fanno avvolti in un odore di zolfo al limite del sopportabile, odore che colpisce già quando si arriva nella baia dal mare.

Un laghetto di acqua e fango nel quale ci si può immergere per un massimo di 20 minuti, o nel quale passeggiare spalmandosi di fango fino a farlo seccare( viso escluso in quanto il fango può essere estremamente irritante per gli occhi). Dopo di che una volta puliti ci si va ad immergere nel mare di fronte dal quale non si uscirebbe più talmente è  piacevole rilassarsi tra le emanazioni calde che arrivano dal fondo in bolle giganti, un vero idromassaggio naturale, un po' puzzolente e bollente (attenzione a dove si mettono i piedi sul fondo c'è il rischio di bruciarsi la pianta con un getto forte).
Un leggero stretto separa Vulcano da Lipari, la più abitata delle isole dell'arcipelago, poco più di 10000 abitanti, un villaggio appoggiato lungo il mare ai due lati del castello che occupa il posto dell'antica acropoli, fortificata dagli spagnoli dopo la distruzione delle antiche fortificazioni da parte del Barbarossa. Animato questo paesello, almeno in questo inizio luglio, per noi pausa spesa, acqua e gasolio.
Da vedere sull'isola le cave di pietra pomice, dichiarate dopo la chiusura nel 2007, patrimonio mondiale dall'Unesco. ( Durante il fascismo gli oppositori al regime venivano inviati nelle cave di pietra pomice e spesso morivano di silicosi, a causa delle particelle di polvere respirate in abbondanza).

Abbiamo navigato piacevolmente lungo la costa, lasciandoci Lipari alla spalle e facendo rotta su Panarea, la più piccola delle isole dell'arcipelago e  la più mondana, l'Ibiza locale! E pensare che alla fine degli anni 50 quest'isoletta era semi deserta, senza né acqua né luce. Fu il regista Michelangelo Antonioni a portarla sullo schermo nel film l'Avventura con Monica Vitti e a farla scoprire al mondo.... Da lì l'inizio e forse la fine, un gruppo di imprenditori milanesi si mise a ristrutturare le casette sgangherate e i turisti arrivarono da soli attirati dal mare cristallino. Splendidi gli isolotti Dattilo, lisca Nera, Bottaro , Lisca Bianca e Basiluzzo, paradiso per gli appassionati di immersioni, gli spot sublimi non mancano, il più noto a otto metri di profondità, la Pescheria sommersa, vestigia di una pescheria romana appunto sommersa. Come in tutte le isole anche qui l'attività geotermale non manca, in diversi punti le bolle salgono in superficie a ricordarci quanto la terra sia attiva!

E l'isola di Stromboli ne è la conferma: fuma, fuma di continuo questo vulcano! Dall'antichità è in attività permanente, espellendo dalle tre alle sette volte all'ora, in media, lapilli incandescenti, visibili dal mare di notte in uno spettacolo magico nella zona della sciara del fuoco, sul versante nord dell'isola. Abbiamo cenato presto per poi navigare fin li ed attendere il buio, occhi rivolti in alto verso il cratere fumante, siamo stati ricompensati da ben 5 "esplosioni" di lapilli rosseggianti!
Carinissimo il villaggio appoggiato alle pendici del vulcano, casette bianche dal tetto piatto che si arrampicano lungo viottoli di acciottolato, unico mezzo di trasporto che ha lo spazio per farsi strada è l'ape Piaggio, tanto per dare un idea della larghezza.


Ci si arrampica faticosamente fino alla chiesa nelle ore più calde, ma il panorama è splendido.
Anche un ristorante una stella Michelin sull'isola, da prenotare in anticipo e con come specialità gli spaghetti alla Strombolana!
Anche qui spiagge di sabbia nera come la pece e mare cristallino.
Navighiamo lasciandoci Stromboli alle spalle, il fumo che ne esce forma nel cielo una lunga linea, sembra un disegno. Mettiamo la prua verso Salina, ripassiamo di fianco agli isolotti di Panarea, a Lipari mentre Salina èdavanti a noi.
A nord di Liapri Salina ci accoglie con una leggera brezza, ci ancoriamo tra Lingua e Santa Marina, anche qui casette bianche immerse nella natura un po' selvaggia.
Il giorno successivo ci tuffiamo nelle splendide acque della punta del Perciato, nel lato più selvaggio dell'isola: stupende falesie che si tuffano nel mare, vestigia di un cratere mezzo sommerso, vecchio di 13000 anni. La zona è diventata famosa per il film il Postino, l'ultimo di Troisi, girato in zona per alcune scene.

Abbiamo navigato in queste acque cristalline per sette giorni, godendo ogni istante, un ottimo modo per noi dopo anni di navigate in mari esotici di ritornare nel mare nostrum!
Devo dire che i vantaggi di navigare in Italia sono tanti, anche se il principale rimane l'ottimo cibo che si può trovare ovunque....per un'estate la nostra parentesi vela ha fatto rima con salamini saporiti e formaggi degni di questo nome.

domenica 10 luglio 2016

24 ore a Catania


Prima tappa delle nostre vacanze 2016, Catania, dove siamo atterrati arrivando da Torino con 24 ore di tempo prima del nostro imbarco a Milazzo per il giro delle isole Eolie.
L'ho preparato con passione questo viaggio in Sicilia e tanta voglia di scoprire e far scoprire un po d'Italia alle nostre ragazze. Federica aveva trascorso qualche giorno a Catania durante la sua vacanza da sola l'estate scorsa, ed era rimasta colpita da questa città ricca di storia.
Non avevamo molto tempo ma nonostante tutto siamo riusciti a visitarne una buona parte, complice anche il nostro appartamento a due passi dal Duomo, il che ci ha dato la possibilità di girare a piedi e in fretta senza troppi spostamenti.

 E siamo proprio partiti dal Duomo barocco e dalla sua bella piazza per goderci la scoperta della città, un giro al mercato del pesce semplicemente sublime.... Anche se purtroppo siamo arrivati alla chiusura, un giretto lungo la via Etnea, con sosta all'andata ad ammirare lo splendido cortile del palazzo dell'Università e al ritorno a guardarci seduti per terra l'ultima parte della partita Galles- Belgio.
Castello Ursino con pausa granita ( tipica della zona la granita con brioche) per poi scendere verso il mare e scoprire un po della vecchia Catania, ritrovandosi anche in un quartierino non dei più tranquilli, ma in modo disinvolto ne siamo usciti!

Ci siamo seduti ad ammirare l'ingresso del Teatro Bellini per poi spingerci fino all'anfiteatro romano, insomma abbiamo scarpinato sotto un sole caldissimo ma contenti. Due pause gastronomiche, la prima per pranzo in un ristorantino delizioso a conduzione famigliare: Trattoria il mare, piatti semplici e gustosi in un ambiente casalingo e gradevole ( ottima insalata di polipo), la seconda in una deliziosa piazzetta della vecchia Catania,  la Pentolaccia, con ottimi primi ( buonissimi i caserecci alla catanese) ma un fritto misto di pesce così così. Anche qui però atmosfera simpatica, il padrone si è messo a chiacchierare piacevolmente con noi, con un modo di fare molto conviviale...

Abbiamo concluso il nostro brevissimo soggiorno catanese con una colazione con vista Duomo, prima di immergerci nel traffico caotico della città per fare rotta verso la barca.
Considerazioni pratiche: la città è abbastanza tranquilla ma essendo turisti si deve fare un po' attenzione in quanto facilmente reperibili e considerati prede possibili dei mal intenzionati: si sa che il turista gira con più soldi in contanti, soprattutto se straniero. Ci hanno sconsigliato di andare al di là di Castello Ursino, quindi nella zona a  destra rispetto alla via Garibaldi guardando la piazza del Duomo.

Molta cortesia ovunque a partire dalla padrona di casa fino ai negozianti, direi che è un modo di fare molto tipico del sud d'Italia e che si è un po perso al Nord.
Fa molto caldo ai primi di luglio già abbastanza presto al mattino, nelle ore più calde della giornata la città sembra deserta...ma andare a passeggio diventa una sfida alla sopravvivenza!